giovedì 27 aprile 2017

Da Monopoli agli scavi di Egnazia attraverso la Murgia Costiera

E finalmente  parto per la mia prima esperienza lunga , sarà una prova per il cammino di Santiago che desidero intraprendere appena potrò. Puglia coast to coast dall'Adriatico allo Ionio. Partiremo da Monopoli lasciando ben presto tutto quanto fa turismo di massa per addentrarci nella parte più vera , in quella terra dove le pietre e la mancanza d'acqua l'hanno fatta da padrone ma dove gli uomini con forza e caparbietà sono riusciti a rendere coltivabile ogni metro quadro di terreno.
Parto Con Barbara e Paola due donne eccezionali Paola in particolare che da venti anni con il Cai percorre l'Italia in lungo ed in largo e che.... con la sua età ha lasciato a bocca aperte ragazzini pimpanti.  Decidiamo di anticipare di un giorno la partenza e di posticiparne il ritorno; ci stiamo prendendo una piccola vacanza. Partiamo nel pomeriggio di venerdì macchina carica come un tir, abbiamo dovuto in corso di preparazione bagagli cambiare tutto, il tempo è buono ma fa un freddo cane ... che te lo dico a fare
Tre ore di comodo viaggio sulla Napoli Bari e solita ora di sacramenti per un errore fatto con il navigatore , sarò anche imbranata ma io odio il navigatore sono più tipo da cartina. Arriviamo a destinazione non prima delle nove , il b&b prenotato è lievemente fuori città ma carino, pulito e sopratutto con un proprietario disponibile che ci ha poi accompagnate, il giorno dopo, fino all'appuntamento.

 Arriviamo sotto il castello di Monopoli che già un bel gruppetto di escursionisti è pronto alla partenza; c'è tutta l'Italia dal Manzanarre al Reno come si suol dire, ritrovo anche alcune ragazze di Napoli con le quali ho partecipato ad altre escursioni in campania. Conosciamo Giovanni ironico accompagnatore che con il suo" manca poco" ha moltiplicato i metri che comunicava con i chilometri reali e ci ha condotto tutti i giorni fino alla fine, Carmela che con la sua dolcezza non perdeva di vista nessuno e Rosita che con una pazienza di giobbe ci organizzava i pasti cercando d accontentare esigenza reali e qualche capriccio e comunque un grazie va a tutti loro anche ai ragazzi che ci hanno raggiunto nei giorni a venire, persone eccezionali che hanno reso l'escursione non propriamente semplice per numerosità dei partecipanti per organizzazione dei luoghi dove soggiornare e durata  tanto piacevole da restare nel nostro cuore Nel frattempo che ci si organizza io parto alla esplorazione del paese e alla prima serie di foto, è tutto particolarmente delizioso ,case bianche ,mare azzurro ed anche la biancheria stesa ad asciugare al vento sono la bellezza di questo luogo  Alle dieci passate finalmente ci muoviamo. Il primo tratto è sulla scogliera a sud di Monopoli il sole ricorre le nuvole il mare prende colori incredibili , il verde, il blu il turchese il vento è insistente ed impetuoso fa freddo ma  la spettacolo è magico , mi giro continuamente a guardare Monopoli che di affaccia sul mare le case bianche illuminate dal riverbero del sole le onde che di alzano verso il costone lo spettacolo è assicurato.
La scogliera lascia il posto ad un susseguirsi di cale e fiordi che con i loro nomi danno evidenza delle loro caratteristiche;,Cala Rossa per i papaveri al vento., Cala Verde per il colore del mare ,Cala Paradiso  perchè  credo che veramente oltre c'è solo quello in cielo, fino a Cala Ghiacciolo chiaramente dal mare freddo anche in estate direttamente sotto l'antica Abazia di Santo  Stefano
Il mare si insinua si infrange ne prende possesso, le piante i fiori che crescono spontanei , l'odore forte del mare è tutto uno spettacolo, sono felice il vento mi tormenta ho le labbra che stanno per spaccarsi ed un fastidioso raffreddore ma non me ne importa niente mi sento avvolta dalla bellezza.

In lontananza la spiaggia lunga di Capitolo e tra le onde ed il vento gli aquiloni degli  skysurf.  Scendiamo dalla scogliera sulla spiaggia deserta c'è troppo vento e fa freddo,la percorreremo tutta non senza difficoltà gli scarponi da trekking non sono propriamente indicati per la sabbia e diventano piombo.



