lunedì 19 dicembre 2016

Da Sant'Antonio Abate a Sant'Egidio del Monte Albino

Per questa domenica sono previste una serie di escursioni in lungo in largo ed in alto per la Campania ma c'è anche la prima festa della montagna con annessi auguri di Natale del gruppo Fie Trekkvesuvio con i quali sono iscritta e allora.... si festeggia . Appuntamento ad Angri al solito bar io sono con Pasquale che ,come al solito gentilmente, mi viene a prendere a Napoli. C'è una bella schiera di compagni di escursione tutti intenzionati a trascorrere una  giornata insieme concludendolaed  con il pranzo programmato  per gli auguri. Tra una cosa e l'altra prima della partenza passa almeno un'ora e meno male che gli appuntamenti vengono presi all'alba.Finalmente raggiungiamo Sant'Antonio Abate da dove inizierà la nostra escursione. Lasciate le auto iniziamo la salita verso Lettere purtroppo la strada è asfaltata e non piace a nessuno ma sentieri per arrivare al castello non ce ne sono. La salita è tostarella e comincia  a fare caldo ma siamo tutti allenati . Annamaria, la nostra regina dei lattari esperta conoscitrice di queste nostre montagne, ci assicura che questa sarà l'unica parte impegnativa, ma se dovessi capitarvi di andare con lei non le credete mai ......"non è vero "essendo una specie di marines fa il paio con il mio amico Pasquale e per loro è tutto poco faticoso.Arriviamo al castello e veniamo accolti dal responsabile del sito accompagnato da un archeologo che ce ne  illustreranno la storia, oggi fortunatamente dopo anni di abbandono ed incuria in totale recupero e in queste giornate sede di un classico mercatino del Natale. Costruito dagli Amalfitani ebbe il compito di essere avamposto per eventuali attacchi provenienti dal mare ma non sto qua a raccontarvi tutta la storia  ma ne consiglio però sicuramente una visita.
Foto Salvatore Montella
In occasione di escursioni accompagnate da visite culturali la giornata si completa con il piacere della conoscenza del nostro   magnifico territorio il più delle volte sconosciuto Il panorama dal Castello è emozionate davanti a noi il Vesuvio ed il monte Somma il un un'immagine da cartolina e poi il massiccio del Matese con le cime della Gallinola e del Mutria innevate , sotto di noi tutto l'agro Nocerino Sarnese dove spicca la guglia della basilica di Pompei e la zona degli scavi ; ancora il mare avvolto da una lieve foschia dalla quale emerge Ischia e Capo Miseno  il tutto illuminato da un sole splendente.... e che altro serve perche' la testa si liberi dalle quotidianità e dai pensieri negativi ? Una giornata così serve a rigenerarsi nella mente e nel fisico. Durante le soste per le spiegazioni ne approfittiamo tutti per smangiucchiare qualcosa il pranzo è previsto non prima delle 16,30 praticamente un cena  quindi dobbiamo sostenerci.

Si riparte verso la collina ed adesso saliamo sul sentiero attraverso i boschi  avendo sempre al nostro fianco la piana, il Vesuvio ed il mare che fanno capolino attraverso la vegetazione.
Foto Salvatore Montella
Il percorso per i trakkisti duri e puri è una passeggiata per quelli normali resta sempre un tantino faticosa anche a causa dell'estrema attenzione che bisogna  fare per non scivolare sulle pietre e sulle foglie bagnate. Si sale e si scende per almeno un'ora e poi attraversando un bosco sbuchiamo al rifugio del chianiello, non mi chiedete l'origine del nome perchè non lo so come non conosco l'origine del soprannome della persona che gestisce il luogo "Pistone uno " ma tant'è ed a noi non importa
Il prato illuminato dal sole è tenuto benissimo Pistone ci accoglie imbandendo una tavolata di frutta: arance, mandarini, fichi d'india , uva succulenta , meloni e pompelmi, Annamaria porta in tavola un paio di pandori, qualche bottiglia di spumante e si festeggia al primo anniversario del gruppo trekkvesuvio,la festa della montagna ed il Natale.  L'atmosfera è piacevolissima risate chiacchiere foto e via così.Mi stendo al sole tra le foglie secche, lettuccio morbido scaldato dal sole.

Annamaria ci richiama all'ordine dobbiamo andare mancano ancora almeno due ore di cammino fino al ristorante si riparte ed in salita una bella salita di rocce a cui segue chiaramente una bella discesa sulla quale fare ancora più attenzione, in una di queste ho bisogno del supporto di un compagno, il dislivello è notevole, il suolo estremamente scivoloso ed i miei menischi mi avvertono che non hanno nessuna intenzione di continuare a lesionarsi.
La stanchezza si sente e diversi di noi sono nelle stesse condizioni la sosta al chianiello ci ha destabilizzato, il riposo prolungato, e lo stato di relax ha reso faticoso  il resto del percorso . In circa due ore raggiungiamo la strada asfaltata ed il paese di Sant'Egidio ma per l'agriturismo abbiamo dovuto attraversare tutto il paese tanto che abbiamo avuto la sensazione di riprendere un sentiero attimi di panico.
Foto Vincenzo Piccolo
Alla fine come un miraggio ci è apparso il ristorante e la macchina di Pasquale che con un ponte aveva parcheggiato in zona al mattino ; cambio le scarpe e con me anche altri compagni gli scarponcini  da trekking quando non si trekkeggia diventato morse. Fa freddo ma all'interno un bel tepore ci conforta, c'è anche il resto del gruppo che non ha partecipato all'escursione ma non ha voluto mancare al pranzo. Pranzo ottimo, felice compagnia scherzi e risate auguri e brindisi finale Buon Natale a tutti si riprende all'anno nuovo....i prossimi giorni ,almeno per me ,sono riservati alla casa ed alla famiglia

