martedì 9 maggio 2017

Taranto Monopoli e si torna a casa

Per Entrare a Taranto lasciamo il Mare Piccolo e percorriamo gli ultimi chilometri rientrando verso la campagna. Meglio così le ultime ore tra quello stato di abbandono non mi erano per niente piaciute.
Foto Fabrizio Cillo
Lasciata anche la muta di cani randagi ci inoltriamo su un sentiero che ci porterà verso una linea ferroviaria in disuso. abbiamo percorso almeno un paio di chilometri tra le rotaie dove la vegetazione si era rimpossessata del territorio
Attraversiamo rotaie,scendiamo muretti e brevi scarpate invase da rami e cespugli spinosi una specie di survivor .
Alcuni alberelli cresciuti tra le traversine fanno bella mostra di se insieme al divertentissimo cartello con su scritto"Attenti al Treno" Siamo tutti stanchi ma il percorso è nuovo e particolare ci ha fatto stare bene.Lasciamo le rotaie,la città si profila e non solo all'orizzonte, un grande parco con gente che fa jogging ci accoglie. Camminiamo un po' trascinando i piedi , sarà la stanchezza, sarà che sappiamo tutti che a breve ci saluteremo sarà....ci fermiamo giusto a riprendere fiato sotto gli ulivi. Mi telefona  Maurizio chiede dove ci troveremo vuole venire a salutarci...troppo carino.. una persona perbene. Riprendiamo la marcia ed a questo punto Barbara decide di camminare senza scarpe , mitica praticamente solo in calzini ma in breve è costretta ha rimetterle il tempo giusto di trasmetterci una bellissima sensazione di libertà. Adesso siamo nuovamente esposti il vento che ci porta via ma lo spettacolo è veramente bello, il ponte girevole il castello in lontananza ed il mare azzurro increspato di bianco sono bellissimi. Accanto a me Roberto che credo abbia una dolore procurato dalle vesciche insopportabile, cerco di distrarlo in questo trekking il mio compito principale è stato quello di" supporto alle vesciche" Ultime foto prima di inoltrarci purtroppo nei cantieri dell'italsider e nel quartiere periferico che come tutte le periferie di città è brutto, un odore di pesce marcio ci accoglie siamo nella zona del marcato. attraversiamo velocemente la zona e fortunatamente in breve arriviamo alla stazione dove ci aspetta l'autobus che ci riporterà a Monopoli
Avrei voluto fare un giro per Taranto ma non c'è tempo oltretutto il gruppo non rientrerà compatto. Grandi saluti , grande promesse Giovanni è tra i primi ad andare via con Turiana verso Bari ed un'aereo, due ragazze napoletane ritirano i bagagli e se ne vanno verso la città, la famiglia di Olandesi credo prenderà un treno si avviano salutando sorridenti ,ho saputo che la signora ha sopportato stoicamente le vesciche, anche Carmela e Rosita stanno per andare ma fortunatamente arriva Maurizio con la moglie , grandi abbracci con tutti ci ripromettiamo di rivederci a Napoli. ma adesso si parte sul serio, Barbara si sistema in fondo e dormicchia come tanti, altri iniziano a postare le foto e le impressioni, Francesco organizza una pagina  Istangram dove tutti potremmo potare le foto chiaramente il tutto durerà due giorni poi si dimenticherà.

Foto Will van Ijperen

Al mio fianco Roberto stavolta siamo presi da una discussione sulla mia città. Non ci è mai venuto e mi fa chiaramente capire che ne ha paura. questa cosa mi sconvolge e mi irrita, sono considerazione vecchie ed obsolete. Questo vedere Napoli solo come la Gomorra di Saviano mi  fa male. Napoli è una metropoli e come tale è una città complessa forse anche problematica ma non meno di altre.

Oggi faticosamente sta riemergendo da un'oscurantismo polemico e non consento a nessuno di parlarne male. Sono una donna del sud ferocemente legata alla sua terra fatta di storia e grande cultura. Lo invito a Napoli e se verrà mi sono giurata che andrà via" carico di meraviglie" come si dice dalle mie parti. Siamo arrivati la discesa dall'autobus è ben diversa da quella di Montemesola, mogi mogi raccogliamo le nostre valige , altri abbracci altre promesse.


