lunedì 16 ottobre 2017

Sulla cima del Redentore

Ed in un classico equipaggio da escursione Eugenia, Sabrina , Laura  ed io  partiamo per il Redentore, con noi anche Teodoro ed il figlio Luca che si sta appassionando dopo l'escursione alle terme di Suio  Oggi una passeggiata 12 chilometri ,dislivello minimo 400 metri e meno male . Ho il ginocchio che ulula, immaginate un omino con un coltello incandescente che spinge la punta  nel ginocchio....credo di aver reso l'idea. Non avrei potuto assolutamente fare di più anzi direi che ho fatto troppo per come mi sono ritrovata a sera praticamente stravolta dal dolore..

La nostra guida ed organizzatore  dell'itinerario è Marco , giovane e volenteroso supporto di Antonio ed Anna del  gruppo Costa delle Sirene "la nostra certezza". Appuntamento a Maranola, frazione di Formia e poi su al rifugio ed all'attacco del sentiero verso il Redentore. Solito momento di aggregazione e di saluti. Il nucleo duro è praticamente tutto presente..noi ,Enzo e Rosaria, Pamela ed Edo con loro Paola, due amiche di Anna di Pescara arrivate con il camper  e poi tanti amici visti e ritrovati, insomma il solito gruppone . Marco fa gli onori di casa e poi si parte verso il sentiero. Il percorso è tutto in salita ma una salita morbida un sentiero che si snoda sul fianco della montagna accuratamente dotato di protezione di legno.
Un sentiero che i trekkisti duri e puri non farebbero nemmeno per allenamento. Non sono una escursionista tosta mi piace la natura adoro attraversare le stagioni con il loro spettacolo, la primavera che esplode con tutti i colori dell'arcobaleno , l'autunno che ci avvolge di rosso e di giallo , l'inverno con il bianco della neve e l'estate con l'azzurro del mare. Mi piace anche sfidare le mie forze e mettermi in gioco ma una domenica con un 'impegno meno pesante è altrettanto piacevole e poi oggi sto proprio messa maluccio. Anna e Laura restano a fare da retroguardia Marco e Antonio guidano il gruppo ...io ultima o quasi.Il sentiero non è impegnativo ma sopratutto è magnifico il panorama .

A sinistra la roccia che sale verso il cielo ricoperta di salvia selvatica e cespugli violetti, le formazioni rocciose sembrano colossi che indicano con dita gigantesche il cielo; a destra il mare ed il cielo azzurri che si confondono all'orizzonte, la costa sabbiosa ed il  promontorio delizioso di Sperlonga che di staglia sulla piccola cima .
Peccato ci sia foschia e tutto è un poco lattiginoso ma è anche il caldo siamo a metà ottobre e ci sono ancora 26 gradi" estate piena" Accanto a me un compagno di escursione con una macchina fotografica ad altissimo livello si sofferma a fotografare scorci , paesaggi, vegetazione e tutti noi in salita. Quando verranno pubblicare ci ritroveremo immagini spettacolare ne sono convinta.
Insieme cerchiamo i i cespugli di erica si sente l'odore ma non riusciamo a trovarla ,fino a che un piccolo gruppo di fiorellini bianchi attira la mia attenzione, raccolgo qualche fiore il profumo è bellissimo ecco l'erica . Primo stop alla croce che delimita la prima cima , ci arrivo quando gli altri stanno per riprendere il cammino ma oggi i miei tempi sono questi. La situazione mi crea disagio la settimana scorsa era l'altitudine, oggi il ginocchio e non mi piace. Riprendiamo la salita verso la madonnina che adesso si intravede in alto avendo superato la prima cresta, Il percorso è agevole ma si suda tanto è tutto esposta al sole. Mi fermo a fare foto cerco di distrarmi per non avvertire il dolore e poi finalmente altro stop, stavolta tolgo lo zaino e avverto che mi devo riposare, gli altri sono lì già da un po'. La Madonnina che guarda il mare è bellissima ma  i tempi delle foto sono esponenziali siamo in tanti e tutti vogliono fare la foto, il posto merita assolutamente . Finalmente riesco, con tutte le difficoltà della posizione causa ginocchio, a sedermi accanto alla madonnina per una foto ed il mio sguardo ed il mio pensiero a va a lei .....poi zaino in spalla e via verso la chiesa di San Michele Arcangelo Un manufatto scavato nella parete rocciosa molto suggestiva, all'interno l'altare è  incastrato nella roccia.