lunedì 12 dicembre 2016

Un trekking a due passi dal cielo..monte Terminio 1806

Giorno dell'Immacolata 8 Dicembre il popolo a frotte si dirige verso i centri commerciali, Napoli fortunatamente è invasa dai turisti  Io ... via dalla pazza folla " credo sia il titolo di un film che faccio mio" Si va nella verde Irpinia con l'associazione" Terre di Mezzo" che lavora alacremente alla promozione di una parte del nostro territorio ancora non molto conosciuta e che non ha nulla da invidiare al resto dell'appennino anzi....
Partenza all'alba con le compagne di escursione che oggi hanno deciso di venire con me, la macchina è sold out vuol dire che se proprio dovesse rallentare troppo sulle salite scendiamo e la spingiamo.
Fa freddo ed immagino che in montagna ne farà ancora di più ma la giornata è splendida .
Arriviamo puntualissime a Montella  al ristorante la Faia"luogo che mi riporta indietro di una trentina di anni quando giovanissima mamma trascorrevo con le mie figlie ed i mie amici sereni fine settimana autunnali a raccogliere castagne





Siamo in parecchi, non manca all'appello il mio amico Pasquale oggi accompagnato dalla figlia Sara, Giustina con il suo magnifico labrador Panna e Luigia con al quali abbiamo condiviso una bellissima escursione ai fortini di Capri  .. ci siamo proprio tutti. Partenza dall'altopiano di Campolaspierto , scavalchiamo le recinzioni e ci avviamo verso il bosco, il sole è caldo ed inizio a liberarmi del cappello e dei guanti ed l'inizio della salita la giacca finisce nello zaino. Si parte da quota 1300 dobbiamo arrivare a quota 1800 ci saranno 500 metri di dislivello da superare. Il bosco è magnifico, i colori dell'autunno non sono ancora del tutto scomparsi il sentiero è ricoperto di foglie che scrocchiano sotto i nostri piedi e meno male perchè nei punti dove il terreno è libero si scivola. L'umidità ed a tratti anche un po' di ghiaccio rendono il percorso degno di estrema attenzione. E si sale... in fila indiana davanti da apripista Gerardo una giovanissima guida, al centro ancora Gerardo non lui un 'altro, nome molto in uso in Irpinia ,dietro a chiudere Andrea ; sono indubbiamente dei professionisti non lasciano mai il gruppo privo di assistenza e aiuto e sono pronti a qualsiasi esigenza.
Ci fermiamo a prendere fiato su una piccola radura circondata dai pini  e dalla tipica vegetazione di montagna Belle aiuola bianche di neve spiccano tra il rosso ed il verde della vegetazione. come i bambini ci precipitiamo tutti a fare le foto non c'è niente da fare la neve a noi cittadini scatena l'effetto gioco.

Pochi minuti e si riprende i tempi sono purtroppo stretti è inverno ed è l'inverno delle giornate più corte per cui dobbiamo essere pronti a scendere prima che faccia buio. La salita inizia a farsi tosta e per giunta la neve copre ormai quasi tutti il sentiero. Neve che purtroppo è diventata ghiaccio nella gelata notturna e quindi estremamente pericolosa. Cammino nelle orme di chi è davanti a me ma in alcuni tratti non c'è niente da fare è pura lastra di ghiaccio provo ad usare la punta dello scarpone come uno scalpello per fare un buco dove potersi appoggiare per salire... mi sento uno scalatore e nello stesso tempo sento al tensione, la paura di scivolare è tanta. Sono al centro della diciamo così cordata vedo davanti a me l'avanguardia molto più in alto, a destra una bella discesa imbiancata ...la temo se metto un piede in fallo rotolo giù, fortunatamente dietro c'è ancora qualcuno. L'aria è gelida ma non sento per niente freddo.