Roberto gentilmente ci accompagna con la sua macchina al b&b, saluti ed abbracci e ...lo aspetto a Napoli e non è una promessa  direi più una minaccia....Domani con le mie compagne di viaggio saro' ancora in vacanza, un giro per Locorotondo e sicuramente una frittura di pesce  sul lungomare di Trani...meno male
Vi lascio il mio ultimo racconto ma devo assolutamente concludere con i dovuti ringraziamenti...
A Giovanni Rosita Carmela Gianni e Mimmo che ci hanno accompagnato , supportato e sopportato durante tutto il viaggio
A Maurizio , Roberto, Francesca, Mirko, Daniela, Mimmo, Davide,Angelina, Turiana, Francesco , Maurizio due ed Enzo che mi ha crocifisso con Higuain( credo sia un ex calciatore del napoli di cui non i può importare di meno )con i quali ho conversato per molti tragitti
A Barbara e Paola mie splendide compagne di viaggio
A tutti i compagni che hanno anche solo scambiato con me poche parole
A Fabrizio e Will che mi hanno regalo alcune loro foto per il mio blog
A questa terra meravigliosa che ho attraversato
Alla gente che la vive e la tutela

Ciao.....

lunedì 8 maggio 2017

Montemesola Taranto La Valle D'Itria

L'entrata all'hotel Parco delle Querce smorza gli ultimi canti nazional popolari .
Hotel Parco delle Querce Foto Fabrizio Cillo

Solita discesa stile indiani e tutti alla ricerca dei bagagli trasportati dall'organizzazione  e delle chiavi delle stanze . Anche questa sistemazione è sicuramente di un certo livello, elegante e funzionale ma non proprio corrispondente alle mie preferenze Begli ambienti , una hall un tantino barocca,piscina e trullo di ordinanza. Barbara ci sta aspettando insieme ai bagagli, si è rilassata e sopratutto ha fatto riposare la gamba per tutto il giorno. la stanza però è gelata non so come abbia potuto soggiornarvi , chiamo immediatamente e chiedo con una certa veemenza un'intervento tecnico ed in breve il condizionatore funziona.
Doccia e abiti caldi,  anche fuori fa freddo,  ci precipitiamo verso la Hall pensando di essere in ritardo per la cena ma siamo le prime insieme a Francesco e Maurizio ...l'appuntamento è alla nove giustamente. La cena verrà servita nei trulli ,ambienti comunicanti ma non ci consentirà di  essere tutti insieme" peccato. L'ultima cena in un'ambiente unico sarebbe stata sicuramente fautrice di canti e schiamazzi. Il cibo come al solito è buono orecchiette, carne buon vino ed in ogni trullo si alzano i calici per i brindisi, al nostro tavolo  Daniela e Mimmo , unico problema il freddo e la stanchezza. Qualche invasione di campo tra trullo ed un'altro ma in  molti si ritirano comprese Paola e Barbara. Io mi trattengo a chiacchierare con Roberto ci sediamo nella hall e proseguiamo una simpatica conversazione sui rapporti uomo donna iniziata sull'autobus , ci facciamo prendere dagli entusiasmi sulla condizione e sulle aspettative delle coppie ma ben presto ci rendiamo conto di essere rimasti soli proviamo a proseguire le chiacchiere fuori ma fa freddo ,ci salutiamo anche noi. In camera le ragazze stanno chiacchierando qualche battuta  risate e prese in giro poi  .....finalmente dormiamo.

La mattina ci accoglie con dei brutti nuvoloni neri, un po' come il mio umore ,fa sempre questo effetto la fine di un viaggio, è l'ultimo giorno. La colazione stamattina non è un gran che, la sala è piccola dobbiamo fare a turno e sinceramente non c'è grande scelta comunque dobbiamo riprendere velocemente l'autobus che ci riporterà verso Montemesola da dove partirà il trekking.

Gravina del Marchese Azienda San Luca
Alcuni dei compagni di viaggio non proseguono. Due ragazze di Caserta hanno il treno nel primo pomeriggio da Taranto non riuscirebbero ad arrivare in tempo, Daniele e la mamma vanno via per un  un'impegno ed anche Daniela e Mimmo che rientrano direttamente a Taranto La confusione della partenza  è tale che l'autobus lascia a terra Francesco e Maurizio , chiaramente si torna indietro, li accoglieremo con una standing ovation. Arrivo a Montemesola con il sole ,lasciamo l'autobus ,un caffè al bar della sera prima e riattraversiamo il paese per inoltrarci verso i sentieri. La distanza da Montemesola a Taranto è breve ma noi cammineremo attraverseremo la zona delle gravine di Puglia spettacolari e profonde erosioni incisive alte anche oltre 200 metri, scavate dall'acqua nel corso dei secoli. Attraverseremo la gravina del marchese con visita all'azienda San Luca dei fratelli Giuliani che ci daranno la possibilità di effettuare una visita guidata tra le loro coltivazioni . Dinanzi  a noi una distesa infinita di alberi da frutto, albicocchi e peschi senza soluzione di continuità l' impegno costante  dei proprietari ha creato un azienda di oltre 1500 ettari proprio sotto la gravina, coltivazioni di frutta, uva e ulivi a perdita d'occhio. Veniamo accolti da una gentile signorina dell'azienda che ci conduce verso le grotte  sotto la gravina e ci racconterà la storia di Papa Ciro.
Foto Wil van Ijperen


