domenica 23 gennaio 2011

Salemi e Museo della Mafia

La statale 118 ci porta verso Salemi attravarsardo la valle del Belice tristemente famosa per il terremoto del 1968; a parte questo ricordo la valle è molto bella, la strada attraversa colline di vitigni che si perdono all'infinito" uno spettacolo " sembra quasi di essere tra le langhe piemontesi.

In poco meno di un'ora arriviamo a Salemi, il primo impatto non è dei migliori, a seguito dell'evento sismico le autorità politiche salemitane e gli architetti chiamati a progettare e ridisegnare la struttura del comune optarono per la ricostruzione del paese secondo uno stile nuovo (New town). Per tali motivi lo sviluppo urbanistico è quello di un tipico paesone.Il centro storico è dislocato più in alto ed è caratterizzato da uno schema arabeggiante con vicoli ciechi molto articolati che portano a cortili sempre più segregati e scale particolarmente ripide su strapiombi " non vi dico attraversarli in moto"

A seguito del sisma, l'abitato nella zona centrale rimase per diversi anni abbandonato e da qui la decisione del sindaco Vittorio Sgarbi di mettere in vendita gli apparamenti del centro storico ad 1 euro per poterne perrmettere la ricostruzione secondo i criteri già in essere.
Ci fermiamo e chiediamo l'ubicazione del Museo della Mafia di cui avevamo letto.Attendiamo l'orario di apertura seduti ad un caffè della piazza del municipio, denominata "Dittatura" dove una lapide ricorda che Giuseppe Garibaldi arrivò a Salemi dichiarandosi dittatore del Regno delle Due Sicilie,situazione di cui non sono particolarmente contenta;non amo Garibaldi e sono una meridianalista convinta per cui meglio se restava a casa sua. Nella stessa piazza  si possono ammirare i resti dell''antica chiesa madre medievale dedicata alla Madonna degli Angeli  verosimilmente costruitasu una moschea e su un tempio di Venere.
Entriamo nel Museo che siamo gli unici visitatori;all'ingresso una gigantografia della Sicilia rappresentata come una macchia di sangue tra le foto di Falcone,Borsellino e Leonardo Sciascia



ll museo,appunto dedicato a Leonardo Sciascia, è concepito apposta per scioccare, la vista di cadaveri crivellati di colpi di lupara ,il passaggio attraverso le 10 cabine numerate che rappresentano  il percorso virtuale attraverso la storia di Cosa Nostra ti lascia un senso di sgomento.
La cabina 8 per esempio, che come le altre è di appena un metro quadrato, simula il retro di una macelleria siciliana con le piastrelle sporche di sangue e presenta immagini raccapriccianti che mostrano particolari anche "scientifici" di delitti.
La cabina delle estorsioni  prima di essere sistemata nel museo è stata bruciata e il legno semicarbonizzato impregna il visitatore dell'odore tipico di ciò che resta dopo un attentato del racket. Lì dentro si assiste alla disperazione dei commercianti che vedono la loro vita andare in fumo".
Ultimo momento molto intenso una lunga intervista a Giovanni Falcone che ascoltiamo seduti in una piccola sala cinematografica.
Usciamo dal museo con una sensazione di peso opprimente sulle spalle-è stato emozionante,forte, intenso e sopratutto un pugno nello stomaco.

Non credo ci sia ,in questo post, altro da raccontare.
Sento solo il dovere di pubblicare la foto di chi ha provato a combattere.
Di chi ha pagato con la vita.

