martedì 19 dicembre 2017

Da Summonte a San Silvestro, devozione , escursione, festeggiamento, amici

E l'ultima domenica del mese di dicembre libera dagli impegni familiari, la prossima sarà  Natale e chi più chi meno verremo assorbiti dai cenoni ,dai parenti e da quella atmosfera natalizia che un po' ottenebra le menti facendoti dimenticare i problemi, ma che a volte ti lascia un grande senso di malinconia..o almeno per me è così "ma questa è un 'altra storia e un 'altro tempo " Oggi ,come promesso a Pasquale a luglio di quest'anno quando abbiamo per la prima volta visitato al grotta e la piccola cappella di San Silvestro , ritorniamo su per festeggiare il Natale, per farci gli auguri e per concludere la giornata nella mitica pizzeria di Atripalda " da Tonino" che poi è di Pasquale.



La settimana scorsa con il ponte dell'Immacolata siamo stati a Matera ma ,al rientro, non sono riuscita a scrivere nulla , non per mancanza di emozioni ma per il  tempo e mi è dispiaciuto. Ogni mio racconto mi riporta nel momento e nel luogo in cui sono stata  r lo conservo nel tempo e nelle emozioni . Urge quindi una nuova passeggiata in Basilicata magari in un 'escursione coast to coast come nel film di Rocco Papaleo. Oggi siamo proprio in tanti credo una sessantina, il nucleo duro come sempre e tanti altri che in varie occasione si aggregano a noi. La voglia di farci gli auguri è tanta e questo gruppo è altissimo  il valore dell'amicizia Oggi ci muoviamo con la macchina di Sabrina con noi Eugenia e Luisa a cui abbiamo offerto un  passaggio. In un ora siamo all'appuntamento direttamente al rifugio Urupetra poco sopra Summonte. Dall'autostrada in poi ci siamo raggruppati in  un lungo serpentone , usciti quasi tutti in contemporanea dal casello abbiamo deciso di fermarci per un caffè e per i soliti immancabili meravigliosi baci e abbracci "caffè orrendo " ma non importa,.Per l'ultimo tratto abbiamo deciso di alleggerire la macchina di Sabrina che troppo carica in salita aveva dato problemi di presa sul ghiaccio. Al rifugio siamo ancora in pochi a parte Anna, Marco ed Antonio che con l'occasione stanno distribuendo i braccialetti con il nostro logo e la scritta di Costa Delle Sirene manca ancora parecchia gente.

Arrivano un poco tutti alla spicciolata, il piacere di rivedere Giustina, Imma e Cetti che da tempo non camminavano con noi e  Antonella e Tommaso dalla gita a Punta Infreschi, insomma ci siamo e arrivano anche Pamela ed Edo che oggi festeggerà con noi il suo sessantesimo, io invece apriro' una bottiglia di spumante per festeggiare la mia nuova vita ...da diciamo così pensionata mi ci vorrà ancora qualche annetto ma l'azienda mi ha scivolato verso tale data ed io ho preso l'occasione al volo......Finalmente ci siamo foto di rito e di gruppo e ci avviamo verso la salita. 
Il sentiero è parecchio viscido, questa settimana ha piovuto quasi tutti i giorni, è inverno ,il sole non riscalda ed il gioco è fatto, per terra le foglie umide,il muschio e il bagnato rendono la strada un vero rischio. Il sentiero è parecchio in dislivello, di sale lungo il costone tra faggeti e castagni per terra i ricci creano un sentiero spinoso , il panorama non è dei migliori siamo in quella stagione di mezzo nella quali gli splendidi colori dell'autunno non hanno ancora lasciato il posto a paesaggi innevati , e' tutto è un poco  monotono ,tutto un poco marrone che non è il colore preferito. In un'ore e mezza siamo sul piazzale  della grotta nella quale due vasche raccolgono l'acqua sorgiva alla quale si attribuisce il miracolo della guarigione delle malattie della pelle. Accanto la piccola cappella e la torre campanaria con una bellissima campana di bronzo che la tradizione vuole debba essere suonata da tutti gli escursionisti che arrivano fino in cima. Il  lungo tavolo di pietra sotto una sporgenza della roccia è impraticabile tutto bagnato e si decide di preparare la merenda  sul muretto di fronte  La magnifica generosità di Pasquali  permette a Fortura e Pamela di tagliare per tutti  noi  fette di pane casereccio, caciocavalli e ricottine , capocolli,  salamini dolci e piccanti, il tutto innaffiato da un ottimo aglianico di zona e che dire di più.







Niente viene lasciato al caso, niente viene lasciato, in breve il tutto viene spazzolato via ;resta forse un po di vino, della grappa neanche un goccio, riesco  recuperarne un sorso elemosinando dai bicchieri altrui  Tempo di raccogliere i residui e si riscende. Ci aspettano in pizzeria per concludere la giornata. Ci raggiungeranno ad Atripalda il mio ex compagno oggi forse il mio più caro amico anzi leverei il forse  ed i figli del festeggiato. La discesa è relativamente veloce anche se fatta con le dovute attenzioni ,il rischio caduta è ancora maggiore.