Gerardo modifica nell'ultimo tratto il percorso, c'è troppo ghiaccio ,ma è questione di pochi metri costeggiando la cima si sale quasi arrampicandosi poi la vetta la neve si è completamente sciolta il sole illumina il piccolo terrapieno
Lo spettacolo è immenso, la sensazione di libertà mi avvolge, siamo in parecchi ma in quel momento mi sento sola con la bellezza del luogo mi isolo e faccio mio il rumore del silenzio e dell'aria.
Lo spettacolo spazia a 360 gradi su tutta la Campania davanti a noi da una coltre di nuvole basse spunta la cima del monte Epomeo ad Ischia, il Faito con il Canino ed il  Molare,a seguire l'Alta Irpina con tutti i suoi paesi ed ancora più in là ,ci racconta Andrea, se non ci fossero le nubi si potrebbe vedere l'Adriatico ma la spettacolo più bello è stato il sole basso verso il mare ad illuminare il Cilento e Punta Licosa. Vorrei potervi trasferire la sensazione di immenso che si riesce a provare. Scattiamo come formiche impazzite alla ricerca del punto più panoramico e spettacolare, faccio foto, mi fanno foto, ci facciamo foto. Io vorrei solo poter fermare l'emozione del momento, siamo veramente a due passi dal cielo e siamo stati fortunati la giornata è bellissima
Le nostre guide ci consigliano di fare velocemente merenda altrimenti non avremmo potuto godere dello spuntino finale a Campolaspierto a base di caciocallo impiccato "formaggio appeso su una bella brace che sciogliendosi viene spalmato su fette di pane casereccio" tiriamo fuori i sacchetti fornitoci dagli organizzatori alla partenza e vengono fuori delizie del palato,salame del territorio, caciocavallo podolico ,fette di pane che non vi voglio neanche dire che bontà e una mela annurca che sapeva di mela. Chiaramente dopo i primi 15 minuti di entusiasmo naturalistico ci siamo organizzati per mangiare. Il cibo era eccezionale Andrea ci ha descritto la provenienza dei suini dai quali è prodotto il salame e l'origine del pane prodotto con con grano duro Senatore Cappelli dall'uomo che ne iniziò la sperimentazione, un grano tipico dell'alta Irpina  vi assicuro un pane eccezionale e ... meno male con non lo vendono a Napoli.
il sole che tramonta verso Punta Licosa
Gerardo ci richiama all'ordine dobbiamo scendere il sole è basso e non possiamo rischiare Mi prende un tantino male odio le discese e con il ghiaccio ancora di più. Ma la parte più ripida e difficile ci viene risparmiata , viene deciso un percorso alternativo esposto al sole e quindi senza neve. Siamo tutti allegri , sui volti ci sono solo sorridi attorno a me  gente serena , i problemi, i pensieri le quotidianità sono lontane da noi che meraviglia. Chiacchieriamo serenamente ci si scambiano racconti  di vita ma tutto in un atmosfera di serenità.
Costeggiamo la montagna in questo tratto la neve è tanta ma la discesa non è impervia e si cammina con tranquillità tra gli alberi filtrano alcuni raggi di sole illuminano la neve che diventa azzurra ma forse è solo una sensazione. La discesa ci impegna per un paio d'ore ma c'è ancora luce e la temperatura è assolutamente sopportabile non ho ancora rimesso la giacca. L'arrivo è illuminato dagli ultimi raggi e ci conforta il fuoco bello vivace acceso già da un po' dal giovane Gerardo che ha tagliato attraverso i boschi proprio per accoglierci col fuoco"che dire sono assolutamente perfetti" Ma ora fa freddo  rimetto la giacca, il cappello e pure i guanti  nel frattempo il caciocavallo si scioglie sul fuoco, le fatte di pane vengono distribuite insieme a dell'ottimo Aglianico locale, peccato non poterne bere di più devo guidare ma credetemi mi sono sacrificata
Terminato lo spuntino decido che è arrivata l'ora di andare c'è ancora un po' di luce e vorrei approfittarne per guidare nel tratto fino a Montella. salutiamo tutti ringraziando i ragazzi di Terre di Mezzo per la perfetta organizzazione e per la magnifica località.


La strada è semplice e non becchiamo ghiaccio il sole del giorno lo ha fortunatamente sciolto Decidiamo di fermarci in paese per un confort food con tè, fette di torta e biscottini...poi verso l'autostrada  e la città ma una giornata così ci accompagnerò per parecchio... e meno male che ci sono.

 

martedì 22 novembre 2016

Trekking Urbano dal Real Orto Botanico al Bosco di Capodimonte

Oggi si va per la mia bellissima città, è trekking urbano che ci condurrà dal Real Orto Botanico al bosco di Capodimonte attraversando una delle strade più antiche di Napoli "Il Moiariello, la Posillipo dei poveri" cit Nino Cocozza"

Il mitico Nino con con il gruppo Costa delle Sirene ha organizzato,in occasione della festa dell'albero, una scorazzata tra i più bei giardini di Napoli da qualche anno, grazie alla volontà degli attuali direttori, rivalutati e organizzati per i cittadini ed i turisti. Appuntamento all'ingresso dell'Orto botanico e con un pizzico di vergogna ammatto di non esserci mai stata. Parto da casa che è ancora presto, l'infernale Riviera di Chiaia a quell'ora è un'oasi di pace .. la Villa Comunale, il sole e gli uccelli.La temperatura magnifica è sembra sembra più l'inizio di una tiepida primavera che il tardo autunno
Prendo la metro vicina,comodissima, nessun problema di traffico e parcheggio. All'appuntamento ci sono già un bel numero di persone,saremo in tanti. Il mio amico Pasquale con la sua gentile consorte è già arrivato ed anche una serie di amiche di trekking. Oggi la scelta  cittadina ha coinvolto con piacere anche consorti e figli che normalmente non partecipano alle nostre chilometriche e difficili escursioni..
All'ingresso Antonio effettua la registrazione e ci consegna un cartoncino verde gentilmente preparato da un'amica di Salerno sul quale scriviamo il nostro nome, un pensiero veramente carino.In attesa che il gruppo si compatti iniziamo un giro fra le bancarelle attrazione fatale per noi donne
La nostra passeggiata verrà illustrata dal professor Bruno Menale docente del dipartimento di Biologia e ricercatore, una vera chicca. Siamo in tanti e non c'è ne microfono ne megafono per cui siamo costretti a circondarlo. Breve e dovuta premessa nella quali ci racconta la  storia. Fondato nel 1807 per volere di Napoleone Bonaparte ma su progetto di Ferdinando di Borbone fu praticamente devastato durante l'ultima guerra mondiale dai bombardamenti e dagli americani che ne fecero una delle loro basi ( una considerazione personale ho poca stima del popolo americano li giudico superficiali e poco rispettosi dei patrimoni culturali altrui , del resto loro stessi una storia ed una cultra da preservare.
Torniamo al magnifico orto che solo negli anni 60 fu oggetto di inascita per ricadere in disgrazia nel periodo del terremoto degli anni 80 poichè divenne rifugio  della popolazione duranti i giorni della paura.  Solo dopo qualche anno si iniziò una nuova opera di qualificazione che ha portato oggi il Real Orto ad essere una delle eccellenze biologiche Italiane. Si  possono ammirare circa 25000  esemplari e 9000 specie di piante provenienti da tutto il mondo .Il professore Menale ci conduce attraverso il Palmeto dove in una magnifica architettura si intersecano palme note e meno conosciute tra cui una palma rampicante e ci spiega che la disposizione è stata studiata anche per l'esposizione al sole e la tipologia del terreno
 