 Lasciamo un contributo al custode che ci ha aspettati e poi foto di gruppo, in primis tutte le sirene e poi tutti insieme. Siamo veramente un bel gruppo nel corso del tempo ho conosciuto associazioni ed accompagnatori ma alla fine le giornate migliori e più belle le ho vissute con loro con le sirene ed i sirenetti di  Costa delle Sirene. Si riparte l'ultima tirata poi il paesaggio si apre su di  un prato a perdita d'occhio dove un gregge di capre pascola tranquillamente.Il sentiero si inesprica verso l'alto e verso il terrazzo dopo si staglia la statua del Redentore.  E li in un'unico abbraccio la campania felix il luogo più bello . A destra il golfo di Gaeta, Formia e  Sperlonga e se non ci fosse foschia si potrebbe vedere anche il Circeo  a sinistra tutta la costa fino a Pozzuoli alle spalle i Lattaricon le cime del Molare e del Canino, il Faito il Vesuvio il Monte Somma, davanti a noi Capri ed Ischia e c'è tutto la magnificenza del Redentore in questo paesaggio ed in questo luogo.
Cambio la maglietta che è fradicia e raggiungo gli altri ,oggi poche foto con gli amici sono rimasta sempre troppo indietro. Qualche foto anche per me e con me per portare via quelle immagini. Le foto mi servono per rinnovare le emozioni ,sono importanti, fermano l'attimo ed io riesco a riviverlo con le emozioni legate al momento. Ancora una volta si riparte il circuito essendo ad anello ci consentirà di evitare la pietraia dell'andata che in discesa avrebbe creato non pochi problemi al mio ginocchio.
Come sempre si chiacchiera, un po' con uno un po' con altri la caratteristica di questo gruppo è proprio la convivialità anche se formato da persona profondamente diverse. Io oggi chiacchiero poco sono troppo impegnata a cercare di gestire il dolore al ginocchio. Attraversiamo un magnifico bosco dai colori autunnali, due bellissime querce in un precario e spettacolare  equilibrio si  stagliano sole e meravigliose su un prato scosceso. Si va  avanti fino alla meta della nostra pausa pranzo un bel prato con tanto di area picnic.
 Avrei preferito un luogo un po' più isolato ,ci sono famiglie arrivate in macchina dal lato da cui noi scenderemo,ma non importa il piacere è nello stare tutti insieme come sempre. Questo è il momento della condivisione, pane, verdura vino dolci biscotti tutto e di tutti, si scherza si ride si mangia , si avvicina anche che si è fermato a mangiare sui tavoli e si conclude la pausa tutti insieme. Solo cinque persone non hanno interagito con il resto del gruppo tranne che per pochi momenti e durante il pranzo sono rimasti per fatti loro. Alla ripartenza Anna ha fatto loro notare la cosa ... la nostra Anna è una persona speciale e come tale non ha peli sulla lingua.
Ma si riprende il cammino e le chiacchiere,stiamo scendendo,il sole è basso all'orizzonte essendo autunno  ma oggi fa ancora caldo. Il punto dell'arrivo non si vede neanche all'orizzonte comincio a non farcela veramente più .Mi rendo conto di essere veramente un incosciente mettendo alla prova le mie capacità fino allo stremo. Come al solito le amiche mi vengono in soccorso Anna e Sabrina mi cercano un passaggio fra le auto che scendono, una gentilissima famigliola mi accoglie nella macchina zaino bastoncini e polvere compresa. Mi chiedono delle escursioni vorrebbero anche loro cimentarsi con qualcosa di morbido anche per le bambine, consiglio loro di farlo assolutamente. sport sano per far crescere in modo sano queste creature. In breve arriviamo alle macchine saluti e ringraziamenti poi salgo al bar dove c'è gente che pranza crogiolandosi al sole
Fortunatamente ci sono dei tavoli liberi prendo un caffè e mi guardo le foto . Nel frattempo arrivano gli altri e....inizia il famoso terzo tempo la birra scorre a fiumi, le battute e le risate non hanno fine,grande applauso per il nostro Marco che ci ha organizzato una bellissima escursione e come sempre ad Anna e d Antonio che ci supportano e poi grazie a tutti gli amici per queste bellissime giornate che rasserenano gli animi e la vita.



Foto a cura di  tutti i partecipanti all'escursione

lunedì 9 ottobre 2017

Monte Meta Magnifico Abruzzo

L'escursione di oggi sarà un tantino impegnativa Monte  Meta 2242 metri una delle cime più alte dell'appennino abruzzese. Ma vi sembra normale che ,con tutti i miei limiti, decida di provare a raggiungere la vetta ? no non sono normale ma ci voglio provare . La scorsa estate con difficoltà non di poco conto e con una temperatura di 45 gradi sono  riuscita a salire sulla Gallinola " Monti del Matese" ora 200 metri più 200 meno con una pendenza da arrampicata che vuoi che siano .....una pazzia ecco per me una pazzia.
Partenza all'alba con Antonio Anna Marco e Carmelo che torna a camminare con noi dopo un po' di mesi. Il tragitto non è breve  dobbiamo arrivare in provincia di Frosinone e poi salire verso l'Abruzzo
Primo appuntamento ad Atina area di servizio dove ci incontreremo con un gruppo di amici escursionisti di zona  tutti con dei fisici da paura , praticamente delle rocce, Antonio Vano, Angelo Gatti,Daniele Mariani per non parlare del Liliana Gismondi un giunco d'acciaio che ci ha supportato nella retroguardia credo con non poco sacrificio ,avrebbe volentieri camminato più speditamente. Sono amici di Anna che con lei  hanno condiviso trekking e cammini e oggi una grande amicizia.

Colazione e pronti via verso i Prati di Mezzo da dove partirà il sentiero. Attraversiamo Atina e Picinisco, conosco bene il territorio per miei trascorsi sentimentali anche se al tempo l'ho girata solo in moto mai avrei pensato di ritornarci come escursionista"in fondo al vita è questo"  Veloce cambio di scarpe e via verso il bosco. Mi accorgo immediatamente che la camminata sarà di quelle toste , l'inizio è immediatamente in salita, davanti Antonio Vano in pantaloncini e tshirt a mezza manica da il passo. Fa un freddo boia e vederlo camminare praticamente in tenuta balneare mi fa venire ancora più freddo, non ha nemmeno la pelle d'oca e che diavolo..., poco dietro Angelo anche lui in magliettina , io nell'ordine ho :tshirt ,pile leggero, giubbotto con cappuccio  e mi metto pure il cappello ....
Ma loro sono abituati, io invece essendo nata sugli scogli di Mergellina  dislivello inesistente muio di freddo .Il primo tratto è magnifico ci inoltriamo tra i colori dell'autunno il giallo ed il rosso si mescolano in un quadro di Monet , i il sole tra i rami crea un caleidoscopio di raggi , dinanzi  noi la cima del Meta. Ci fermiamo a fare foto ma il nostro Antonio  ci inviata a proseguire ed a non attardarci ,il percorso è lungo e difficoltoso  e siamo in montagna" il tempo cambia in un attimo" Saliamo,
il serpentone umano sale e si snoda , lasciamo il bosco e ci inoltriamo sulla pietraia, ai lati uno strapiombo nemmeno tanto strapiombo ma tutto pietre e se cadi ti fai male sul serio. Davanti Antonio cammina come un caterpillar non si ferma un attimo. Ogni tanto aspetta che il resto del gruppo si compatti ma riprende immediatamente e ...noi ritardatari non ci riposiamo mai. La salita continua sempre un poco più ripida, lasciamo la faggeta e la vegetazione di dirada ,rocce pietre  davanti a noi in un paesaggio lunare  .. lontano la cima. I sentieri per la vetta sono più di uno noi stiamo percorrendo il N1 laziale "la via rapida" e figurati se facevamo quella meno rapida.





