martedì 28 dicembre 2010

Cous cous

Rientriamo in albergo infreddoliti ed una volta tanto felici di poter fare una doccia subito dopo il mare.
Freschi e ben vestiti, per quanto possano essere ben vestiti due motociclisti, usciamo per andare a cena.
Le stradine sono invase dal popolo dei vacanzieri, stand gastronomici, bancarelle, ristoranti strapieni;fermarci a mangiare un panino non ci andava proprio ma neanche sederci ed affrontare una cena luculliana.
Nel frattempo il mio compagno conversava animatamente al telefono per fatti di lavoro, il suo umore mutava mentre iniziava nella mia mente una serie di imprecazioni, mi stavo innervosendo.
Ma questo episodio non è relativo al viaggio e quindi caliamo un sipario.Decidiamo di fermarci in un posto qualsiasi ordiniamo un'insalata di pomodori (voleva mangiare solo quella)ed un pesce spada alla brace ,costo relativamente contenuto per il poco mangiato 25 euro.Ci ritiriamo in albergo stanchi e stasera nemmeno troppo contenti.Mi sveglio prestissimo,come al solito,con una voglia pazzesca di caffè mi ficco velocemente i pantaloncini e mi avvio alla porta, lui si sveglia e senza parlare esce con me.Tra di noi c'è ancora la sera precedente,i suoi nervosismi, le mie considerazioni di vita del tipo"chi me lo fa fare" voglio tornare single e mi basta veramente poco per pensarlo.
Cerchiamo un bar è l'alba, camminiamo per le stradine sotto le buganville rosso fuoco e tra le case bianche di calce, la luce è viola, ascoltiamo solo il rumore dei nostri passi.


Alba sulla spiaggia di san Vito















In piazza il mitico bar Cusenza è aperto ci fiondiamo per un doppio caffè, un odore di pasticceria penetra violentemenete nelle nostre narici-cannoli-cassatine-sfincioneddi(ciambelle fritte ripiene di ricotta)croissant alla crema di pistacchio e di mandorla un ovazione di dolce,non ci facciamo tentare e sorseggiamo solo il nostro caffè. Senza parlare ci dirigiamo verso il mare; la sabbia è ancora bagnata dall'umidità della notte, il mare una tavola blu notte, all'orizzonte sta sorgendo il sole-ci guardiamo e senza parole ci abbracciamo mentre la sabbia inizia a colorarsi di rosa ed  il mare di azzurro.
Trascorriamo qualche ora della mattina sulla spiaggia con tanto di ombrellone e lettini,bottiglia d'acqua e giornale ma non è divertente,noi donne siamo specialista della bolla sul lettino(ore senza far niente a grociolarci al sole stendendo sulla nostra pelle unguenti micidiali)ma gli uomini si annoiano.
Resiste un pò ma lo sento insofferente ,decido di rinunciare e gli propongo una passeggiata, accetta immediatamente.Giriamo senza meta fra le stradine di San Vito e ne approfittiamo per prenotare per le 14 la gita in barca alla riserva dello zingaro, fargli passare un'altro pomeriggio in spiaggia sarebbe stato sadismo preterintenzionale.
Decidiamo di mangiare il mitico cous cous prima della passeggiata pomeridiana ritenendo e ,chiaramente sbagliando clamorosamente, che potesse essere un piatto unico abbastanza leggero.
Il più rinomato ristorante di cuscus è GnaSara ci accomodiamo e  ne ordiniamo uno tipico di pesce ed uno di verdure;dopo circa una mezz'ora arrivano i piatti- sono mostruosamente abbondanti.
Il cous cous di verdure straborda di melanzane,zucchine e peperoni fritti,quello di pesce aveva posizionato al centro del piatto un chilo di roba di mare ed in una zuppiera a parte il brodo da aggiungere.