Risaliamo verso la zona detta di desertificazione dove tra aiuole ben strutturate esplodono piante grasse dalle forme più incredibili e dall'aspetto più particolare.Purtroppo c'è tantissima gente e tra noi che siamo in parecchi e la festa dell'albero il giardino è saturo di gente, c'è musica, artisti che si esibiscono diventa difficile ascoltare le parole del nostro professore. Risaliamo verso la zona delle paludi dove fanno bella mostra di se felci gigantesche  e microscopiche alcune rarissime provenienti dall' australia  tra vialetti umidi, ruscelli e laghetti" uno spettacolo" ricostruito nel suo habitat naturale Ultimo passaggio all'agrumeto dove cedri opulenti appesantiscono i rami degli alberi
A questo punto ed essendo ormai oltre mezzogiorno siamo costretti a salutare il professore ed a terminare la visita. ci aspetta ancora la salita verso Capodimonte. Ci spiace abbiamo attraversato viali dove i colori e l'aspetto della natura sembravano quadri di Monet, vorrei ancora visitare le serre, le vasche, ammirare le piante appenniniche e quelle officinali  per non dimenticare quelle che vivono sulle spiagge e vuol dire che tornerò...... assolutamente.
Ci ricompattiamo all'ingresso e usciti dall'orto in pochi passi siamo sulla salita che ci porterà verso Capodimonte In fondo la magnifica chiesa di Santa Maria degli Angeli e poco dopo la facoltà di Veterinaria anche questa un'eccellenza campana, "ma quante cose meravigliose abbiamo e siamo noi Napoletani" Attraversiamo vicoli, scale e terrazzi dai quali alberi di arance e limoni sporgono i loro rami verso la strada... odore di ragù e peperoni per la Napoli verace oggi è domenica, mi aspetto che da un momento all'altro da uno di quei bassi esca Eduardo de Filippo e le sue storie, Pupella Maggio e la sua fisicità.
Torno indietro anch'io alla mia infanzia anche se l'ho trascorsa su di un terrazzo panoramicissimo al sesto piano ma quegli odori sono i miei. Ci fermiamo in un punto spettacolare Napoli è tutta ai nostri piedi.... Il mare,Capri,


La Certosa di san Martino, il quartiere del Vomero con i suoi palazzi signorili, il golfo ed in lontananza il convento dei Monaci Camaldolesi di Torre del Greco, sotto di noi giardini e terrazzi illuminati da questo sole bellissimo. unica nota stonata l'agglomerato moderno e osceno del centro direzionale tutto grattacieli e vetro cemento. Dopo le foto di rito affrontiamo l'ultimo tratto in salita ,fa tanto caldo ma siamo arrivati .. Capodimonte con la sua magnifica reggia ed il suo bosco ci accoglie. Un'ultima affacciata sul panorama dal belvedere e via verso il prato che ci aspetta per fare colazione e per riposare. Chiacchierando chiacchierando sbuchiamo in quello che credo si chiami la vaccheria, nel bosco ci sono stata a 10 anni e forse meno, però la reggia ed il museo le ho visitate più volte .Il prato illuminato dal sole è uno spettacolo ci sistemiamo in gruppetti sparsi qualcuno cerca il sole qualcun altro la penombra degli alberi ma tutti  tirano velocemente fuori le vettovaglie.
Il mio amico Pasquale mi offre la solita magnifica birra artigianale.

La voglia di alzarci non è prevista ma il sole sta  calando del resto siamo nella stagione in cui le giornate sono tra le più corte. Foto di gruppo e di rito baci e abbracci, si torna. Durante la discesa il gruppo si disgrega ..è un classico.... ma ci siamo già salutati e sopratutto abbiamo ringraziato Antonio per l'organizzazione e l'itinerario interessante e particolare
Eugenia ed io attacchiamo come al solito il diesel i nostri piedi volano adesso si va a casa felici di questa magnifica giornata









 

