martedì 8 agosto 2017

Monte Mutria il sentiero delle Farfalle

In questo fine settimana nel Parco Regionale del Matese si festeggia la Montagna. Escursioni, arrampicate, percorsi di trekking ed a cavallo, canoa e bike ,teleferiche nelle gole e visite alle miniere della zona. insomma ci sono tantissime attività da poter svolgere e tutto a cura  delle associazioni che stanno costruendo con impegno e grande forza di volontà lo sviluppo del  il turismo in una zona bella e poco conosciuta..
La nostra mitica guida Antonio accompagnato dal non meno bravissimo e simpaticissimo Marco saranno gli accompagnatori della parte escursionistica Sabato sul Mutria 1800 metri e domenica la Gallinola 1926 metri.
Io sarà ospite per tutto il fine settimana di Barbara a Piedimonte Matese e con lei abbiamo deciso di effettuare la salita sul Mutria. Per domenica ci riserviamo un picnic sul lago Matese in assoluta tranquillità e sopratutto all'ombra il caldo infernale di questi giorni ci sta distruggendo .
La partenza è da bocca della Selva dove c'è già un bel numero di persone in attesa di prenotare le varie attività offerte per l'occasione.
Oggi siamo pochissimi ed a parte Antonio , Marco e noi due ci sono solo Daniela e Giulio già conosciuti a Punta Infreschi . Il caldo e le vacanze  di molti ci hanno decimati ma questo non ci impedirà di stare bene anzi probabilmente saremo compatti e sinergici su tutto il percorso.La partenza è morbida su strada asfaltata in salita ma assolutamente ombreggiata poi ci inoltriamo in un boschetto fresco e profumato tutto su pietraia. Mi sento in forma , il caldo asfissiante non mi sta dando particolarmente fastidio sono sudata come al mio solito ma vado spedita. il fiato  è poco, sono una ex fumatrice i quelle serie e purtroppo anche con gli anni non ho riacquistato il fiato, la forza si ma il fiato mi manca.
Usciamo su un tratto esposto, la salita si inerpica a perdita d'occhio, non ci sono più arbusti a parte erba bassa che oltretutto pizzica da morire sulle gambe


 E' bellissimo, un lievissima brezza ci porta i profumi della campagna , il rumore del silenzio mi da serenità mi calma, mette pace , la vista a perdita d'occhio delle montagne lontane, un senso immenso di pace mi riempie mi sento avvolta  e...meraviglia delle meraviglie  siamo circondati   da miriadi di farfalle colorate che ci volano intorno mentre in un gioco d'amore si ricorrono, si posano sui sassi, sui fili d'erba in un precario bellissimo equilibrio, sui cardi d'argento.
Scattano le macchine fotografiche i telefoni alla ricerca del momento più bello. Sono in amore si tanno corteggiando volando in circolo , forse si sono scelte si rincorrono in un' un 'armonia di dolcezza, si avvicinano si uniscono si baciano e fanno l'amore . Il loro corteggiamento è una danza senza fine è un 'immagine perfetta dell'amore ... e poi.... e poi ....loro non hanno sentimenti e tutto finirà in quel momento . ma oggi voglio pensare che quel corteggiamento sia il preludio a qualcosa di più  a qualcosa che duri nel tempo , ho voglia di  sognare.
Ma la vita è un 'altra e lasciamo le farfalle al loro amore noi continuiamo a salire con tenacia, con forza  e con tanta voglia di arrivare in cima ed alla fine ci arriviamo attraversando tra l'erba alta un breve tratto pianeggiante.
Risaliamo su una piccola cima dove la cappella di Sant'Antonio di staglia a protezione della valle. Una breve preghiere al Santo e tante foto. Si riscende verso un'altro tratto pianeggiante e poi ancora in salita dove commineremo in cresta fino alla cima del Mutria a 1800 metri sono orgogliosa di me oggi non faccio fatica mi sento in forma ed a parte il caldo sono veramente contenta  Un ultimo tratto con tanto di capre al pascolo e cane da cui avere doveroso timore e poi in cresta . Antonio è davanti a noi ed è arrivato ci avverte che attorno alla croce che delinea la cima ci sono centinaia di vespe forse è il caso di non avvicinarsi. Cerchiamo il modo di fare una foto siamo solo in sei viene perfetta.Lo spettacolo dalle cime è come al solito magnifico, il silenzio , il vento il sole che scalda ma non opprime, sotto di noi c'è il Molise ed il massiccio del Matese in lontananza  il lago. Mi piacerebbe trovare un poco di ombra stendermi ed ascoltare il nulla ed i mie pensieri in libertà  ma purtroppo dobbiamo scendere c'è fumo e fuoco ....si fuoco sotto di noi sia del lato del Molise che da quello di Cusano Mutri. Si alzano nuvole di fumo...  sono incendi. neanche il Matese è stato lasciato in pace anche in qua i  meledetti assassini hanno iniziando a devastare .Dobbiamo scendere anche velocemente ,
Barbara prova a mettersi in contatto con il 1515 e la risposta è quella di chiamare i pompieri e sono senza parole. Il fumo è tanto e la puzza di bruciato pure. L'esperienza dell'incendio nel bosco mi mancava e devo dire che un tantino di ansia la mette. Scendendo velocemente mi tornavano in mente immagini di film apocalittici ma forse esagero meglio non pensarci. Certo è che la discesa l'abbiamo percorsa in nemmeno un ora e mezza in silenzio con il fumo alla nostra destra e la puzza di bruciato continua. Finalmente siamo nuovamente sulla strada, o decidiamo di continuare fino a Bocca della Selva dove comodamente seduti al bar con una birra fredda ed il nostro panino ci rilasseremo..... lontani degli incendi.





