mercoledì 3 maggio 2017

Da Pezze di Greco a Cisternino attraversando il borgo della Lame di Olimpia

Il risveglio della mattina è accompagnato da un sole stupendo e da una sensazione fisica di benessere, nessun dolore come se la notte di sonno avesse rigenerato il mio corpo. Doccia veloce, il bagno è ghiacciato e mi avvio a fare colazione. Alcuni compagni di viaggio sono già in sala. Ci accoglie il proprietario con magnifici ciambelloni fatti in casa, pane fresco e marmellata insomma una degna colazione, prime chiacchiere, prime impressioni, decido che mi scuserò con Carmela in fondo mi è andata proprio bene,nulla da eccepire sull'alloggio. Valige pronte al trasporto, zaini in spalle si riparte ed provo una sensazione di libertà che non ha eguali. Si ritorna alla Masseria Donna Licia per ricompattarci e per prendere il nostro pranzo al sacco. Menzione di gloria a Rosita che ci distribuiva i pasti  Purtroppo tra l'arrivo di tutti, la scelta dei panini , i vegani ed i  capricciosi, l'ultima pipì e na tazzulell e cafè  partiamo almeno un 'ora dopo le previsioni e così sarà per tutto il resto del trekking; non c'è stata una mattina dove siamo riusciti a partire puntuali ma in fondo eravamo anche tanti e quindi praticamente impossibile la puntualità. Si parte in salita sempre su asfalto e non ci si abitua mai ai dislivelli .Il percorso è accompagnato da un panorama mozzafiato.
Monopoli sul mare Adriatico
Verso sud in lontananza il mar Adriatico con Monopoli e Sevellitri, verso nord Giovanni ci spiega che si potrò vedere Fasano. Il panorama  mi fa rendere conto che abbiamo già fatto parecchia strada. Stiamo attraversando la Puglia più vera quella della campagna , quella dei contadini, quella delle pietre. Nel gruppo c'è una fotografa " Turiana " una bella e longilinea ragazza siciliana con questo particolarissimo nome ,mi ha colpito per la sua costante attenzione a tutto quanto ci circondava all'improvviso scattava  verso un punto e via con la foto spero di vederle presto Una bella salita ed  in un'impeto di ammutinamento, memori della giornata precedente nella quale non ci siamo praticamente fermati quasi mai,  il gruppo decide di riposare in un attimo vendono tirati fuori dagli zaini stuoini, asciugamani, magliette di ricambio, panini, succhi frutta secca e fresca insomma un banchetto. Giovanni ci guarda impotente e allucinato ci propone di completare la salita ma non viene ascoltato. Una decina di minuti la solita pipì fra le fresche frasche e riprendiamo la salita che si snoda in una serie tornanti che danno la sensazione che ci sia meno pendenza ma è solo una sensazione. Arriviamo in cima sudatissimi ed il vento, che continua a farla da padrone, si ghiaccia addosso. Le mie labbra sono ormai carta vetro .ho dimenticato il balsamo a casa; non abbiamo quasi nessun centro abitato   e comunque pure se fosse oggi è domenica praticamente impossibile trovare qualcosa aperto. Qui si vive ancora come negli anni passati e sottolineo fortunatamente la domenica è della famiglia e del riposo.Attraversiamo il borgo delle Lamie di Olimpia caratterizzato dalle tipiche abitazioni con le coperture a volta che in gergo locale si chiamano lamie , il nome Olimpia è forse da attribuire al fatto che è a circa 300 metri sul livello del mare una specie di olimpo sulla  Murgia.
Lamie di IOlimpia
Nel paese non c'è un 'anima viva, domeniche d'estate in una terra bianca ed assolata simile all'entroterra siciliano,terre del sud natura nemica, case di pietra, rispetto del silenzio nel riposo dopo la fatica della terra.  Attraversiamo ancora il borgo di Trito e lungo il percorso ancora trulli e lamie con il loro pezzo di terra coltivato, Giovanni ci spiega che questo è un territorio ad altissima densità di coltivazione non c'è un pezzo di terra che non produca
Ci incamminiamo verso   Figazzano altro borgo della Murgia affacciato sulla Valle D'Itria che a breve attraverseremo e ci fermiamo in un punto tranquillo tra ulivi, prati di papaveri e muretti a secco.
Barbara, Paola ed io cerchiamo un posticino al sole e riparato forse ci isoliamo un tantino ma non siamo le sole sul muretto c'è anche un'altro inquilino,credo anche lui in cerca di solitudine . Non ci scambiamo neanche una parola durante tutto il tempo del pranzo mentre tra di noi donne inizia il solito chiacchiericcio mi sa che lo abbiamo disturbato comunque subito finito di mangiare ci cerchiamo un prato dietro un muro e... meraviglie delle meraviglie stese al sole a goderci il caldo, mi levo anche la maglietta tanto non ci vede nessuno siamo al riparo da sguardi e comunque ci sono tante belle e giovani ragazze vuoi che si alterino per noi.