lunedì 14 novembre 2016

Parco regionale del Matese Da Valle Orsaia a Castello del Matese

Oggi si risale sul Matese in fondo è la stagione giusta,l'autunno ed i suoi meravigliosi colori esplodono. L'escursione è stata organizzata dal Cai di Piedimonte Matese e direttrice di escursione sarà la mia amica Barbara " non si può mancare " Il percorso originale parte da  Valle Orsaia per risalire fino all'Eremo della Solitudine ed al santuario di Santa Maria  Occorrevole per poi e ridiscendere verso Piedimonte; un ponte auto ci consentirà di recuperare le auto parcheggiate all'inizio del sentiero.
Parto con Pasquale, amico di escursione e gentilissimo autista, che mi viene a prendere a Napoli per evitarmi lo strazio del traffico della domenica sera, mi lascia al ritorno alla metro e da li 2 fermate e sono a casa;attraversare la città in macchina comporterebbe un paio d 'ore di traffico ed il rischio di non trovare parcheggio. Arriviamo a Piedimonte con il solito doppio giro per trovare il gruppo, caffè ed eccoci  all'appuntamento. Siamo in parecchi e con alcuni di loro ho fatto qualche escursione l'anno scorso, con altri si fa conoscenza al momento come al solito. La giornata è bellissima, un sole meraviglioso ci accompagnerà ma al momento fa veramente freddo, bella differenza con Napoli Lasciamo le macchine a pochi chilometri nella nella riserva di Valle Orsaia.
Giusto un anno fa ci siamo fermati per la pausa pranzo dopo il trekking nella Valle del Torano o anche detta Valle dell'Inferno, magnifica esperienza tra gole ruscelli e pareti a strapiombo"da rifare" L'avvio è subito in salita attraverso il bosco, il gruppo è compatto gente del Cai tutti tosti ed abituati, nessuno si ferma e gli unici ritardi sono per le foto. Il dislivello è immediato e si sente tutto nelle gambe per la precisione nei polpacci.Stavolta ho messo la ginocchiera, da un po' sto soffrendo con la sciatica e con il mio menisco e non voglio rassegnarmi per meglio dire non ci penso proprio a fermarmi .
Il sentiero si inerpica tra lecci e castagni, i colori come al solito sono spettacolari, tra le foglie si intravedono le forre e gli strapiombi,in linea d'aria vicinissimo ma lontano a causa del Canyon dell'Infermo che lo attraversa Castello del Matese.La zona è costituita da uno dei più grandi massicci di natura calcarea Inizia a fare veramente caldo e nell'ordine partono.. il cappello,i guanti ed anche il giacca che per quanto tecnica, leggera ma calda  mi si sta attaccando addosso mi bastano la maglietta ed il pile leggero.Barbara , da brava agronoma ci accompagna con la descrizione delle piante del luogo ed in particolare del Pungitopo e dell' Agrifoglio in piana fioritura di bacche rosse è la loro stagione e ci avverte che sono piante protette insomma guai a coglierle.
Siamo nel Il Parco Regionale del Matese ufficializzato da qualche giorno con legge nazionale, non si tocca niente Arriviamo in cima al monte Muto,lo spettacolo come al solito è magnifico, a perdita d'occhio la media Valle del Volturno, sotto di noi Piedimonte Matese, in lontananza  il Vesuvio, il monte Somma e...Capri, la visibilità al momento è perfetta tanto che si riesce a vedere il Picco del Molare, oggi su quella punta sono in escursione altri amici. Il sole ci sta riscaldando non dico che fa caldo ma poco ci manca. Scendiamo verso il santuario di Santa Maria Occorrevole conosciuto localmente come  convento di San Pasquale.
Un oasi di pace e tranquillità, davanti a noi un prato che a perdita d'occhio si congiunge fino al panorama della valle, alle spalle un lunga scalinata che sale fino alla chiesa ed all'eremo. Ci fermiamo,  l'escursione finisce qua se non per l'ultima parte con discesa  attraverso la mulattiera verso Piedimonte. Ma sono solo le 11.30 è veramente presto. Qualcuno va a messa, qualcun altro si accinge a mangiare Pasquale ed io andiamo a vedere il panorama ed a fare qualche foto. Poi come al solito cerco la solitudine questo posto mi ispira, un'oasi di pace rarefatta, peccato per il ristorate bar dal quale arriva una pessima musica da discoteca, mi allontano verso la scalinata vado in chiesa e attraverso una delle Porte Sante di quest'anno giubilare, magari mi riesce di farmi perdonare tutti i peccati ...mah ....  La chiesa, piccola e semplice, mi dà una magnifica sensazione di pace, la madonna è disegnata nell'abside centrale sovrastata da un Cristo Pantocratore.
Esco e faccio due passi verso l'eremo avvolto da un bosco di faggi e di lecci. Pace silenzio e  sulla parete del convento la frase di San Benedetto " O Beata Solitudo O sola Solitudo" quella che vorrei. Come al solito, il silenzio ed i lievi rumori della natura mi danni serenità mi siedo su di una panchina e mi rilasso. Ma prima che mi diano per dispersa raggiungo il resto del gruppo  Ridiscendo sul prato e decido anche di far fuori il mio luculliano panino... bresaola e pomodori ... Nel frattempo Barbara propone un ulteriore percorso a completamento di questa prima parte forse un tantino breve. Discesa a Piedimonte, attraversamento del centro storico risalita verso Castello ed infine recupero delle macchine. Ci piace assai siamo in parecchi ad aderire contro il parere dell'altro direttore di escursione che sento un tantino contrariato sopratutto per la notevole adesione alla variazione. Scendiamo attraverso la mulattiera, percorsa qualche tempo fa con Barbara in salita ,era estate un caldo che non vi dico.
Stavolta la discesa è semplice la temperatura è ottimale il sole ci accompagna senza dare fastidio ed in mezz'ora siamo giù. Una parte del gruppo va verso le auto e ci saluta , l'altra con il presidente del Cai  ,due simpaticissime signore di Cusano Mutri,una delle due è stata la guida del percorso avventura attraverso la forra di conca torta"femmine toste" Pasquale io e un'altro signore delle zona, escursionista espertissimo, ci avviamo verso il centro storico medioevale purtroppo ormai completamente abbandonato e diroccato
Risaliamo scalinate antiche e dissestate attraversando strade dove palazzi nobiliari mostrano stemmi e ricordi di fasti passati. Lungo il percorso la chiesa di San Salvatore con opere del Fanzago, la Chiesa di San Tommaso ed infine in alto Il Palazzo ducale dei Gaetani D Aragona che troneggia maestoso nonostante il suo malinconico abbandono. Ci fermiamo ad ammirare quello che un  tempo deve essere stato un grande palazzo, un po' di riposo e qualche foto e si riprende il vecchio sentiero che porta a Castello del Matese tutto in salita tra prati, panorami e il sole che scende lentamente all'orizzonte . Il caldo adesso si fa sentire, sono fradicia come al solito. In poco più di 30 minuti siamo su al paese che al momento è un solo cantiere in completa ristrutturazione, credo che ne verrà fuori un luogo delizioso. Arriviamo in piazza stiamo tutti sognando un bel gelato specialità di una gelateria del luogo ed invece con profonda delusione è chiusa.A questo punto ripartiamo velocemente dobbiamo solo raggiungere la valle e mai fidarsi dei trekkisti  il poco è sempre almeno un altra ora, nel frattempo ci raggiungono alcuni dei compagno rimasti a Piedimonte e ci offrono un passaggio in auto ma noi siamo duri e puri e decidiamo di proseguire a piedi.Ora ho freddo il sole è tramontato ,la campagna e gli alberi rilasciano tutta la loro umidità, mi avvolgo una sciarpa a mo di turbante sono veramente oscena ma sinceramente poco mi importa.
Dopo aver rischiato di essere sbranati da una bel gruppo di cani a guardia di mucche arriviamo alle macchine.Ho un freddo cane , mi cambio la maglietta e mi ficco un bel cappello di lana sulla testa poi per premio e chi se ne importa della dieta una grande birra offerta da Pasquale" un'artigianale  375 cl rossa " la bevo in due sorsi deliziosa.
Un ultimo saluto ai compagni al bar Mary di Piedimonte e via verso casa. Mi ci vorra' ancora un'ora di macchina ed un'altra mezza di metropolitana... ma come al solito va benissimo così