martedì 25 luglio 2017

Punta Infreschi 24 ore di allegria amicizia e condivisone giorno due

Ormai è notte fonda più o meno ci siamo tutti organizzati, il mio lettino da spiaggia è comodissimo e riesco a prendere sonno cullata dal canto delle cicale. Credo di essermi svegliata ogni ora ma ogni volta era spettacolo, la luce della notte, le stelle i suoni ...bellissima esperienza.
Sta facendo giorno e mi alzo voglio scendere al mare ed aspettare l'alba sulla spiaggia. 
Mi dirigo verso il bagno scavalcando corpi semi dormienti in sacchi a pelo posizionati ovunque anche sui tavoli del ristorante una scena apocalittica. Veloce risciacquo anche perchè senza acqua è difficile fare altro e scendo.In due secondi mi raggiungono Marco la fidanzata Paki e Sabrina.Il cielo diventa sempre più chiaro e velocizziamo la discesa un attimo,ecco il sole meraviglioso che sale dalla costa di Maratea.
Scattano le foto ma sono tutte in controluce  ci rinunciamo; veloci ancora qualche metro e siamo in spiaggia in tempo perchè nel mare si materializzi una striscia di luce. Un secondo e mi tuffo nel sole vorrei nuotare fino a raggiungere la costa , l'acqua calda mi avvolge in una sensazione di benessere, un contatto fisico e mentale con il mare, la mia fonte di benessere il mio elemento di vita, sento le braccia di un amore che mi stringe Torno velocemente alla realtà magari non è il caso di allontanarmi , mi raggiunge Paki e poi Sabrina e poi tutti in mare c'è anche Domenico e Nunzia. Domenico è entusiasta non ha mai fatto il bagno all'alba che credo sia molto più bello che quello di notte  
Restiamo in acqua fino a che il sole non inizia a scaldare un poco, si sta meglio dentro il mare che fuori. Nel frattempo arrivano altri compagni ma noi decidiamo di risalire nella speranza di usare nuovamente l'acqua  e poi fame.....lo stomaco brontola. La salita è comoda il sole è ancora basso e non sudiamo
Nell'oasi gli altri sono alle prese con le sistemazioni, ho lasciato tutto in disordine il mio lettino sembra un bazar ...panni puliti , sporchi , bottiglie vuote, biscotti una schifezza Riesco a farmi una veloce sciacquata e mi avvio al lettino ..prendo in pieno un ramo sulla testa e mi procuro un mega bombolone, é da ieri che mi scontro con  questo maledetto ramo ma stamattina mi sono stroppiata
Riesco in qualche modo a ricomporre la testa e lo zaino e mi precipito sotto il pergolato dove stanno servendo caffè e graffe calde appena sfornate  ricoperte di zucchero e cannella...una bomba di calorica ma chi se ne frega sono buonissime e poi abbiamo ancora da camminare.  Momento di difficoltà economica, purtroppo con gli extra restava un piccola quota scoperta decidiamo di riparare senza fare difficoltà un euro a testa..qualcuno avrà dimenticato cosa aveva consumato oppure credeva fosse compreso ma non importa  era poca roba ma comunque non sarebbe stato corretto l'avesse tirata fuori una sola persona. Marco ed Antonio mi chiedono di lanciare un paio di richiami a voce alta in modo da non partire tardi, anche oggi sarà una giornata bollente e più tardi si parte e peggio è.Purtroppo l'arte dell'intalliamento "perdere tempo" è diffusissima ma riesco a forza di urla a raccogliere la parte di noi che ha deciso di camminare. Qualcuno , chi per mancanza di sonno , chi per il caldo ha deciso di passare la mattina sulla spiaggia degli Infreschi e di rientrare a Marina di Camerota con i barconi. A me questi barconi fanno venire in mente il film "Terraferma con Beppe Fiorello" nel quale la realtà turistica si scontra con quella dell'arrivo dei clandestini mettendo a dura prova la coscienza degli isolani

Dal film Terraferma
Comunque si riparte in perfetto orario il sole è già mordace ma anche oggi ce la faremo.
Primo tratto fino ad una deviazione dove il gruppo si divide, una parte salirà per visitare la grotta ,un''altro me compresa si dirigerà verso Cala Bianca per il bagno. Stamattina la spiaggia è quasi deserta sono solo le 10 i villeggianti sono ancora alle prese con colazioni, merende e organizzazioni familiari....ed aggiungo meno male.
Paki ed io ci lanciamo nell'acqua colore degli smeraldi, ci tratteniamo nuotando,nessuno dei nostri ci raggiunge, sono tutti stesi all'ombra e dormono mi sa che devo benedire quel lettino da mare che mi consentito di riposare abbastanza. Ma so ragazzi stasera staranno benissimo 
Poco dopo arrivano anche il resto della banda salita visitare la grotta, relax in mare anche per loro ma siamo tutti a cercare l'ombra ci aspetta ancora almeno un'ora di camminata sotto il sole e siamo quasi a mezzogiorno. Ultime foto tra cui tutte le donne come rappresentanti delle sirene del gruppo. Si riparte adesso è tutta salita, dalla pietraia sale inesorabile un caldo bestiale, il sole è a picco e non c'è riparo. Prendiamo fiato sotto a  bassi cespugli che ogni tanto ci danno requie.Levo il cappello mi da calore e chiaramente lo perdo lasciato da qualche parte, mi getto acqua in testa . questo è il classico momento in cui mi chiedo chi me lo fa fare e perchè voglio soffrire..... ma poi me lo dimentico.
La salita è durissima poi finalmente un poco di vento e inizia la discesa in ombra. In lontananza Marina di Camerota e le sue spiagge e mano a mano che ci avviciniamo si sente anche il brusio e la musica. Ho la sensazione che non siano passate 24 ore ...la canzone è la stessa di ieri mi sa che la ripetono all'infinito tipo lavaggio del cervello in modo che i bagnanti non si rendano conto del caos e vivano felici quella bolgia infernale....sembra un film di fantascienza. Io preferisco massacrarmi sulle pietraie sotto il sole tutte le domeniche. 
E arriviamo ,sono le 13 riusciamo a trovare un tavolo libero praticamente rubandolo a che sto pranzando.
 Anna tira fuori le mitiche  verdure e come ieri ne distribuisce in giro, il pane c'è. Accompagno il tutto con una grande birra e ci rilassiamo.Salvatore a fine pranzo offre il caffè a tutti Laura ed Eugenia che hanno preso il barcone ci raggiungono hanno fatto il bagno in zona Le ultime chiacchiere grandi Urrà per Marco e Antonio,tantissimi baci. Siamo sporchi sudati stanchi e bellissimi e più bello di tutto il sorriso che ci accompagna ...un sorriso che riempie il volto fino a far brillare gli occhi 





Una parte delle Sirene

e adesso....un grazie a  Marco per l'organizzazione ad  Antonio ed Anna per il supporto e grazie a tutti i miei compagni di avventura che hanno reso speciale questa bellissima escursione.
Un grazie particolare alla terra che ci ha ospitato " Il Cilento"