La Mulattiera si snoda a zig zag lungo il costone  credo il primo di una serie e saliamo . Vedo i miei compagni di escursione già in alto ed a me inizia a mancare il fiato ma ce la faccio ancora. Il paesaggio però è magnifico il cielo e azzurro come lo può essere solo in montagna le nuvolette come batuffoli e pennellate  ed una nuvola arcobaleno un effetto ottico rarissimo che fortunatamente Marco riesce a fotografare. Ultimo tratto di sentiero roccioso e sbuchiamo sul Vallone della Meta ,parte del gruppo si compatta tra cui il simpatico Daniele e Benedetto ed Elvira , due fidanzati che conosco da tempo a cui per tradizione faccio una foto di coppia ogni volta che ci incontriamo. Sul Vallone praticamente un' autostrada di gente ..la folla... Davanti a me gli ultimi 200 metri tutti in salita direi quasi in arrampicata no......non ce la faccio , cercano di convincermi ma no....non è per me Per arrivare in cima metterei almeno un ora se non di più rallentando tutto e tutti. Mi fermo li aspetterò nel vallone . Anna torna indietro, nulla da dire è una professionista non mi lascerà da sola per nessun motivo cerco di convincerla a salire non c'è nulla da fare resta con me .
Mi sento in colpa e mi riprometto di evitare prossime escursioni con dislivelli così impegnativi, non è corretto, bisogna avere la capacità di darsi una regolata. Cerchiamo un posto meno esposto e nel frattempo ci raggiunge Angela anche lei ha rinunciato troppo freddo e poco dopo ecco Pamela ed Edo anche per loro troppo freddo mi spiace ancora di più. Anna avrebbe potuto completare il percorso. Fortunatamente tra i gruppi che già scendono ci sono persone del luogo che credo salgano ai 2200 giusto in passeggiata prima di pranzo,  alcuni amici di Anna , vecchi lupi , persone che conoscono quelle montagne come le loro tasche , Giuseppe Moretti, Ezio e Renato Elvira ecc ecc li invidio vorrei avere la loro tempra e la loro forza. Mi sento meno in colpa almeno Anna ha potuto evitare di fare solo la balia. Il freddo sta diventando insopportabile, metto anche la giacca a vento i guanti la sciarpa e vorrei una coperta, mi stendo sull'erba cerco il raggio di sole per scaldarmi nel frattempo arrivano gli altri che raggiunta la cime sono anche ridiscesi. Angelo ci omaggia di una bel bicchiere di rosso che mi scalda e Antonio di un panino con la frittata di zucchine tutto a km 0 ma veramente altro che prodotto biologici. Ci tratteniamo ancora un poco poi Anna decide che siamo rimaste troppo al freddo iniziamo a scendere, qualcuno resta ancora per un attimo di riposo noi ci siamo riposati per quasi due ore e va bene così.
Riprendiamo la pietraia che come al solito in discesa è anche se possibile più difficile si rischia di scivolare le pietre non sono solide e la discesa  si sente nelle ginocchia. Davanti Angelo anche lui un altro caterpillar vola sulle pietre manco avesse sotto i piedi l'asfalto liscio di un a'autostrada io poco dietro.In discesa me la cavo benino e poi mano a mano che vado giù il fiato è sempre più libero. Finalmente lasciamo la pietraia , non amo quel tipo di paesaggio, le cose fredde non mi attirano amo i colori ed i contrasti la natura quando esplode in primavere ed in autunno
Di nuovo la faggete è spettacolo, i colori adesso sono ancora più belli con il sole basso far i rami..ci sediamo per riposare ed aspettare gli altri, mi prendono in giro per i capelli che ormai tra vento, cappelli e fasce " vivono di vita propria" come sempre del resto. Il gruppo si ricompatta oggi per Anna è stata proprio una passeggiata, accompagnando noi in salita ed ad altri in discesa. Sono convinta che avrebbe voluto fare una bella tirata fino in cima con i suoi amici. Ultima camminata veloce  e sotto di noi i Prati di Mezzo che ci accolgono con un bel sole. A questo punto parte il momento convivio , proposte di rincontrarsi con camini accesi, cibo e divertimento, la birra inizia a scorrere come sempre fra battute , racconti e risate Si decide per una foto finale nel prato e qui con l'arrivo di Daniele si scatena la goliardia più pazzesca.








Tutti schiacciati..io sotto chiaramente con Marco che cercava di salvarmi e Daniele che spingeva sempre più e poi balli e poi salti e poi che dirvi una giornata bellissima con persone magnifiche in compagnia degli amici di sempre che rendono queste giornata speciali .. allora sia.... qualche volta posso pure lasciare i miei adorati scogli e salire un po' sulla montagna ma sia chiaro massimo 500 metri di dislivello




Foto e divertimento a cura del tutti


lunedì 25 settembre 2017

Cusano Mutri Gole di Caccaviola... Adrenalina

Passeggiata programmata da tempo e sopratutto attesa da tempo, una di quelle escursioni nel quale la fatica ,l'impegno e la forza si amalgamano e diventano adrenalina allo stato puro.
Partenza da Cusano Mutri con Matese Escursioni un'associazione di guide professioniste ,preparate ed.....aggiungiamoci che sono pure bellissimi e simpaticissimi ragazzi abbiamo raggiunto il massimo.Con me stamattina  Sabrina e Nunzia. Arriviamo a Cusano in anticipo ma nel giro di poco più di mezz'ora il gruppo si compatta con  Antonio ed Anna ,tutto il resto del nucleo duro di costa delle sirene ed anche  i nuovi partecipanti. A fine escursione una parte di noi  resterà a dormire approfittando della sagra del Fungo Porcino ,io preferisco tornare ,sono a dieta e la sagra non lo consente e poi domani sento la necessità di una giornata per me..Saliamo su un pulmino dall'aspetto sconquassato, ci stringiamo e si parte. Iniziano i primi scherzi , i selfie i racconti le guide vengono fagocitate dal nostro entusiasmo; ho al sensazione che le loro  menti vengano attraversate da pensieri del tipo  "sti pazzi ci faranno passare una giornata d'inferno" e invece,.. siamo stati bravissimi Il percorso è pazzesco il pulmino sconquassato si arrampica su tornanti come un caterpillar.