 A pochi passi dall'arrivo mi accorgo che il nostro amico Paki è arrampicato  su di un albero, sta raccogliendo il vischio ....e chi mai sapeva che i rami di vischio crescono sugli alberi, ero convinta fossero cespugli tipo il pungitopo...sono proprio una cittadina doc. La distribuzione del vischio avviene  equamente anche se qualche ramo di palline ne ha ben poche. Tutti in macchina e via verso Atripalda. All'ingresso della pizzeria mi aspetta Rino entriamo in massa siamo una caterva di gente, ci sistemiamo alla bene e meglio in lunghe tavolate, difficile la conversazione con tutti siamo veramente troppi ma diciamo che alzandoci un po' si riesce a stare con tutti ..tipo...matrimonio ecco....Pizza anche stavolta ottima, la mia zucca e provola speciale, anche servita velocemente per quanti eravamo quindi un grazie ed un plauso a Pasquale al fratello ed hai ragazzi che hanno aiutato.
Prima della torta di Edo e del mio brindisi Anna chiede la parola e ancora una volta e come sempre ci meraviglia con una bellissima idea...la premiazione di alcuni che nel gruppo si sono contraddistinti in questo magnifico anno insieme.
Un bellissimo ciclamino rosso per Angela che ha conquistato il dislivello più alto salendo sull'Etna, per Paki sempre ed assolutamente disponibile e con il quale abbiamo ed hanno percorso i tratti più lunghi di auto, per Antonio nostra guida e nostro supporto e per me, blogger e allegro spirito del gruppo. Per Anna invece un ringraziamento speciale da parte mia, per la sua disponibilità e per la sua amicizia.Parte il mio brindisi, ho voluto festeggiare con tutti loro la mia nuova vita da donna libera da impegni di lavoro e poi gli auguri per Edo per il suo sessantesimo compleanno una buonissima torta accompagnata da un assaggio di sbriciolona fatta da Antonella. Per concludere un momento poetico, con noi oggi ha camminato Imma magnifica poetessa che trasferisce nei suoi versi le emozioni e gli stati d'animo. Mi chiede di leggerne una e scelgo "Baciami adesso"la sento profondamente mia la leggo emozionandomi. Ancora qualche verso letto da Giustina e da un 'altra amica poi......saluti abbracci baci e ..e.....e...grazie ragazzi grazie per questo anno di serenità che mi avete donato, grazie a voi ho ripreso una parte della mia vita e la forza per affrontare il resto...auguro a tutto il meglio e ciò che desiderate e per tutti  un SERENO NATALE 
 . 

martedì 28 novembre 2017

Baia di Jeranto quando la natura diventa spettacolo

Il programma di questa domenica prevedeva l'escursione sul sentiero degli Dei ma le avverse condizioni metereologiche dei giorni scorsi hanno causato una frana sul percorso per cui è stato vivamente sconsigliato il trekking. Grande rammarico da parte mia poichè sarebbe stata ospite Daniela un'amica Tarantina venuta apposta per il sentiero.

Mi confronto con Antonio e si decide per la Baia di Jeranto area marina protetta e luogo incantevole della costiera Amalfitana.  Oggi parto con la mia macchina e con me anche Raffaella, napoletana conosciuta in Puglia nei giorni di Spacca Murgia e Alessandra amica di Sabrina e piove ....ma le previsioni danno un intervallo dalle 10 alle 5 del pomeriggio per cui  si decide di partire e bene abbiamo fatto.
Appuntamento a Nerano e come tutte le volte che  vado in quella zona  sbaglio strada anche con  il navigatore  finendo praticamente in un viottolo e direttamente  a casa di qualcuno. Riusciamo alla bene e meglio a rimetterci in una strada normale e non so come arriviamo a Nerano.......Siamo in tanti, i soliti e gli altri. Caffè all'unico bar della piazzetta  che più che un bar sembra la stanza di un episodio di "accumulatori seriali " Arrivano , in ritardo, anche i ragazzi di Matese  Escursione ,la loro presenza con noi sta  diventando una bella abitudine ,sono ragazzi allegri  con i quali si trascorrono le ore serenamente tra scherzi e battute. Il percorso inizia morbido alla nostra destra il mare sotto di noi Massa Lubrense e la sua spiaggia , in lontananza si scorgono li Galli i mitici scogli della costiera dove Nureyev trascorse gli ultimi anni della sua vita. 