martedì 25 ottobre 2016

Monti del Matese la Gallinola ...o quasi

Finalmente la Gallinola  1900 e passa metri ...si sale. Stavo rincorrendo questa escursione da un po' di tempo  precisamente da quando due estati fa mi fu descritta dalla mia amica Barbara, escursionista esperta. All'epoca mi approcciavo al trekking e mi fu giustamente sconsigliata , poco allenata e poco esperta evitai l'escursione, come l'ho evitata in notturna "rito annuale in attesa l'alba" durante l'estate; un periodo di fermo causa menisco mi ha fatto desistere. Ora però è arrivato il momento e mi organizzo con il Gruppo di Costa delle Sirene e con il mitico Antonio.

Si parte  dall'eco campus di Monte Orso rifugio immerso nel verde a quota 1500 e base per tutti gli escursionisti Matesini . Da Napoli ci sono almeno 2 ore di macchina. ma arriviamo puntuali all'appuntamento dove ritrovo la mai amica  Barbara e Pasquale con il quale ho condiviso tantissime passeggiate, sono contenta con entrambi mi trovo molto bene. Fa freddo, cammino avanti ed indietro in attesa che il gruppo si compatti per la partenza , indosso un'altra giacca nella speranza di sentire meno freddo, appena ci metteremo in marcia il corpo inizierà a produrre calore ma al momento vorrei una pelliccia" sintetica sia chiaro "  Pasquale mi omaggia di un cappello, nella mia ricerca affannosa dei capi invernali non l'ho trovato. Comunque giù al mare come dire, dalle parti mie, ci sono ancora 26 gradi se non di più, l'escursione termica per una cozza come me è quasi devastante.
Finalmente si parte ci avviamo verso il sentiero che ci porta al pianellone da dove inizia uno dei percorsi verso la cima ,da quel che ho capito la salita alla Gallinola si può effettuare da più punti ognuno con una difficoltà diversa.
Il sentiero è particolarmente fangoso, gli scarponi affondano nel terreno melmoso e bisogna fare estrema attenzione, in compenso siamo avvolti dall'autunno. i colori degli alberi sono di una bellezza struggente i rossi i gialli si intersecano  formando dei quadri bellissimi. I raggi del sole che al momento ci sta accompagnando danno rifrangenze di luce sulle foglie bagnate . Insomma uno spettacolo accompagnato dagli odori del bosco ,sotto gli alberi i funghi fanno capolino.. saranno buoni ? Non credo non sono un'esperta e comunque per me perfetti in questa immagine. Sbuchiamo su di uno spiazzo dove ho trascorso,l'estate scorsa ,una piacevolissima giornata con gli amici del Cai di tutta la campania nel giorno del meeting regionale, ospiti dei Beneventani ricordo una memorabile mangiata e bevuta con finale di distesa tra gli alberi in coma digestivo. Racconto quella giornata ai mie amici  mentre ci avviamo verso la salita. Il percorso almeno all'inizio non è segnalato per cui ci ritroviamo ad effettuare un giro più lungo prima di ritrovare la via giusta. Si sale le chiacchiere si interrompono, lo sforzo va indirizzato alla salita e sarà anche più dura ma questo è il trekking  mica solo pianori e mezza costa. Inizia a piovere, purtroppo, ci fermiamo per tirare dagli zaini qualcosa per ripararci e riprendiamo a salire .Nell'indossare la mantella  mi accorgo che l'ho rotta è ormai completamente aperta avanti... servirà a  poco cerco alla bene e meglio di sistemarla e decido immediatamente che sarà l'ultima volta che la indosso, non ne comprerà un 'altra, è scomoda e non ti ripara , meglio un bel k way largo con cappuccio.
Usciti dal bosco arriviamo sul piano della corte a quota 1650 praticamente abbiamo affrontato un dislivello di soli 150 metri ma a me è sembrato di aver scalato l'himalaya
Lo spettacolo è mozzafiato sotto di noi il lago del Matese,le nubi che si ricorrono con il sole danno al lago colori intensi l'azzurro, l'acciaio il rosso degli alberi "bellissimo " le montagne sono avvolte della nebbia che sale ... e poi si dirada...  lascia intravedere i colori dell'autunno in tutto il suo splendore.. poi  si richiude ma filtra i raggi che illuminano ... che altro dirvi se non andate e lasciate che la natura  vi avvolga. Io mi sento così in questo momento abbracciata dalla natura. Fotografo il paesaggio aspetto la nuvola cerco di rubare l'attimo,l'emozione ho solo un telefono ma ci provo
Riprendiamo a salire ed in contemporanea riprende a piovere ancora più forte la mantella mi sta dando un disagio enorme c'è vento si avvolge su di me lascia scorrere l'acqua sulle maniche non protette e sui pantaloni che sono fortunatamente impermeabili, Fa un freddo cane , sono sudata ed il sudore mi si sta ghiacciando addosso mi rimetto il capello nella speranza di prendere calore. Nel gruppo si fa avanti l'ipotesi di rinunciare , la pioggia per chi come noi fa trekking non è un problema ma la nebbia si" è' rischioso" la montagna non perdona come  non perdona il mare; la natura va rispettata conoscendone anche i pericoli. Arriviamo su di un nuovo pianoro la vegetazione di dirada , non ci sono più alberi il terreno è carsico , brullo, bagnato davanti a noi una cima ma non è la Gallinola bisogna salire ancora in un'alternanza di piane e cime, ci sarà ancora un paio di chilometri con pendenza e piove senza fine,il vento gelato  ti avvolge e la mia mantella è un guaio. Una parte del gruppo va in avanscoperta, io con gli altri aspettiamo  sotto l'acqua ed il vento. Si spera che oltre cima le nuvole siano più rade, arrivare su con la nebbia e senza visibilità è inutile, non potremmo fermarci ne per riposare ne per mangiare qualcosa.