Cammino nei mie pensieri guardando i resti della stagione precedente , resti che che la natura ha riportato dal mare o che ha resistito imperterrita all'inverno ed alle mareggiate, una borsa da mare , un'infradito di bambino, una bottiglia di abbronzante, una scarpa da ginnastica,  ma la gente ci pensa che tutto quello che lascia non verrà mai cancellato ci starebbe un bel nome e cognome ad imperituro ricordo ma c'è anche il mare cristallino, le conchiglie i sassi ne raccolgo qualcuno lo porterò con me mi piacciano. Inizio ad essere stanca la sabbia mi sta distruggendo, il lungo serpentone umano si snoda sulla battigia qualcuno si trascina, orme lunghe come pneumatici solcano la sabbia sono gli scarponi .
Finalmente un lido in disarmo ci accoglie, la speranza è quella di poterci fermare ma .. il vento è devastante non credo sia possibile riuscire neanche a mangiare. da Monopoli al Lido di Egnazia circa 10 chilometri di cui almeno tre sulla sabbia e finalmente la abbandoniamo. Un tratto di asfalto bollente e poi di nuovo tra la campagna; ci inoltriamo tra la vegetazione in lontananza tra gli ulivi quello che sembra un paesino ma non è altro che il Borgo di Egnazia di modernissima costruzione  ma con l'aspetto di un vecchio borgo pugliese, hotel cinque stelle gran lusso con annesso campo da golf  dove distinti signori stanno rincorrendo la loro pallina,  all'interno suite ,centri benessere varie ed eventuali la fanno da padrone, credo sia uno di quei posti dove di fanno matrimoni da favola. Il luogo non mi attrae per niente sono come dire più terra terra a parte il costo insostenibile per la mie finanze .
Ma anche questi luoghi hanno una ragione per esistere e l'industria del turismo deve accontentare qualsiasi fascia sociale  quindi  anche ai ricchi deve essere data la possibilità di divertirsi ....o no?
Nel frattempo iniziano a levarsi dal gruppo richieste di fermarsi qualcuna velata qualcuna minacciosa siamo in cammino dalle dieci del mattino e sono le tre del pomeriggio, ultimo tratto su un viale costeggiato dai mitici muretti a secco e ci inoltriamo nel sito archeologico di Egnazia, siamo nei dintorni di Fasano ancora nella Murgia costiera fondamentalmente vicino al mare. La storia di Egnazia attraversa i secoli e le ere da quella del bronzo fino all'Impero Romano.
Egnazia subì l'invasioni dei popoli balcanici greci ed japigi e nel corso del tempo restò sempre un importante centro di affari e commercio. All'interno del sito reperti archeologici,un museo e resti dela città ma il tempo non ci consentirà di visitarlo. Cadiamo tramortiti tutti sul prato come macchie di colore sparse su una tela a gruppi ed a schizzi... leviamo le scarpe finalmente almeno per un po', tiriamo fuori i nostri panini Sono affamata mangerei un bue ma meglio il panino è più digeribile. Mi stendo ed inizia quella che io definisco la parte sociale , mi guardo in giro e mi soffermo ..c'è qualche coppia, una fresca fresca si vede perche' che si tengono per mano tutto il tempo, una mamma con un figlio, bello poter condividere questo tipo di esperienza con un figlio, ed il ragazzo oltretutto è veramente una persona gentile un ragazzo perbene, c'è la famiglia di Olandesi, non ho ben capito se sono genitori e figli o altro, lui è anzianotto ma non si fermerà per tutto il tempo tranne quando ,verso la fine della giornata, assumeva un aspetto leggermente piegato tipo ulivo... ma solo un poco. tanti single qualcuno vero e qualcuno solo non accompagnato dalle consorti non amanti del trekking. Si parla durante le camminate, si parla di tutto si inizia con poco si finisce per raccontarsi è raro che alla fine del viaggio non si siano fatte delle belle amicizie. Chiudo gli occhi mi rilasso sono stanca ma dentro di me i pensieri sono liberi

Continua.........