Ecclesiastico accusato di omicidio si fuggito dalla prigione  diventò un brigante usando la zona come suo rifugio. Ci raggiunge il proprietario che ci illustra tutto il lavoro dell'azienda e tutte le trasformazioni fatte e da completare , ci invita a tornare nel periodo della maturazione dell frutta e provocatoriamente ci offre metà di quello che eventualmente saremmo capaci di raccogliere. Giuro che lo farei, se non avessi gli impegni di casa e di lavoro me ne andrei in un posto del genere, lontano dagli stress , magari anche solo per poco ma mi piacerebbe tanto. Lasciamo l'azienda non senza aver fotografato le spettacolari gravine e ci avviamo attraverso una lunga strada costeggiata dai mitici muretti a secco che riparano campi di terra rossa dove bellissimi ulivi  si contorcono  nei  loro tronchi. Davanti a me quasi tutti, rallento ho bisogno di uno di quei miei momenti in cui i pensieri diventato niente e mi immergo nella natura e nella solitudine. Vedo Roberto rallentare mi aspetta ci avviamo insieme forse sta nascendo un'amicizia, zoppica un'altra vittima delle vesciche. Poco lontano il piccolo mare e più in là le gru del porto di Taranto. Sbuchiamo dai sentieri su una statale , la attraversiamo e ci fermiamo a mangiare i nostri panini sulla riva per pranzare c'è un vento che ci porta via. Il mare visto da lì è quasi bello ha un colore azzurro intenso ma  solo un 'illusione.
 Ci incamminiamo sulla riva del Piccolo Mare la percorreremo per diversi chilometri Purtroppo la zona è degradata ed inquinata all'ennesima potenza. Camminiamo tra quintali di immondizie riportare a riva dal mare, reti, plastica , cozze che macerano, una risacca color melma schiumosa si infrange su una sabbia lurida e si mescola all'immondizia.... un orrore. Mi viene di pensare a quei film di fantascienza nei quali se immergi la mano ti restano solo le ossa.ma peggio di peggio all'improvviso una tartaruga spiaggiata" è morta"
Giovanni si  preoccupa di far intervenire la capitaneria di porto per la povera testuggine e fortunatamente ci inoltriamo nuovamente verso l'interno. Ma all'improvviso una muta di cani randagi ci abbaiano contro e corrono tra l'erba. E quindi ...randagismo,cacciatori e  poveri cani a catena che ho visto ovunque dulcis in fundo lo stato dal piccolo mare Mi spiace tanto abbiamo attraversato una terra spettacolare dove l'uomo ha saputo portare rispetto  ma ora a due passi dalla città tutto è cambiato, forse la vicinanza della città stessa ,forse non so ....lo spettacolo credetemi è penoso. Continua......
Foto Roberto Sani


venerdì 5 maggio 2017

Dalla Masseria a Montemesola La Valle D'Itria day three

Dispiacere e commenti per la piccola volpe morta mentre si riprende la marcia. Il gruppo è sempre più compatto, quella riservatezza iniziale si è stemperata con la convivialità e del resto chi fa trekking e decide di vivere in comunità deve essere una persona comunicativa oppure  forzare la propria natura.
Per me non c'è problema io comunico pure con le pietre ... ed a volte mi rispondono pure....Mi affianco a Chiara una simpatica toscana che vive a Bari , ci scambiamo confidenza ci raccontiamo un po' , il suo accento ed il suo modo di fare mettono allegria
All'improvviso una mandria di magnifichi cavalli ed un puledro ci attraversano la strada è un attimo e all'inizio ci spaventiamo ,galoppano nel bosco liberi come l'aria ....ma mi è rimasta dentro una immagine di forza libertà e  bellezza che porto nel cuore, peccato che nessuno sia riuscito a fotografarli. Proseguiamo accompagnati dal suono degli zoccoli che si allontanano, ho la sensazione di essere in un film. Il bosco si dirada e spettacolari sentieri costeggiati da arbusti di ginestre in fiore ci fanno strada, il giallo è abbacinante .