Da un lato la montagna ed il rischio di sbatterci dall'altra il baratro, una situazione  allucinante. un solo coro di urla e strilletti fino a che è scattata, con la complicità di Anna, esperta di situazione di panico la canzone " tammurriata nera" che ha distratto tutti fino all'arrivo.
Ci accompagneranno nel percorso Valentino, Filippo, Marino , Giandomenico e  qualcun altro a supporto .Ci aiutano ad imbracarci, il tutto si svolge nel massimo della sicurezza e con totale assistenza. Si procede con un briefing per avere chiara la situazione corde, ganci e carrucole.  Foto di rito  con sorriso, casco e via verso la prima gola.
Non starò qua a raccontarvi passaggio per passaggio arrampicata per arrampica anche perche' non me lo ricordo , ma cercherò di trasferire quanto provato e vissuto lungo il percorso. Guardo il primo cavo di acciaio che ci dovrà sostenere e che scende verso la gola, mi prende un attimo di tensione scavalco un paio di persone e decido che dovrà scendere sempre tra le prime . la tensione dell'attesa potrebbe giocarmi cattivi scherzi e una volta iniziato non si torna indietro....neanche l'elicottero ti può venire e prendere.
Questa scelta però mi è costata le foto in discesa sulla teleferica in quanto giù praticamente c'era solo la guida. La prima discesa è assistita, chiaramente, fissata la carrucola al cavo d'acciaio viene agganciata una corda che la guida usa a supporto in modo da impedire che si prenda velocità eccessiva nella discesa. Ok vado aggancio, corda ,mani sulla carrucola  mai davanti
potrebbe tagliare, mai dietro la frizione sull'acciaio produrrebbe un'ustione violenta ... il panico.
Bisogna sedersi sull'imbraco e lasciarsi andare, ecco quello è il momento in cui ti chiedi... perche'  ti chiedi se l'emozione sarà tale ed il se il cuore reggerà, se la paura ti farò mettere le mani nel modo sbagliate se e....  parti urlando verso il basso. Arrivo praticamente in braccio a Marino che mi aggancia con le mani e mi sgancia dal cavo di acciaio. Sto tremando, l'emozione è forte, l'adrenalina a palla. Ma non ci si può fermare bisogna andare  lo spuntone di roccia è piccolo. Giù c'è già Filippo che ci attende, scendo con una corda a nodi mi sento tanto  Messner  anche se il tragitto è brevissimo ma l'orgoglio dell'impresa è tanto. Avanti... attraverso le rocce del greto del fiume praticamente in secca, troveremo solo alcuni punti dove l'acqua ha formato dei laghetti magnifici sui quali abbiamo volato attaccati ai cavi. Adesso c'è la prima parete e via con le lounge , termine tecnico per i ganci da cavo da parete, mai staccarli insieme sono la nostra sicurezza ..prima uno poi l'altro così fino ad attraversare tutta la parete. I piedi dove trovi presa ma  per il momento è semplice, c'è come un piccolo terrazzo dal quale in atteggiamento spavaldo ci facciamo fotografare attaccate ed appese al cavo in perfetta sicurezza a mezzo metro dal laghetto. Ancora avanti una nuova corda di acciaio , stavolta la pendenza è minore ma l'attraversamento è tra due pareti che sembrano vicinissime. aggancio, seduta, cuore che batte gambe alzate... vedo la parete di roccia a due millimetri dal mio corpo che viaggia in velocità, sposto il bacino nell'illusoria sensazione di allontanarmi ma sono i ragazzi che da su fanno in modo che non succeda nulla.. sto arrivando ammorbidisco le gambe stavolta si arriva in piano sul greto.Avanti ... ancora una parete breve e non difficile o almeno ormai così mi sembra sto acquistando sicurezza vado spedita anche se le mani mi fanno male, ho i guanti ma l'acciaio dei cavi fa male e sopratutto la forza che metto per reggermi si scarica nelle braccia. Fondamentalmente l'errore e caricare le braccia mentre dovrebbero essere le gambe e gli addominali a sostenerti ma l'impreparazione e l'adrenalina ti confondono.
Adesso c'è il primo passaggio non assistito in poche parole nessuna corda a supporto che regola la velocità si scende e basta. Fortunatamente il tragitto è tale che non si riesce ad acquistare un grande velocità , l'altezza è irrisoria sotto di noi acqua. ormai mi sento esperta mi siedo e scendo. Ancora un tragitto tra il greto del fiume in alcuni tratti supportato da corde dove potersi reggere per non cadere in acqua. Chiacchieriamo poco siamo tutti molto concentrati sui passaggi anche se le risate non mancano e sopratutto i ragazzi giocano con noi facendo si che la tensione si stemperi  Sono bravissimi anche in questo è un grande compito riuscendo con loro professionalità e simpatia a rendere il percorso divertente e armonico.
Valentino2 un mito2 ci racconta la storia delle formichine e di un grosso masso che si appoggia in equilibrio tra due pareti  per far si che possano passare da un comune all'altro" unico " Attraversiamo ancora un tratto di greto di fiume e qualcuno finisce con i piedi nell'acqua ma ci sta tutto e fa parte del gioco. Adesso si sale su di una parete bella tosta bisogna fare attenzioni alle mani i cavi di acciaio sono praticamente attaccati alla roccia devi inserire le lounge e le mani nei punti più larghi un 'impresa.
Una breve passaggio aereo non assistito con la difficoltà di doversi reggere al cavo e dare da soli la velocità tenendo le mani dietro la carrucola e frenando la discesa. Mi faccio forza sulle braccia sento la velocità e la voce di Marino che mi dice di rallentare fortunatamente il tragitto è breve e atterro praticamente su di una roccia che spunta dal costone, velocemente bisogna andare dall'altra parte della parete...alla cieca mettendo i piedi un po' a casaccio e reggendosi con le braccia, mi prende il panico non riesco più a muovermi,