Foto Fabrizio Cillo




martedì 28 marzo 2017

Ad un passo dal cielo Santa Maria del Castello-Monte Comune-Monte Vico Alvano

Si parte in parecchi,come al solito. Il Gruppo Escursionistico Costa delle Sirene con  Nino Cocozza , il Cai di Piedimonte con Franco Panella  vari ed eventuali. Appuntamento alle 8.30 a Santa Maria del Castello da dove in  un intersecazioni di sentieri si possono raggiungere più località della costiera da Positano a Praiano e via così ma a  noi interessa la scalata al Monte Vico Alvano dal quale in un solo sguardo si potrà ammirare Punta Campanella ed il golfo di Salerno e quello di Napoli.
Giornata di cambio ora legale e non si dormirà molto ma a noi duri e puri interessa poco difatti all’ appuntamento siamo come al solito in tanti. Con me oggi c’è l’amica Sabrina una piccola donna  ma tostissima con una capacità polmonare da far invidia ad uno centometrista. Da Piedimonte arriva Angela , con lei abbiamo condivo già qualche escursione entrando subito in sintonia, manca Barbara ma non sempre siamo tutte disponibili. Il tempo delle formalità dei saluti e dei bisogni fisiologica quali caffè e bagno e si parte. Oggi l’escursione sarà tosta almeno per me che, anche se sono in giro da anni, sostanzialmente non ho ancora affrontato un impegno così importante. Saranno 13 chilometri su un percorso che ci porterà su un dislivello di 850 metri ….niente male. Stamattina fa freddo, solo ieri sembrava che l’estate fosse arrivata ma essendo ancora in marzo, il mese traditore per eccellenza, ecco che la temperatura è scesa di botto La partenza è in sordina attraversiamo campi coltivati sui tipici terrazzamenti della costiera tra una marea di broccoli fioriti, quindi non più commestibili, una balaustra di legno che sale morbida ci conduce verso la cima. 