Alla vista dei piatti ci guardiamo avviliti"come faremo a mangiare tutta quella roba" nel frattempo sento arrivare dal mio subconscio la onniprente voce di mia madre che mi vieta assolutamente di fare il bagno fino al giorno dopo.Il cous cous è un piatto molto buono ma ha un difetto enorme-viene lavorato con il brodo e i granelli tendono ad assorbirlo, il risultato è che nello stomaco si  ricompone producedo un gonfiore ed una pesantezza che manco le lasagne; quello di verdure, che potrebbe sembrare più leggero, viene comunque preparato con il brodo ed in più l'olio fritto delle verdure viene assorbito dai granelli- insomma un'attentato alla colite, al colesterolo alla dieta ed alla vita se decidi di fare il bagno.... dopo.Non riusciamo a terminare i piatti  paghiamo un conto ragionevole credo sui 25 euro in due e ci avviamo rotolando verso l'albergo;bisogna recuperare un cambio di costume ed i parei per andare alla riserva ma la vedo.............dura.
Nel frattempo il cous cous inizia a gonfiarsi irremediabilmente nei nostri stomaci..

lunedì 20 dicembre 2010

Vita da spiaggia

Mercoledì 15 Settembre
Siamo a San Vito e da programma quelli dovevano essere i giorni dedicati al riposo ed alla vita da spiaggia.
Ma avevo fatto i conti senza l'oste e l'oste in questo caso è il mio compagno; forse i pochi mesi di frequentaziono non mi avevano fatto capire a pieno che del riposo il mio lui non sa che farsene e che la vita da spiaggia è quanto di più lontano dalle sue aspettative.Beh a saperlo........... il mio programma di viaggio era stato abbondantemente condiviso ma forse non in modo sufficiente.
Ma torniamo al racconto di viaggio
Il Bad and Breakfast prenotato è centralissimo, tre passi dal mare, molto grazioso e pulito.
San Vito ormai ha fatto del turismo il suo punto di forza e da Maggio ad Ottobre è sempre affollato;essendo settembre inoltrato credevo che ci fosse meno gente ma........in questo periodo si scatenano a San Vito tutti i festival enogastrronomici del mondo compreso quello del cous cous e quindi c'era il mondo e di più.
Ci sistemiano nella stanza, purtroppo senza balconcino sul terrazzo, era al completo e infilato il custume le ciabatte ed il pareo via verso il mare.
Ci fermiamo a mangiare qualcosa e subito noto nel mio compagno un primo senso di insoddisfazione-il luogo non lo entusiasma- mi dice che in fondo è simile a tutti i posti di mare,che per carità il mare è bellissimo ma per il resto............

Visto dal suo punto non ha torto, ma per me San Vito rappresenta alcuni momenti molto particolari della mia vita,rappresenta l'amicizia, l'affetto, il supporto che solo le amiche sanno darti,la forza ,la rinascita la capacità di superare.
Anni fa durante un periodo diciamo così un pò duro, trascorsi a San Vito una settimana in compagnia di una delle mie migliori amiche.
Con il morale sotto i piedi a causa di una profonda delusione,senza una lira in tasca credo di aver trascorso una delle settimane più serene di quegli anni.Ogni mattina la mia amica mi portava in giro e mi faceva scegliere la spiaggia che più mi piaceva, lo scoglio sul quale passare qualche ora,il mare turchino nel quale immergermi cercando di dare tregua ai miei pensieri.
Compravamo pane con il finocchietto e olive cunzate e quello era il nostro pranzo,la sera pane con il finocchietto e insalata di pomodori, unico lusso un gelato da passeggio andando avanti ed indietro per il corso e sostengo ancora oggi che neanche le maldive mi avrebbero potuto dare la ricchezza di quei giorni.
Il mio errore è stato quello di voler trasferire queste emozioni, non ho capito che erano mie e di nessuno altro nemmeno dell'uomo che ami ed al quale vorresti trasferire la stessa pace.
Aperta e chiusa parentesi