lunedì 24 luglio 2017

Punta Infreschi 24 ore di allegria amicizia e condivisione ..Giorno uno

Sto aspettando questo momento da mesi, una notte sotto le stelle in una delle baie più belle del Cilento " Punta Infreschi" Organizzato dal gruppo Costa delle Sirene e da Marco che si è preoccupato di tutto ed al quale va il mio personale ringraziamento per i giorni trascorsi .
Trekking lungo la costa e pernottamento in un agriturismo con tende e sacco a pelo. Torno ragazza , torno agli anni della gioventù e per meglio vivo situazione che da ragazza ho saltato a piè  pari avendo scelto di fare la madre a 17 anni.
Ma questa è un 'altra storia ....
Partiamo di sabato abbastanza presto e tenendo conto che è fine luglio e fine settimana ci è anche andata bene ad aver impiegato solo 3 ore e mezza.
La preparazione dello zaino è stata impegnativa ,non sono pratica e sacco a pelo ,ricambi e materassino mi hanno avvilita. Alla fine ce l'ho fatta al punto che al ritorno mi sono persa il sacco a pelo sarà stato inconscio?
Il caldo è asfissiante,i metereologi non fanno altro che parlare di  un fine settimana caldissimo con tassi di umidità elevati, andiamo bene..... ma noi siamo duri e ce la faremo.
Tra l'arrivo e la partenza del trekking passa una buona ora, registrazioni saluti e ritardatari  mettono in moto il gruppo a mezzogiorno con 40 gradi e sole a picco.... perfetto.
Attraversiamo la spiaggia di Lentischelle dove il popolo dei villeggianti in un agglomerato sudaticcio e accaldato si delizia, secondo loro, a fare vacanza io personalmente neanche morta  Alcuni vucumpra tranquillamente seduti all'ombra ci guardano sbalorditi e fotografano questa banda di pazzi che con 50 gradi scarponi pesantissimi e zaini da incubo si avviano verso una scala che sale lungo il costone .....La prima parte del percorso è in parte coperta ma il caldo è asfissiante, lo zaino mi pesa sulle spalle, ho circa due chili di frutta e due litri d'acqua che mi stanno massacrando le spalle ma si sale.
Alla nostra destra la costa ed alle nostra spalle la spiaggia con gli ombrelloni, in sottofondo una musica caraibica ... salgo verso il costone e verso la tranquillità ....decisa Una prima fermata per qualche foto e per aspettare gli ultimi due ritardatari, il nostro amico Salvatore ha nel frattempo dimenticato il telefono in macchina ne farà a meno non c'è il tempo di aspettare che ritorni. Ancora salita , il sole a picco implacabile  la prima ora passa quasi in silenzio siamo sfatti e si va avanti la prima fermata è alla spiaggia di Pozzallo.
Entriamo nel fresco del bar ristorate tra gente che mangia impepate di cozze e spaghetti a vangole e che  guarda allucinata sta banda di pazzi sudati e carichi come sherpa. Giusto il tempo di un integratore, ho sudato tutta l'acqua del corpo e si riparte ... si sale ,stiamo praticamente costeggiando tutta la costa degli Infreschi sotto di noi mare cristallino e rocce. La seconda e più lunga fermata è prevista a Cala Bianca per un bagno e per mangiare qualcosa.  Ancora un'ora di cammino attraversiamo una pietraia in discesa e poi un tratto di terreno argilloso rosso come le nostre facce  ed arriviamo sulla spiaggia.
Gli zaini e quando possibile viene lasciato a caso e tutti in acqua per il meritato riposo. Dal mare  mi guardo intorno. la spiaggia non è particolarmente affollata ma è vero anche che non è facilmente raggiungibile dai villeggianti abituati a parcheggiare fuori l'ombrellone Anna tira dal suo magico zaino un 'intero contenitore di verdure grigliate condite con olio buonissimo, un pezzo di pane e inizia la distribuzione per tanti di noi,  non avrei voluto che mangiare frutta ,ci aspettavano almeno altre due ore di camminata in sali scendi sotto il sole ma  non ho resistito troppo buone. Un'oretta di riposo tra chiacchiere e buon cibo e ci rivestiamo, la mia maglietta si è nel frattempo asciugata e riprendiamo la marcia. stavolta lo zaino mi da meno problemi ho distribuito la frutta tra le compagne di viaggio e di acqua ne è rimasta solo un litro. Saliamo verso la scogliera a picco sul mare, pietre, sole implacabile , caldo che ti mozza il respiro, saliamo saliamo fino a arrivare in un tratto pianeggiate... è magnifico attraversiamo vegetazione bassa ma rigogliosa, c'è silenzio, i nostri passi, i gabbiani, un vento caldo che riesce a darti un attimo di sollievo  ecco sta arrivando quella magnifica sensazione di libertà che mi accompagna mentre cammino in luoghi che i più non conoscono.In lontananza la costa verso Marina di Camerota e quella verso Maratea , un amico ci indica il famoso Cristo in alto sulla costa. E' minuscolo siamo lontani e nascosto nella nebbia lattiginosa di calore che avvolge tutto ma c'è ed è bello pensare di averlo visto.
In quel punto tra l'erba alta la scogliera ed il mare avverto la sensazione di abbracciare la vita.
Da quel punto in poi non  manca molto all'agriturismo. Una parte del gruppo decide di andare a visitare le piscine naturali degli scolelli area marina protetta. La discesa è ripida il sole è a picco e non si può fare il bagno la metà rinuncia compresa io. Sono particolarmente accaldata , il sole mi sta mordendo non nella pelle perchè sono una cozza ma nella testa ho bisogno di fermarmi. . Un breve tragitto ed arriviamo all'agriturismo.
Primo  impatto difficoltoso la spiaggia è lontana ci sono almeno 200 metri in discesa tra rocce e sassi ..sfuma l'dea di dormire a mare. Il posto è davvero naturale niente di artefatto , un campo seminato ad ortaggi, un terreno degradante  sotto gli ulivi, qualche lettino da spiaggia, alcune amache. Un bellissimo pergolato con tavoli e sedie di ospiterà per la cena ...acqua solo quella per annaffiare e con la quale ci faremo una veloce lavata. Mi precipito verso un lettino e ne prendo possesso dall'alto dei mie 60 anni mi sento in diritto di accaparramento. Con me Antonietta, Sabrina e Eugenia ed Angela, Salvatore suo marito dormirà per terra accanto a lei da vero gentlman,  mentre Laura sia adatterà su un specie di divano tondo in midollino che condividerà con Mimmo. Il povero Salvatore resta fuori finirà per dormire a terra praticamente fuori della tettoia in area bagno ....
Ma fare trekking è anche questo spirito di adattamento, condivisione  ed amicizia .
Mi spoglio velocemente e mi avvio alla spiaggia , qualcuno perde tempo io voglio fare il bagno non aspetto nessuno e devo dire che a questo punto si muovono anche gli altri. Il sole è ormai tramontato , il mare ha tutte le sfumature del verde e dell'acquamarina il luogo è come lo ricordavo" un 'incanto" La spiaggia è quasi deserta a parte un tender con un gruppo famigliare che credo faccia parte di un paio di barche fortunatamente lontane. Tutti in acqua, risate senza fine, scherzi, battute nuotate verso il verde più trasparente "libertà e serenità" i pensieri molesti le cose cattive sono fuori dalla nostra vita in questo momento.
Risaliamo in pareo e scarpe da trekking indubbiamente eleganti......e ci precipitiamo ad una lavata veloce. Metto un pantalone lungo ed una maglietta, fa caldo, ma le zanzare stanno pasteggiando con il mio corpo. Belle fresche e profumate, si fa per dire, attendiamo l'arrivo degli altri che nel frattempo erano scesi a  fare il bagno. I morsi della fame mi stanno torturando in fondo ho mangiato poco e niente e vado ad elemosinare cibo in giro, fortunatamente era rimasta della pizza di scarole che accompagno con una grande Peroni. Alle otto siamo tutti a tavola, piatto unico ma ricchissimo, melenzane alla parmigiana , formaggio , la machugia una tipica polenta del luogo fatta con i legumi buonissima, salumi e bruschette tutto molto genuino e buono. la serata trascorre serenamente tra chiacchiere leggere e più impegnative ..."un bellissima serata, delle bellissime persone"si fa amicizia anche con chi non si è ancora conosciuto
Come ogni bella tavolata ad un certo punto di disgrega qualcuno va a dormire si fanno gruppetti di chiacchiere ed ancora si ride. Decido di salutare mi andrò a infilare nel sacco apelo sul mio lettino da spiaggia e sotto il bellissimo albero che mi riparerà dall'umido. Mi stendo so che non dormirò ma non mi importa, momenti del genere possono valere una notte di sonno..in  lontananza lieve il chiacchiericcio degli altri sopra di me mille stelle fanno capolino tra i rami dell'albero , sento il mare sussurrare in lontananza..le cicale stanno suonando una canzone d'estate, il mio pensiero va dolcemente........ ed è amore e serenità.......continua