Ho già percorso questa prima parte di sentiero in una gelida giornata d’inverno di qualche anno fa con il mare color dell’acciaio e fiocchi di neve che ci turbinavano intorno, riuscimmo ad arrivare solo alla croce del monte Comune poi il freddo ed il gelo ci costrinse ad una dignitosa ritirata. Oggi c’è il sole ma non fa caldissimo un vento fastidioso e gelato ci accompagnerà per tutto il tragitto.  Saliamo chiacchierando, il Cai di Piedimonte sventola la sua bandiera sempre con il gruppo durante le trasferte. Il mare sulla nostra sinistra si illumina e rifrange i raggi del sole che sbucano dalle nuvole, meno male anche perché fa freddino, magari non tanto per gli amici di Piedimonte ma per me donna di mare si.
In una mezz’ ora facile facile siamo al Monte Comune, la sensazione anche stavolta e d’immenso… il prato a perdita d’occhio si allunga verso punta campanella che in una immaginaria divisone che taglia in due i due golfi quello di Napoli e quello di Salerno, verso il basso sulla destra Massa Lubrense e Sorrento a sinistra Li Galli e lo scoglio di Vetara sotto di noi Positano e… siamo ad un passo dal cielo. Foto di rito sotto la croce di legno , momento di relax e poi di nuovo in marcia abbiamo ancora un paio di collinette da attraversare. Il lungo serpentone di snoda lungo il percorso  poco più avanti sventola la bandiera del Cai di Piedimonte, ancora più avanti la mitica Anna conosciuta solo oggi ma immediatamente entrata in feeling con me , al centro Ciro e dietro noi  Nino che chiude la lunga fila di escursionisti.
Franco invece ci diletta con amene conversazioni sui paesaggi e sinergie tra montagna e mare. E si scende il percorso è accidentato solite infami ed infide pietraie, scalini altissimi dove le ginocchia gemono, il rischio di scivolata è costante ogni tanto senti il tipico suono delle scarpe che perdono suolo e leggere imprecazioni ma tutto procede nessun danno. Ancora una valle ancora un’altra salita e davanti a noi la croce di Monte Vico Alvano che in linea d’aria sembra vicina invece è notevolmente lontana. Sulla destra una roccia a picco sul mare molti si stanno godendo panorama e le foto  Il luogo è incantevole sotto di noi  la perla della costiera” Positano” incastonata tra due promontori sulla spiaggia minuscole formichine passeggiano o prendono il sole. Sicuramente saranno al caldo noi siamo in questo momento invece costantemente schiaffeggiati da un vento freddo e fastidioso. Ma nulla ci vieta di iniziare il rito delle foto “ il pericolo è il mio mestiere “ praticamente in precario equilibrio sullo strapiombo…. ma volete mettere una foto con lo sfondo di Positano, quello del mare e soprattutto su bel precipizio ?
Veniamo richiamati all’ordine da Nino , giustamente , per pericolosità della situazione ed anche per tempo il tragitto è lungo. Piccola svolta sul crinale attraversiamo una breve pineta mediterranea e poi su per poi affrontare l’ultima  discesa tra panorami mozzafiato, vento incessante e voglia di arrivare per riposarsi un po’, pensare di fermarsi in quella situazione è impossibile siamo praticamente tra i due golfi in un canalone tra due promontori battuto senza sosta dal vento ;io sono fradicia mi beccherei la polmonite e come me credo tanti si va avanti…. Ultimo tratto davanti a noi Punta Campanelli avvolta dalle nubi ma a tratti fa capolino Capri e d i suoi Faraglioni “ sempre uno spettacolo mozzafiato” Siamo arrivati la prima parte del gruppo è già posizionata per la colazione noi saliamo attraverso gli alberi per goderci il panorama finale…. È tutta nebbia, tutto avvolto da una coltre ovattata ma il vento spinge lontano le nuvole e con un po’ di pazienza riusciamo a riempirci gli occhi di tutta quella meraviglia. Sulla gran croce di ferro salgono Franco, Ciro e la bandiera del Cai sono convinto che se ne avessero avuta un ’altra l’avrebbero lasciata  a svettare orgogliosa nel suo essere montanara a conquista dei golfi di Napoli e Salerno.
Riscendiamo sul prato per mangiare qualcosa e cambiarci degli indumenti fradici. Come al mio solito stendo il tutto sui rami li indosserò di nuovo anche perché si suderà ancora e di più di prima …ci aspetta la salita. Mangio pochissimo memore che appesantire lo stomaco crea  più difficoltà nella risalita e lo sforzo diventa improbo. Solito scambio di cortesie enogastronomiche risate e brindisi con la mitica grappa di Franco, io invece offro del mirto fatto in casa da me non so nemmeno se è buono non sono pratica di conserve e tisane ma pare che lo abbiamo bevuto in molti e nessuno si è lamentato “ la bottiglia viene gettata via vuota “ e si riparte Angela ,Sabrina ed io insieme e ci avviamo ,inizia la salita, le chiacchiere si allentano il vento continua incessante stiamo attraversando nuovamente il canalone, il sudore mi si sta ghiacciando addosso è un continuo di mettere e levare giacca, maglietta, pile senza soluzione di continuità. Il serpentone umano si snoda lungo il versante tutto in salita la bandiera svetta come al solito in alto….. tanto più in alto. comincio a rallentare ma non sono proprio l’ultima e pure se lo fossi poco mi importa , faccio escursioni per stare nella natura per godere della convivialità per sentire la pace non mi interessa fare le gare Continuiamo a salire ringrazio
Angela che mi è stata di supporto in un paio di momenti di stanchezza seri ,avrei voluto un elicottero che mi portasse direttamente su, ma piano piano ce l’ho fatta. Arriviamo alla chiesa e poi nell’unico ristorante del paesino di Santa Maria del Castello, ci ha promesso un piatto di spaghetti aglio ed olio e una bella birra fredda. Momento di organizzazione tra chi va via chi si trattiene solo per una birra e chi resta . Indossiamo scarpe più comode e magliette asciutte e ci accomodiamo al ristorante in due magnifiche tavolate a far da contorno ad una famiglia che festeggiava un battesimo. A questo punto si è scatenata la baldoria canti, brindisi, chiacchiere foto e caciara senza fine ;Anna è riuscita anche a coinvolgere i parenti della creatura festeggiata in un brindisi collettivo insomma in poche parole abbiamo animato una festa molto ma molto classica.
Ci sono divertiti tutti compresi gli invitati che hanno avuto gli animatori gratuiti Lo spaghetto di per se non era il massimo ma poco importava, tutti allegri tutti stanchi e contenti. Baci abbracci saluti e ultimi brindisi qualcuno ormai brillo e via tutti verso…….il mostruoso traffico della costiera ma non importa la giornata è stata perfetta per luogo panorami e compagnia.