La temperatura è gradevole direi che fa quasi caldo ma c'è un vento fortissimo che in alcuni momenti ci costringe a ripararci verso la parete di roccia. Passiamo per la casa  di Norman  Duglas lo scrittore che trascorse moltissimi anni della sua vita a Napoli ed in costiera e scrisse proprio in questa villa il suo quaderno di viaggio Sirene land, chi meglio di noi Sirenette e Tritoni della Costa hanno diritto a precorrere questi sentieri. Specifico che alcuni tritoni sono abitanti delle montagne ma molto molto adattabili al mare. Lasciamo il sentiero  e la costa  scavalcando praticamente un promontorio ritrovandoci adesso con il mare alla destra ed oltre.... lo spettacolo magnifico di  Capri e dei suoi faraglioni che non ci lascerà fino alla baia Adesso il percorso è tutto in discesa , il mare è di ghiaccio , il vento del nord increspa la superficie, il sole fa il resto nascondendosi nelle nubi colorandolo di tutte le sfumature dell'acciaio  mentre fasci di sole si fanno strada nel cielo " uno spettacolo come sempre"
Il lungo serpentone  umano si snoda lungo il costone  e poi su verso la Torre  di Montaldo fatta costruire insieme ad altre lungo la costa dai Vicerè per difesa dai turchi invasori.  Momento di sosta e di ristoro acqua un poco di frutta qualcuno tira fuori il panino è incredibile come la sosta sia direttamente proporzionale al mangiare . 
Lo spettacolo è fantastico, dal punto più alto si vede la costa  fin quasi a Positano dall'altro lato Capri  e Punta Campanella che non vediamo ma è lì ... indubbiamente la Costa delle Sirene  è lo nostra terra e il luogo più bello del mondo per la nostra mitica guida  Antonio.  Altra sosta alla terrazza panoramica del  Fai dove una volontaria ci illustra gli  eventi e  i prodotti della zona che stanno provando a coltivare. Ricordavo in una mia precedente escursione che lì ci viveva un contadino che a richiesta offriva la sua cucina ed il suo cibo per gli escursionisti che volevano fermarsi ma adesso ci sono i volontari del Fai 
Come al solito il percorso è rallegrato dalle chiacchiere e dalle battute, Daniela e Raffaella si stanno divertendo e ne sono contenta, i ragazzi del Matese legano immediatamente con le nuove arrivate e così scherzando e ridendo arriviamo alla Baia. Il mare splendido ,le onde si infrangono sulla spiaggetta , gli alberi fanno da cornice alla baia ...Il turchese del mare  l'acciaio delle onde il verde i dei pini  e non c'è altro da dire.
Scattano mille e mille foto che nei prossimi giorni ci godremo su facebook , foto che potrebbero sembrare le stesse ma non è così ognuno di noi riuscirà a cogliere un attimo diverso.
Dovremmo creare un album  con le più belle di tutti ed intitolarlo "Costa delle Sirene attimi ed emozioni"
L'idea è quella di risalire fino al punto  Fai per mangiare ma in una sollevazione popolare decidiamo di rimanere in spiaggia è troppo bello per poter andare via subito. Trascorriamo una buona ora come al solito condividendo il cibo ed il vino, io ho una pizza di scarole regalatami da un 'amico di palestra , i ragazzi del matese hanno come al solito degli affettati da urlo e taralli e tarallini, arriva anche del vino, solo il caffè fatto con tanto di macchinetta e fornellino non arriva ..me lo lego al dito 

Ci stendiamo al sole come lucertole , il vento è forte ma nella baia è meno intenso e le rocce un poco ci proteggono. Grandi momenti di relax e di scherzo ci sarebbe da rimanere fino al tramonto del sole dietro ai faraglioni che si  stagliano in lontananza ma fa freddo e poi la risalita sarebbe difficile al buio. Adesso dobbiamo risalire e con il cibo sullo stomaco non è una passeggiata, indubbiamente la digestione rallenta. 

Il percorso all'inverso ci priva del panorama del sole che scende verso Capri e che infiamma le nubi specchiandosi nel mare, ma ogni tanto mi fermo e mi giro. Questo è uno spettacolo che mi riempie l'anima mi mette serenità e lascia che i mie pensieri tristi e malinconici si allontanino verso il nulla ...vorrei non tornassero più, difatti non tornano sono attimi . Salgo e non mi pesa sarà il pilates che mi sta insegnando la respirazione o forse il dislivello che non è pesante comunque stavolta sono in pole position.
Arriviamo nuovamente al punto in cui si svolta verso la costa salernitana mi giro un 'ultima volta indietro , il sole si sta abbassando dietro una coltre di nubi nere sopra di noi non va meglio qualche goccia di pioggia. Le previsioni  dicevano  alle 5 sono le 3 ma noi siamo già quasi arrivati e comunque smette subito. Sosta al bar dell'accumulatore seriale per cambiare maglietta e felpa ma evito il caffè che  è una ciofeca  inbevibile. 


I mitici Antonio Cocozza e Marco Turcio ...ed Io


Tante chiacchiere ancora ,qualcuno va via, ma il nucleo duro con noi ed i ragazzi del Matese  decide per il terzo tempo a  Termini dove potremmo godere del tramonto su Capri in tutto il suo splendore . Purtroppo le nubi non ci hanno consentito lo spettacolo che vi assicuro è bellissimo. Ci dirigiamo al bar c'è la partita del Napoli che chiaramente accorpa buona parte dei maschi che si aggrega al gruppo di vecchietti del paese. Raffaella decide per una foto geniale con il gruppo di villa arzilla. Ancora qualche chiacchiera, una birra e  tanti abbracci si rientra adesso piove ma il viaggio di ritorno è stato rallegrato dalle nostre mille chiacchiere....... sugli uomini, tendenzialmente li abbiamo massacrati.  