L'odore del macchia mediterranea è quasi afrodisiaco, il lentisco, il timo il rosmarino , la ginestra , mi sento inebriata. Vorrei riuscire a descrivere la gioia provata e la bellezza nella quale abbiamo camminato.Scattano foto infinite e come se ognuno di noi volesse rubare l'attimo.Proseguiamo in un crescendo di colori e di odori assomigliamo a bambini felici di un gioco.Lasciamdo sentieri ci inoltriamo in un groviglio di arbusti non ben definito, dobbiamo  farci largo tra rami e spine. I miei capelli restano più volte impigliati ma anche le braccia e le gambe bisogna fare molta attenzione
Foto di Wil van Ijperen
In fila indiana arriviamo in un piccolo spiazzo dove un vecchio trullo fa bella mostra di se , foto e merenda, scambio quattro chiacchiere con Angelina e Davide di Torino ripromettendoci di vederci ,ho alcuni carissimi amici che vivono nella loro città. Riprendiamo il cammino, adesso si sale, davanti a me e davanti a tutti la mitica Paola, amica settantenne che sta facendo mangiare la polvere a tutti compreso me,conosciuta da qualche mese tramite il Cai di Piedimonte Matese una gran bella persona con la quale ho legato subito.I sentieri di Alpi ed Appennini  non hanno segreti per lei.La salitina è un tantino impegnativa ,la prendo di petto  e supero un po' di persone che arrancano ma anche io arrivo con l'affanno, l'orso del muretto mi fa i complimenti sopratutto in relazione alla mia età.Proseguiamo adesso in discesa, in lontananza si vede il mare ma stasera non ci arriveremo  ci fermeremo prima a Montemesola. per poi proseguire il giorno dopo verso Taranto attraverso le gravine.Il paesaggio in discesa è particolarmente suggestivo, un  mare d' erba ,di grano, papaveri e fiori ci accoglie e ci abbraccia , camminiamo nel mezzo in un ipotetico sentiero che lo attraversa.
La sensazione di benessere non ho uguali , gli odori i profumi sono ancora fortissimi, oggi non c'è neanche la stanchezza è assolutamente tutto così bello che i piedi non si poggiano a terra e le gambe sembrano leggere . Il lungo serpentone prosegue, si scambiano i compagni di camminata si va avanti si resta un po' più indietro, davanti Giovanni e tra di noi Rosita e Carmela non ci lasciano un attimo sempre pronte a chiedere se va tutto bene.

Al mio fianco adesso c'è Roberto, oggi non assomiglia ad un'orso, anche lui Toscano , con quello strano accento e quella ironia tutta loro, fa battute... in fondo è simpatico, insieme a noi Maurizio Due, che ha egregiamente sostituito Maurizio uno nella conta dei chilometri da GPS  e Francesco con i quali ci ripromettiamo di bere una grande birra appena arrivati in paese. A circa 22 chilometri iniziano le prime case ,manca poco, ci accoglierà il giovanissimo sindaco di Montemesola
Bella soddisfazione, sentirsi come i partecipanti ad un'impresa ma forse un poco lo siamo stati . In piazza, l'insegna del PCI forse l'ultima in assoluto rimasta in Italia, va assolutamente fotografata e con lei il mitico personaggio con i baffi che si intrattiene sotto la sede del partito Ho la sensazione di trovarmi negli anni 50. Mentre  Giovanni si trattiene a chiacchierare con il sindaco noi facciamo stretching  tra le panchine, poi tutti al bar in attesa del'autobus che ci porterà all'hotel non propriamente a due passi.
Bevuta la birra ci lanciamo sul mezzo come creature in gita scolastica e poi iniziano i canti ... si parte con i classici " Baglioni e Vasco Rossi" ma in breve tempo si passa ai  ai brani  napoletani e sulle note del " Surdat Nammurat" e' l'apoteosi.
La piazza di Montemesola ed il nostro stretching foto di Will van Ijperen