Foto di... Salavatore Vernazzari..Paki Mautone ..Antonio Cocozza ... Tommaso Arcella e pure altri


mercoledì 12 luglio 2017

Sentiero della Devozione da Summonte all'abbazia di San Silvestro

In questa domenica di caldo africano i nostri organizzatoti hanno previsto una passeggiata nel parco del Partenio tra faggi e noccioli. Dovremmo trovare un poco di refrigerio ma la vedo comunque dura. La passeggiata è stata consigliata dal nostro amico Pasquale gestore di una pizzeria di Atripalda e sarà fautrice di una bel convivio durante e dopo l' escursione.Oggi nessuna levataccia partiamo per le otto e  sbagliando come al solito strada arriviamo solo con un lieve ritardo all'appuntamento dove sono già radunati tutti.
Il gruppo ormai è affiatatissimo , un nucleo duro di una decina di noi e tanti amici che si alternano. Con tutti il piacere di rivedersi e di condividere questi momenti, di portare a casa un sorriso ed una giornata di serenità. L'inizio della giornata ci da già il senso di quello che avverrà... risate organizzazione alimentare e via così.
Pasquale distribuisce nei nostri zaini ogni bene di Dio....caciocavalli, caciotte, salumi e vino rosso tanto vino. Ci compattiamo nelle macchine anche se il caldo consiglierebbe di restare in pochi in queste trappole surriscaldate che con il caldo che fa non riescono a raffreddarsi neanche con l'aria condizionata.Una mezz'ora ed un paio di momenti di panico per perdita del resto del gruppo e parcheggiamo all'inizio della zona dove inizia il parco ambientale.
Con noi stamattina a farci da guida Carmine, esperto della zona. Si inizia subito in salita il sentiero è abbastanza semplice si intervalla con tratti  pianeggianti tutto fortunatamente abbastanza in ombra. Zona ricca di vegetazione, umida bellissima. Gigantesche felci ci accompagnano sul sentiero.
Oggi siamo tutti abbastanza alleggeriti dall'abbigliamento da escursione, poche le scarpe da trekking, io ho quelle da ginnastica.Eugenia addirittura ha i sandali, sono specifici da camminata ma sempre sandali . Ho imparato ormai che non devo fidarmi quando ti riferiscono che è solo una passeggiata, il più delle volte non lo è. Le difficoltà sicuramente cambiano , i dislivelli ,i chilometri ma per buona abitudine meglio usare sempre l'attrezzatura giusta e magari portare in macchina un cambio.Le mie scarpe da ginnastica sono comunque adatte, in fondo il sentiero è abbastanza agevole. In alcuni punti la salita si trasforma in una breve arrampicata ma tutto nell'ordine dell'assolutamente fattibile.
Oggi non ho difficoltà salgo tra le prime , il fiato non mi manca ma il sudore è tanto come al solito sono fradicia. In poco meno di due ore arriviamo all'abbazia di San Silvestro chiesa rupestre dell'undicesimo secolo. Siamo a circa 900 metri  il dislivello non è stato nemmeno di 200 ed i chilometri solo 5 per noi duri e puri praticamente una passeggiata
Carmine ci guida sul sentiero segnalando i punti nei quali fare particolare attenzione fino all'ingresso dello  spiazzo .In fondo la chiesetta ed la grotta, a destra un lungo tavolo di pietra ci consente di posare le vettovaglie.
Visitiamo la grotta ,dalle pareti filtra acqua ritenuta miracolosa ed in grado di guarire dalle malattie.A turno oltrepassiamo il muretto e ci bagniamo alla vasca, l'acqua è fredda e da refrigerio, il segno della croce ed una preghiera al santo ci stanno tutti. Carmine apre anche i cancelli della chiesetta. E' come tutte le chiese rupestri assolutamente spartana , non ci sono fronzoli fregi e grandi affreschi anche la statua dei San Silvestro semplicissima.Alcune panche e in qualche angolo ex voto anche questi assolutamente spartani.Saliamo tutti in fila indiana sul minuscolo campanile e si scatena la nostra voglia di scherzo tutti a far suonare la campana adoperando il batacchio con annessi e connessi doppi sensi.Terminato il giro culturale e religioso ci precipitiamo alla lunga tavolata da dove si avvia la preparazione della merenda....... che definire tale è un eufemismo bello e buono. Pane locale, fragrante e croccante, salame dolce e piccante, capocollo al finocchietto, una meravigliosa pancetta , caciocavallo podolico e caciotte varie .
Vino rosso come se piovesse. Pasquale e Pamela, addetti alla distribuzione, non facevano in tempo a tagliare formaggio e salame che spariva. Un'ora di gozzovigliamento senza fine accompagnato da risate a più non posso battute , barzellette e di tutto di più. Tanta la confusione mi sono ritrovata con un bicchiere di vino rosso sparso tra pantaloncini e maglietta. Grandi risate e un cambio veloce con lavaggio del pantalone nell'acqua benedetta, il santo mi perdonerà,.
La maglietta mi sa che la devo buttare via ma non importa. Ormai stremati dal cibo e dal vino decidiamo di scendere Raccogliamo tutte le vettovaglie rimaste, direi veramente poche l'unica cosa rimasta sono stati i piatti e le forchette ,abbiamo mangiato con le mani. Il percorso si è svolto nella metà del tempo dell'andata ,saltellando saltellando e senza far caso alle difficoltà della  discesa che sono sempre in agguato, pietre, foglie umide ecc. Tutti allegri allegri sarà stato il vino che aiuta audaci ed incoscienti siamo arrivati giù sani e salvi.
Unico problema la sete, gli affettati ed i formaggi hanno provocato a tutti un 'arsura pazzesca. Io ho avuto la sensazione di avere un pile che mi foderava la bocca .  Il tempo di cambiare le scarpe entrare nelle macchine a 50 gradi e giù verso Atripalda dove sarebbe continuata la festa nel locale di Pasquale che avevo organizzato una pizzata. Appena arrivati abbiamo saccheggiato le riserve idriche del locale bevendo acqua, coca cola ,birre ,succhi e vino .Nel frattempo i ragazzi ed il fratello di Pasquale, identico a lui, , si sono messi a disposizione. Le pizze arrivano velocemente e sono ottime. Io mi accontento di una mini margherita cotta alla perfezione e gustosissima ma non mi privo di assaggiare la Don Tonino veramente squisita, pizza bianca con crocchè di patate , melenzane a funghetto e provola a fette ..." uno spettacolo di gusto e di originalità" mi rammarico quasi di non averla scelta ma sono veramente sazia e sarebbe andata sprecata.
Ancora chiacchiere e foto ma è arrivato il momento di tornare verso casa anche perchè tra l'ottimo cibo ed il caldo  si era creato un connubio devastante del tipo.... leviamo i tavoli e ci stendiamo tutti a terra fino a domani oppure andiamo a casa......................chiaramente preferiamo tornare a casa non prima di aver messo a dura propria la pazienza dei baristi dove siamo andati a prendere il caffè. Prima di salutarci l'occasione giusta per un ringraziamento con un applauso a Carmine che ci ha fatto da guida ma sopratutto al magnifico Pasquale,bellissima persona  gentile e sempre disponibile; un'amico speciale sempre e oggi in particolare che ci ha permesso di trascorrere ore di serenità e pace
Grande applauso a Pasquale e grazie grazie grazie ancora

PS complimenti per le pizze

Foto un po' di tutti noi del gruppo

martedì 27 giugno 2017

Monte del Matese la cime della Gallinola

Questa domenica si va in montagna e quale migliore momento causa il caldo feroce che ci sta tormentando da giorni. Si va sul Matese e precisamente sulla cima della Gallinola" metri 1927" la cima più alta della campania ed io aggiungo.....finalmente. Lo scorso anno in autunno non riuscimmo a giungere la vetta a causa delle avverse condizioni atmosferiche, la pioggia e la nebbia ce lo impedirono. Ricordo ancora un panino mangiato in piedi sotto al pioggia. Oggi siamo in pochi , il caldo gli esami di molti figli e altri impegni hanno ridotto il folto gruppo " Costa delle Sirene" a pochi intimi, siamo una decina ma Antonio decide comunque per l'escursione in fondo l'essere pochi a volte è un piacere.
Appuntamento all'alba e via verso il Matese . Occorrono almeno due ora per arrivare , non è vicinissimo, ma l'entusiasmo e le chiacchiere non ci mancano e il tempo passa. Con soli 10 minuti di ritardo , causa voglia di caffè, ci fermiamo al rifugio Monte Orso, ormai diventato famigliare essendo base di partenza in tutte le stagioni per diverse escursioni. Il piccolo gruppo si incammina tappa il pianellone, attraversiamo il primo tratto di bosco fino alla capanna sociale.L'estate nel bosco è bellissima il verde è luminoso.