Nell'attesa e sotto l' acqua  un amica di San Gregorio Matese ci offre dei graditissimi taralli tipici della zona che in questo momento sono di estremo conforto e se potessi accompagnarli con una bella tazza di tè bollente sarebbe il massimo. Non possiamo resistere  ancora ,guidati da Daiana che fa da chiudi pista, torniamo indietro ormai la nebbia ci sta avvolgendo completamente, fortunatamente i segnali del Cai sono ben visibili sul percorso in discesa . Bisogna stare molto attenti il sentiero è scivoloso , sono costretta a levarmi gli occhiali tra pioggia e  nebbia non vedo niente , non che senza veda meglio ma almeno non ho le gocce d'acqua. Ci fermiamo sotto gli alberi in attesa del resto del gruppo che sta scendendo dopo aver riscontrato la completa chiusura della cima.






Tiriamo fuori i panini e vi assicuro che mangiare in piedi sotto l'acqua non è assolutamente divertente ma sono gli imprevisti di questa attività e poi mica succede sempre....Chiaramente il tempo di mangiare qualcosa e torniamo indietro velocemente e altrettanto velocemente smette di piovere, la nebbia si dirada e le nuvole si aprono... "ma si può" Incontriamo una mandria di cavalli  al pascolo bellissimi e liberi, la nebbia ed il sole giocano con i colori degli alberi creando giochi di luce affascinanti  se possibile il paesaggio è ancora più bello .Stiamo per arrivare all'eco campus e sono in condizioni pietose, ho fango ovunque i pantaloni e le scarpe hanno uno strato di terreno melmoso che li avvolge, mi spiace per la macchina di Antonio che mi ha dato un passaggio.
Ci fermiamo tutti per rifocillarci insieme ad un altro gruppo del Matese in molti si conoscono anche io ho qualche conoscenza, si brinda con un buon vinello io evito, sono a dieta e preferisco di no.

Una buona mezz'ora di relax al sole... che splende adesso magnificamente e si rientra, baci e abbracci con tutti e la promessa che si ritorna perchè stavolta la Gallinola sarà fino alla cima.

A dimenticavo quest'ultima foto è il bruco più fotografato del Matese


lunedì 10 ottobre 2016

Dalla Valle di Maddaloni a Sant Agata dei Goti

Il percorso che affronteremo questa domenica non sarà sicuramente dei più impegnativi; viaggeremo tra natura incontaminata e storia, unica difficoltà per così dire la lunghezza del percorso 11 km ad andare ed altrettanti al ritorno
Escursione organizzata da FIE Napoli Trekkvesuvio con la supervisione dal nostro carissimo amico Pasquale che con attenzione ai particolari ha reso la giornata particolarmente gradevole. Appuntamento sotto l acquedotto Carolino costruito da Luigi Vanvitelli per volere di Carlo di Borbone "Opere imponenti sul nostro territorio sono frutto della mente geniale di questo re " Il ponte fu dichiarato patrimonio dell' umanità negli anni 90 insieme alla Reggia di Caserta e il Real Sito di San Leucio.
La partenza è in salita e tra la nebbia  fino a raggiungere la sommità dell acquedotto, l'atmosfera è ovattata  tutto intorno i monti e la campagna sono lattiginosi. Entriamo nel bosco e Pasquale ci sollecita, ha coinvolto il presidente della pro loco di Sant Agata per una visita guidata e siamo regolarmente in ritardo. I chilometri da affrontare sono ben 11 bisogna camminare con un po' di lena.
Odori meravigliosi si sprigionano dal sottobosco bagnato, ha piovuto tutto ieri  ed anche oggi abbiamo l'incognita dell'acquazzone anche se al momento un timido sole spunta tra i rami dei castagni. Per terra foglie, ricci e castagne attorno bellissime composizioni di rami ricchi di bacche rosse e fiori viola  tipici del bosco, c'è anche il pungitopo che fa tanto Natale in quest'atmosfera.
Ho come la sensazione di vivere la pagine di un sussidiario il libro di scuola dei mie tempi.
Come al solito il percorso è accompagnato dalle nostre chiacchiere con qualcuno ci si conosce con altri si fa amicizia . Cinque meravigliosi chilometri e sbuchiamo tra le campagne dove regna sovrana la coltivazione delle mele annurche," Chiaramente nessuno resiste e ci arrampichiamo
sugli alberi per raccoglierne qualcuna. Hanno l aspetto delle mele della strega cattiva da un lato rosse dall'altro ancora verdi e noi come cenerentola addentiamo la parte rossa, sono acidule saporite frizzanti un sapore di vita , le mangiamo tutte fino al torsolo.
Foto di Salvatore Montella