Valentino prova a darmi le giuste indicazioni...lounge, cavi, mani corde non riuscivo a sentire niente solo la paura tremenda di farmi male le mani, il terrore, un attacco di panico. Valentino mi aggancia e mi porta dall'altro lato , sono bianca come un lenzuolo e tremo .Anna mi sta vicino e come al solito mi supporta facendomi coraggio , anche Marino  cerca di sollevarmi il morale raccontandomi di persone che si sono bloccate in situazioni molto ma molto più semplici. Ma davanti me la teleferica più lunga 100 metri di pendenza tutti di un fiato dovendo anche fare attenzione ad una roccia che crea un restringimento. Anna mi consiglia di scendere per prima, assolutamente si . Adesso lasciarmi andare è più difficile ma la bravura dei ragazzi e l'esperienza su situazioni difficili fanno in modo che la mia discesa  inizi molto lentamente ma......solo fino alla roccia poi.... lasciano che prenda velocità facendomi dondolare... urlo ma non di paura sto scherzando anch'io.... è passata. Aspettiamo gli altri e c'è chi arrivando racconta che il nostro amico Salvatore è scivolato ma le corde hanno impedito una rovinosa caduta sulle rocce. Ancora una camminata nel greto del fiume , grossi massi si intervallano a pietraie ,mi lascio scivolare arriviamo in uno slargo lontano dalle pareti e dal rischio caduta massi si fermiamo a mangiare. C'è un po di sole finalmente. Le gole sono umide e fa molto freddo l'adrenalina il resto. Un mezz'ora di relax e si riparte siamo quasi alla fine mancano ancora un paio di passaggi aerei e una parete "credo". L'ultimo tratto è abbastanza semplice o almeno così mi sembra, discese tranquille e varchi ampi L'ultimo passaggio , scatena tutto il mio rammarico per aver affrontato una situazione del genere in assoluto precario equilibrio. Inizio una giaculatoria del tipo "ma chi c... e ma vir che m....." ecc ecc alla Mara Maionchi per intenderci.

Sto scherzando ,rido e ridano i miei compagni di avventura tutti indiscutibilmente appesi alla parete. Ultimo 200 metri su pietre ... la strada e le macchine. Ci liberiamo dagli imbrachi e ci avviamo al paese non senza aver prima salutato, abbracciato , baciato i nostri magnifici ragazzi. Si va in paese la sagra sta per iniziare. Uno poco mi spiace di non restare ma ho bisogno di casa sono rientrata da poco dalla Sicilia. Prima di andare mi concedo una magnifica birra artigianale produzione Marino la" Iside " 5 gradi retrogusto amaro perfetta.
Ultimi saluti al gruppo che resta ed a quello che rientra  si torna a Napoli  pienamente soddisfatti di questa bellissima giornata e...

Un grazie particolare va ai ragazzi di Matese Escursioni che hanno saputo valorizzare un territorio spettacolare come il Matese e che con la loro professionalità ed allegria riescono a rendere queste giornate un momento magico ed emozionante A Valentino, a Marino a Filippo e Giandomenico, a Maria a Giulia ed a Mario impegnati nella sagra ma presenti in altre occasioni,come sempre un grazie immenso ad Antonio ed Anna che ci fanno trascorrere queste bellissime giornate ed a tutti i miei compagni di avventura

Foto Salvatore Verazzani, Marco Turcio, Antonio Cocozza e  buona parte del Gruppo Costa delle Sirene