martedì 21 novembre 2017

Autunno in Val Canneto

L'escursione di oggi ci porta nuovamente in Ciociaria e per la precisione nella Val Canneto.
Partiremo dal santuario della Madonna di Canneto appunto inoltrandoci  tra i boschi di faggio per poi giungere alla pietra dei tre confini che delimita  Lazio Abruzzo e  Molise. Il percorso si snoda lungo il fiume Melfa dove scorre la sorgente di Capodacqua a cavallo tra la terra dei Marsi e quella dei Volsci.Partenza all'alba, il tragitto non è breve, appuntamento all'area di servizio di Atina con tutti gli altri . Arriviamo in netto anticipo ma ci sono già i gruppi di zona , i viandanti con le loro giacche gialle ed Antonio Vano  con altri amici  con i quali siamo stati qualche tempo fa sul monta Meta.
Caffè chiacchiere e saluti, di Costa delle Sirena ci siamo quasi tutti e con un po' di ritardo arrivano anche i ragazzi di Matese Escursione oggi sono in sei e c'è anche Maria tostissima guida dei percorsi avventura d Cusano Mutri.  Saliamo  con le macchine verso il santuario e la strada è magnifica. Gli alberi esplodendo nell'autunno, ancora qualche giorno ed i rami resteranno spogli , poi si riempiranno di neve ma adesso è un'incanto. Stiamo viaggiando nell'oro e nel bronzo provo a fotografare la magnificenza di quei colori ma le foto non rendono l'emozione di quei momenti. Arriviamo al santuario e ci dirigiamo al parcheggio. Ci sono già venuta qualche anno fa in moto con il mio ex compagno e conservo ancora la foto in tenuta motociclistica davanti al santuario.
Cambio di scarpe  e via verso il bosco. Siamo veramente tanti, un lungo serpentone. Camminiamo affondando le gambe nelle foglie secche, il fruscio che si sente è come una nenia che accompagna la nostra salita. Antonio Vano mi spiega che ci sono 500 metri di dislivello ma sono talmente morbidi che quasi non me ne accorgo, è talmente piacevole questo cammino che non sento assolutamente la salita. Comincia a fare caldo mi libero che giaccone e del pile resto solo con la maglietta termica sono già sudata marcia. Tra gli alberi spogli il sole fa capolino, ci riscalda ed illumina lo strato di foglie a terra. Ai lati del sentiero formazioni calcaree e radici che sembrano sculture. Sulle rocce strati di muschio talmente alti da sembrare siepi. Mi viene in mente che se facessi il presepe  ne potrei prenderei sicuramente qualche zolla. Si continua a salire e sempre  Antonio Vano, oggi ci fa da guida, il territorio è il suo mi spiega che ha evitato tratti troppo in pendenza, lo ringrazio di cuore, li affronteremo in discesa in modo da poter vedere le cascate che si formano lungo il percorso. Ad un tratto fra gli alberi si intravede la cima del Meta, cima sulla quale non sono riuscita ad arrivare, completamente innevata ,stiamo passeggiando in un autunno che già sa d'inverno . Provo ,con il mio telefono, a rubare le immagini che mi riempiono di piacere e spero di riuscire a farlo.
Il gruppo del Matese oggi va speditissimo sono in pole position ma Mario e  Valentino non si lasciano scappare l'occasione di aspettarci per ridere e scherzare .. a  questo punto li tormento con la richiesta continua di foto. Lungo il percorso non mancano tratti innevati  lungo la riva del torrente che scorre alla nostra sinistra. Le acque sono trasparenti, quasi sembra che non ci sia  tanto è chiara. Qualche amico ne beve un bel sorgo e l'acqua della sorgente fresca e buona ma io sono stroppo cittadina per farlo e me ne dispiace. Ci fermiamo a fare foto tanto è bella questa riva e queste rocce e quest'acqua. Si chiacchiera un po' con tutti e come dico sempre in questo alternarsi di parole ,di confidenze e di stati d'animo.
Circa 3 ore quasi nessuno stop ma oggi va bene anche a me  Arriviamo in un bellissimo piazzale scaldato dal sole. Anna provvede a preparare la tavola, ci sarà un picnic, all'origine ci saremmo dovuti fermare al ritorno verso il rifugio ma purtroppo non sono state reperite le chiavi e quindi ci arrangiamo da soli. Mentre qualcuno si riposa noi andiamo a vedere la pietra che delimita i tre confini e quale migliore occasione per altre foto, ne faccio qualcuna con  Marco molto bella in un punto dove neve foglie d'oro e rocce creano uno spettacolo unico e poi un 'altra con il mitico Antonio Cocozza
direttamente sulla pietra dei tre confini. Lungo il costone una parte del gruppo credo dei viandanti si incammina verso la grotta dell'orso. Noi no, bellissimo camminare arrampicarsi  ma ci piace anche il momento del convivio e del pranzo che di solito consumiamo tutti seduti vicino. Stavolta è uno spettacolo Anna ha preparato bruschette di pane con salsicce e friarielli, Rosaria tira fuori un casatiello che parla, Paki ha portato orecchiette con melanzane e c'è ancora una pizza rustica
I ragazzi del Matese tirano fuori taralli, capocolli salami e formaggio insomma un tripudio di piacere gastronomico una gioia per gli occhi e per il palato. tutto accompagnato da vino rosso ..io ho una bottiglia di primitivo di ottima qualità che mi è stato regalato e quale migliore occasione dividerlo con gli amici.  Concludiamo con i dolci che non mancano mai Pamela ha portato una buonissima torta di mele, Monica un rotolo con Nutella e ancora una torta con cioccolato che non so di chi era  ..ha dimenticavo i susamielli fatti dalla mamma di  Mario e con questo sto........Adesso però si deve andare, purtroppo le giornate sono cortissime e nel bosco fa notte presto. Ci avviamo e stavolta sono tutte scorciatoie in discesa ...delle belle discese. Bisogna fare molta attenzione, l'umido del sottobosco le foglie secche che nascondono infide rocce pericolosissime spunti per cadute rovinose e...qualcuno cade senza troppi danni fortunatamente.
Ecco la prima cascata piccola a spettacolare che si tuffa in un laghetto di smeraldo è un 'incanto non riusciamo a non scattare una marea di foto. Mario salta da una roccia all'altra  ma io non mi fido a scendere troppo scivoloso mi faccio fotografare dall'alto e va bene così.