Foto Francesca Barbieri
Tra gli occhi socchiusi vedo passare il nostro amico olandese che felice e ammirato credo  abbia fotografato tutte le varietà di fiori della Murgia e della Valle d'Itria. Richiamo di Giovanni e si riparte, Maurizio è nuovamente a camminare con me e riprendiamo le chiacchiere lasciate ieri, proprio una gran brava persona, ci si riperde è un classico e proseguo con Francesca e Mirko una simpaticissima coppia del nord, davanti a noi Daniela e Domenico coppia pugliese tanto innamorata , mi sa che stanno insieme da poco, si tengono per mano tutto il tempo, poi ancora Maurizio e Francesco anche loro pugliesi veraci simpatici giovanotti e ancora Fabrizio e la moglie lui aspetta i momenti più naturali e particolare per fotografare il gruppo ( produrrà un paio di video bellissimi con tutte le foto). C'è un particolare che mi entusiasma durante questi trekking ed è l'assoluto appianamento dell'età e dello stato sociale , tutti insieme tutti a chiacchierare, nascono sicuramente simpatie più accentuate ma alla fine tutti insieme appassionatamente.  Alla conclusione della giornata  mancano ancora almeno 6 chilometri e dal gps di Maurizio abbiamo evidenza di averne percorsi già 17 quindi...... abbiamo già superato le previsioni di oggi avanti così. Ci dirigiamo verso la ciclovia dell'acqua costruita sul camminamento del vecchio acquedotto pugliese che partendo da Locorotondo, che non riusciremo a visitare, arriva fino a Ceglie Massapica e fa parte di un progetto molto più grande che tenterà di mettere in contatto territori poco conosciuti della Campania della Puglia e della Basilicata, Lo imbocchiamo da Figazzano e attraversando un magnifico sentiero verde precluso al traffico.









Foto Barbara Caprarelli

Lasciamo la ciclovia dopo un paio di chilometri ed imbocchiamo la strada asfaltata ci aspettano all'hotel" Aia del vento" il nome è bello ma per quanto riguarda la struttura credo che dobbiamo dimenticarci della bellezza delle masserie del primo giorno. Siamo in troppi , unica soluzione gli hotel per lo più dislocati fuori paese. Anche stasera la stanchezza è tanta ,l'ultimo tratto fino all'albergo è il solito incubo, veniamo accolti nella hall da un" regaetton ed un salsa"c'è una festa nel salone, scappiamo verso le stanze mentre gli ospiti danzanti ci guardano inorriditi abbiamo un aspetto veramente osceno. In camera doccia e mezz'ora con le gambe alzate per attenuare il rossore che si sta espandendo sulle caviglie, la circolazione comincia a risentirne. Barbara è quella messo peggio , addirittura gonfia sta valutando di evitare il percorso di domani, si farà trasportare al prossimo hotel insieme ai bagagli. Scendiamo a cena , mangiamo bene una buona pasta con zuppa di ceci e carne con patate una birra la frutta ed alle 9,30 sono in camera a letto non vedo nessuno non ricordo nemmeno con chi ho mangiato al tavolo.

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