lunedì 4 settembre 2017

Vesuvio ...per non dimenticare

E' trascorso circa un mese dagli incendi devastanti che hanno distrutto quasi del tutto l'ecosistema del Vesuvio "A MUNTAGNA NOST" L'associazione Costa delle Sirene in collaborazione con Trek Vesuvio decide per una escursione commemorativa sul vulcano saremo accompagnati daa alcuni giornalisti e da tanti di noi profondamente colpiti da quelle giornate di fuoco e fiamme . Ricordo ancora il senso di impotenza e l'angoscia nel vedere da casa mia il vulcano bruciare per giorni.
Appuntamento alla Valle delle Delizie, che di delizia in questo momento non ha più nella. Il gruppo si compatta in breve tempo anche se siamo in tanti , con molti camminiamo insieme da tempo rivedo anche alcuni amici dell'altra associazione e qualche volto nuovo. Antonio ed Anna le nostre sicurezze. Anna ha nel suo zaino ha una ginestra del Vesuvio la ripianterà nel bosco bruciato come simbolo di rinascita.
Il primo impatto  è devastante , si sale attraverso monconi di alberi carbonizzati, l'inizio dei trochi e tutto quello che è vicino alla radice è bruciato . I rami più alti non attaccati dal fuoco sono ricoperti da foglie secche ma non per l'autunno imminente ma dal colore sprigionatosi dal fuoco. Si cammina in silenzio ognuno preso dalle sue considerazioni. Non sento un solo cinguettio.
Ma l'aspetto più inquietante è la puzza di bruciato, ti circonda, ti avvolge, la senti nella pelle, si intrufola nei mie capelli  non mi lascerà per tutto il percorso e la porterò fino a casa
Prima tappa il largo Angelo Prisco , finanziere che provò da solo e sopratutto inutilmente a combattere i bracconieri della zona sacrificando la sua vita.
Attraversiamo la Valle dell' inferno e quale nome più appropriato in questo momento. Ancora cenere, puzza di bruciato scheletri anneriti che si stagliano verso il cielo azzurro un contrasto stridente di colori , il nero del fuoco, il bianco della fuliggine che copre tutto il sottobosco e.. l'azzurro di un meraviglioso cielo settembrino.
Un attimo di riposo sul largo della legalità così' chiamato per celebrare la nascita dell'Ente Parco.    
Ancora su  attraversiamo sentieri nei quali in primavera mi racconta un amico le ginestre invadono di giallo solare ogni cosa, sentieri nel quali gli odori ed i profumi ti inebriano ma adesso i cespugli sono tutti bruciati , secchi e l'odore è solo quello che ormai sento da due ore... bruciato... odore di bruciato.
Eppure lungo il percorso qualche cespuglietto verde si fa strada tra i rami carbonizzati  cespugli di robina  che se da un lato è una  piante infestante dall'altro in questo momento mi trasmette un senso di rinascita.Ci vorranno almeno due anni prima che lungo le falde  si ricreino ...forse ... le condizione di vita vegetale che tanto contraddistingue  il nostro vulcano. I licheni, le orchidee selvatiche i cespugli di mirto, lentisco e biancospino, la ginestra dell'etna importata per rimboscare la zona dove l'eruzione del 1906 e quella odorosa. Prima che la fauna ripopoli le falde e che il cinguettio di passeri cinciallegre e pettirossi si torni a sentire,  ma anche prima di rivedere volare poiane e gheppi barbagianni e  gufi e correre  conigli e lepri  e tutta la flora e la fauna " ra muntagna nost "  Dietro una madonnina miracolosamente scansata al fuoco Anna decide di piantare la ginestra sarà il simbolo della rinascita. Mi perdo il momento non so perchè fortunatamente le foto mi saranno di supporto.
Continua la salita verso un picco di lava dal quale si domina tutta la valle a perdita d'occhio fino ad abbracciare in un solo sguardo i monti del Partenio, i Lattari ed il mare, un punto di vista incantevole. 
Ancora in salita alla fine avremo percorso tra andata e ritorno 14 km e circa 700 metri di dislivello. Arriviamo al rifugio Imbò dove scatta il momento cibo, l'intenzione sarebbe stata  quella di riscendere verso la piana della legalità ma è ormai quasi ora di pranzo e come al solito la fame, dopo le salite, diventa impellente.
Riusciamo a sistemarci tutti sui tavoli a disposizione dei visitatori e li occupiamo siamo in tanti. 
Momento di relax e di chiacchiere più lievi. Il percorso è stato impegnativo non tanto per difficoltà quanto perchè emotivamente forte. Pensare alla distruzione ma sopratutto a tutti gli animali impazziti dalla paura che scappavano in cerca di riparo ed a quelli intrappolati della fiamme arsi vivi mi ha accompagnato lungo tutto il percorso lasciandomi una grande senso di angoscia. 
Risate, scherzi battute e cibo e mi  chiedo come mai oggi non sono spuntati i dolci ed il  vino, sarà che  siamo tutti reduci dagli stravizi dell'estate e stiamo provando a contenerci ? Credo proprio di si 
Un'oretta di riposo e si riparte la strada è la stessa all'incontrario e ci fermiamo nuovamente al largo legalità dove alcuni esperti del luogo nonchè valontari  ci raccontano degli incendi ,delle responsabilità e di tutte le problematiche legate al disastro come lo spopolamento faunistico della zona per la mancanza di cibo nel sottobosco  ormai inesistente




Alcuni di noi  in particolare chi è della zona o comunque fa parte di associazioni di tutela legate al territorio  sono saliti in più occasioni a lasciare cibo e acqua per gli animali  Ci offriamo tutti di essere di aiuto in qualsiasi modo come associazione e come singoli perchè non possa succedere più o per almeno per arginarne i danni.
Riscendiamo verso la valle delle delizie e verso le macchine. Il sentiero è morbido ed invoglia a camminare veloci. Sono fondamentalmente una persone molto comunicativa ma adesso ho bisogno di restare con me per un poco. Aumento il passo o forse lo rallento non so e poi...un odore di pini intenso mi avvolge , il primo odore diverso da quello di bruciato della giornata mi guardo intorno macchie verdi sempre più intense , ai lati della strada cespugli di ginestre integre, qualche fiore e la robinia come sempre. Sento quel profumo e sorrido forse ci vorrà un poco meno di due anni non vedo l'ora di tornare quando le falde del vulcano saranno fiorite  per vedere e sentire quello che mi hanno raccontato gli amici. 
Arriviamo alle macchine molti di noi salutano ma il solito nucleo duro decide per una sosta al bar ad Ottaviano dove pare ci siano le migliori sfogliatelle del mondo. La pasticceria è ancora chiusa e si decide per un sostanzioso aperitivo con le prime 4/5  birre accompagnate da patatine. Finalmente la saracinesca del locale si alza e ci precipitiamo d acquistare tutte le sfogliatelle rimaste. Ce le godiamo in un miscuglio di dolce salato ed alcolico ma alla gola ed alla fame non si comanda.


Si rientra e il pensiero va ancora  al Vesuvio ,che sovrasta il paese di Ottaviano, speriamo che questa sia l'ultima volta in cui mani assassine lo devastano