Riprendiamo a discesa ormai nel bosco sembra già quasi sera anche se il l'oro degli alberi ci fa luce.
Ultimo tratto e ultima cascata ,questa si tuffa dietro una roccia molto più facile da raggiungere oltretutto un marmo scultoreo ricorda la visita di  Papa Giovanni Paolo che vi si raccolse in preghiera
Anche qui scattano le foto ma nel frattempo cerco di gestire i dolore che ho ad un dito rimasto schiacciato durante la discesa in una roccia mi sa che mi sono fatta male ..si sta gonfiando ed è già leggermente viola. va beh metterò una stecca e poi guarisce. Riprendiamo la discesa manca pochissimo e siamo alle auto qualcuno ci saluta e se ne va ma noi abbiamo il terzo tempo.... ci diamo appuntamento all'area di servizio, telefono anche al mio ex compagno con il quale ho ancora ottimi rapporti ,vive in zona. e  mi raggiunge  Organizziamo con una bella tavolata  dove un magnifico pezzo di  pane, omaggio di Antonio Vano,farcito di frittata di uova vere, come uso dire cioè le uova delle galline che razzolano e non di quelle delle batteria, viene diviso fra tutti. La birra scorre  a fiumi con l'allegria e la voglia di stare insieme. Mi soffermo a pensare che sono proprio fortunata trascorro delle bellissime giornate tra la natura più incontaminata insieme a persone speciali lontana dallo stress, dalle corse affannose, dai pensieri che ti avvolgono in spire di preoccupazione. Grazie a tutti voi sempre di queste magnifiche giornate



 

martedì 14 novembre 2017

E salirono a Montevergine...Sirenette e Tritoni

Il titolo di questo racconto è preso pari pari dalla fiction che stanno trasmettendo in questi giorni sulla rai. Una storia fantasy che parla di sirene e che la nostra Anna ha giustamente  collegato al nostro gruppo Costa delle Sirene. Oggi si va a al Santuario di Montevergine per la salita del pellegrino. Partenza da Ospedaletto d'Alpinolo,c'è anche una comoda funicolare  per i pellegrini più affaticati ma la salita è il percorso dei devoti che affrontano la fatica ,a volte ,anche scalzi, oggi di noi  trekkisti. La Madonna di Montevergine "madonna nera" detta anche " Mamma Schiavona" viene ricordata nel folclore con un pellegrinaggio che conduceva i fedeli al Santuario in carrozze a cavalli e auto sempre tutte magnificamente addobbate.
Santa protettrice dei gay " Fmniell"  ed in febbraio nel giorno della candelor salgono tutti al santuario scatenandosi in balli e tammurriate ed ecco che la devozione diventa paganesimo. Anche Raffaele Viviani ne sceneggio'  una bellissima commedia.  Arriviamo tutti puntuali ad Ospedaletti , soliti noti Salvatore ed Angela ,Enzo e Rosaria la classica vrancata di single ,qualche volto nuovo e oggi anche due guide di  Matese  Escursioni , due gran bei tritoni Mario e Marino.
La salita fondamentalmente non è molto impegnativa. a parte il primo tratto asfaltato con una pendenza veramente notevole, poi la strada si trasforma in sentiero che  seppur tutta in salita tra rocce scalini naturali e sterrato sale dolcemente verso l'alto. Il dislivello è intorno ai 500 metri per me fattibilissimo ma sopratutto non si superano i 1400 metri di altezza.
La compagnia oggi è da gran divertimento, i ragazzi di  Matese Escursioni svestiti gli abiti da guide sono totalmente a disposizione per ridere e scherzare. saliamo un po' insieme un poco sparsi si formano i soliti gruppetti che come carte da gioco si mischiano e di ricompongono.
Il paesaggio nel frattempo è spettacolare. l'autunno in tutto il suo splendore cromatico è scoppiato. Giallo rosso arancio si intrecciano lungo il percorso in un merletto illuminato dai raggi del sole. Non si fa in tempo a fermare un'immagine  che subito dopo se ne materializza una più bella. Lo spettacolo del costone illuminato dai raggi del sole sembra un quadro di Monet.
Saliamo e fa un caldo bestiale , il vento che ogni tanto ti investe con folate fredde e ti ghiaccia addosso, la temperatura peggiore per evitare raffreddori. Io ho già una tracheite che mi sta tormentando da una settimana...perfetto o mi viene la bronchite o guarisco. Lungo la prima parte una cappella votiva, una pietra a forma di sedia che pare sia stata la sedia dove la Madonna salendo si sia riposata.
Alcuni di noi si fermano ed è logica per chi è credente sedersi e fare una preghiera, cosa che faccio anch'io.
Si sale ancora diversi tornanti che si arrampicano verso la cima intersecandosi con la strada. mano e mano che si sale alla nostra destra si apre il panorama della valle, il sole rifrange senza sosta i colori della vegetazione. Oggi attorno a me mancano gli odori ma i colori mi stanno avvolgendo e sono i colori del calore e della vita.Anna  oggi è in pole position e si sta gratificando non ci sono particolari attenzioni da fare e quindi si sente libera di andare tranquillamente avanti senza fermarsi. In retroguardia oltre a me ed Angela anche qualcun altro  Antonio e Marco che ci fanno compagnia ed anche Mario e Marino troppo carini li coinvolgo in una foto spettacolare come guardie del corpo e chi meglio di loro.L'ultimo tratto in arrampicata è quello della Via Crucis, sulla sinistra quelle che credo si chiamino le stazioni , mi fermo alla prima ho bisogno di rallentare, fatemi camminare per cinquanta chilometri e non faccio un fiato ma con le salite mi distruggo .. diciamo che le arrampicate non mi interessano neanche quelle sociali volendo....