Ci dirigiamo sulla spiaggia con il kebab posizionato sullo stomaco,per me indice di impossibilità a fare il bagno,se non digerisco non lo faccio"ho ancora nelle orecchie le urla di mia madre che ci impediva il bagno se non dopo 4 ore dall'aver pranzato"
Proviamo a trovare un posticino meno affollato e ci avventuriamo fino alla fine della lunghissima spiaggia,fin sotto il monte cofano.
Sotto ormai le 4 del pomeriggio ma la spiaggia è piena come se fosse mezzogiorno ed il mare è mosso. Mi spiace perchè non si riescono a vedere le splendide sfumature di turchese dell'acqua e quelle rosa della sabbia di coralli.
Il vento come al solito non dà tregua, cerchiamo riparo dall'acqua che arriva fino a metà spiaggia su alcuni scoglietti e cerchiamo di rilassarci scherzando tra di noi e lascandoci ad andare a parole in libertà.
Dopo circa un'ora il mio compagno decide di fare il bagno, io non mi azzardo, il kebab stazione ancora integro nel mio stomaco.Chiaramente salendo dal mare e con il sole già basso all'orizzonte lo vedo tremare infreddolito;decidiamo di rientrare in albergo ed un pò per scherzo un pò per proteggerlo gli avvolgo un pareo attorno al costume bagnato.Cerca di rifiutarsi ridendo ma ..... gli scatto una foto......anch'io ho il mio briatore in pareo









mercoledì 15 dicembre 2010

Verso San Vito lo Capo

Riprendiamo la statale,il tempo si è definitivamente messo al bello, a parte il vento,un vento fortissimo che ci fa sbandare.
Sulla nostra sinistra il mare in tempesta che si infrange su spiagge lunghissime a destra soliti agglomerati urbani"peccato"
Attraversiamo Porto Empedocle ed Eraclea Minoa ma decidiamo di non fermarci; sarebbe interessante visitare questo sito archeologico ma abbiamo deciso di prendere un caffè a Sciacca

Entriamo nella cittadina che è quasi mezzogiorno,presto per pranzare, ma ci fermiamo per un caffè ed un paio di fotografie dalla terrazza
Il panorama è da mozzare il fiato, il mare ha un colore incredibile, mi riempio gli occhi e mi rammarico di non avere il costume.

Di fronte l'Hotel delle Terme con giardino, ai tavolini gruppi di signori e signore di una certa età che chiacchierano sorseggiando thè.
Ripartiamo dopo l'immancabile sigaretta e ci dirigiamo verso Castelvetrano.
Ci arriviamo in meno di 30 minuti e ci immettiamo nella prima autostrada del nostro viaggio-da non credere.Viaggiamo a velocità spedita,il vento è un pò meno intenso.
Ci fermiamo su di una piazzola dalla quale si può vedere, in alto ,Salemi.
Uno dei desideri del mio compagno per questo viggio era di visitare questa cittadina.
Il sindaco "Vittorio Sgarbi"per poter ricostruire il centro storico abbandonato dopo il terremoto del 1968 ha messo in vendita ad 1 euro le case con l'impegno di ricostruirle secondo determinti criteri e nel rispetto della loro origine
Ci ripromettiamo di fare un giro prima di concludere la vacanza.
L'uscita di Castellamare del Golfo ci riserva il primo scorcio di quel mare blu che mi porto dentro da diversi anni
"Il mare di San Vito lo Capo" per me e sottolineo per me - il più bello d'Italia.

