lunedì 13 ottobre 2014

Trekking in Val di Susa Parte Seconda

Seduti sulle rocce in riva al ruscello e dopo esserci rifocillati ci soffermiamo a guardare il prato dove le famigliuole  bivaccano, sia chiaro che anche io ho avuto famiglia e qualche volta ho bivaccato,poco,ma io ho già dato e quindi non vedo perché debba trascorrere una giornata tra urla e strepiti alla mercè di bambini e di genitori consenzienti Uno sguardo complice ed all’ ennesimo strillo ci alziamo all'unisono e ci avviamo verso la salita. Il percorso fino al rifugio Toesca prevedeva circa un’ora e mezza di cammino ma per noi ce ne sarebbero volete almeno due e mezzo se non tre Decidiamo di telefonare e chiedere se ci avessero aspettato per il pranzo …risposta affermativa ed allora pronti partenza via. Davanti a noi la salita che attraversava il prato verdissimo circondato da pini secolari. Pochi metri e gli alberi lasciavano intravedere solo il sentiero che si inoltrava nel bosco.
Saliamo  e continueremo a salire per altre due ore buone, sento nelle gambe la fatica.Ma sono meravigliosamente circondata dal cinguettio degli uccelli e dal rumore del vento tra i rami “manca il fiato” Il paesaggio è bellissimo, mi arrampico, mi prende una specie di fregola, una voglia di esplorare ,di conoscere qualcosa che non ho mai visto, Voglia di provare sensazioni mai provate. Lascio indietro i mie amici sono affascinata , sotto di me il suono di acqua che scorre veloce attraverso rocce lucide e levigate, tra i rami si intravedono brevi cascate e tra i cespugli……… le fragole ……. non ci posso credere sto guardando le fragoline di bosco quelle vere quelle che non avrei mai pensato di poter cogliere e mangiare.
Speravo di incontrare anche qualche marmotta ma chiaramente mi è toccata solo la flora di fauna neanche a parlarne.

Mi stavo riempiendo gli occhi di boschi di abeti, di un sottobosco fantastico;
funghi cresciuti sotto i tronchi dei pini e meraviglie delle meraviglie ciuffetti di gustosissime fragoline "ero in una pagina di sussidiario " Ad un tratto davanti a me si è materializzata una radura, una mandria di mucche al pascolo ed alcuni caseggiati in pietra,delle fattorie rurali, dove era possibile acquistare formaggi di alpeggio “ una goduria” Ma abbiamo preferito soprassedere e non acquistarne neanche 100 grammi. Troppo ho mangiato durante la vacanza praticamente  il festival del colesterolo.
Aspetto i miei amici e con difficoltà attraversiamo il pascolo costellato da immense cacche di mucche grandi quanto una pizza; abbiamo saltellato da una pietre all'altra e  comunque un po’ ne abbiamo beccata.

Pochi metri ed il bosco si infittisce nuovamente .La salita è ormai impervia, praticamente ci si arrampica, mi procuro due rami che mi fanno da bastoni e 
mi aiutano
I mie amici restano notevolmente indietro , mi sento  in colpa li ho praticamente costretti ad una arrampicata, sono ormai sola con i mie passi e vi assicuro che mi è venuto in mente quanto sia facile perdersi e non ritrovarsi mai più; se sei solo? vi assicuro che non c'è campo per nessun telefono di nessuna compagnia telefonica.

Ormai mancava poco ma ero veramente stanca, le gambe quasi non me le sentivo più a causa dell’acido lattico che ormai impazzava, avevo il fiatone ed ero sudata marcia  .. finalmente guardando in alto intravedo il tetto del rifugio ma per arrivarci impiego almeno altri 5 minuti difficilissimi  tra radici che affioravano dal terreno ed il sentiero che si restringeva poi tre piccoli dislivelli e sono al rifugio "1710 metri."

Entro nella baita e avverto i gestori che siamo quasi arrivati ne mancano ancora due ma ci siamo, chiedo del bagno per potermi cambiare la maglietta che stendo su un filo all'esterno, è messo lì apposta per i clienti che dopo la tremenda salita hanno bisogno di cambiarsi ed asciugarsi, levo anche gli scarponcini e metto un paio di comode birkestok.

Mi siedo al sole e mentre aspetto i mie amici guardo le montagne, gli alberi secolari ed immensi , ascolto il silenzio, ammiro  le nuvole che corrono nascondendo a tratti il sole “è lo spettacolo della natura e non c’è né uno uguale”
Arrivano i mie amici, sono stravolti mi faccio piccola piccola dal senso di colpa in fondo io sono allenata  e  loro no, si cambiano anche loro e lasciamo che il gestori ci porti il pranzo a sua scelta e………….. arriva sulla tavola l'antipasto un piatto di affettati nel quale  del lardo troneggiava sublime, una giardiniera in agrodolce che ce la sogniamo, acciughe al verde e formaggio d’alpeggio tra cui alcuni di latte crudo ed un blu d'alvenia a pasta erborinata che parlava.Proseguiamo con la tipica polenta  di grano macinato a pietra cotta nel paiolo mantecata al formaggio e chiudiamo con una crostata nella quale il burro copriva il gusto della squisita marmellata fatta in casa il tutto annaffiato con un ottimo rosso e con un amaro locale. A questo punto era stato messo in atto un attentato alla salute
Polenta con formaggio fuso

La salita ci aveva consentito di consumare 2000 calorie  ma ne avevamo ingerite 5000 a tavola; non ce ne importava niente eravamo contenti e soddisfatti.
Il problema purtroppo è stato ripercorrere il tragitto in discesa che si è rilevato ancora più difficile della salita: Bisognava fare particolare attenzione al sentiero impervio, allo stomaco trasbordante di cibo ed alla sensazione  di disequilibrio data dal vino bevuto. Siamo arrivati alla macchina  in circa 2 ore e mezzo ma vi assicuro che eravamo stravolti dalla stanchezza. Non avremmo dovuto mangiare tanto avevamo commesso un errore e va bene vorrà dire che
la prossima volta ci portiamo il panino…… ma anche no !!!!!  











      



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