martedì 16 novembre 2010

Verso Agrigento

Martedì 14 Settembre.
Ci svegliamo come al solito prestissimo e stamattina abbiamo tantissime cose da fare, lasceremo Noto per il lungo percorso verso Agrigento, 195 Kilometri di strada statale sconosciuta.
Il tempo non è bellissimo ed oltretutto c'è un vento notevole ,nemico della moto.
Colazione al solito ber ed ultima passeggiata all'alba lungo il corso per ammirare ancora una volta la cattedrale illuminata dalla luce del primo mattino.
Passeggiando veniamo superati da un gruppo di ragazzi vocianti ed elettrizzati- è il primo giorno di scuola-li seguiamo con lo sguardo mentre si abbracciano e si confidano, più avanti un'altra scuola dove le mamme accompagnano i più piccoli.
In fondo è già autunno e questa parola mi evoca immediatamente un sensazione di malinconia, non mi piace l'autunno e non mi piace il fatto che stiamo lasciando Noto, ne sono innamorata anzi  ne siamo innamorati.
Ritorniamo nella nostra casetta per preparare i bagagli; abbiamo anche la borsa da serbatoio, comodissima. Stamattina i costumi saranno in valigia non abbiamo tempo per un ultimo bagno nella zona vogliamo ritornare a Ragusa Ibla e poi ..... Agrigento.
Partiamo relativamente presto  equipaggiati di tutto punto ed abbastanza velocemente raggiungiamo Ragusa.
Parcheggiamo la moto con tutti i bagagli, ho un pò timore, non c'è nulla di valore ma.... da buona napoletana ho sempre qualche dubbio a lasciare incustoditi i bagagli.
Riprendiamo la via principale e ci dirigiamo verso la piazza principale  per fare un giro panoramico sul trenino che da la possibilità di avere uno sguardo d'insieme di tutta la città..
Avrei preferito salire e girare a piedi, solo così si può visitare un luogo ,ma devo raggiungere un compromesso con il mio compagno che con l'andare a piedi ha un rapporto pessimo.
Il giro è piacevole e focalizziamo ancora una volta un  immagine di  città monumento.
Ci fermiamo in un bar per un'altra granita ed un cannolo.La granita non è buona come quella del giorno precedente mentre il cannolo meritava quasi quasi un bis ma desistiamo.
Ritorniamo alla moto, come era prevedibile era tutto lì, ripartiamo verso la SS115.
Attraversiamo Comiso, Vittoria e la strada finalmente corre lungo il mare.Un mare piatto, spiagge infinite.













Ci fermiamo verso Licata per una sigaretta e per riposare un pò.Il tragitto è stato pessimo,gli autombilisti non rispettano nulla, passano, superano, attraversano, tagliano la strada, pericolosissimo.Il vento non ci ha dato tregua, fortissimo,sentivo la moto spostarsi e lo sforzo del mio compagno per tenere la strada,oltretutto con un panorama non proprio dei migliori; lungo il mare- bellissimo- insediamenti moderni con palazzotti ed aree industriali.
Insomma che dirvi non ci tornerei , ci sono luoghi molto più belli.
Ci sediamo sulla spiaggia deserta, il vento è violento, cerchiamo riparo sotto un muretto per scaldarci con i pochi raggi di sole che ci sono,mare in tempesta a perdita d'occhio  ma se solo ti giravi verso la costa  insediamenti industriali - ce ne andiamo-
Da Licata ad Agrigento ci sono ancora 50 Kilometri, un'altra ora di vento e di strada improponibile.
Attraversiamo ancora qualche punto con vista mare poi la strada va verso l'interno verso Palma di Montechiaro.
Arriviamo alla periferia di Agrigento, simile a tutte le periferie di città; avevamo un pò dimenticato come sono brutte i giorni trascorsi nella Val di Noto ci avevano disabituati alle bruttezze
Seguiamo le indicazione per la città e attraversando una rotatoria ci accorgiamo di essere sotto la collina della Valle dei Templi. Incredibile è lì così..... un pezzo di storia, di cultura ,di vita sopra na circumvallazione impazzita dal traffico---da non credere---
Decidiamo di cercare un posto per dormire, stavolta non sono stata previdente ed i nominativi presi sono lontani dai luoghi di interesse

Saliamo verso la città e troviamo l'indicazione di un B&B- Le Due Palme.
Bene segnatelo e non dimenticatelo perchè credo di non aver visto niente di più brutto, triste e squallido.
L'ingresso non era malvagio, la localizzazione vicinissima al centro e relativamente vicina alla Valle dei Templi.
Prendiamo le chiavi ed entriamo nella stanza..........mio dio........un arredamento anni 50, la luce fiochissima di un lampadario orrendo,i servizi igienici con ancora la catenella per tirare l'acqua, due sedie sbilenche,sul letto un copriletto da incubo,le finestre di legno scrostate e rotte.
Ci guardiamo sconsolatissimi, ma siamo troppo stanchi per cercare altro in fondo dobbiamo solo dormirci e ripartire all'indomani al più presto.
Lasciamo i bagagli senza aprirli,non facciamo la doccia ne ci cambiamo; usciamo velocemente da quella tristezza per andare a rifarci gli occhi alla Valle dei Templi

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ecco l'altro aspetto della Sicilia, quello svenduto dai pochi a scapito di tutta l'umanità, ma se fai attenzione t'accorgi che nel particolare anche il minimo, o c'è amore o dolore, non c'è grigio, bianco e nero se riesci a cogliere questo non dimenticherai mai ed aimè ti ammalerai di mal di Sicilia. Oggi non so se potrò continuare la lettura.. un saluto veloce, Gino s....112