Il pianellone in inverno
All'improvviso  gli alberi si diradano  e  si materializza il pianellone, immenso prato circondato dal bosco,  fiori di campo a perdita d'occhio, mucche al pascolo ed più distanti una coppia di cavalli ed il cavallino" tenerissima immagine"peccato siano lontani per una bella foto di famiglia  Si cammina spediti in silenzio ascoltando il suono dei campanacci ed il rumore dei nostri passi sull'erba secca si sopporta ancora bene il caldo. Il sole però  è bello tosto siamo completamente esposti qualche foto per rendere l'idea del luogo ma ci avviamo spediti verso l'ombra mentre mi torna in mente l'immagine dello stesso luogo in inverno attraversato con le ciaspole.
Una immensa distesa di neve soffice spazzata da un vento gelido "affascinante".Attraversiamo il fresco bosco in salita e arriviamo al punto panoramico da dove a trecento sessanta gradi si può ammirare tutto il massiccio del Matese la cima del Miletto ed il lago oggi in secca causa stagione. Le foto sono sempre magnifiche ,le nuvole circondano le cime come sbuffi di ovatta candida Riprendiamo la salita. La prima cresta si inerpica sotto un sole cocente, davanti a me quasi tutti con me indietro  Salvatore e Luca affanno ....  forse l'essere stata un forte fumatrice ha inciso non poco sulla mia mancanza di fiato. Stringo i denti ci fermiamo in un tratto coperto dal bosco. I miei compagni di viaggio mi invogliano e non mi avviliscono non stiamo facendo una gara nessuno deve mettere la bandierina del primo arrivato.
Saliamo piano piano,saliamo in una pietraia tra rami spezzati ed arbusti fino a uscire di nuovo su una piccolo altopiano assolatissimo ma siamo in piano. Recupero terreno con quelli davanti ,con me sempre Salvatore e Luca. Alcune decine di metri e si riprende a salire  una cresta di almeno 200 metri di dislivello tutta a pietra ed esposta e sul versante formichine salgono verso la cima. L'affronto.... il caldo adesso è torrido, il sole picchia e salendo mi manca il fiato e mi gira la testa. Anna mi sta aspettando anche lei ha capito che sono in difficoltà e mi assicura che un passo alla volta arriverò in cime. Mi insegna a camminare piccoli passi lenti uno dopo l'altro e difatti va meglio.
Mi racconta dell'himalaya ; lei ci è stata con gli sherpa e tutto quanto fa una scalata arrivando a 5000 metri, che meraviglia ma io queste cose le devo dimenticare un poco l'età ed un poco la pressione alta me lo vieterebbero. E credo proprio che sia la mia pressione che mi sta dando particolarmente fastidio sull'altitudine. Penso fra me e me che è arrivato il momento di darmi una regolata, grande camminate chilometri non mi spaventano ma sui dislivelli devo mettere dei paletti altrimenti non mi diverto più e non va bene.Ancora un breve altopiano e poi l'ultima salita è la terza in quota cammineremo sul crinale fino alla croce della Gallinola.



Credo di non farcela ma un passo alla volta e coccolata dalle chiacchiere degli amici arrivo in cima.....Lo spettacolo è magnifico un sensazione immensa di libertà e di vita mi avvolge. Sulla cima di fronte un segnale che delimita il confine tra Campania e Molise. per diversi  anni la cima è stata contesa fra le due regioni poi grazie a Giulia D'alterio e Carlo Pastore i fondatori del Cai di Piedimonte Matese i confini sono stati delimitati, inoltri grazie a loro sono anche stati tracciati tutti i sentieri del Matese. Quella punta oggi è dedicata a lei prematuramente scomparsa " PUNTA GIULIA" Pochi metri in cresta i miei compagni sono già tutti sistemati per la colazione, foto di rito, cambio la maglietta fradicia e mi sistemo anch'io. Sono talmente affaticata che non riesco neanche a mangiare tutto il mio panino il che è grave. la frutta invece la mangio tutta è fresca e dolce. il sole picchia siamo a quasi 2000 metri lo sento sulla pelle che brucia anche se sono ormai abbronzata direi una cozza ma immagino che stasera qualcuno avrà problemi. Una buona mezz'ora di riposo  e si scende. Zaini in spalla e giù sulla solita pietraia spacca ginocchia ma a parte l'attenzione che va fatta per non scivolare scendiamo alacremente  Qualche nuvola si rincorre fra i crinali e qualche altra ci rincorre nella discesa ma ci da sollievo dal solleone. Un paio d'ore e siamo sul pianellone ed il sole morde. Lungo il tragitto meravigliose fragoline di bosco fanno capolino tra i cespugli, hanno il sapore della mia infanzia, in lontananza i campanacci delle mucche ...i passi ...il rumore del silenzio
 Che bel gruppo che siamo pochi ma buoni come si usa dire.
Siamo alle macchine , cambio veloce di scarpe ed ennesima maglietta di ricambio e giù verso Cusano Mutri ci stiamo pregustando la nostra bevuta di birra. Al bar di Cusano gli amici di Matese Escursione ..Giulia, Mario e Maria nostre guide per la ferrata di Sasso di Castalda e del Ponte alla Luna. baci e abbracci ma poi tutti seduti davanti ad un buon mezzo litro di birra e due magnifici piatti di fette di torta fatte in casa delle quali abbiamo fatto man bassa senza nessun senso di colpa per le calorie. Accanto a me Luca" rosso scarlatto" non ha messo protezione e nemmeno il capello, non lo invidio. Ci tratteniamo ancora un poco, relax e chiacchiere piacevolissima ma ci tocca tornare ci sono almeno due ore di strada fino a Napoli ed a malincuore ci alziamo

Foto di Salvatore Vernazzari, Antonio Cocozza, Rita Sarno
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giovedì 22 giugno 2017

Capri la passeggiata del Pizzolungo

Ritorno a Capri dopo neanche un mese ma stavolta sarò io a condurre l'escursione. Chiaramente mi sono documentata ed ho scelto un percorso semplice e senza nessuna difficoltà. Con me ed Eugenia c'è un amico del nord che  torna a Napoli dopo tre anni di assenza ed al quale abbiamo riservato una tre giorni full immersion nella napoletanità .
Decidiamo di andare di sabato dovremmo avere meno problemi al ritorno, meno afflusso di umani che rientrano con gli aliscafi.
Partenza alle 8 preferendo il traghetto almeno per l'andata. La piccola nave lascia il porto , la città si allontana con a destra la costa con Capo Miseno ,Procida ed Ischia mentre a sinistra, lasciati i cantieri del porto, la costiera sorrentina si estende fino quasi a Capri . purtroppo stamattina c'è una molta foschia ed i contorni del panorama sono lattiginosi, ma lo spettacolo è come sempre assicurato.Alessandro è contento si sta godendo la passeggiata e per me e d Eugenia  è un piacere. Amiamo entrambe la nostra città e siamo stanche dei Saviano e Giletti di turno con non fanno altro che mettere l'accento solo ed esclusivamente sulla violenza e sul degrado Napoli non è una città semplice e come tante metropoli ha grandi problemi ma in compenso ha tante bellezze e tante meraviglie ed allora che vengano diffuse.

