mercoledì 7 giugno 2017

Ponte alla Luna con Costa delle Sirene adrenalina allo stato puro

Questa domenica ci aspetta la Basilicata e Sasso di Castalda dove svetta alto sulla valle con tutti i suoi 300 metri il ponte sospeso più lungo d'Italia o comunque del sud
Ci sono circa 160 km da Napoli e Antonio organizza uno splendido autobus per il gruppo Costa delle Sirene "magnifica soluzione" partenza all'alba ma è perfetto. Oggi mi accompagna mia figlia evento più unico che raro ma il ponte sospeso vale un diversificazione al solito tram tram.
Appuntamento al parcheggio Brin dove ci aspettano le nostre meravigliose guide e buona parte dell sirene e dei sirenetti del gruppo. Baci e abbracci  siamo ormai affiatati ci conosciamo e tra chat e facebook possiamo dire di essere diventati amici.
Il viaggio è lungo l'autista mantiene i limiti di velocità ed abbiamo la sensazione di non arrivare mai. Ma alla fine come un miraggio arriva l'uscita di uscita Atena Lucana e dopo pochi chilometri siamo in paese.
Discesa dal mezzo e tutti di corsa al bar per caffè e varie nel frattempo ci hanno raggiunto con le loro auto Pasquale , Benedetto e la fidanzata. Ci siamo veramente tutti
Biglietti alla mano ci avviamo al ponte e con noi le guide di Matese Escursioni che ci saranno di supporto per tutto il percorso, l'adrenalina è in circolo  da lontano intravediamo il ponte e  l'immagine fa un tantino paura è altissimo oscillante e lungo come non so che . Mi chiedo tra a me e me chi me lo fa fare ma poi mi convinco che le emozioni sono da vivere tutte ed intensamente . La fila è lunga solo il nostro gruppo è composto da cinquanta persone e mentre si provvede alle imbracature per la sicurezza ci vuole un po'. Nel frattempo vediamo partire una buona parte dei più intrepidi tra questi Laura che passeggia come se stesse camminando sul lungomare, la figlia e Sabrina che saltellano felici,dietro  Antonio,Anna parte con calma e prudenza ha chiaramente detto del resto che sta sfidando la sua paura del vuoto Noi in attesa ci organizziamo per fare foto anche perchè  quando mai ci ricapita di fare la parte dei leoni appesi nel vuoto; la foto su Facebook ci sta tutta e pure di più.
Sul ponte si avviano Pasquale, Cetti e mia figlia li fotografo mentre si voltano un attimo e salutano. Rosaria mi chiede supporto è bloccata dalla paura ma che con l'aiuto morale e materiale di Mario di "Matese Escursioni "nostra guida professionista insieme a Giulia e Maria si inoltra sulle traversine di acciaio. Io dietro di lei. Unica raccomandazione da parte degli organizzatori quella di camminare al centro"parlare con il muro uguale" Un gruppo di ragazze inizia a muoversi per fotografare e fare selfie affacciate dal ponte tra urla e risate chiaramente tutto il peso veniva spostato da un lato con relativo oscillamento  del ponte .

Urlo di smetterla io stessa che spavaldamente avevo iniziato il percorso avvertivo un pizzico di paura e sopratutto la sensazione di oscillare nel vuoto sinceramente non mi piaceva per niente Indubbiamente eravamo in totale sicurezza con ganci, imbracature e supporti ma se solo avessimo messo un piede in fallo restare appesi per i ganci mi avrebbe come minimo procurato un infarto.Oltretutto a rendere l'impresa più ardua ogni 100 metri bisogna staccare i ganci e riattaccarli sulla corda successiva restando in equilibrio senza reggersi  alle corde. Ultimo tratto in salita davanti a me in alto una piattaforma panoramica...ancora pochi metri ed arriviamo Esperienza adrenalinica e unica nel suo genere assolutamente da non perdere non so se da ripetere. Ci liberano dalle corde e dai ganci di sicurezza e  ci muoviamo verso i punti panoramici. Il ponte si staglia attraverso la valle a vederlo così e pensare di averlo attraversato emoziona.La Val d'Acri si manifesta in tutta la sua bellezza ...Lucania terra di monti boschi e acque terra bellissima .Mi viene in mente un film che ho amato " Basilicata coast to coast "  non mi dispiacerebbe fare un trekking così" Antonio organizza" Nel frattempo tutti a commentare i più spavaldi si vantavano di non aver avuto nessuna paura tanto da poter ricominciare subito i meno arditi felici comunque di aver compiuto l'impresa.