Foto a cura del gruppo Costa delle Sirene  e web

giovedì 24 agosto 2017

Magnifico Abruzzo Santo Stefano di Sessanio

Ho ripreso le mie passeggiate attraverso l'appennino in compagnia di quello che oggi è il mio miglior amico. Siamo stati compagni di vita  poi la vita stessa ci ha allontanati. Da qualche mese ne stiamo nuovamente condividendo una parte ..spettacoli teatrali, concerti e viaggi e devo dire che non siamo stati mai tanto bene insieme.
Sono in Ciociaria e mi appoggio nel  B&B Colle Visconti a Fontechiari borgo natio del mio ex. Il posto è delizioso il proprietario gentile insomma nulla da eccepire. Andremo un poco in giro come ai vecchi tempi con la differenza che adesso giriamo in macchina , la moto è ferma causa dolori alla schiena...l'età comincia a farsi sentire. L'idea iniziale era quella di andare ad Amatrice avrei voluto pranzare nel ristorante dove avevamo mangiato qualche anno fa per contribuire un poco alla ripresa dell'economia del luogo devastato dal terremoto della scorso anno ma lui mi ha chiesto di evitare...la figlia era all'aquiladel 2009  e correre a prenderla tra le macerie è un ricordo che ancora non riesce a cancellare.Partiamo con molto comodo e dopo aver affrontato quella che reputo la peggior strada d'Italia " La Cassino Avezzano" decidiamo di salire verso  le montagne del Gran Sasso nella speranza che la temperatura  sia meno calda ... speranza vana in quanto il termometro è rimasto a 37 gradi per buona parte del tempo e solo in quota è sceso di pochi gradi ...un massacro termico.
Santo Stefano di Sessanio da una foto web
Passeggeremo in libertà senza meta e senza tempo in fondo il modo migliore di viaggiare Attraversiamo Celano con il suo imponente castello e poi Ovindoli località appenninica con tanto di casette di legno e fiori ai balconi.In lontananza il Gran Sasso con tutta la sua imponenza e gli prometto che prima o poi sarò sulla sua cima. Attraversiamo il Parco regionale Sirente Velino tra prati infiniti dove famiglie e gruppi di amici si intrattengono tra giochi e barbecue ed è ormai ora di pranzo anche per noi  la fame, che non manca, sta rendendo impellente la ricerca di un ristorante  Lungo la strada in lontananza L'Aquila ricordo ancora la prima volta in cui ci sono andata,pochi mesi dopo il terremoto.
Era il tramonto ed in lontananza macchie di buio identificavano tutte le zone crollate, davanti ai miei occhi i palazzi sventrati, tende svolazzanti attaccate a bastoni in bilico sul nulla,angoli di pareti crollati e dentro sedie e tavoli apparecchiati fermi come se tutto si fosse incollato, finestre come occhi di scheletri e palpebre di persiane sbilenche calate verso il baratro sensazione di fine, di devastazione. Oggi in lontananza le gru della ricostruzione magari fra qualche mese mi farà piacere tornare adesso no troppo vivo ancora quel ricordo rinnovato dal terremoto della scorso anno. Ma torniamo al nostro pranzo  siamo al 18 agosto e anche se la zona dovrebbe essere turistica troviamo solo locali chiusi. Nel frattempo il caldo è diventato asfissiante neanche l'aria condizionata riesce a dare sollievo e fuori il sole brucia Ad un tratto un locale aperto, macchine e qualche camion"perfetto" si dice sempre che dove si fermano i camionisti si mangia bene e ci fermiamo anche noi.
Rocca Calascio
La fame è tanta decidiamo per un antipasto e per i tipici arrosticini di pecora specialità dell'abruzzo. Nell'attesa ci passano davanti piatti di fettuccine ai porcini che rilasciano un profumo da svenimento .Finalmente arriva l'antipasto completo di ogni bene di dio affettati formaggi verdure ci lanciamo all'arrembaggio accompagnando il tutto con un pane locale buonissimo, se lo vendessero a Napoli sarebbe una tragedia.  Per gli arrosticini dobbiamo aspettare un poco ma ne valeva la pena li divoro, mi piacciano tantissimo ,accompagno il tutto con un buon montepulciano e concludiamo con un assaggio di baccalà in umido con patate anche questo perfetto. Conto praticamente ridicolo e ci avviamo verso Santo Stefano di Sessanio, abbiamo deciso per questo borgo di cui ho sentito parlare molto bene. Il tragitto è di pochi chilometri parcheggiamo con una certa facilità tant'è che mi chiedo se il paese sia disabitato. Tempo di inoltrarci tra le stradine ed ecco che gruppi più o meno folti di turisti passeggiano tra i vicoli del paese. Del resto siamo anche noi turisti e vorrei capire perchè credo sempre di essere la sola a fare queste pensate. Il borgo risale  al 1200 costruito per opera di ordini monastici e comprendeva anche il castello di Rocca Calascio , visitato qualche anno fa e location del film Lady Hawke con Michel Pfaifer. Nel 1500 passò sotto il dominio della famiglia  Medici " sono ovunque questi fiorentini "poi con l'unita d'Italia "chiaramente"  iniziò il suo decadimento
Oggi fortunatamente grazie alla volontà di giovani locali e di buone amministrazioni si sta incrementando il turismo ed il paese ha ripreso vita. Il borgo è delizioso, fermo nel tempo, stradine lastricate si inerpicano verso l'alto attraversando cortili fioriti,minuscoli giardini e case dalle quali ti sembra di veder affacciare madame e messeri cinquecenteschi con i loro abiti ricamati  Si respira un'atmosfera antica anche i turisti parlano in silenzio...fortunatamente...Piccole botteghe artigiane offrono i loro articoli compro un magnete  che andrà ad arricchire la mia raccolta da frigorifero e poi lenticchie e farro, tipiche coltivazioni abruzzesi, cerco, anche se in minima parte, di contribuire  all'economia di questa terra devastata  Mi delizio a fotografare scorci e cortili fino a raggiungere un piccolo bar con tavoli sistemati alla bene e meglio dove il caffè viene servito con  mitica caffettiera napoletana, un caffè che è un rito con tempi biblici nel quale l'acqua calda scende nella miscela per infusione rilasciando il vero aroma del caffè. E' un rito antico come il luogo che sto visitando, è un rito che fa parte della mia vita, di quando bambina mia nonna macinava in casa il caffè il cui odore si diffondeva nell'aria impregnando la cucina .... un ricordo bellissimo e commovente.