Arriviamo a  Capri che sono solo le 9,30 perfetto orario per evitare le file e per organizzare anche il biglietto del ritorno, l'ultima volta abbiamo dovuto prendere l'ultimo aliscafo a causa del sold out .
Saliamo in funicolare e ed è spettacolo tra giardini fioriti di bouganville lussureggianti in tutti i toni dei rossi e in basso il turchese del mare. In piazzetta il primo impatto è con il terrazzino ornato  da fiori rigogliosi a fare da cornice ad un panorama che sempre quasi finto tanto che è bello. Attraversiamo la piazzetta ,veramente minuscola, ai tavolini dei bar famosi non c'è ancora nessuno, i ricchi vacanzieri capresi dormono ancora nei loro hotel di lusso. Imbocchiamo la via Bottega  strettissimo vicolo inondato di balconcini fioriti,piccole botteghe del lusso e un fruttivendolo che vende gemme e non frutta ............Ci fermiamo in panetteria per prendere qualcosa per il pranzo, proibitivo pensare di pranzare in un ristorante e sinceramente nemmeno lo desidero lascio ad altro livello sociale il piacere di queste cose io preferisco la trattoria popolare e popolosa dove si mangia bene e si paga il giusto...Le stradine si intersecano verso l'alto, il caldo è afoso e siamo praticamente fradici anche se il sole stamattina ogni tanto si nasconde dietro le nuvole,, non si attenua assolutamente la sensazione di forno a microonde che ci sta circondando. Ancora un po' in salita verso via di Matermania, la percorreremo per un tratto al ritorno, adesso iniziamo a scendere attraversando il patio di un ristorantino affacciato sul mare, sarà caro come il sangue,.

Scale tante e poi all'improvviso l'infinito. Lo spettacolo meraviglioso del costone che il tempo il vento e le mareggiate hanno trasformato in un arco naturale che a sua volta incornicia un'angolo di mare verde smeraldo. E che dirvi di più, una coppia di stranieri a bocca aperta ed occhi sorridenti continua a fotografare quello spettacolo della natura ed anche noi .Alessandro è ammirato ed e' quello volevamo. Fatte le solite 2000 foto, un giorno pure dovrò fare una cernita ormai le ho ovunque, risaliamo per la stessa strada fino al ristorantino bar e decidiamo di concederci una bella premuta di arancia e limone che ci è stata servita,credo, dopo che avevano anche raccolto la frutta dato i tempi del servizio. Una bella 5 euro a testa e ci dissetiamo ma in fondo nemmeno caro per il posto. Vuoi mettere una premuta d'arancia sull'Arco Naturale di Capri. Lasciamo il terrazzino sul mare e iniziamo a scendere verso le grotte di Matermania e la via Tragara vorremmo fare un bagno ma il gestore del ristorante ci sconsiglia i lidi sui faraglioni cari e comunque affollatissimi. decidiamo per un bagno a Marina Grande su spiaggia libera. Iniziamo a scendere gli 800 scalini e si può fare. Ma ho ancora nelle gambe i 920 della scala fenicia fatti in salita.

Incontriamo qualcuno che sta cercando di raggiungere l'Arco Naturale salendo, ci chiedono quanti ne sono e quanto tempo ci vuole .. cosa rispondere se non guardate in che condizioni siamo e noi stiamo scendendo ....Lungo il percorso i magnifici Faraglioni si stagliano fendendo l'azzurro del cielo ed il verde del mare. capri è tutto uno spettacolo, un terrazzino sul panorama ci consente una serie di belle foro. Ricordo che mio zio grande alpinista e rocciatore mi ha raccontato che lo ha scalato ... bello tosto devo dire pareti a picco e tutte frastagliate. Sotto di noi due bellissimi lidi attrezzati quelli appunto da evitare ed il livello del luogo si avverte anche dalla tipologia di esseri umani che iniziamo ad incontrare. Sembra di essere tra le pagine di una rivista patinata, parei e caftani di seta dai meravigliosi colori svolazzano su ragazze dai fisici statuari e perfetti ,sandali capresi con gemme e strass per scendere al mare. Io al massimo al mare ci vado con le infradito di decatlon da 2 ero ma faccio comunque la mia  figura. Ultimi metri e arriviamo sul magnifico terrazzo panoramico dove a trecentosessanta gradi si possono ammirare i faraglioni e marina piccola , il colore del mare è incredibile " mille sfumature del blu e di azzurro" anche qui tante foto. Ma ci sono tantissimi turisti in fondo questa di Tragara è una passeggiata  tranquilla e comoda ci possono arrivare tutti  Ritorniamo verso la piazzetta attraversando via Camerelle ,gli occhi mi si riempiono di lusso, abiti bellissimi, scarpe da mille e una notte indubbiamente avere tanti saldi credo debba essere un vero piacere Decidiamo di arrivare alla villa di Augusto per un ultimo giro panoramico su Marina Piccola e sui faraglioni visti in un a'altra prospettiva, i giardini come al solito sono un caleidoscopio di colori.

Riprendiamo al strada del ritorno adesso è ora di fare un bagno, mangiare la nostra focaccia e rilassarci qualche ora, Scendiamo a Marina Grande e chiaramente c'è questo mondo e quell'altro. Andiamo verso la spiaggia libera ed anche qua che dirvi sinceramente avevo la sensazione di stare a Napoli al lido mappatella. Un mare di gente, ombrelloni e sedie  addossate le une alle altre ,sole a picco, caldo infernale, bambini urlanti, adolescenti in attività calcistica...peggio di così.....
Traviamo un posticino sotto delle palme per un tantino di ombra,oggi nemmeno io riuscirei a  stare al sole troppo caldo e per Alessandro sarebbe la fine si ritroverebbe con ustioni di terzo grado con tutta la protezione 50. Facciamo il bagno e mangiamo affamati la nostra focaccia, cerchiamo un momento di relax ma è troppo difficile c'è troppa troppa gente.Decidiamo per un rientro anticipato del resto la passeggiata spettacolare l'abbiamo, fatta il bagno pure, acquisti non ne dobbiamo fare possiamo anche rientrare . ci rilasseremo a casa prima della serata  Nessun problema  con la compagnia di navigazione saliamo e ci sistemiamo all'esterno Capri si allontana magnifica in una tavolozza di colori, il bianco delle case, il blu del mare i rossi delle bouganville.. Ci sistemiamo un po' dove vogliamo. Eugenia ed io al sole Alessandro sotto la tettoia restiamo in silenzio tutto il tempo ci godiamo il vento l'odore del mare ed il panorama che questo golfo ci regala.