giovedì 4 maggio 2017

Cisternino Martina Franca e Masseria Taglienti... day three

Dopo una intensa notte di sonno più simile ad uno stato di precoma mi risveglio come al solito piena di energia, meraviglia di questo mio corpo di sessantenne. Nella stanza regna il caos più assoluto, valigie aperte ed inguardabili , zaini, scarpe da trekking e da passeggio, magliette sporche roba da bagno , sistemo tutto velocemente, ho rimesso a posto ogni sera e mattina zaino e valigie, e  vado a fare colazione e se non prendo il caffe'sclero,
Nella sala ristorante già siamo in parecchi mi accomodo con Francesca e Mirko e con Roberto,l'orso del muretto, mi delizio con una serie di fette di torta una più buona dell'altra e noto che i miei compagni di tavolo stanno praticamente spazzolando la qualsiasi,tutti giustificati nessun senso di colpa ci aspettano tanti chilometri anche oggi.I più giovani del gruppo la sera precedente sono andati a Cisternino un poco mi è dispiaciuto ma la stanchezza ha vinto su tutto.
Appuntamento per la solita distribuzione dei panini e via ,oggi senza Barbara , la sua gamba è troppo gonfia ci aspetterà a Montemesola direttamente all'hotel ha bisogno di riposo.
Foto Fabrizio Cillo
Maurizio mi comunica che è pieno di vesciche gli leggo in faccia la sofferenza ma resiste.
Oggi prendiamo il trenino per Martina Franca, visita alla bellissima cittadina e poi ancora un trenino fino a San Paolo zona limitrofa al paese da dove  inizierà il trekking vero. Assolutamente interessante e spettacolare la zona rurale ma anche riuscire a visitare una cittadina ci fa piacere. Arriviamo in stazione correndo e ci lanciamo su un vecchio trenino elettrico "una littorina" praticamente il treno del tempo che fu,troppo troppo caratteristico. Sferragliando attraverso la valle D'Itria , i trulli i campi e le masserie ci condurrà in una decina di minuti a  Martina Franca non senza averci fatto ammirare da lontano Locorotondo, mi riprometto di passarci sulla strada del ritorno a casa. Scesi dal treno ci dirigiamo verso il centro storico non vicinissimo, adesso fa caldo in questi giorni non abbiamo fatto altro che mettere e levare magliette.
La littorina ed il nostro Giovanni che cerca di trattenerlo in attesa di tutti noi
Maurizio è  particolarmente dolorante, gli hanno dato dei cerotti contro le vesciche ma sta male, sono troppe e troppo grandi, io sono alla disperata ricerca di una farmacia le mia labbra sembrano quelle di un visitors.Mi allontano dal gruppo per cercarla, tanto il centro storico lo trovo e raggiungerò gli altri mica sono nel bosco come cappuccetto rosso. Risolte le mie problematiche sanitarie raggiungo gli altri e Paola insieme iniziamo la visita di questa cittadina deliziosa capoluogo della valle D'Itria ai confini con la Murgia , l'architettura barocca si espande senza soluzione di continuità tra chiese e palazzi nobiliari nella tipica pietra bianca che spesso diventa merletto ad abbellire portoni e frontali, vicoli stretti  che si intersecano rendono il centro storico ancora più caratteristico. la piazza principale a semicerchio è uno spazio scenografico tipico dell'architettura barocca.

Decidiamo di visitare almeno la collegiata di san Martino dichiarata monumento della pace dall'Unesco. Il tempo come al solito è poco riusciamo giusto a bere un'aranciata e mangiare un pasticciotto tipico crema e amarena e via a raggrupparci si torna in stazione un trenino quasi una metropolitana in pochi minuti
ci porterà a San Paolo, frazione di Martina Franca, da dove partirà il percorso naturalistico. La stazione di san Paolo è praticamente nel nulla, in mezzo al bosco








Prima di incamminarci cerco di dare supporto con i miei cerotti a Claudia anche lei in odor di vesciche, una strage. Attraversiamo la frazione di case un tantinello brutta e fortunatamente a breve distanza inbocchiamo il sentiero che in circa un 'ora di cammino ci condurra' ad una masseria  Il luogo è incantevole, la casa tra le più belle viste in zona, imponente , bianca circondata da un prato immenso di ulivi a perdita d'occhio e da un  bosco di lecci. Giovanni ci racconta che la masseria è un'importante azienda agricola e zootenica con allevamenti di cavalli murgesi splendidi esemplari dal mantello bruno che pascolano liberi, ci sono anche mucche pecore ecc ecc
Oggi la masseria ha anche funzione di b&b e offre servizi  per eventi e degustazioni. Ci vedrei bene il tipo di Real Time che fa il Wadding Planner . Si decide di fermarsi per la colazione, tutti seduti tra i muretti a secco ed il prato alla ricerca del sole,il vento freddo non lascia scampo neanche qua  I nostri panini vengono accompagnata da una ricotta spettacolare prodotta direttamente in fattoria,, talmente genuina che mi è restata un tantino sullo stomaco , troppo latte vero mi sa, il mio stomaco non è abituato. Maurizio nel frattempo si è levato scarpe e calzini  sta veramente male ..decidiamo di bucare le vesciche troppo grandi e  gli offro il mio aiuto. Non vi sto qua a raccontare per filo e per segno l'intervento ma vi assicuro che è stata dura al punto da decidere con profondo dispiacere suo e di tutti di ritirarsi.... non avrebbe potuto fare più un passo.
Fortunatamente essendo di zona in poco tempo al moglie sarebbe arrivata per riportarlo a casa. Promette di venirci a salutare a Taranto all'arrivo ...gran bella persona...








Salutiamo Maurizio e ci inoltriamo nel bosco attraversando il pascolo dove mucche sornione si stanno godendo il sole. saranno comunque anche sornione ma decidiamo di velocizzare il passo...non vogliamo disturbare....diciamo così.