L'ultimo tratto è una ghirlanda di rami gialli che ci fanno da capanna, impossibile non fare foto . Eugenia ed io ci facciamo immortalare avvolte dai dall'oro dei rami. E siamo arrivati alla spianata del santuario.


Un momento di riunione per la foto di rito e per darci appuntamento da li a due ore. Un gruppo di dirige verso il bosco sinceramente un altro tratto non credo aggiunga altro al già magnifico paesaggio visto. In alto due orribili antenne. Qualcuno decide per la messa altri per il museo, io per riposarmi. ma non sono sola con me Angela, Agnese ed il compagno. Io ed Agnese abbiamo i capelli ricci e sono bagnati cerchiamo un angolo di sole per asciugarci. nel frattempo ci mangiamo un bel coppo di castagne calde. Ci dilunghiamo in chiacchiere poi mi allontano, vado un attimo nella cappella della Madonna Nera, una preghiera ci sta.
Appoggiati al muretto ritrovo Mario Anna e Laura che hanno già mangiato e si stanno godendo un bicchiere di vino.
A questo punto deciso di mangiare anche io ma più che la fame mi ha coinvolto la gola, del resto mi ero già mangiata un mare di castagne, assaggio i biscotti per giunta squisiti prodotti dalla mamma di Mario accompagnandoli con un mezzo bicchiere di vino, proseguo con il mio panino con fiordilatte di agerola e friarielli fatti da me e continuo, mentre arrivano tutti gli altri con taralli dolci e salati ed un crumble fatto in casa ottimo. Insomma una intruglio calorico che era meglio una lasagna. Si riprende la via e si scende. Anna  Laura e qualcun altro volano verso il basso, il resto del gruppo resta compatto in un crescendo di risate su disquisizione sociali e religiose dell'importanza della confessione. vi giuro che non era assolutamente un argomento pesante anzi ne abbiamo ricavato spunti psicologici con uno sfondo ironico e divertente senza assolutamente essere blasfemi. La discesa va fatta come sempre con molta attenzione, la pendenza le foglie e l'umidità creano un connubio pericolosissimo e  arriviamo in paese dove ci aspettava ,ormai ghiacciata ,Anna.
Ci trasferiamo nel bar al calduccio dove inizia il nostro solito terzo tempo ma stavolta la birra è stata sostituita da una serie di tazze di cioccolata calda e da squisiti dolcetti offerti dal titolare. E mentre le sirene si dilungavano in chiacchiere sugli uomini ....in un classico che non tramonta mai  i tritoni hanno iniziato una partita a bigliardino



Foto a cura del gruppo dei partecipanti

giovedì 9 novembre 2017

E poi...il mare da Polignano a Monopoli

Riposo assoluto per due ore, doccia bollente  di quelle che creano la nebbia nel bagno e andiamo a cena. L'hotel è proprio carino, vialetti illuminati ,strutture che si armonizzano con  la vegetazione, una spiaggetta  deliziosa, insomma non male  anche se pensarla in estate mi vengono gli incubi....animazione, creature urlanti e caos preferisco i luoghi isolati e selvaggi.


Cerchiamo posto e un po'come capita ci accomodiamo siamo tanti e chiaramente non si riesce a fare gruppo con tutti. la cena è senza lode e senza infamia ma è vero anche che sono molto pignola sul cibo e comunque sto mangiando poco, mi sa che  questo trekking mi farà dimagrire "che bellezza" Concludiamo la serata seduti all'esterno bevendo shottini di qualsiasi liquido alcolico fosse disponibile dalla grappa all'amaro lucano. Il gruppo è il solito e ormai collaudato  Marisa, Raffaella,, Turiana Rosita e Daniela c'è anche qualche maschietto "sempre pochi all'appello" Marco Maurizio Roberto e Carmine Ci salutiamo promettendoci di ritrovarci all'alba per vedere sorgere il sole... ci credo poco io ci sarò.
Alba a Polignano
Purtroppo rientrando in camera Nunzia mi avverte che scendendo sulla spiaggia Emilia è caduta ed ha sbattuto il gomito violentemente. Sono preoccupatissima ma al momento dorme intontita dall'antidolorifico. Mi sveglio prima del'alba, Emilia fa finta di niente ma credo stia soffrendo come un cane, le dico di prendere un'altro antidolorifico mentre indosso  giubbotto e cappello sul pigiama ed esco per  andare alla spiaggia. Il tempo è brutto ma all'orizzonte una striscia rossastra mi dice che riuscirò a vedere l'alba , incontro Daniela che sta fermando e fissando immagini che vi assicuro riviste sono  state uno spettacolo.Giro intorno alle cabine, mi avventuro sugli scogli bagnati.
Sulla scogliera c'è qualcuno , mi avvicino mentre sorge il sole, hanno mantenuto la promessa si sono svegliati. Un po' di chiacchiere ma poi mentre loro si allontanano mi siedo sugli scogli  ho bisogno di richiudermi in me stessa adoro l'alba il mare il vento,mi siedo e i miei pensieri vanno......Qualche minuto mentre il sole si nasconde dietro le nuvole e poi torno in camera.  Si riprende il cammino, velocemente arriviamo a San Vito passando sotto la bellissima cattedrale, attraversiamo la spiaggetta a cui non abbiamo dato importanza la sera prima" è deliziosa"
Lasciamo san Vito e ci inoltriamo sulla scogliera ....ecco siamo tornati dove tutto è iniziato ...una scogliera e tanto vento; l'unica differenza è che stiamo andando verso Monopoli e non ci stiamo allontanando. Sembra che i mesi non siano passati ed invece sono mesi in cui tante cose sono successe eppure basta solo un luogo, un profumo un 'immagine che ti riporta indietro alle emozioni  Camminiamo attraversando fiordi , insenature , falesie e mare e mare e mare. Sento il suo profumo... mi calma mi da serenità  forse in un 'altra vita ero una sirena...ma lasciamo perdere potrei scatenare l'ironia di qualcuno facciamo un pesce va..
Arriviamo a Polignano e immediata foto sotto la statua di Domenico Modugno tutti insieme con le braccia aperte come lui. Discesa in spiaggia per le foto di rito,lo spettacolo  del mare d'inverno è magnifico, ci sono stata questa estate a Giugno e vi assicuro che non c'era giusto lo spazio per stendere l'asciugamano. Risaliamo verso il centro e ci disperdiamo attirati da profumi di focacce, voglia di caffè e quanto di commestibile al momento potersi procurare.  Inizio con un caffè speciale corretto con non so quale liquore , scorzetta di limone e panna in pratica una bomba ma vi assicuro buonissimo e non contenta invitata da Maurizio insieme a Caterina e  Paola ci dirigiamo verso un locale dove servono aperitivi con pesce crudo.

