mercoledì 26 ottobre 2011

Arrivo a Praga

Saltando con difficoltà le note culturali ed emotive lasciate sul blog dal mio compagno nel post precedente riprendo a raccontare come mia abitudine del mio vagabondare Per questa partenza mi sono affidata alla solita agenzia che su mia indicazione ha prenotato volo ed hotel mentre io mi sono preoccupata di studiare percorsi paesaggistici culturali ed..... eno gastronomici.

A  Praga c'ero già stata alcuni anni fa con 2 amiche ma ritornarci è stato un piacere sia perchè era desiderio del mio compagno sia perchè avevo voglia di trascorrere qualche giorno lontano dalla solita routine dato che non eravamo ancora riusciti a ritagliare un momento per noi due.
Scelta per un  week and lungo con partenza di giovedì nel primo pomeriggio  e ritorno la domenica alla stessa ora recuperando così un pomeriggio ed una intera mattinata.
Piccola premessa il mio lui è STANZIALE  non gli piace viaggiare, cammina pochissimo solo in moto o macchina, ha mille ed uno interessi, uomo di cultura e molto profondo ma........la vagabonda con crisi d'astinenza da viaggio sono io ogni;3/4 mesi sento come un vento che mi chiama "avete presente la scena del film Cioccolat in cui Vienne  aprendo la finestra ascolta l'irrequieto vento del nord che le dice di partire"ecco così uguale per me forse con meno profondità ma con tutto l'amore della conoscenza verso le altre culture e gli altri modi di vivere.....................
Arriviamo a Praga in orario consono a sistemarci velocemente all' Hotel Best Western City Moran  che è praticamente nel triangolo delle Bermuda cioè a poche fermate di tram o metro da tutti i luoghi principali di Praga: Piazza San Venceslao "Neve Mesto" Piazza dell'Orologio"Stare Mesto"e dal ponte Carlo con relativo Castello e Cattedrale"Mala Strana". Decidiamo di cenare in un locale scelto tra quelli proposti sulla guida che mi accompagna in ogni viaggio riuscendo ad evitare il solito ristorante a due passi dell'hotel legato ad esso con un filo immaginario che non conoscendo la città rassicura;do inizio al rodaggio del mio stentatissimo inglese e  prima figuraccia con il portiere dell'hotel cercando di avere le tipiche informazioni iniziali: linea di mezzi pubblici, strada del ristorante,  costi del ticket, ecc ecc, riesco comunque a spiegarmi e ricevo un minimo di indicazioni
Il ristorante  U NEKLANA è in Via Neklanova,lo dice la parola; usciamo
dall'hotel che c'è un'aria bellissima,non fa assolutamente freddo.

La Moldava è a due passi  ed il tram n 17 che ci porterebbe a destinazione passa lungo il fiume decidiamo così di andare a piedi ed il ticket rimane in tasca;dall'altro sponda del fiume Il Castello e la Cattedrale di San Vito illuminate,acqua placida che scorre , una luna bellissima...un bacio ci sta tutto.Cartina alla mano riusciamo con un colpo di fortuna "abbiamo entrambi occhiali multifocali per cui  senza luce diretta non vediamo un emerito",ad individuare la Neklanova  che è localizzata alla sinistra del ponte dove passa il treno, il luogo è abbastanza isolato e  lui  titubante ma lo rassicuro che siamo in una zona tranquilla,almeno credo, chiedo informazioni   con il mio pseudo inglese che inizia a sgrossarsi e ci indicano di andare fino in fondo al lungo viale; la descrizione della guida ne parlava come uno dei più interessanti condomini di Praga"capolavoro cubista del 1015" ma  sinceramente non mi è piaciuto, la sensazione è stata quelle di essere  tra le architetture dei palazzoni della Berlino Est  in stridente contrasto con  le auto lussuose di grossa cilindrata parcheggiate  ai lati ed agli interni illuminati delle case che si intravedevano
la realtà era diversa stavamo attraversando una zona residenziale abitata da ricchi praghesi; finalmente all'angolo della strada troviamo la birreria, il locale ci appare come descritto dalla guida un ambiente molto spartano ed allegro con i  muri dipinti da vivaci sfumature di rosso e frequentato da gente locale, ci sediamo ed apriamo il menù che è scritto in ceco, in inglese ed in tedesco "PERFETTO" il cameriere non riusciva a spiccicare una parola di  inglese o meglio forse non riusciva a spiegare la composizione dei piatti , la mia guida ci segnalava fortunatamente il piatto tipico composto da una forma di pane riempita di zuppa di funghi e patate che chiaramente quella sera non era disponibile....... unica alternativa il Gulasch,

accompagnato dalla tipica birra cecoslovacca la stupenda Pilsner che provvediamo a bere immeditamente ed in attesa della carne che arriva accompagnata da tre piadine non meglio identificate ma buonissime,il mio compagno mi guarda disperato "IL PANE"chiede disperatamente del pane, il cameriere non capisce o fa finta di non capire comunque niente pane, il  mio compagno da buon italiano non concepisce di non poter fare la scarpetta nel buonissimo sughetto della carne,ridiamo a strappalacrime ripensando alla disperazione con la quale avevamo chiesto il nostro beneamato PANE, per il dolce ci affidiamo ai numeri del menù per lui un 1  per  me un 3  e speriamo che ci vada bene ......................

1 commento:

giorgio ha detto...

e se dicevi bread x chiedere il pane? bel racconto