venerdì 20 maggio 2011

Tra i vicoli Islamici

Decidiamo di fermarci a mangiare qualcosa in uno dei tantissimi locali all'interno dell'Old Bazar, fuori continuava a piovere incessantemente ed eravamo gia notevolmente stanche; bar, ristorantini e taverne  erano affollati del resto alle 13 per tutti i popoli è ora di mettere qualcosa sotto i denti per cui decidiamo di attendere davanti ad un bar molto grazioso ed Europeizzante e devo dire che in pochi minuti riusciamo a sistemarci in un tavolino alquanto precario tra l'ingresso del locale e quello di un'altro negozio ma andava benissimo così dovendo solo mangiare velocemente qualcosa, difatti in 30 minuti eravamo nuovamente in giro,cartina alla mano, alla ricerca del Bazar delle Spezie.A questo punto,commettendo un errore madornale,abbiamo iniziato a seguire la direzione di uscita verso l'alto (specifico che il Bazar è composto da circa 4000 negozi affacciati su 61 strade coperte che si intersecano in un labirinto pazzesco)ed  il Bazar delle Spezie era praticamente dall'altro lato con l'entrata fronte ponte di Galata
Abbiamo attraversarto per ben 2 volte la Ordu Caddesi da dove eravamo arrivate ore prima ( binari del tram e cordoli compresit)siamo entrate ed uscite per almeno 4 volte provando la stessa sensazione di Siviglia cioè quella di girare a vuoto senza soluzione di continuità con la differenza sostanziale che a Siviglia era Estate ed eravamo in macchina, quì era Inverno ed eravamo a piedi sotto un'acqua torrenziale.........
La stanchezza iniziava a diventare un fattore determinante anche alla lucidità mentale, la pioggia non smetteva un attimo, stavo iniziando a non divertirmi più, una sensazione di disorientamenteo mi stava prendendo.
Sulle guida ed un pò ovunque il bazar delle spezie viene descritto come la continuazione, anche logistica, dell'old bazar ma non è così assolutamente ,trai due mercati c'è un intero quartiere,composto da vicoli e vicoletti che si intersecano fra di loro(un pò quartieri spagnoli napoletani) dove vive e vige la realtà turca ed in particolare quella islamica.
Quello che mi ha impressionato sono stati i negozi di abbigliamento affacciati lungo questi vicoli ripidi nelle vetrine in bella mostra abiti coloratissimi, scollatissimi e cargianti in colori impossibili,in altre la biancheria intima faceva invidia al quatiere a luci rosse di Amsterdam, negozi di stoffe coloratissime,negozi di alimentari, -una casba all'aperto- per strada uomini sotto la pioggia a fare nulla e donne indaffarata a comprare,donne con abiti e cappotti neri, informi lunghi fino a terra con il capo coperto,qualcuna molto bella con gli occhi neri di kashal,altre addirittura in burca compl
etamente chiuse al mondo

Non sono riuscita a fare nessuna foto, mi sarebbe piaciuto,ma mi sentivo troppo osservata intimorita dai loro sguardi;eravamo finite in una zona non turistica,come al nostro solito,mi sentivo circondata da un cultura lontanissima dalla mia,dal loro modo di vivere,non ero a mio agio, mi sono sentita oppressa; ho avuto un pessimo impatto con la loro realtà  ed ho avvertito una bella sensazione dal rendermi conto di essere una Occidentale. La mia compagna di viaggio ha immediatamente sentito il mio malessere e ha cercato di trovare il modo di uscire dal quel quartiere il più velocemente possibile,io ero in uno stato assoluto di confusione e di malessere,continuavo a camminare velocemente sotto la pioggia, volevo uscire da quel luogo e finalmente e non so come siamo riuscite  a trovare la porta d'ingresso del Bazar delle Spezie.
Il mercato è molto più piccolo ma veramente bello e particolare,i colori e gli odori affascinano,la sensazione è da mille ed una notte da non perdere assolutamente,vale tutta la fatica nel trovarlo.
Ci fermiamo incantate ed in un attimo veniamo fagogitate in uno dei negozi dove un commesso in ottimo italiana inizia a mostrare tutte le spezie.
Avevamo già deciso di acquistarne ma come al solito abbiamo esagerato: Tè verde agli agrumi, tè al melograno, tè alla mela , pepe rosa, verde e bianco i tipici dolcetti di gelatina semplici ai vari gusti e con mandorle e pistacchi insomma na quantità industriale di roba che chiaramente adesso è in bella mostra sulle mensoline della cucina;tranne il tè al melograno, assolutamente imbevibile, e buttato via ed il tè verde che invece tipo punizione sorseggio,rigorosamente senza zucchero, tutti i pomeriggi  a casa mia "NON VEDO L'ORA CHE FINISCA "





Ini 20 minuti abbiamo speso circa 50 euro di .... odori, sapori e colori ma è stato bellissimo e ci siamo portate a casa un pezzo di Turchia dimenticando anche la stanchezza e quel momento di oppressione avuto qualche ora prima.
Fuori pioveva ancora tantissimo ma in quel mercato splendeva il sole













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