domenica 2 gennaio 2011

Riserva dello zingaro

Ci avviamo verso il porto di San Vito dove ci attende il catamarano che ci porterò lungo i 12 km della Riserva dello Zingaro.
Nel mio zainetto oltre ai parei ,che sostituiscono le asciugamani, mi sono preoccupata di inserire all'ultimo momento e fra le rimostranze del mio compagno anche le nostre due felpe.
La passeggiata dura più di 4 ore partiremo alle 15 e fatti i dovuti calcoli il ritorno sarà con il sole che tramonta e con il grecale che arriva tutte le sera dal mare.
Camminando speditamente verso il porto sento tutte le spezie del couscous che mi si ripropongono, sarà veramente dura fare il bagno.
Saliamo sul catamarano con altre coppie e gruppi che rendono la compagnia allegra, si parte .A...LI MEGLIO POSTI........
Lasciamo il porto e ci avviamo verso il monte cofano accompagnati dalle spiegazioni del capobarca.
Una decina di anni fa ho già visto la riserva ma da terra; in un lontano mese di luglio,45 gradi all'ombra, convinsi il mio compagno di allora detto anche "BRADIPO STANZIALE" ad avventurarci nella riserva percorrendola a piedi; molto dire bellissimo anche se fummo costretti a fermarci alla seconda spiaggetta a causa  del caldo e di un violentissimo eritema solare che mi scoppio ovunque.
Il sole in quella zona è un killer impietoso ed anche io che sono normalmente una cozza fui colpita dai suoi raggi micidiali.Ci avviamo di mattina presto con 4 litri d'acqua ma a mezzogiorno eravamo esausti e morti di calore,facemmo il bagno in una laguna mozzafiato ma senza un ombrellone e senza una qualsiasi possibilità di riparo decidemmo di riprendere la via del ritorno;errore madornale alle due del pomeriggio.
Arrivammo alla macchina coperti dalle magliette,arsi della mancanza d'acqua e cotti dal sole.
Stavolta ho deciso di evitarmi questo massacro e sopratutto di evitarlo al mio attuale compagno per cui la barca va benissimo










Il paesaggio dal mare è bellissimo,le sfumature variano dal turchese  al blu cobalto
La luce del pomeriggio illumina di mille stelle la superficie del mare.Il catamarano corre sull'acqua, ascoltiamo musica ,il mio compagno ed io ci godiamo il paesaggio,gli chiedo come va la digestione e mi rassicura.
Ci fermiamo all'altezza dei faraglioni di Scopello.
La gita prevede una sosta per il bagno e per un eventuale snorkling,a disposizione di tutti pinne e maschere.Chiaramente allo stop della barca si è scatenato il caos; tutti a parlare contemporaneamente ed  a precipitarsi verso l'equipaggiamento nemmeno fosse la fine del mondo ed il tempo rimanente essenziale.
Il sole è già molto basso, fa freddo ,il mare è blu scuro; io rinuncio ...il cardamomo e chi sa quale altra spezia del couscous mi fa l'ascensore nello stomaco, il mio compagno invece decide per il bagno.
Non mi sento tranquilla,lo seguo verso la scaletta senza perderlo d'occhio nel frattempo gli altri ospiti della barca si lanciavano verso il mare in un groviglio insulso di urla e schiamazzi.
Si tuffa ed appena risalito  mi accorgo subito che c'è qualcosa che non va :il suo volto è cereo,cerca con difficoltà di avvicinarsi alla barca, urlo di aiutarlo ma tutti presi dal divertimento non ci fanno caso.Mi precipito sulla scaletta sgomitando la massa di idioti ferma e mi spingo a prendergli le mani per tirarlo su, è pesantissimo,si aiuta da solo con uno sforzo enorme ma sbatte con il mento sulla scaletta di acciaio,finalmente qualcuno dei cretini se ne accorge e ci da aiuto.Attimo di solidarietà, il propietario dell'imbarcazione si preoccupa,chiaramente che tutto sia a posto,  si riprende il baccanale con l'aggiuta di spuntino a pagamento a base di couscous.
Non che la gita fosse particolarmente entusiasmante, a parte il panorama,ma ormai non vedevamo l'ora di rientrare.Consiglio personale per visitare la riserva: andateci a piedi in orario e stagione consona oppure fittate una barca con poche persone conosciute,evitate gruppi vacanze.
Finalmente termina lo spuntino ed il catamarano riprende la via del ritorno.Il sole è definitivamente al tramonto, le persone sono tutte bagnate,bambini compresi, cercano riparo dal vento coprendosi con qualsiasi cosa a portata di mano,fa un freddo cane. La mia pignoleria ho avuto ragione su tutto le felpe sono perfette e veniamo guardati ed invidiati da tutti,i parei ci fanno da turbanti e ci riparano la testa.

Sarà una rompina ma...........una rompi previdente.
Il tragitto del ritorno non è piacevole,il mare increspato,,il vento fortissimo e gelato ci massacra per un'ora. Alle 19.00 siamo al porto scendiamo tutti silenziosissimi e tremanti dal freddo"bella differenza con la partenza"ci avviamo verso l'albergo.
Un solo desiderio accomuna il mio compagno e me "ficcarci sotto una coltre di coperte possibilmente termoriscaldate"lungo il corso ci fermiamo a comprare pane con il finocchietto ed uno splendido grappolone di uva per uno spuntino prima di cena.Una doccia bollentissima ci rimette la vita guardo il mento del mio compagno la botta gli ha procurato un'abrasione con livido ma gli è andata benissimo e ringrazio Iddio; con il mare non si scherza maiiiiiiiiiii.
mangiamo il pane e l'uva chiacchierando e guardando la tv poi uno sguardo complice e decidiamo che per stasera stiamo bene così; non ci va di andare in giro tra vacanzieri e stand gastronomici.... ci ficchiamo sotto le lenzuola.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Entusiasmante ed utile. Non ho fatto l'esperienza del catamarano. Mi ricordi qualcosa a proposito del mare.. fonte di vita e di morte, offre una vista sempre diversa anche dallo stesso punto d'osservazione... Bravi, sono esperienze che bisogna scrivere. Ciao Gino s....112