Spero proprio che per Alessandro sia stata una magnifica giornata, per noi sicuramente si
Dimenticavo sulla via di Tragara, su di un promontorio verso il mare c'è la Villa di Curzio Malaparte ma è talmente brutta che secondo me è solo un'offesa a questa isola.


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mercoledì 7 giugno 2017

Ponte alla Luna con Costa delle Sirene adrenalina allo stato puro

Questa domenica ci aspetta la Basilicata e Sasso di Castalda dove svetta alto sulla valle con tutti i suoi 300 metri il ponte sospeso più lungo d'Italia o comunque del sud
Ci sono circa 160 km da Napoli e Antonio organizza uno splendido autobus per il gruppo Costa delle Sirene "magnifica soluzione" partenza all'alba ma è perfetto. Oggi mi accompagna mia figlia evento più unico che raro ma il ponte sospeso vale un diversificazione al solito tram tram.
Appuntamento al parcheggio Brin dove ci aspettano le nostre meravigliose guide e buona parte dell sirene e dei sirenetti del gruppo. Baci e abbracci  siamo ormai affiatati ci conosciamo e tra chat e facebook possiamo dire di essere diventati amici.
Il viaggio è lungo l'autista mantiene i limiti di velocità ed abbiamo la sensazione di non arrivare mai. Ma alla fine come un miraggio arriva l'uscita di uscita Atena Lucana e dopo pochi chilometri siamo in paese.
Discesa dal mezzo e tutti di corsa al bar per caffè e varie nel frattempo ci hanno raggiunto con le loro auto Pasquale , Benedetto e la fidanzata. Ci siamo veramente tutti
Biglietti alla mano ci avviamo al ponte e con noi le guide di Matese Escursioni che ci saranno di supporto per tutto il percorso, l'adrenalina è in circolo  da lontano intravediamo il ponte e  l'immagine fa un tantino paura è altissimo oscillante e lungo come non so che . Mi chiedo tra a me e me chi me lo fa fare ma poi mi convinco che le emozioni sono da vivere tutte ed intensamente . La fila è lunga solo il nostro gruppo è composto da cinquanta persone e mentre si provvede alle imbracature per la sicurezza ci vuole un po'. Nel frattempo vediamo partire una buona parte dei più intrepidi tra questi Laura che passeggia come se stesse camminando sul lungomare, la figlia e Sabrina che saltellano felici,dietro  Antonio,Anna parte con calma e prudenza ha chiaramente detto del resto che sta sfidando la sua paura del vuoto Noi in attesa ci organizziamo per fare foto anche perchè  quando mai ci ricapita di fare la parte dei leoni appesi nel vuoto; la foto su Facebook ci sta tutta e pure di più.
Sul ponte si avviano Pasquale, Cetti e mia figlia li fotografo mentre si voltano un attimo e salutano. Rosaria mi chiede supporto è bloccata dalla paura ma che con l'aiuto morale e materiale di Mario di "Matese Escursioni "nostra guida professionista insieme a Giulia e Maria si inoltra sulle traversine di acciaio. Io dietro di lei. Unica raccomandazione da parte degli organizzatori quella di camminare al centro"parlare con il muro uguale" Un gruppo di ragazze inizia a muoversi per fotografare e fare selfie affacciate dal ponte tra urla e risate chiaramente tutto il peso veniva spostato da un lato con relativo oscillamento  del ponte .

Urlo di smetterla io stessa che spavaldamente avevo iniziato il percorso avvertivo un pizzico di paura e sopratutto la sensazione di oscillare nel vuoto sinceramente non mi piaceva per niente Indubbiamente eravamo in totale sicurezza con ganci, imbracature e supporti ma se solo avessimo messo un piede in fallo restare appesi per i ganci mi avrebbe come minimo procurato un infarto.Oltretutto a rendere l'impresa più ardua ogni 100 metri bisogna staccare i ganci e riattaccarli sulla corda successiva restando in equilibrio senza reggersi  alle corde. Ultimo tratto in salita davanti a me in alto una piattaforma panoramica...ancora pochi metri ed arriviamo Esperienza adrenalinica e unica nel suo genere assolutamente da non perdere non so se da ripetere. Ci liberano dalle corde e dai ganci di sicurezza e  ci muoviamo verso i punti panoramici. Il ponte si staglia attraverso la valle a vederlo così e pensare di averlo attraversato emoziona.La Val d'Acri si manifesta in tutta la sua bellezza ...Lucania terra di monti boschi e acque terra bellissima .Mi viene in mente un film che ho amato " Basilicata coast to coast "  non mi dispiacerebbe fare un trekking così" Antonio organizza" Nel frattempo tutti a commentare i più spavaldi si vantavano di non aver avuto nessuna paura tanto da poter ricominciare subito i meno arditi felici comunque di aver compiuto l'impresa.

Riscendiamo verso il paese e per una quindicina di noi inizia la seconda parte con la ferrata,per i non addetti ai lavori arrampicata con corde sulle pareti del vallone più o meno ripide Non ero tra i prenotati per la ferrata aspettavo la decisione di mia figlia che in breve ha acconsentito spinta dalla curiosità. Ma adesso ci tocca aspettare il secondo turno. Nell'attesa facciamo pausa pranzo con il   panino portato da casa assolutamente dietetico "bresaola e pomodorini" accompagnato però da una birra assolutamente non dietetica una rossa tedesca da circa 9 gradi perfetta comunque per il dopo ponte. Ci tratteniamo in amene conversazioni e per passare il tempo facciamo un giro per il paese con noi Antonietta, Tommaso ed Angela tutti in attesa del secondo turno. Il posto molto carino, fiori alle finestre lustro e allegro, una targa ricorda Mariele Ventre nativa di Sasso e mitica direttrice del piccolo coro dello zecchino d'oro. Il ponte ha portato turismo e soldi, un signore ci invita alla degustazione dei suoi tartufi ma gli promettiamo che ci andremo al ritorno.La birra sta ancora circolando e stiamo tanto bene seduti sulle scale all'ombra L'attesa comunque era diventata un tantino pesante  erano ormai passate più di due ore dalla partenza del primo gruppo alla ferrata. Riscendiamo verso la piazza mentre arrivano i primi esploratori tra cui Anna che ci avverte che non è un percorso semplicissimo e comunque va affrontato con molta serietà
E una donna di cui fidarsi, è brava, infaticabile una tosta ma tosta sul serio,tosta nella testa e proprio per questo seria. Non è una persona che si vanta oppure che mette in mostra tutta la sua esperienza lei c'è e basta va ascoltata e per cui decido di arrivare fin dove le mie capacità e la mia paura possono arrivare non voglio forzare nulla. Finalmente arrivano tutti gli altri e tutti abbastanza stravolti dalla stanchezza e dal percorso fatto sotto un sole a picco molti di loro hanno le braccia e volti ustionati anche Antonio è praticamente una lampada. Solo Sabrina che è un njngia  e Lea che ha superato da poco i 18 anni sono belle fresche fresche al punto di offrirsi di rifare il percorso. Mario e Maria e Giulia si prendono giusto il tempo per un veloce intervallo e via ad imbracare il secondo gruppo ....sono di ferro....