martedì 21 febbraio 2017

Punta Campanella e la carica dei 101

Siamo veramente in tanti, al già numerosissimo gruppo di persone dell'associazione  Costa delle Sirene che oggi festeggia il primo anniversario si sono aggiunti gli amici del Cai di Piedimonte, sezione alla quale da una settimana sono iscritta. Il totale supera qualsiasi previsione ma la località è particolarmente apprezzata e ce la faremo.
Monte San Costanzo e parte del gruppone di escursionisti
Lo scorso anno, in maggio, avevo percorso il sentiero fino a Punta Campanella  con Nino e Costa delle Sirene ma  me ne era rimasto un ricordo non piacevole..Il rifornimento d'acqua non era stata sufficiente e un caldo eccessivo per il periodo non mi aveva concesso il piacere di un'escursione in uno dei luoghi più belli del mondo. Anche oggi partenza da Nerano  l,a penuria di parcheggio mi invoglia ad arrivare prima possibile . In macchina con me Eugenia, Sabrina, che rientra tra gli escursionisti  dopo un periodo di fermo e due giovanissime ragazze appiedate ,di solito ci si offre volentieri a supporto di che non ha mezzi di locomozione. Arrivati con un buon anticipo mi rendo conto che ci sono tantissimi altri gruppi arrivati ed i già inesistenti posti macchina del luogo sono esauriti. Mi inoltro su di una salita tra un canneto, non senza aver reso la macchina più leggera di persone e ammennicoli vari ,con una prima manovra stresso freni, frizione e parafango , alla seconda mi sistemo su un prato senza tener conto che potrei lasciare altro posto per qualcuno ma sinceramente non mi va di rischiare altri pezzi della macchina. Ci avviamo all'unico bar del luogo e c'è il mondo. Antonio fortunatamente è già supportato da due escursionisti nella registrazione delle persone che arrivano senza soluzione di continuità. noi entriamo nel minuscolo bar tra il caffè e la fila del bagno passa una buona mezz'ora nel frattempo fuori continua ad arrivare gente e con tanto di bandiera gli amici del Cai di Piedimente Matese, la mia amica Barbara e diverse persone conosciute la settimana scorsa nel giorno della mia ufficializzazione a caina. Finalmente si parte la bandiera del Cai di Piedimonte ci fa da apripista. Il percorso inizia subito in salita, il primo dislivello di circa 500 metri è tosto si sale in fila indiana davanti e dietro di me il serpentone umano si snoda attraversando la vegetazione.
Foto di Roberto Voccia
Un sole meraviglioso, illumina le foglie e riempie il mare di stelle. Lungo la costa frastagliata si intravede Positano e li Galli... ma è solo l 'inizio di un paesaggio che mano a mano si apre riempendoti occhi e mente di pace e bellezza. Lungo il percorso i fiori viola dello zafferano con il caratteristico pistillo giallo addolciscono il sentiero che si inerpica tra rovi e rocce. Guardo in alto c'è ancora da salire ma ce la faccio, la giacca è già nello zaino ma il caldo si fa sentire,sudo ed i miei capelli ricci sono un macello; alla fine della giornata ho un groviglio di ciuffi ingestibili, inutile cercare una soluzione in queste situazioni i mie capelli sono l'espressione della mia libertà. Arrivati al pianoro ci fermiamo per un  primo momento di riposo ,davanti a noi solo il mare ed in lontananza Capo Palinuro,  oggi siamo stati fortunati c'è una visibilità straordinaria. Nino cerca di compattare tutto il gruppo ma è praticamente impossibile ,mentre i primi arrivati hanno recuperato le forze gli altri sono ancora stremati... siamo veramente tanti .
E fra i tanti anche alcuni  male attrezzati, mi domando se si leggano mai le indicazioni del percorso; non è la prima vola che vedo gente con improponibili quanto  improbabili e sopratutto pericolose scarpe da passeggio scorazzare fra pietraie e rupi scivolose.  