domenica 9 gennaio 2011

Isola di Mothia

Ci svegliamo come al solito all'alba,sarà la voglia di caffè e l'incubo di non poterlo preparare che ci fa  precipitare in strada alla disperata ricerca di un bar.
Queste sveglie mattutine ci hanno però riservato magie difficilmente ripetibili.Solita passeggiata mano nella mano sulla spiaggia con il sole che sorge, sigarette d'ordinanza e velocemente in albergo per recuperare l'attrezzatura per la gita di oggi-Isola di Mothia e Salemi-
Il solito vento ci accompagna ma il cielo ha quel colore turchino che solo i giorni di tramontana sanno riservare; ci fermiamo un attimo ad ammirare il golfo magnifico e selvaggio di Macarì
Golfo di Macarì
 Ci dirigiamo verso Trapani la moto sbanda paurosamente a causa del vento ma in meno di un'ora arriviamo alla Riserva Naturale isole dello Stagnone di cui la più importatnte è Mothia
Il suo ruolo nella storia non è indifferente. Per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, i Cartaginesi ne vollero fare un proprio scalo commerciale. Purtroppo però Mothia subì le conseguenze della lotta tra Greci e Cartaginesi per il dominio sulla Sicilia.I resti della sua civiltà e della sua florida attività economica sono stati riportati alla luce da una lunga serie di scavi archeologici, soprattutto grazie all’opera di Giuseppe Whitaker che aveva precedentemente acquistato l’isola.
Per visitare l'isola bisogna traghettare, paghiamo credendo che tanto basti anche al prosieguo della passeggiata, ma non è così.Pochi minuti di traversata attraverso la laguna e le saline e siamo sull'isola.
Ai lati dei canali mulini a vento e
cumuli di sale di un bianco accecante. Sembra quasi di stare in Norvegia con tanto di neve ma la temperatura è un tantino più alta. Sbarchiamo velocemente e ci accorgiamo di dover pagare anche per la visita all'isola, ancora una volta c'è stata poca chiarezza alle informazioni, il mio compagno si arrabbia ma ormai siamo lì e quindi procediamo.
Visitiamo  Il Museo Whitaker che raccoglie i reperti portati alla luce durante le diverse campagne di scavo.
Il Museo conserva una gran quantità di reperti di epoca preistorica, materiali rinvenuti nell’abitato, arredi funerari provenienti dal Thofet e dalla Necropoli arcaica, ceramiche, monete, sculture, gioielli e steli votive.
Proseguiamo la visita passeggiando lungo le rive basse bagnate dalla laguna salmastra,in lontananze le coste e le saline,lungo il percorso scavi e reperti archeologici.
Sinceramente non mi ha entusiasmato ;dopo quasi due ore di visita mi sono rivolta al mio compagno dichiarando che non ne potevo più. Pietre, reperti acqua bassa, vegetazione lacustre mi stavano dando la depressione; valore o no di quel sito per me rianeva una massa di pietre e basta- siamo rientrati sulla terraferma il più velocemente possibile-
Ci fermiamo in un ristorantino vista laguna ed ordiniamo dell'ottimo pesce spada con insalata di pomodori(i pomodori siciliani hanno un altro sapore e come se si mangiasse un pezzetto di sole)
Finito di pranzare e dopo aver aperto un contenzioso con un gatto locale che mi graffiato un dito facendomelo gonfiare  in modo spaventoso, riprendiamo caschi,belli caldi caldi, giubbini,moto e
via verso Salemi.........

domenica 2 gennaio 2011

Riserva dello zingaro

Ci avviamo verso il porto di San Vito dove ci attende il catamarano che ci porterò lungo i 12 km della Riserva dello Zingaro.
Nel mio zainetto oltre ai parei ,che sostituiscono le asciugamani, mi sono preoccupata di inserire all'ultimo momento e fra le rimostranze del mio compagno anche le nostre due felpe.
La passeggiata dura più di 4 ore partiremo alle 15 e fatti i dovuti calcoli il ritorno sarà con il sole che tramonta e con il grecale che arriva tutte le sera dal mare.
Camminando speditamente verso il porto sento tutte le spezie del couscous che mi si ripropongono, sarà veramente dura fare il bagno.
Saliamo sul catamarano con altre coppie e gruppi che rendono la compagnia allegra, si parte .A...LI MEGLIO POSTI........
Lasciamo il porto e ci avviamo verso il monte cofano accompagnati dalle spiegazioni del capobarca.
Una decina di anni fa ho già visto la riserva ma da terra; in un lontano mese di luglio,45 gradi all'ombra, convinsi il mio compagno di allora detto anche "BRADIPO STANZIALE" ad avventurarci nella riserva percorrendola a piedi; molto dire bellissimo anche se fummo costretti a fermarci alla seconda spiaggetta a causa  del caldo e di un violentissimo eritema solare che mi scoppio ovunque.
Il sole in quella zona è un killer impietoso ed anche io che sono normalmente una cozza fui colpita dai suoi raggi micidiali.Ci avviamo di mattina presto con 4 litri d'acqua ma a mezzogiorno eravamo esausti e morti di calore,facemmo il bagno in una laguna mozzafiato ma senza un ombrellone e senza una qualsiasi possibilità di riparo decidemmo di riprendere la via del ritorno;errore madornale alle due del pomeriggio.
Arrivammo alla macchina coperti dalle magliette,arsi della mancanza d'acqua e cotti dal sole.
Stavolta ho deciso di evitarmi questo massacro e sopratutto di evitarlo al mio attuale compagno per cui la barca va benissimo