La Pescaria è sicuramente un locale Inn, location deliziosa  e banco del pesce da urlo. Ci facciamo servire dei panini morbidissimi al nero di seppia con tartare di tonno e crostini di pesce spada con maionese di nero di seppia il tutto accompagnato da un ottimo prosecco. Non ho parole tutto squisito e squisito ancora di più il nostro ospite Maurizio che decide, da padrone di casa ,di provvedere al conto. Ritorniamo verso la scogliera e riprendiamo il cammino per arrivare in una bella spiaggia assolata dove riposare e mangiare qualcosa. Io non ho fame l'aperitivo è stato sufficiente , ci sistemiamo come al solito secondo una regola non scritta ma assoluta. quelli del nord all'ombra quelli del sud al sole. riusciamo a riposare a sufficienza , un poco stesi un poco seduti un poco a chiacchierare in giro. Giovanni l'amico sorrentino si spoglia e accompagnato da una standing ovation fa il bagno. se la merita tutta per il coraggio e per il fisico.
 Riprendiamo la strada verso Monopoli ancora un poco di scogliera e poi verso l'interno come al solito arriviamo nelle zone abitate e lo spettacolo non è bellissimo, oltretutto  aleggia una sensazione di malinconia  Non si parla neanche più tanto. Roberto e Marco ascoltano musica, qualcuno cammina nei suoi pensieri  Daniela ed io invece ci facciamo l'ultima tirata di confidenze fitte fitte. Arriviamo al porto  e poi in piazzetta ormai conosco Monopoli come le mie tasche, due edizioni di SpaccaMurgia , le vacanze ed una scappata per la serata della pizzica ....sono di casa. Ci accoglie un assessore che vorrebbe farci visitare il castello ma è chiuso breve giro per il paesino caffè birra qualche saluto a chi resta in zona e poi verso i van. Chiaramente è il caos, siamo  in troppi ed i van non ci conterranno mai tutti, solito momento di disorganizzazione ....a me viene da ridere anche questo è "SpaccaMurgia"

 Grandi saluti promesse di rivedersi e richieste di amicizia sui social in fondo è un modo di restare in contatto.
Roberto Marco Maurizio io e gli amici di Ancona saliamo quasi per ultimi , i due dissacratori toscani mi prendono in giro, si cerca di dissolvere quell'aria di malinconia. Stasera restiamo a Gioia si andrà a cena e domani  in giro per gli acquisti enogastronomici ma questa è un 'altra storia
" Il racconto di questi giorni magnifici si chiude qua " Spero ci sarà una nuova edizione dove incontrare  vecchi e nuovi amici ma nel frattempo  grazie come sempre a Giovanni, Claudio, Rosita e Carmela ed a tutti i miei compagni di camminata ....
vi aspetto a Napoli e vi porto sul  " Sentiero degli Dei "