Golfo di castellammare


venerdì 10 dicembre 2010

La casa di Pirandello

Mercoledì 16 settembre
Ci svegliamo sicuramente riposati ma assolutamente decisi ad abbandonare quel luogo al più presto possibile.
Apriamo la finestra sul panorama di una città anonima che si sta svegliando.
Solito minimo di igiene personale, rimettiamo velocemente a posto le poche cose tirate fuori dalle borse e ci avviamo, senza guardarci indietro, verso la reception.
Ci è preso un colpo- eravamo chiudi dentro- sbarrata la porta a vetri,sbarrato il portone dell'hotel a doppia mandata.
Volevamo andarcene; assolutamente ed al più presto, lasciamo le borse all'ingresso e facciamo un giro verso un terrazzo intravisto il giorno prima, anche quello un posto squallido, vecchie lattine in sostuituzione dei vasi al cui interno morivano striminzite piantine di non so che, pavimentazione con piastrelle consumate e spaccate , forse un tempo molto belle.Girando per l'albergo mi sono venute in mente le scena di quei film del dopoguerra con quell'aria e qualla terribile sensazione di povertà che aleggia in ogni scena.
Inizio ad arrabbirami, non è possibile che non ci sia un servizio netturno e cmq non si dia la possibilità ai clienti di uscire a proprio piacimento; abbiamo oltretutto pagato ben 70 euro per questo squallore con la stessa cifra a Noto abbiamo avuto un appartamento.
Torniamo alla reception e fortunatamente troviamo un signora in vestaglia e pantofole che dice di attendere un attimo.
Dopo pochi minuti e finalmente un signore ci apre; paghiamo chiedendo regolare fattura che chiaramente stava tentando di non fare e ci precipitiamo fuori......
Il sole, l'aria tersa della mattina ci rimettono il sorriso, facciamo colazione nel bar accanto all'albergo, non vogliamo perdere un minuto di più in questa città.
Mi spiace ma mi è rimasto un pessimo ricordo, neanche la valle dei templi è riuscita a farmelo passare.
Ci dirigiamo verso la circumvallazione , la casa di Pirandello è fuori citta verso il mare.
Ci immettiamo ancora una volta sulla statale e ci dirigiamo verso la contrada caos, nome più appropriato alla strada che al quartiere e finalmente arriviamo.
Un lungo viale alberato conduce verso un promontorio vista mare e su di esso la Casa di Pirandello.

Fermiamo la moto con i bagagli e ci rendiamo subito conto di essere gli unici visitatori.Peccato che i più non sappiamo di questi posti -ma forse è meglio così-
Il  museo  si trova in un appartamento situato all'interno della villa dove Luigi Pirandello visse dal 1933 al 1936; qui sono conservati gli arredi, i quadri, i libri, i manoscritti ed altri oggetti originali appartenuti allo scrittore. In questa casa Luigi Pirandello ricevette il Premio Nobel nel 1934
Alla morte dello scrittore, gli eredi donarono allo Stato tutti i beni conservati nello studio di Luigi Pirandello.
Il mio compagno è raggiante-Pirandello è uno dei suoi idoli, lo definisce il maestro.
Visitiamo lo studio ed il museo ammirando scritti e  sceneggiature di tante commedie ancora oggi  rappresentate nel teatri del mondo.
Avverto la sua emozione e mi spiega che sta cercando di immedesimarsi nel pensiero maestro e provare a capire cosa quel luogo avesse rappresentato nella sua vita Ci suggeriscono di proseguire la visita verso il giardino dove sono conservate le ceneri del maestro all'interno di una roccia una volta sotto l'ombra di un pino che purtroppo non c'è più.
Profumi e colori ci accompagnano nella tragitto, il mare sotto di noi azzurro e dentro di noi una bellissima sensazione di pace; questo incontro con la cultura ci ha rimesso in pace con la città di Agrigento.


















Ritorniamo verso la villa ammirando il panorama meraviglioso, sono trascorse più di 3 ore senza rendercene conto dobbiamo ripartire.
La nostra meta è San Vito Lo Capo praticamente dall'altra parte del triangolo siculo



All'ingresso della villa trascritto su pietra una frase che racchiude in un solo colpo tutto il fascino del luogo            "Girgenti"
"una campagna d'olivi saraceni affacciata sugli orli  d'un altopiano d'argille azzurre sul mare africano"

Non posso far altro,a questo punto,che concludere con un'altra sua frase 
     "Così e se vi pare"