Eugenia io e Sabrina decidiamo di iniziare la salita non prima di aver avvertito Nino. Lungo il percorso qualcuno mi chiede supporto, diciamo che sono abbastanza pratica  e faccio strada un po' di gente mi segue fiduciosa. In alto la pineta che dovremmo attraversare per poi approcciare la lunga e irta scalinata che ci porterà alla chiesetta di San Costanzo che svetta bianca e luminosa sul cocuzzolo dopo l'ultimo strappo di salita  Il serpentone si snoda e finalmente siamo arriviati  Giù gli zaini e via come formiche impazzite verso .....gruppi che si compattano secondo quello che è un ordine mai scritto e senza regole, qualcuno tira fuori il pranzo " non sanno che mica siamo arrivati" altri come me vanno in cerca dello scatto fotografico migliore il paesaggio offre spunti magnifici a 360 gradi. Sulla destra il golfo di Salerno e la costiera che si allunga fino a capo Palinuro dinanzi a noi leggermente coperta dal promontorio di Punta Campanella Capri, i faraglioni ,a destra Ischia, Procida ,Capo Miseno, il golfo di Pozzuoli ed il golfo di Napoli, alle nostre spalle le montagne del Matese innevate e che altro raccontarvi. Foto di gruppo scattata con un grand angolo d'eccezione "siamo una folla" e si riparte verso il tratto più difficile.
Attraversata la pineta inizia il tratto esposto piano lentamente in fila indiana il sole ci scalda e asciuga il sentiero, in quel tratto basta un attimo e sei giù in una meravigliosa insenatura da non visitare cadendo.Sulla sinistra la baia di Jeranto incantevole località dove falesia e rocce si specchiano in un mare trasparente color dei turchesi, pietra che adoro . Cerco lo scatto migliore vorrei poter portare nella foto gli stessi colori e  le stesse trasparenze e forse la sensazione che provo, il profumo dell'erba e dei primi fiori  Chiacchiero con un nuovo amico di escursione Roberto, il trekking ti invoglia all'amicizia ed all'aggregazione uno dei lati positivi di questa attività insieme alla natura ed alla bellezza che ti circonda. Al termine del tratto esposto una curva e poi la discesa verso punta Campanella ; Capri magnifica sempre più grande mano a mano che scendiamo.
La baia di Jeranto
Il percorso è accidentato le pietre scivolose ed appuntite dobbiamo fare estrema attenzione anche stavolta alcuni compagni di escursione si affidano a me mi sento responsabile dico loro di seguire solo la segnaletica di non azzardarsi a percorrere scorciatoie , La situazione è tale e la discesa invoglia a fare di testa propria nella speranza di arrivare prima ma è pericoloso Verso la torre sventola la bandiera del cai di Piedimonte loro sono già arrivati , dietro un serpentone umano e credo ci sia anche qualcuno che non si aspettasse tale difficoltà. Le ginocchia cominciano a risentire le discese non vanno bene per le articolazione .Chiacchiero con Roberto e Sabrina abbiamo fatto gruppo e ci confrontiamo sulla discesa alla grotta della Minerva  un ultimo sforzo quasi in arrampicata verso il mare. Sono indecisa la volta precedente non sono voluta scendere oggi non so. Tratto finale su una piacevole stradina che termina all'imbocco della minerva e prosegue con una scalinata fino alla torre.
Nino è già sceso e da sola senza supporto sinceramente non me la sento con Eugenia e Salvatore decidiamo di  andarci a sistemare in un magnifico angolino riparato dal vento dietro un cespuglio dal quale si ammirano i faraglioni di Capri. Roberto, Sabrina e Barbara scendono alla grotta. Fuori i panini la frutta un po' di cioccolata e ci stendiamo al sole vorrei del silenzio ma chiedo l'impossibile,adoro il sole che scalda ed il rumore del mare ma due ragazze accanto a noi ascoltano Vasco Rossi sono costretta a chiedere loro di usare gli auricolari ..... sto ascoltando il vento i gabbiani il sole e la risacca del mare una musica da primo premio al festival di sanremo e non voglio sentire altro.
Mi rilasso sto benissimo sono felice ma il tempo del riposo scorre veloce dobbiamo raccogliere le nostre cose tra cui le magliette bagnate che abbiamo steso al sole, ultime foto alla regina del golfo illuminata dal sole basso dell'inverno .Si percorre una panoramica stradina che sale.. sale... sale... verso Termini sicuramente senza difficoltà ma tanto in pendenza. Solito stop al bar che ci delizia con la sua premuta di arancia e limone e via verso Nerano ormai ci siamo dispersi qualcuno sta ancora salendo altri sono già praticamente alle macchine , la numerosità del gruppo ci ha impedito anche di festeggiare l'anniversario vuol dire che dobbiamo tornare magari con meno persone ... magari stavolta scendo anche alla Minerva.