Il paesaggio dal mare è bellissimo,le sfumature variano dal turchese  al blu cobalto
La luce del pomeriggio illumina di mille stelle la superficie del mare.Il catamarano corre sull'acqua, ascoltiamo musica ,il mio compagno ed io ci godiamo il paesaggio,gli chiedo come va la digestione e mi rassicura.
Ci fermiamo all'altezza dei faraglioni di Scopello.
La gita prevede una sosta per il bagno e per un eventuale snorkling,a disposizione di tutti pinne e maschere.Chiaramente allo stop della barca si è scatenato il caos; tutti a parlare contemporaneamente ed  a precipitarsi verso l'equipaggiamento nemmeno fosse la fine del mondo ed il tempo rimanente essenziale.
Il sole è già molto basso, fa freddo ,il mare è blu scuro; io rinuncio ...il cardamomo e chi sa quale altra spezia del couscous mi fa l'ascensore nello stomaco, il mio compagno invece decide per il bagno.
Non mi sento tranquilla,lo seguo verso la scaletta senza perderlo d'occhio nel frattempo gli altri ospiti della barca si lanciavano verso il mare in un groviglio insulso di urla e schiamazzi.
Si tuffa ed appena risalito  mi accorgo subito che c'è qualcosa che non va :il suo volto è cereo,cerca con difficoltà di avvicinarsi alla barca, urlo di aiutarlo ma tutti presi dal divertimento non ci fanno caso.Mi precipito sulla scaletta sgomitando la massa di idioti ferma e mi spingo a prendergli le mani per tirarlo su, è pesantissimo,si aiuta da solo con uno sforzo enorme ma sbatte con il mento sulla scaletta di acciaio,finalmente qualcuno dei cretini se ne accorge e ci da aiuto.Attimo di solidarietà, il propietario dell'imbarcazione si preoccupa,chiaramente che tutto sia a posto,  si riprende il baccanale con l'aggiuta di spuntino a pagamento a base di couscous.
Non che la gita fosse particolarmente entusiasmante, a parte il panorama,ma ormai non vedevamo l'ora di rientrare.Consiglio personale per visitare la riserva: andateci a piedi in orario e stagione consona oppure fittate una barca con poche persone conosciute,evitate gruppi vacanze.
Finalmente termina lo spuntino ed il catamarano riprende la via del ritorno.Il sole è definitivamente al tramonto, le persone sono tutte bagnate,bambini compresi, cercano riparo dal vento coprendosi con qualsiasi cosa a portata di mano,fa un freddo cane. La mia pignoleria ho avuto ragione su tutto le felpe sono perfette e veniamo guardati ed invidiati da tutti,i parei ci fanno da turbanti e ci riparano la testa.

Sarà una rompina ma...........una rompi previdente.
Il tragitto del ritorno non è piacevole,il mare increspato,,il vento fortissimo e gelato ci massacra per un'ora. Alle 19.00 siamo al porto scendiamo tutti silenziosissimi e tremanti dal freddo"bella differenza con la partenza"ci avviamo verso l'albergo.
Un solo desiderio accomuna il mio compagno e me "ficcarci sotto una coltre di coperte possibilmente termoriscaldate"lungo il corso ci fermiamo a comprare pane con il finocchietto ed uno splendido grappolone di uva per uno spuntino prima di cena.Una doccia bollentissima ci rimette la vita guardo il mento del mio compagno la botta gli ha procurato un'abrasione con livido ma gli è andata benissimo e ringrazio Iddio; con il mare non si scherza maiiiiiiiiiii.
mangiamo il pane e l'uva chiacchierando e guardando la tv poi uno sguardo complice e decidiamo che per stasera stiamo bene così; non ci va di andare in giro tra vacanzieri e stand gastronomici.... ci ficchiamo sotto le lenzuola.