sabato 23 aprile 2011

In giro per Istanbul

Uscite dalla basilica ci ferma un ragazzo gentilissimo che ci chiede se ci è piaciuta la visita e ci consiglia di continuare il giro visitando la Cisterna Basilica a pochi passi dalla piazza. Si complimenta con noi che stiamo mangiando il Simit il tipico pane turco street food locale  che assomiglia molto per forma  gusto e consistenza alla ciambella ciociara ,ogni mondo è paese. Chiacchierando chiacchierando il giovane imbonitore si offre di portarci nel suo negozio di tappeti specificando" solo per guardare e no comprare"ci cantilena" un ottimo venditore o anche  un perfetto pubblicitario. Il locale non affacciato sulla piazza aveva necessità di un porta gente e lui pratico di lingue e di aspetto gradevole provvedeva a coinvoglaire tra una chiacchiera e l'altra i visitatori nel suo negozio Ha offerto tè alla mela una buona conversazione ed una dimostrazione dei suoi articoli. Dopo un'ora la mia amica ha acquistato un piccolo tappeto e qualche federa da cuscino, qualcun'altra gliel'ha regalata lui ed il tutto è stato sistemato in una borsetta nera che abbiamo battezzato  la borsa del piccolo terrorista(orrenda) Avrei acquistato anche io qualcosa ma il badget non me lo ha consentito. All'uscita decidiamo per la visita alla Cisterna Basilica a due passi dal negozio



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Questa straordinaria struttura sotterranea fatta costruire da Giustiniano nel 542 è la più grande fra le cisterne di epoca bizantina, il tetto è sostenuto da 336 colonne che a suo tempo poteva contenere 80.000 metri cubi d'acqua; acqua provienente dal Mar Nero tramite acquedotti di oltre 20 km. Camminando lungo le passerelle di legno rialzate ascoltavamo l'acqua che gocciolava e si intravedevano banchi di carpe talmente grandi che ho avuto la sensazione che la loro stazza fosse dovuta ad una alimentazione fatta di altre carne animale
Alle 13 eravamo in poli position con tre luoghi storici visitati  per cui abbiamo deciso di concederci una passeggiata sul CitySightseeing Istanbul.  Con questi autobus riesci ad avere uno sguardo d'insieme assolutamente perfetto di tutta le città. Ci sistemiamo,chiaramente, all'aperto ed in alto per poter vedere meglio ma il freddo, intensissimo, ci ha stravolte. cappelli sciarpe giaccone inbottino non sono riuscito a darci sollievo. La partenza dell'autobus è stata da provetto guidatore immettendosi nel traffico infernale della piazza di Sultanahmet   Attraversiamo la Sirkeci Station con il suo molo invaso dai viaggiatori che traghettano sul bosforo.La folla è immensa impressionante, Il city attraversa il ponte di Galata.  Lungo le rive  i pescatori passano il tempo con le loro canne ,lungo
l 'argine una serie di locali e bar tutti affollati e tutte le ore del giorno e della notte La passeggiata prosegue costeggiando il bosforo e la voce dall'auricolare ci indicava storia e luoghi , villa bellissime lungo la riva si specchiavano nell'acqua del canale, due splendide moschee e l 'accademia delle arti. Unica nota negativa il freddo, pungente, intenso ed il vento ghiacciato, la mia compagna di viaggio stoicamente resisteva  anche ad un violento mal di testa Avremmo voluto scendere per quache visita più approfondita ma il tempo è tiranno. Una una città come Istanbul ha bisogno di almeno di 6 giorni  noi ne avevamo 3 quindi........ abbiamo dovuto rinunziare a qualcosa Il bus si ferma in piazza Taksim dove inizia la zona più commerciale e moderna di Istanbul, l'arteria principale è la Istiklal Caddesi attraversata da una linea di tram che passa sferragliando lungo il viale


Decidiamo di scendere per  un giro a piedi ,per mangiare qualcosa in zona e per scaldarci. Il biglietto del City, come in tutte le città d'Europa dura tutto il giorno.Lo sguardo d'insieme impressionava,una piazza impazzita dal traffico, centinaia di persone in movimento ed ancora quella sensazione pazzesca di caos che non riusciva a lasciarmi e che mi ha accompagnata per tutto la vacanza. Lungo la strada però  tutti i soliti negozi : Zara, Mango,United Color, Sisley ,Stefanel, Tezenis e chi più ne vuole più ne metta alternati.Fortunatamente c'erano anche i tipici negozi di alimentari e dolciumi turchi. Decidiamo di fermarci a mangiare in un ristorantino consigliato da un'amico il Gani Gani e ci inoltriamo nei vicoletti laterali, dove le tipiche le famose Meyhane si intervallavano al mercato del pesce ed ai i suoi ristoranti. Chiaramente trovare il Gano Gani è stata un'impresa e solo dopo aver chiesto e richiesto  L'impatto non è stato dei migliori. il locale sicuramente molto particolare era anche molto vuoto ,le uniche commensali noi. Sedute ad un tavolo vicino alla finestra  ci accorgiamo però che l 'ambiente è affascinate tipicamente turco, tappeti,lanterne odori e luce nulla da dire ed essendo anche stanche ed infreddolite decidiamo di restare.  In fondo siamo sole anche perchè di solito in vacanza si mangia di sera il giorno è riservato alle visite ci si arrangia ma noi no....        
 Ordiniamo tutto quello che è tipicamente locale come nostra abitudine durante i viaggi.
L'impatto con il pide bollente,una pizza farcita di carne e peperoni è ottimo ma per il resto abbiamo avuto un tantino di problemi; troppi aromi e troppi gusti contrastanti. Il l manti un piatto di piccoli ravioli conditi con yougurt, menta. aglio e peperoncino ci ha dato una mazzata allo stomaco che ancora ricordo e credo ci abbia anche un tantino disgustato,alcune polpettine non meglio identificate mollicce e piccantisime ,credo ci fossero dei peperoni e dell'aglio che mettono ovunque, non sono state da meno ed  il tutto accompagnato da acqua il locale "mussulmano"non serviva alcolici. lasciamo sul tavolo buona parte delle pietanze  e ci imbacucchiamo per affrontare nuovamente la strada ed il freddo, la giornata non è ancora finita dobbiamo visitare il Topkapi. e " le nostre giornate non finiscono mai "










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