mercoledì 13 luglio 2011

Cena a Berlino Ovest

Rientriamo in hotel per riposare una mezz'ora prima di andare a cena nella Berlino Ovest  per sperimentare la  nouvelle cousine tedesca; ho i miei dubbi ma ,non essendo da sola, ho il dovere di adattarmi e quindi va bene così.Sono un'appassionata di cucina ma non sono particolarmente informata sulla nuovelle tedesca direi anzi che non ne ho sentito mai parlare ma la recensione sulla guida ed il tipo di ricette descritte erano un buon auspicio.Decidiamo di prendere un taxi e comodamente sedute in macchina ci godiamo la passeggiata in notturna, Under Der Linder, la Porta di Brandemburgo illuminata, Pariser Plaze, Stabe Des 17 Juni, Globen Stem e La Colonna della Vittoria

Tutto molto affascinante in visione notturna ma Berlino è affascinante anche di giorno.Il taxi viaggiava verso ovest e si  iniziava  a vedere in  tutta la sua aggressività l'architettura della ricostruzione; il moderno a tutti i costi, i palazzi di vetro senza anima, luci al neon fredde e colorate; Questo però solo il mio punto di vista anche se confortato dalle parole del tassista che in  inglese ci raccontava della sua vecchia Berlino rimpiangendo le vie, i vecchi palazzi e l'architettura anteguerra, raccontando della distruzione dell'anima della sua città completamente stravolta dalle mani e dalle idee di tutti gli architetti del mondo venuti ad esprimersi nella sua bellissima città; grande malinconia nelle sue parole, grande rimpianto assolutamente non politico ma culturale e sentimentale"ero assolutamente in accordo con lui"
Entriamo nel ristorante e la mia prima sensazione è che ci troviamo in uno di quei locali dall'arredamento spartano stile anni 50 che con studiata disposizione di tavoli, mise en place e luci nascondono costi altissimi e cibo mediocre.Chiaramente trovo estrema difficoltà a leggere il menù ma non sono la tipica italiana che cerca gli spaghetti ovunque e quindi mi faccio aiutare nella traduzione ed faccio la mia ordinazione.
Dopo un'attesa abbastanza lunga arrivano le portate e prima di darmi alla descrizione ed ai mie commenti faccio un bel mea culpa  ammettendo di essere stata in partenza prevenuta e di sopratutto di non essere riuscita ad adattarmi, il luogo non mi piaceva già all'inizio. La prima portata era una sbrodazza insapore all'interno della quale galleggiava una palla di patè,sicuramente  prelibatissimo, ma non lo preferisco anzi direi proprio che non mi piace,le mie amiche invece assaporavano un zuppa di lenticchie con qualcosa altro di non meglio identificato ed  un'altra zuppa con cipolle  di cui anche questa volta  non discuto della prelibatezza e nemmeno della ricetta da nouvelle cousine ma credetemi rimpiangevo lo stinco di maiale,le kartofen ed i wurstel della sera precedente.
Devo dire che il mio carattere estremamente paziente ed accomodante in generale si modifica a volte in uno stato di di irritabilità non proprio simpatico"lo ammetto"   e quella sera era in uno di quei momenti.
Non ricordo se abbiamo preso il dolce , forse si e credo fosse molto buono per il resto il conto era a mio avviso esorbitante tipo 25/30 euro a testa per il nulla mangiato ma ripeto questa è stata la mia irriverente opinione su una serata che non ho gradito, forse per le altre amiche le cose sono state  diverse e ne devo dare atto per onestà di racconto.




Ci facciamo chiamare un taxi e riattraversiamo in senso inverso la modernità, guardando nelle strade laterali si intravedeva gente in strada forse in attesa di entrare in locali,discoteche oppure ad ascoltare musica dal vivo bevendo qualcosa; noi invece stavamo tornando in Hotel parecchio stanche; in effetti in questi viaggi di pochi giorni bisogna fare delle scelte vivere di giorno o vivere la notte oppure tutte e due se però si ha 20 anni, io ne ho 54
In lontananza intravediamo la porta di Brandemburgo illuminata e chiediamo al tassista di rallentare per darci la possibilità di fare alcune foto in notturna lui gentilissimo non solo rallenta ma si ferma.
La fermata sotto la porta di Brandemburgo mi ha rasserenato rientriamo in hotel che ho ancora voglia di chiacchiere e l'amica con la quale ho condiviso in seguito l'Andalusia ed Istanbul ed io decidiamo di fermarci a bere qualcosa nell'elegantissimo bar del nostro hotel, ci sediamo ed ordiniamo una grappa, il locale è affollato riusciamo a sederci su di un divanetto comodo ci divertiamo ad ascoltare un uomo di affari arabo con tanto Kaftano bianco e Kefia che canta a squarciagola My Way di Frank Sinatra   
Troppo divertente, siamo in vacanza e Berlino è proprio una gran bella città