martedì 31 gennaio 2017

Ciaspolata al Parco Regionale del Matese

Finalmente la neve quella vera quella alta quella che ti permette di passeggiare tra paesaggi da fiaba

Foto di Luca Rossi

Useremo le ciaspole attrezzi superleggeri di facile uso ma un tempo mostruosi ingranaggi di legno. Oggi si ciaspola per sport e per divertimento una volta si ciaspolava per necessità e per  poter vivere in ambienti difficili come quelli della montagna.Il pensiero mi corre verso la tragedia dell Hotel Rigopiano e a quanto siano state utili ai soccorritori per raggiungere il luogo della sciagura in tempo per salvare almeno le 10 persone che altrimenti sarebbero andate ad allungare la triste lista dei dispersi nella valanga abruzzese.
cappello di ordinanza
Questo piccolo intermezzo era un doveroso tributo a che ha lavorato tanto in condizioni pessime per salvare la vita di altri.
E'  un giorno da randevu " Napoli Costa delle Sirena- Piedimonte Matese Cai -Roma e varie ".Parto con il mitico Nino ci incontreremo poi a Piedimonte con il Cai ed i loro affiliati tra cui la mia amica Barbara e con Ciro del gruppo Trekkvesuvio. Partenza all'alba, anzi prima dell'alba, ma non è un sacrificio  mi sveglio di mio presto  ed  il piacere di trascorrere una giornata con Nino e gli amici del gruppo vale tutta l'alzataccia. Per me il valore di una giornata serena non ha prezzo e non faccio compromessi con nulla e nessuno . In macchina di Nino c'è anche Rosaria, già conosciuta al pranzo di auguri post natalizio con il marito Enzo e   Luca anche lui affiliato Cai e sopratutto speleologo esperto. Chiacchieriamo ininterrottamente fino a Piedimonte Matese ,chiaramente solo Rosaria ed io, vagando tra costi di verdure, preparazioni e conservazioni di alimenti proseguendo con i figli, varie ed eventuali; i tre poveri maschietti devono aver toccato il cielo quando finalmente siamo arrivati. Il tempo del caffè e ci raggiungono gli altri,qualche formalità tra cui ritirare la tessera n°1 della neo associazione Costa delle Sirene e si parte verso l Ecocampus Monte Orso.
Siamo veramente in parecchi la lunga fila di auto si snoda sulla strada a tratti ghiacciata, Antonio guida da esperto mi sento tranquilla. All'arrivo tutti a ritirare le ciaspole c'è una bella ed allegra confusione. rivedo con piacere Imma la paetessa del gruppo ed altri amici  Siamo pronti e si parte. Ugo,il presidente del Cai, ha gli sci da fondo mi piacerebbe provare ma ci vuole esperienza ed io già traballo sulle ciaspole Il primo tratto è in discesa fra gli alberi tra neve soffice , morbida e pannosa, non c'è il sole ma il bianco è accecante ed in  alcuni tratti si trasforma in un azzurro acquamarina" fantastico" ma fa  freddo tanto freddo , ho le mani ghiacciate i guanti da neve ' forse sono da moto li ho trovati a casa', non bastano metto sotto anche quelli di pile a questo punto fare le foto diventa un'impresa...leva i guanti...posa i bastoncini...scosta la sciarpa che ti fa condensa con gli occhiali ....fai la foto... il più delle volte come viene viene nel senso che non vedi niente ... rimetti i guanti ,,,insomma diciamo che ne deve veramente valere la pena e in quel paesaggio è praticamente impossibile non farle.
Scattando scattando foto restiamo indietro ma da soli mai c'è sempre qualcuno degli accompagnatori che tiene il gruppo e che compatta e comunque  non stiamo partecipando ad una gara, il piacere di queste giornate sta proprio nello  scoprire paesaggi sempre nuovi di godere di luce, colori, odori ed emozioni anche quelledi conoscere nuove persone e di confrontarsi con loro,la bandierina del"sono arrivato primo" non mi interessa Il sentiero si snoda meraviglioso in un'alternarsi di quadri da libro delle fiabe e come sempre in questi momenti e quando riesco a ritagliarmi un tantino di solitudine dal resto del gruppo sento la mia testa che si libera,
I pensieri vagano senza un percorso senza una linea guida... penso alla mia infanzia quando la neve era una meta irragiungibile ed  alla mia gioventù quando il solo pensiero di passare delle ore in montagna mi avrebbero fatto venite la pucundria (malinconia ) penso al mare a quanto lo amo ancora ma oggi  solo in quelle giornate d'inverno in cui il sole basso crea luci di stelle.  Sono invecchiata e ringrazio Iddio.... serenamente  Tutto è bello ed  è bellissimo poter godere di queste giornate di queste dolci e lievi emozioni. Ma eccoci al pianellone che come dice la parole è un largo pianoro circondato da colline, oggi è tutto bianco, gli alberi con i rami carichi di neve creano disegni e sculture... sento il vento tra gli alberi ed lo struscio che fanno le ciaspole sulla neve la mia testa è vuota, libera ..........e fa freddo. Davanti a me tutti gli altri in un lungo serpentone colorato a retroguardia la splendida Alyssa esemplare canino al seguito di Carlo uno delle colonne del Cai di Piedimonte, in fila indiana si sale verso  il belvedere
La salita e la fatica la sento tutta nella mia maledetta sciatica che non mi abbandona ma giuro che vinco io non ho nessuna voglia di rinunciare alle mie camminate. Barbara ed io la complicità ed il coinvolgimento di Luca facciamo  e ci facciamo fare foto manco dovessimo presentarle ad un concorso fotografico , cerchiamo la posa migliore ed anche il raggio di sole che illumina la neve ..e finalmente il belvedere sotto di noi il Lago del Matese completamente ghiacciato. ci fermiamo lo spettacolo mozza il fiato tutto intorno le montagne innevate, nuvole bianche svolazzano tra la neve la luce e abbagliante anche qui la natura ti toglie il fiato .