Ci sediamo ed aspettiamo il caffè chiacchierando con altri turisti. Sembra faccia anche meno caldo si sta benissimo ,sarà il caffè nella cuccuma napoletana, sarà il luogo fermo nel tempo saranno le mure medioevali ce ci circondano sarà......
Rientriamo alla macchina nella quale il termometro segna 45 gradi e ci avviamo verso il B&B che mi ospita, l'intenzione è quella di fare un bel bagno in piscina prima di sera  












martedì 8 agosto 2017

Monte Mutria il sentiero delle Farfalle

In questo fine settimana nel Parco Regionale del Matese si festeggia la Montagna. Escursioni, arrampicate, percorsi di trekking ed a cavallo, canoa e bike ,teleferiche nelle gole e visite alle miniere della zona. insomma ci sono tantissime attività da poter svolgere e tutto a cura  delle associazioni che stanno costruendo con impegno e grande forza di volontà lo sviluppo del  il turismo in una zona bella e poco conosciuta..
La nostra mitica guida Antonio accompagnato dal non meno bravissimo e simpaticissimo Marco saranno gli accompagnatori della parte escursionistica Sabato sul Mutria 1800 metri e domenica la Gallinola 1926 metri.
Io sarà ospite per tutto il fine settimana di Barbara a Piedimonte Matese e con lei abbiamo deciso di effettuare la salita sul Mutria. Per domenica ci riserviamo un picnic sul lago Matese in assoluta tranquillità e sopratutto all'ombra il caldo infernale di questi giorni ci sta distruggendo .
La partenza è da bocca della Selva dove c'è già un bel numero di persone in attesa di prenotare le varie attività offerte per l'occasione.
Oggi siamo pochissimi ed a parte Antonio , Marco e noi due ci sono solo Daniela e Giulio già conosciuti a Punta Infreschi . Il caldo e le vacanze  di molti ci hanno decimati ma questo non ci impedirà di stare bene anzi probabilmente saremo compatti e sinergici su tutto il percorso.La partenza è morbida su strada asfaltata in salita ma assolutamente ombreggiata poi ci inoltriamo in un boschetto fresco e profumato tutto su pietraia. Mi sento in forma , il caldo asfissiante non mi sta dando particolarmente fastidio sono sudata come al mio solito ma vado spedita. il fiato  è poco, sono una ex fumatrice i quelle serie e purtroppo anche con gli anni non ho riacquistato il fiato, la forza si ma il fiato mi manca.
Usciamo su un tratto esposto, la salita si inerpica a perdita d'occhio, non ci sono più arbusti a parte erba bassa che oltretutto pizzica da morire sulle gambe


 E' bellissimo, un lievissima brezza ci porta i profumi della campagna , il rumore del silenzio mi da serenità mi calma, mette pace , la vista a perdita d'occhio delle montagne lontane, un senso immenso di pace mi riempie mi sento avvolta  e...meraviglia delle meraviglie  siamo circondati   da miriadi di farfalle colorate che ci volano intorno mentre in un gioco d'amore si ricorrono, si posano sui sassi, sui fili d'erba in un precario bellissimo equilibrio, sui cardi d'argento.
Scattano le macchine fotografiche i telefoni alla ricerca del momento più bello. Sono in amore si tanno corteggiando volando in circolo , forse si sono scelte si rincorrono in un' un 'armonia di dolcezza, si avvicinano si uniscono si baciano e fanno l'amore . Il loro corteggiamento è una danza senza fine è un 'immagine perfetta dell'amore ... e poi.... e poi ....loro non hanno sentimenti e tutto finirà in quel momento . ma oggi voglio pensare che quel corteggiamento sia il preludio a qualcosa di più  a qualcosa che duri nel tempo , ho voglia di  sognare.
Ma la vita è un 'altra e lasciamo le farfalle al loro amore noi continuiamo a salire con tenacia, con forza  e con tanta voglia di arrivare in cima ed alla fine ci arriviamo attraversando tra l'erba alta un breve tratto pianeggiante.
Risaliamo su una piccola cima dove la cappella di Sant'Antonio di staglia a protezione della valle. Una breve preghiere al Santo e tante foto. Si riscende verso un'altro tratto pianeggiante e poi ancora in salita dove commineremo in cresta fino alla cima del Mutria a 1800 metri sono orgogliosa di me oggi non faccio fatica mi sento in forma ed a parte il caldo sono veramente contenta  Un ultimo tratto con tanto di capre al pascolo e cane da cui avere doveroso timore e poi in cresta . Antonio è davanti a noi ed è arrivato ci avverte che attorno alla croce che delinea la cima ci sono centinaia di vespe forse è il caso di non avvicinarsi. Cerchiamo il modo di fare una foto siamo solo in sei viene perfetta.Lo spettacolo dalle cime è come al solito magnifico, il silenzio , il vento il sole che scalda ma non opprime, sotto di noi c'è il Molise ed il massiccio del Matese in lontananza  il lago. Mi piacerebbe trovare un poco di ombra stendermi ed ascoltare il nulla ed i mie pensieri in libertà  ma purtroppo dobbiamo scendere c'è fumo e fuoco ....si fuoco sotto di noi sia del lato del Molise che da quello di Cusano Mutri. Si alzano nuvole di fumo...  sono incendi. neanche il Matese è stato lasciato in pace anche in qua i  meledetti assassini hanno iniziando a devastare .Dobbiamo scendere anche velocemente ,
Barbara prova a mettersi in contatto con il 1515 e la risposta è quella di chiamare i pompieri e sono senza parole. Il fumo è tanto e la puzza di bruciato pure. L'esperienza dell'incendio nel bosco mi mancava e devo dire che un tantino di ansia la mette. Scendendo velocemente mi tornavano in mente immagini di film apocalittici ma forse esagero meglio non pensarci. Certo è che la discesa l'abbiamo percorsa in nemmeno un ora e mezza in silenzio con il fumo alla nostra destra e la puzza di bruciato continua. Finalmente siamo nuovamente sulla strada, o decidiamo di continuare fino a Bocca della Selva dove comodamente seduti al bar con una birra fredda ed il nostro panino ci rilasseremo..... lontani degli incendi.