Riscendiamo verso il paese e per una quindicina di noi inizia la seconda parte con la ferrata,per i non addetti ai lavori arrampicata con corde sulle pareti del vallone più o meno ripide Non ero tra i prenotati per la ferrata aspettavo la decisione di mia figlia che in breve ha acconsentito spinta dalla curiosità. Ma adesso ci tocca aspettare il secondo turno. Nell'attesa facciamo pausa pranzo con il   panino portato da casa assolutamente dietetico "bresaola e pomodorini" accompagnato però da una birra assolutamente non dietetica una rossa tedesca da circa 9 gradi perfetta comunque per il dopo ponte. Ci tratteniamo in amene conversazioni e per passare il tempo facciamo un giro per il paese con noi Antonietta, Tommaso ed Angela tutti in attesa del secondo turno. Il posto molto carino, fiori alle finestre lustro e allegro, una targa ricorda Mariele Ventre nativa di Sasso e mitica direttrice del piccolo coro dello zecchino d'oro. Il ponte ha portato turismo e soldi, un signore ci invita alla degustazione dei suoi tartufi ma gli promettiamo che ci andremo al ritorno.La birra sta ancora circolando e stiamo tanto bene seduti sulle scale all'ombra L'attesa comunque era diventata un tantino pesante  erano ormai passate più di due ore dalla partenza del primo gruppo alla ferrata. Riscendiamo verso la piazza mentre arrivano i primi esploratori tra cui Anna che ci avverte che non è un percorso semplicissimo e comunque va affrontato con molta serietà
E una donna di cui fidarsi, è brava, infaticabile una tosta ma tosta sul serio,tosta nella testa e proprio per questo seria. Non è una persona che si vanta oppure che mette in mostra tutta la sua esperienza lei c'è e basta va ascoltata e per cui decido di arrivare fin dove le mie capacità e la mia paura possono arrivare non voglio forzare nulla. Finalmente arrivano tutti gli altri e tutti abbastanza stravolti dalla stanchezza e dal percorso fatto sotto un sole a picco molti di loro hanno le braccia e volti ustionati anche Antonio è praticamente una lampada. Solo Sabrina che è un njngia  e Lea che ha superato da poco i 18 anni sono belle fresche fresche al punto di offrirsi di rifare il percorso. Mario e Maria e Giulia si prendono giusto il tempo per un veloce intervallo e via ad imbracare il secondo gruppo ....sono di ferro....

Il tempo non è più tanto e non ci assicurano di fare tutto e due le ferrate. Ho già affrontato proprio con loro un percorso di teleferiche nelle gole di Coca  Torta con dei brevi tratti di ferrata so che i ganci non vanno staccati insieme che le braccia sono fondamentali più dei piedi e via così. Mario spiega in modo esaustivo tutto e si parte. La prima parete è verticale ma lui la chiama l'autostrada ci sono corde e pseudo scalini di ferro a cui aggrapparsi e salire ma comunque le distanze tra l'uno e l'altra rendono a volte necessario affidarsi agli spuntoni della roccia, con le braccia ci arrampichiamo alla corda di acciaio quando i piedi restano in situazioni di poca presa... ma saliamo piuttosto speditamente al punto che riusciamo  anche a fotografarci Ad un tratto la cordata si ferma proprio sotto il belvedere dove spettatori interessati ci guardano curiosi.Mia figlia decide di ritirarsi l'ultimo tratto è in discesa senza nessun appiglio per i piedi e non se la sente, Mario insiste l'aiuterà lui ma non c'è nulla da fare smette ,in quel punto un breve terrapieno le da la possibilità di  tornare verso la strada nel frattempo sono arrivata anch'io mi ritiro con lei in fondo l'esperienza l'ho fatta e poi ho la cartilagine delle mie ginocchia che sta chiaramente comunicandomi che  dovrei smettere di forzare. Scendiamo verso il paese mentre gli altri terminano la discesa per poi riprendere con la seconda parte più impegnativa con arrampicata sul vallone e finale su ponte di corde.... va bene così magari ci proviamo la prossima volta. Una volta in piazza ci confrontiamo con gli altri e ci rilassiamo davanti ad un'altra magnifica birra , un ultimo giro per l'acquisto di prodotti tipici in attesa dell'ultimo gruppo che arriva non prima delle diciotto stanchi ma felici

Raccogliamo velocemente tutti i nostri zaini saluti e ringraziamenti ai ragazzi di Matese Escursioni  e via di corsa all'autobus che ci sta aspettando con l'autista leggermente spazientito per il fuori orario. Si parte e........la Salerno Reggio ci punisce traffico del rientro dal fine settimana e dal ponte un massacro ma ne è valsa la pena tutta e pure di più.

Le foto pubblicate non sono tutte le mie alcune sono state recuperate dalla pagina  del gruppo escursionistico costa delle sirene

1 commento:

pasquale de simone ha detto...

Fantastico rita sembrava di essere stato pure io li con te ..aspe ..ma io c'ero ����