Siamo nella Riserva Naturale orientata Bosco delle Pianelle che si estende fino alle gravine del Tarantino. passeggiamo tra cespugli di biancospino, lecci e corbezzoli , la vegetazione è lussureggiante. Purtroppo però tra i cespugli  una piccola volpe morta, spero non uccisa dai cacciatori. Ho sentito spari tutti i giorni senza soluzione di continuità, non ho fatto altro che scansare bossoli Purtroppo porterò con me questa immagine ma fortunatamente anche i magnifici ricordi di questa terra.

mercoledì 3 maggio 2017

Da Pezze di Greco a Cisternino attraversando il borgo della Lame di Olimpia

Il risveglio della mattina è accompagnato da un sole stupendo e da una sensazione fisica di benessere, nessun dolore come se la notte di sonno avesse rigenerato il mio corpo. Doccia veloce, il bagno è ghiacciato e mi avvio a fare colazione. Alcuni compagni di viaggio sono già in sala. Ci accoglie il proprietario con magnifici ciambelloni fatti in casa, pane fresco e marmellata insomma una degna colazione, prime chiacchiere, prime impressioni, decido che mi scuserò con Carmela in fondo mi è andata proprio bene,nulla da eccepire sull'alloggio. Valige pronte al trasporto, zaini in spalle si riparte ed provo una sensazione di libertà che non ha eguali. Si ritorna alla Masseria Donna Licia per ricompattarci e per prendere il nostro pranzo al sacco. Menzione di gloria a Rosita che ci distribuiva i pasti  Purtroppo tra l'arrivo di tutti, la scelta dei panini , i vegani ed i  capricciosi, l'ultima pipì e na tazzulell e cafè  partiamo almeno un 'ora dopo le previsioni e così sarà per tutto il resto del trekking; non c'è stata una mattina dove siamo riusciti a partire puntuali ma in fondo eravamo anche tanti e quindi praticamente impossibile la puntualità. Si parte in salita sempre su asfalto e non ci si abitua mai ai dislivelli .Il percorso è accompagnato da un panorama mozzafiato.
Monopoli sul mare Adriatico
Verso sud in lontananza il mar Adriatico con Monopoli e Sevellitri, verso nord Giovanni ci spiega che si potrò vedere Fasano. Il panorama  mi fa rendere conto che abbiamo già fatto parecchia strada. Stiamo attraversando la Puglia più vera quella della campagna , quella dei contadini, quella delle pietre. Nel gruppo c'è una fotografa " Turiana " una bella e longilinea ragazza siciliana con questo particolarissimo nome ,mi ha colpito per la sua costante attenzione a tutto quanto ci circondava all'improvviso scattava  verso un punto e via con la foto spero di vederle presto Una bella salita ed  in un'impeto di ammutinamento, memori della giornata precedente nella quale non ci siamo praticamente fermati quasi mai,  il gruppo decide di riposare in un attimo vendono tirati fuori dagli zaini stuoini, asciugamani, magliette di ricambio, panini, succhi frutta secca e fresca insomma un banchetto. Giovanni ci guarda impotente e allucinato ci propone di completare la salita ma non viene ascoltato. Una decina di minuti la solita pipì fra le fresche frasche e riprendiamo la salita che si snoda in una serie tornanti che danno la sensazione che ci sia meno pendenza ma è solo una sensazione. Arriviamo in cima sudatissimi ed il vento, che continua a farla da padrone, si ghiaccia addosso. Le mie labbra sono ormai carta vetro .ho dimenticato il balsamo a casa; non abbiamo quasi nessun centro abitato   e comunque pure se fosse oggi è domenica praticamente impossibile trovare qualcosa aperto. Qui si vive ancora come negli anni passati e sottolineo fortunatamente la domenica è della famiglia e del riposo.Attraversiamo il borgo delle Lamie di Olimpia caratterizzato dalle tipiche abitazioni con le coperture a volta che in gergo locale si chiamano lamie , il nome Olimpia è forse da attribuire al fatto che è a circa 300 metri sul livello del mare una specie di olimpo sulla  Murgia.
Lamie di IOlimpia
Nel paese non c'è un 'anima viva, domeniche d'estate in una terra bianca ed assolata simile all'entroterra siciliano,terre del sud natura nemica, case di pietra, rispetto del silenzio nel riposo dopo la fatica della terra.  Attraversiamo ancora il borgo di Trito e lungo il percorso ancora trulli e lamie con il loro pezzo di terra coltivato, Giovanni ci spiega che questo è un territorio ad altissima densità di coltivazione non c'è un pezzo di terra che non produca
Ci incamminiamo verso   Figazzano altro borgo della Murgia affacciato sulla Valle D'Itria che a breve attraverseremo e ci fermiamo in un punto tranquillo tra ulivi, prati di papaveri e muretti a secco.
Barbara, Paola ed io cerchiamo un posticino al sole e riparato forse ci isoliamo un tantino ma non siamo le sole sul muretto c'è anche un'altro inquilino,credo anche lui in cerca di solitudine . Non ci scambiamo neanche una parola durante tutto il tempo del pranzo mentre tra di noi donne inizia il solito chiacchiericcio mi sa che lo abbiamo disturbato comunque subito finito di mangiare ci cerchiamo un prato dietro un muro e... meraviglie delle meraviglie stese al sole a goderci il caldo, mi levo anche la maglietta tanto non ci vede nessuno siamo al riparo da sguardi e comunque ci sono tante belle e giovani ragazze vuoi che si alterino per noi.