Il tempo non è più tanto e non ci assicurano di fare tutto e due le ferrate. Ho già affrontato proprio con loro un percorso di teleferiche nelle gole di Coca  Torta con dei brevi tratti di ferrata so che i ganci non vanno staccati insieme che le braccia sono fondamentali più dei piedi e via così. Mario spiega in modo esaustivo tutto e si parte. La prima parete è verticale ma lui la chiama l'autostrada ci sono corde e pseudo scalini di ferro a cui aggrapparsi e salire ma comunque le distanze tra l'uno e l'altra rendono a volte necessario affidarsi agli spuntoni della roccia, con le braccia ci arrampichiamo alla corda di acciaio quando i piedi restano in situazioni di poca presa... ma saliamo piuttosto speditamente al punto che riusciamo  anche a fotografarci Ad un tratto la cordata si ferma proprio sotto il belvedere dove spettatori interessati ci guardano curiosi.Mia figlia decide di ritirarsi l'ultimo tratto è in discesa senza nessun appiglio per i piedi e non se la sente, Mario insiste l'aiuterà lui ma non c'è nulla da fare smette ,in quel punto un breve terrapieno le da la possibilità di  tornare verso la strada nel frattempo sono arrivata anch'io mi ritiro con lei in fondo l'esperienza l'ho fatta e poi ho la cartilagine delle mie ginocchia che sta chiaramente comunicandomi che  dovrei smettere di forzare. Scendiamo verso il paese mentre gli altri terminano la discesa per poi riprendere con la seconda parte più impegnativa con arrampicata sul vallone e finale su ponte di corde.... va bene così magari ci proviamo la prossima volta. Una volta in piazza ci confrontiamo con gli altri e ci rilassiamo davanti ad un'altra magnifica birra , un ultimo giro per l'acquisto di prodotti tipici in attesa dell'ultimo gruppo che arriva non prima delle diciotto stanchi ma felici

Raccogliamo velocemente tutti i nostri zaini saluti e ringraziamenti ai ragazzi di Matese Escursioni  e via di corsa all'autobus che ci sta aspettando con l'autista leggermente spazientito per il fuori orario. Si parte e........la Salerno Reggio ci punisce traffico del rientro dal fine settimana e dal ponte un massacro ma ne è valsa la pena tutta e pure di più.

Le foto pubblicate non sono tutte le mie alcune sono state recuperate dalla pagina  del gruppo escursionistico costa delle sirene

martedì 9 maggio 2017

Taranto Monopoli e si torna a casa

Per Entrare a Taranto lasciamo il Mare Piccolo e percorriamo gli ultimi chilometri rientrando verso la campagna. Meglio così le ultime ore tra quello stato di abbandono non mi erano per niente piaciute.
Foto Fabrizio Cillo
Lasciata anche la muta di cani randagi ci inoltriamo su un sentiero che ci porterà verso una linea ferroviaria in disuso. abbiamo percorso almeno un paio di chilometri tra le rotaie dove la vegetazione si era rimpossessata del territorio
Attraversiamo rotaie,scendiamo muretti e brevi scarpate invase da rami e cespugli spinosi una specie di survivor .
Alcuni alberelli cresciuti tra le traversine fanno bella mostra di se insieme al divertentissimo cartello con su scritto"Attenti al Treno" Siamo tutti stanchi ma il percorso è nuovo e particolare ci ha fatto stare bene.Lasciamo le rotaie,la città si profila e non solo all'orizzonte, un grande parco con gente che fa jogging ci accoglie. Camminiamo un po' trascinando i piedi , sarà la stanchezza, sarà che sappiamo tutti che a breve ci saluteremo sarà....ci fermiamo giusto a riprendere fiato sotto gli ulivi. Mi telefona  Maurizio chiede dove ci troveremo vuole venire a salutarci...troppo carino.. una persona perbene. Riprendiamo la marcia ed a questo punto Barbara decide di camminare senza scarpe , mitica praticamente solo in calzini ma in breve è costretta ha rimetterle il tempo giusto di trasmetterci una bellissima sensazione di libertà. Adesso siamo nuovamente esposti il vento che ci porta via ma lo spettacolo è veramente bello, il ponte girevole il castello in lontananza ed il mare azzurro increspato di bianco sono bellissimi. Accanto a me Roberto che credo abbia una dolore procurato dalle vesciche insopportabile, cerco di distrarlo in questo trekking il mio compito principale è stato quello di" supporto alle vesciche" Ultime foto prima di inoltrarci purtroppo nei cantieri dell'italsider e nel quartiere periferico che come tutte le periferie di città è brutto, un odore di pesce marcio ci accoglie siamo nella zona del marcato. attraversiamo velocemente la zona e fortunatamente in breve arriviamo alla stazione dove ci aspetta l'autobus che ci riporterà a Monopoli
Avrei voluto fare un giro per Taranto ma non c'è tempo oltretutto il gruppo non rientrerà compatto. Grandi saluti , grande promesse Giovanni è tra i primi ad andare via con Turiana verso Bari ed un'aereo, due ragazze napoletane ritirano i bagagli e se ne vanno verso la città, la famiglia di Olandesi credo prenderà un treno si avviano salutando sorridenti ,ho saputo che la signora ha sopportato stoicamente le vesciche, anche Carmela e Rosita stanno per andare ma fortunatamente arriva Maurizio con la moglie , grandi abbracci con tutti ci ripromettiamo di rivederci a Napoli. ma adesso si parte sul serio, Barbara si sistema in fondo e dormicchia come tanti, altri iniziano a postare le foto e le impressioni, Francesco organizza una pagina  Istangram dove tutti potremmo potare le foto chiaramente il tutto durerà due giorni poi si dimenticherà.

Foto Will van Ijperen

Al mio fianco Roberto stavolta siamo presi da una discussione sulla mia città. Non ci è mai venuto e mi fa chiaramente capire che ne ha paura. questa cosa mi sconvolge e mi irrita, sono considerazione vecchie ed obsolete. Questo vedere Napoli solo come la Gomorra di Saviano mi  fa male. Napoli è una metropoli e come tale è una città complessa forse anche problematica ma non meno di altre.

Oggi faticosamente sta riemergendo da un'oscurantismo polemico e non consento a nessuno di parlarne male. Sono una donna del sud ferocemente legata alla sua terra fatta di storia e grande cultura. Lo invito a Napoli e se verrà mi sono giurata che andrà via" carico di meraviglie" come si dice dalle mie parti. Siamo arrivati la discesa dall'autobus è ben diversa da quella di Montemesola, mogi mogi raccogliamo le nostre valige , altri abbracci altre promesse.


Roberto gentilmente ci accompagna con la sua macchina al b&b, saluti ed abbracci e ...lo aspetto a Napoli e non è una promessa  direi più una minaccia....Domani con le mie compagne di viaggio saro' ancora in vacanza, un giro per Locorotondo e sicuramente una frittura di pesce  sul lungomare di Trani...meno male
Vi lascio il mio ultimo racconto ma devo assolutamente concludere con i dovuti ringraziamenti...
A Giovanni Rosita Carmela Gianni e Mimmo che ci hanno accompagnato , supportato e sopportato durante tutto il viaggio
A Maurizio , Roberto, Francesca, Mirko, Daniela, Mimmo, Davide,Angelina, Turiana, Francesco , Maurizio due ed Enzo che mi ha crocifisso con Higuain( credo sia un ex calciatore del napoli di cui non i può importare di meno )con i quali ho conversato per molti tragitti
A Barbara e Paola mie splendide compagne di viaggio
A tutti i compagni che hanno anche solo scambiato con me poche parole
A Fabrizio e Will che mi hanno regalo alcune loro foto per il mio blog
A questa terra meravigliosa che ho attraversato
Alla gente che la vive e la tutela

Ciao.....