Franco,la nostra guida e responsabile dell'escursione ci comunica che un gruppo continuerà la salita ancora per una mezz'ora ma eravamo liberi diaspettare tranquillamente il loro ritorno godendo del sole e del panorama e così è stato la buona metà del gruppo resta e con me molti volti noti, i duri e puri vanno su ma come ho scritto prima le bandierina la lascio volentieri. Ci siamo sistemati alla bene e meglio sul crinale io in particolare difficoltà praticamente in bilico non ero capace a mantenere l'equilibrio ma la pausa è risultata piacevolissima un vero momento di convivio con Nino Ciro Ugo e Franco ,Imma la nostra poetessa ,Barbara, Luca , Carlo e la sua bellissima Alyssa...... non si poteva stare meglio una pausa ritemprante con qualche snack , ancora tante foto, battute e risate ,unico neo tutti in piedi ... mica ti puoi sedere sulla neve anche perchè per quanto tecnici gli indumenti si bagnano e .. come dire fare il percorso con i pantaloni bagnati e ghiacciati non è consigliabile. Il resto del gruppo non rientra Franco conoscendo chi è salito sa che avranno probabilmente preso una via diversa per il ritorno è gente esperta non ci sono problemi e si rientra verso il la baita dove ci fermeremo a mangiare.Il ritorno è spettacolare la breve discesa fra gli alberi il sentiero illuminato dal sole la neve che fa da rifrangenza su un bianco incredibile devo mettere gli occhiali da sole,il sentiero tra l'andata ed il ritorno è lo stesso ma il paesaggio è diverso, la luce il sole creano giochi infiniti di caledoscopio.
C'è silenzio come sempre quando si torna, ci sono i nostri passi ed i miei pensieri ... adoro queste giornate. Arriviamo all'ecocampus la porta è aperta Ugo, con i suoi sci da fondo è già arrivato seduto su una immaginaria poltrona di neve si gode il suo panino noi cerchiamo una sistemazione..qualcuno accende il camino ma vi assicuro che fuori si stava molto ma molto meglio, recupero una sedia qualcuno mi imita e ci mettiamo al sole grogiolandoci in un effimero tepore.
Un gruppetto tra cui Nino si dirigono verso una cascata non lontana con l'intento di scalare credo il canalone,rientrano dopo neanche un quarto d'ora la neve è altissima sarebbe stato rischioso. Con la montagna ed il mare . non si scherza hanno caratteristiche ingovernabili e vanno rispettate, la natura è libera e chiede e pretende rispetto A questo punto che inizia la festa... dopo aver mangiato il mio panino e la frutta iniziano a girare fette di salame e pancetta piccante , un bel rosso Taurasi
taralli e ....chi più ne vuole più ne metta . Il mio triste panino passa in assoluto secondo piano. Franco tira fuori anche la sua grappa e giù anche quella e perchè no ci ho corretto un bicchierino di cioccolata calda che girava offerto da un brava ma brava persona. Davanti al camino sold out praticamente in doppia tripla fila e pure a castello. trascorriamo un paio d'ore piacevolissime poi bisogna rientrare si  raccogliamo la nostra immondizia ognuno riporta indietro la sua nel rispetto del luogo e dell'ambiente. Si rimette tutto a posto si rimontano le ciaspole e si riprende il cammino verso le macchine sono solo 600 metri ma come al solito durissimi dopo mangiato.
La bellissima Alyssa
Alle macchine ci liberiamo degli zaini e di tutti gli ammennicoli ,si chiacchiera ancora un poco fra una quindicina di giorni nuovo randevu ma stavolta al mare ci aspetta Punta Campanella per il primo anniversario del Gruppo Escursionistico Costa delle Sirene.Nel frattempo recupero il modulo di iscrizione per il Cai di Piedimente Matese è arrivato il momento, per la gioia del mio zio ottantacinquenne vecchia aquila d'ora del Cai di Napoli, di diventare anche io una caina.......