Foto Francesca Barbieri
Tra gli occhi socchiusi vedo passare il nostro amico olandese che felice e ammirato credo  abbia fotografato tutte le varietà di fiori della Murgia e della Valle d'Itria. Richiamo di Giovanni e si riparte, Maurizio è nuovamente a camminare con me e riprendiamo le chiacchiere lasciate ieri, proprio una gran brava persona, ci si riperde è un classico e proseguo con Francesca e Mirko una simpaticissima coppia del nord, davanti a noi Daniela e Domenico coppia pugliese tanto innamorata , mi sa che stanno insieme da poco, si tengono per mano tutto il tempo, poi ancora Maurizio e Francesco anche loro pugliesi veraci simpatici giovanotti e ancora Fabrizio e la moglie lui aspetta i momenti più naturali e particolare per fotografare il gruppo ( produrrà un paio di video bellissimi con tutte le foto). C'è un particolare che mi entusiasma durante questi trekking ed è l'assoluto appianamento dell'età e dello stato sociale , tutti insieme tutti a chiacchierare, nascono sicuramente simpatie più accentuate ma alla fine tutti insieme appassionatamente.  Alla conclusione della giornata  mancano ancora almeno 6 chilometri e dal gps di Maurizio abbiamo evidenza di averne percorsi già 17 quindi...... abbiamo già superato le previsioni di oggi avanti così. Ci dirigiamo verso la ciclovia dell'acqua costruita sul camminamento del vecchio acquedotto pugliese che partendo da Locorotondo, che non riusciremo a visitare, arriva fino a Ceglie Massapica e fa parte di un progetto molto più grande che tenterà di mettere in contatto territori poco conosciuti della Campania della Puglia e della Basilicata, Lo imbocchiamo da Figazzano e attraversando un magnifico sentiero verde precluso al traffico.









Foto Barbara Caprarelli

Lasciamo la ciclovia dopo un paio di chilometri ed imbocchiamo la strada asfaltata ci aspettano all'hotel" Aia del vento" il nome è bello ma per quanto riguarda la struttura credo che dobbiamo dimenticarci della bellezza delle masserie del primo giorno. Siamo in troppi , unica soluzione gli hotel per lo più dislocati fuori paese. Anche stasera la stanchezza è tanta ,l'ultimo tratto fino all'albergo è il solito incubo, veniamo accolti nella hall da un" regaetton ed un salsa"c'è una festa nel salone, scappiamo verso le stanze mentre gli ospiti danzanti ci guardano inorriditi abbiamo un aspetto veramente osceno. In camera doccia e mezz'ora con le gambe alzate per attenuare il rossore che si sta espandendo sulle caviglie, la circolazione comincia a risentirne. Barbara è quella messo peggio , addirittura gonfia sta valutando di evitare il percorso di domani, si farà trasportare al prossimo hotel insieme ai bagagli. Scendiamo a cena , mangiamo bene una buona pasta con zuppa di ceci e carne con patate una birra la frutta ed alle 9,30 sono in camera a letto non vedo nessuno non ricordo nemmeno con chi ho mangiato al tavolo.

martedì 2 maggio 2017

Da Egnazia a Pezze di Greco

Tempo di relax e di teli stesi sul prato , tempo di sole che ci sta finalmente riscaldando, il vento è freddo ed incessante .Ed è anche il momento della conoscenza quando in un'ordine non ben costituito e molto poco analitico nascono i gruppi , le amicizie che rimarranno nel tempo e le simpatie che finiranno con i gioni del cammino Accanto a me la famiglia di Olandesi,difficile comunicare, chiedo sbagliando clamorosamente dove vanno al posto del da dove venite " figurone " sorridendo mi ritiro, il resto della comunicazione per tutti i giorni a venire sarà fatta di sorrisi..Giovanni, la nostra guida, ci comunica il tempo che ci resta prima di riprendere il cammino e fortunatamente nel museo riusciamo ad andare in bagno ed a prendere un caffè anche se accompagnati dalle rimostranze del personale"una processione per giunta non interessati al museo"
Foto Fabrizio Cillo
Ci rialziamo faticosamente e riprendiamo il cammino senza immaginare gli altri 15 km che ci attendevano. La strada purtroppo è asfaltata ma ai lati i muretti a secco , candidati all'unanimità dall'Italia alla commissione per l'Unesco, ci accompagnano lungo tutto il percorso. Oltre i muretti  prati a perdita d'occhio rossi dai papaveri, viola e gialli di fiori spontanei  verde degli ulivi spettacolari. Immagino che i tronchi siano  abbracci infiniti , abbracci che si uniscono e si fondono tra i rami.Cambio passo ,mi isolo ne ho bisogno per un po' mi devo godere il paesaggio, il rumore del vento tra i rami l' immagine dei prati di mille colori che si muovono con il vento, gli uccelli , il silenzio Il paesaggio è bellissimo vorrei fotografare tutto per poterlo portare con me  vorrei  fermare nella mia macchina le emozioni Nel frattempo al mio fianco arriva Maurizio,simpatico e gentilissimo pugliese che avendo iniziato da poco questa esperienza di trekking ha provato a cimentarsi in questa avventura, ci raccontiamo facciamo amicizia