Lungo il percorso distese di mele poggiate su letti di paglia e solerti contadine sedute a rigirarle per la maturazione ( questo il segreto di queste mele praticamente fatte a mano) Le salutiamo, ci augurano buona passeggiata "che gioia "siamo lontani dal caos  e dallo stress.La nostra simpaticissima compagna di escursione Annamaria ci rallegra chiacchierando e non lasciando in pace nessuno, saluta a destra e a manca tutti gli abitanti delle case coloniche che un po' timidamente rispondono, non sono abituati al passaggio un un gruppo di personaggi strani come noi.Salvatore invece fissa con la sua macchina fotografica i momenti ed i luoghi più belli, noi compresi  mentre ignari non ci preoccupiamo di metterci in posa "le più foto più belle".
Siamo in netto ritardo l'appuntamento con il presidente della pro loco era alle 11 e sono quasi le dodici. Manca almeno un'altro chilometro all'ingresso del paese, abbiamo perso un po' di tempo tra foto e raccolta di frutti. Sant Agata del Goti ci accoglie con la pioggia ma  l'acqua non ci ferma e non ferma il presidente che ci conduce attraverso il caratteristico ponte per ammirare il magnifico borgo borgo costruito dai sanniti su una propaggine tufacea tra i i torrenti Mortorano e Riello

Il centro storico medioevale, bandiera arancione del touring,  è progettato con vicoli stretti  utile alla difesa dal freddo e dai nemici, ricco di memorie storiche monumenti medioevali ,reliquie ed opere pittoriche costituisce un vero scrigno d'arte. purtroppo è tardi e riusciamo a visitare solo la chiesa dell Annunziata .La nostra guida ci illustra storia e opere  tra cui un grandissimo affresco rappresentante il giudizio universale unico al mondo
Nel frattempo mi ha raggiunto un collega con la consorte fortunati abitanti di questo bellissimo luogo, facciamo due chiacchiere e ci salutiamo con la promessa di tornare per una visita più approfondita , approfittando per passare una giornata inseme. Nel frattempo ha smesso di piovere e ci dirigiamo verso il castello dove ci attende un piccolo rinfresco organizzato dalla pro loco sotto le perfette indicazioni del nostro amico Pasquale.Il castello di epoca medioevale costruito dai Longobardi ed ampliato dai Normanni ha un aspetto tozzo ed irregolare  nulla a che fare con i castelli cdi cui è ricca la nostra Italia centrale. Il  primo piano, nella sala dove ci fermiamo  per la degustazione e per la pausa, è affrescato magnificamente e sapientemente descritti dal presidente. Sul tavolo una serie di formaggi freschi e stagionati ,taralli tipici  ed un falanghina del beneventano fredda al punto giusto. Sono a dieta ma faccio uno strappo un paio di gustosissime fettine di formaggio locale finiscono nel mio stomaco annaffiate da mezzo bicchiere di vino "mi sono comportata bene" completo il pranzo con mezzo del mio panino dietetico il resto lo regalo a Pasquale. Foro ricordo di tutto il gruppo di Fie Napoli Trekkvesuvio

Si riparte verso il centro storico per una passeggiata finale accompagnati dai racconti della storia e di miti di questo antico borgo. Io nel frattempo mi guardo intorno è un po' di tempo che viaggio con la mente verso un futuro meno caotico, mi piacerebbe vivere in una piccola cittadina e condividendone i momenti e le piccole cose magari indossando il vestito bello per la passeggiate della domenica.

Questi palazzi sono bellissimi , le case che si intravedono mi trasmettono solidità e protezione, l'aria che si respira ha un odore diverso, una sensazione di calma di pace mi prende...sarà vero ? oppure è solo un desiderio momentaneo? Non lo so ma è bello sognare ed in fondo è un sogno semplice. Ci fermiamo per il caffè su di un terrazzo sullo strapiombo, attorno campagna e colline, una decina di minuti di riposo e si riparte. Riattraversiamo il centro storico  e lasciamo una parte del gruppo alle macchine sapientemente lasciate la mattina per eventuali piogge o stanchezze del ritorno I soliti duri , tra cui io, invece riprendono il cammino per il ritorno..... in fondo cosa sono altri 11 chilometri a piedi?  nelle intenzioni del ritorno ci sarebbe stata quella di provvedere ad un po' di raccolta di frutti dalla campagna, qualche mela, due fichi d'india ancora rossi e succulenti e qualche loto in via di maturazione.ma alla fine raccogliamo solo qualche mela e poi via verso il bosco per  ultimi 5 chilometri.
La stanchezza si fa sentire , ho un problema ad un piede ed è come se mi arrivassero delle coltellate continue,sull'altro invece sento che si sta formando una vescica, lo zaino mi pesa da morire  2 kg di mele annurche che non ho nessuna intenzione di abbandonare.... pesano.
Giornata d'esperienza per la mia intenzione di affrontare il cammino di Santiago il prossimo anno.
Mi sembra di non arrivare più sono stravolta anche i capelli stanno perdendo di forza, il riccio si sta ammosciando, i piedi urlano pietà il ponte è a circa un chilometro aumento il passo e come si suol dire  attacco il diesel vedere la macchina aprirla e sedermici per cambiare le scarpe è un tutt'uno.
I piedi pulsano ma mi sento meglio  aspettiamo gli altri per la foto ricordo degli ultimi temerari e poi via verso casa. Dire di essere stanca è un eufemismo sono praticamente distrutta ma.... non ci rinuncerei mai