mercoledì 8 novembre 2017

Da Conversano al mare di Polignano

Lasciamo Conversano attraversando il centro e la periferia; supporto Nunzia e Graziella  per alcune vesciche in corso di evoluzione mentre Maurizio , che nella scorsa edizione dovette rinunciare al secondo giorno per vesciche,cammina spedito con le scarpe ed i calzini giusti. Camminare  sull'asfalto non è piacevole e con gli scarponcini da trekking anche peggio. Il panorama per giunta non dei migliori ...palazzi più o meno alti ,case qualche giardino ma la logica vuole che dobbiamo per forza passarci. Piano piano l'agglomerato urbano lascia il posto a villini e spazi aperti, giardini fioriti di buganville arancio e rosse che si intervallano con  cespugli di bacche tipiche di questo periodo autunnale e ancora pale contorte  di fico d'india cariche di frutti succulenti pronti ad essere colti...ma ci sono le spine meglio evitare
Siamo a Novembre e sembra primavera fa anche caldo . Finalmente ci inoltriamo nella campagna, bellissimi ulivi ci accompagnano costeggiando il sentiero. Tra di noi un ragazzo che cammina con una macchina da presa ed un microfono ogni tanto ferma qualcuno per un 'intervista mi dicono che parteciperà ad un progetto speciale . Ci riprende in atteggiamenti naturali con una presenza così discreta  che solo raramente me ne sono accorta con lui una bella bruna con un giubbino rosso.
Spero di vedere presto riprese. Adesso è il mio momento riflessione sui compagni di viaggio mi guardo intorno ...... alcuni gruppi si sono formati nella precedente edizioni ed oggi si vede e si nota che c'è un'amiicizia che va al di là della conoscenza del momento,altri si formano per quella naturale armonia che ti fa sentire a pelle che quella persona ti piace, Nunzia chiacchiera con Fabio che ho praticamente visto solo ora e poi c'è Giovanni bel ragazzo sorrentino che fa kajak e che si diletta di escursioni,ci sono alcuni signori che credo stiamo con noi solo oggi sono praticamente della provincia a pochi passi da casa loro, Daniela di roma con una bellissima macchina fotografica e alcune coppie  tra cui Fabrizio e Lucia , Gustavo e perdonate non ricordo il nome della moglie, Giovanna ed il marito Anconetani deliziosi   si  vede che fanno escursionismo insieme e mi viene da pensare che riuscire a trovare qualcuno con cui condividere una passione è quanto di meglio.
Noi Single sostanzialmente siamo lupi solitari ma sotto questo fondo restiamo sempre degli inguaribili romantici, almeno io lo sono.. Ma lasciamo perdere   questa è un altra storia e forse un'altro post non sicuramente da condividere qua. Emilia chiacchiera con Maurizio e Caterina del cui cane sono ormai innamorati tutti , Paola che ci fa ancora mangiare la polvere sempre in pole position e Graziella un poco più solitaria ma comunque insieme a noi e così avanti tra i sentieri e i campi . Ed ecco il mare in lontananza ,il mio adorato mare ne sento il profumo. Ci fermiamo per un attimo di riposo chiedo e faccio a Giovanni la domanda fatidica...quanto manca? ma perchè l'ho fatta ? Giovanni con la calma che lo contraddistingue risponde....manca poco.... a questo punto il massacro.... Raffaela in primis e poi noi tutti.
Effettivamente in linea d'aria il tragitto fino al mare sembra breve ma noi sicuramente dovremmo affrontare almeno un'altra serie di chilometri. Ripartiamo attraversando un campo di cavoli, lo spettacolo è incredibile sembrano enormi fiori verdi e tra di loro un trullo ed un roseto spettacolare, rose gialle arancio rosse e rosa. Allungo un poco e vado a fare qualche foto con  Claudio e Fabrizio. Ritorniamo al gruppo e come nel gioco delle carte il mazzo si è mischiato, i compagni si cambiano. Un nuovo campo e stavolta anche il contadino che fortunatamente non ci spara ma ci accompagna verso il sentiero giusto .Dobbiamo scavalcare un muretto ed attraversare una serie di arbusti assolutamente critici per i mie capelli che vi rimangono impigliati. Giovanni anche questa volta non ci ha fatto mancare l'attraversamento selvaggio.
Comincio ad essere stanca, fortunatamente il ginocchio non mi fa più male ma le gambe sono di piombo ed i piedi bruciano negli scarponcini Il sole sta tramontando mentre attraversiamo campi coltivati cercando fare attenzione per non calpestare la verdura. Dietro di noi il sole colora di rosso il cielo "è uno spettacolo" le fiamme del tramonto invadono l'aria vorrei restare a guardare ma dobbiamo andare. Davanti a noi ancora strada e non è bella. In fila indiana percorriamo la complanare della statale ed arriviamo ad un distributore costretti ad un lungo giro per evitare una strage
 Finalmente siamo dall'altro lato ma ormai è buio, costeggiamo ancora un po' la statale, mi viene in mente  che volendo piano piano questa arriva fino a Napoli è la SS16 Nazionale delle Puglie, ma forse non è il caso. Arriviamo finalmente a San Vito , la cattedrale la guarderemo domani siamo troppo stanche, la spiaggetta illuminata dai fanali è deliziosa ma anche in questo caso la stanchezza ci distoglie e andiamo avanti. Io ormai cammino come in trance e aumento la velocità del mio passo voglio arrivare a basta, ma lasciata la spiaggia finiamo in una zona dove credo d'estate ci siano residence e villini e si va avanti si parla poco o meglio l'unico continuo bisbiglio è...quando arriviamo e.....finalmente l'hotel  Castellinaria.
Entriamo tramortiti , il proprietario vorrebbe, credo, descriverci il posto di cui è giustamente orgoglioso...vialetti..palme ..terrazzi e spiaggetta privata ma sinceramente siamo tutti aggrappati al banco delle reception e vogliamo le chiavi. Solito caos allucinante ma alla fine riusciamo ad entrare in camera. Le valige vengono scaraventate in giro gli zaini pure le scarpe anche i pantaloni credo sul terrazzino e le nostre gambe in alto sul muro ,,, sono sole le sei del pomeriggio c'è tempo.