E si cammina Giovanni ci rassicura indicandoci la collina non troppo lontana che dovrebbe essere la nostra meta ma vi assicuro che ci sono volute altre 2 ore per arrivare. Lasciamo la strada fra gli ulivi e attraversiamo un ponte sulla statale, ci avviamo verso una zona abitata, il primo impatto non è del migliori capannoni e un odore strano ci accoglie....ormai siamo allo stremo delle forze i mie piedi urlano pietà e pure la mia schiena ma credo di non essere la sola in queste condizioni ormai è un solo lamento un solo mugolio.....quanto manca.... e Giovanni ci rassicura ...poco..... e non era vero.

Foto Roberto Sani
Chiaramente la Masseria Donna Licia che ci avrebbe ospitato era dall'altra parte del paese.





Lo attraversiamo tutto accompagnati dalle domande di tutti i ragazzini del luogo credo affascinati da questo lungo serpentone umano, dai volti devastati dalla stanchezza e diciamocelo pure odori non proprio di freschezza. Provano a parlare Inglese poi si rendono conto che siamo Italianissimi saranno stati i pantaloncini di molti di noi e i cappellini, tipici del popolo anglosassone che fa turismo. Maurizio ci conta i chilometri ha un gps ed insieme al traguardo dei 30 chilometri, quando sono ormai le  20  ,arriviamo anche Masseria Donna Licia.

Il trullo della Masseria Donna Licia

Ci accoglie un tipico trullo e una sala già pronta per mangiare. Purtroppo parte anche un momento non proprio idilliaco Alcuni di noi ,me compresa, dovranno spostarsi  Dopo aver cenato ci condurranno  in altre masserie de luogo, in questa non c'è posto per tutti. Mi arrabbio, sopratutto perchè non potrò farmi un  doccia prima di cena e non potrò levarmi le scarpe. Carmela, una delle nostre accompagnatrici, cerca di fare il possibile per accontentarmi io mi chiudo nel mio nervosismo senza rendermi conto che magari sto esagerando. Mi siedo e parte il " chiusura al mondo "che dura sostanzialmente 5 minuti non di più. Inizia la cena accanto a me le amiche di viaggio che cercavano nel frattempo di calmarmi, di fronte Maurizio e poco distante alcune ragazze campane con le quali avevo già fatto escursione nella nostra zona. A questo punto l'ottimo cibo preparato dalla padrona di casa " detta Mammina" carciofini croccanti, peperoni gratinati , formaggio buonissimo,orecchiette con le cime e la tipica bonbetta , bocconcini di carne ripiena, tutto innaffiato da vino e birra stemperano l'atmosfera, la tavolata è lunghissima , ma si ride si scherza e si fa amicizia. I pranzo si dilunga sembra un matrimonio e la stanchezza sta cedendo alla voglia di convivialità, fuori ci aspetta il van che farò da spola fino alle altre masserie.
Masseria del Purgatorio
A noi tocca la" Masseria del Purgatorio"lancio la valigia e me stessa nell'auto lasciando a terra Paola e Barbara che per il freddo si era rifugiate nella sala.Il viaggio è breve. Anche questa masseria ha il suo magnifico trullo e delle confortevoli stanze anche se parecchio fredde ma non importa, la stanchezza ha ormai raggiunto livelli esponenziali, non mi preoccupo di sistemare nulla, cosa che abitualmente faccio" il caos" metto il pigiama e accendo a palla il condizionatore, neanche la forza di farmi la doccia giusto il minimo tabellare di pulizia. accolgo le mie amiche nel frattempo arrivate e mi ficco sotto le coperte .... ricordo solo di aver pensato che l'indomani sarei stata un solo dolore poi più nulla. Il giorno dopo sono venuta a sapere che i viaggi verso le masserie sono stati più di uno e che il mio amico Maurizio si era addormentato sul divano della sala ristorante , solo grazie al conteggio dei partecipanti qualcuno si accorto che mancava all'appello.......