martedì 21 novembre 2017

Autunno in Val Canneto

L'escursione di oggi ci porta nuovamente in Ciociaria e per la precisione nella Val Canneto.
Partiremo dal santuario della Madonna di Canneto appunto inoltrandoci  tra i boschi di faggio per poi giungere alla pietra dei tre confini che delimita  Lazio Abruzzo e  Molise. Il percorso si snoda lungo il fiume Melfa dove scorre la sorgente di Capodacqua a cavallo tra la terra dei Marsi e quella dei Volsci.Partenza all'alba, il tragitto non è breve, appuntamento all'area di servizio di Atina con tutti gli altri . Arriviamo in netto anticipo ma ci sono già i gruppi di zona , i viandanti con le loro giacche gialle ed Antonio Vano  con altri amici  con i quali siamo stati qualche tempo fa sul monta Meta.
Caffè chiacchiere e saluti, di Costa delle Sirena ci siamo quasi tutti e con un po' di ritardo arrivano anche i ragazzi di Matese Escursione oggi sono in sei e c'è anche Maria tostissima guida dei percorsi avventura d Cusano Mutri.  Saliamo  con le macchine verso il santuario e la strada è magnifica. Gli alberi esplodendo nell'autunno, ancora qualche giorno ed i rami resteranno spogli , poi si riempiranno di neve ma adesso è un'incanto. Stiamo viaggiando nell'oro e nel bronzo provo a fotografare la magnificenza di quei colori ma le foto non rendono l'emozione di quei momenti. Arriviamo al santuario e ci dirigiamo al parcheggio. Ci sono già venuta qualche anno fa in moto con il mio ex compagno e conservo ancora la foto in tenuta motociclistica davanti al santuario.
Cambio di scarpe  e via verso il bosco. Siamo veramente tanti, un lungo serpentone. Camminiamo affondando le gambe nelle foglie secche, il fruscio che si sente è come una nenia che accompagna la nostra salita. Antonio Vano mi spiega che ci sono 500 metri di dislivello ma sono talmente morbidi che quasi non me ne accorgo, è talmente piacevole questo cammino che non sento assolutamente la salita. Comincia a fare caldo mi libero che giaccone e del pile resto solo con la maglietta termica sono già sudata marcia. Tra gli alberi spogli il sole fa capolino, ci riscalda ed illumina lo strato di foglie a terra. Ai lati del sentiero formazioni calcaree e radici che sembrano sculture. Sulle rocce strati di muschio talmente alti da sembrare siepi. Mi viene in mente che se facessi il presepe  ne potrei prenderei sicuramente qualche zolla. Si continua a salire e sempre  Antonio Vano, oggi ci fa da guida, il territorio è il suo mi spiega che ha evitato tratti troppo in pendenza, lo ringrazio di cuore, li affronteremo in discesa in modo da poter vedere le cascate che si formano lungo il percorso. Ad un tratto fra gli alberi si intravede la cima del Meta, cima sulla quale non sono riuscita ad arrivare, completamente innevata ,stiamo passeggiando in un autunno che già sa d'inverno . Provo ,con il mio telefono, a rubare le immagini che mi riempiono di piacere e spero di riuscire a farlo.
Il gruppo del Matese oggi va speditissimo sono in pole position ma Mario e  Valentino non si lasciano scappare l'occasione di aspettarci per ridere e scherzare .. a  questo punto li tormento con la richiesta continua di foto. Lungo il percorso non mancano tratti innevati  lungo la riva del torrente che scorre alla nostra sinistra. Le acque sono trasparenti, quasi sembra che non ci sia  tanto è chiara. Qualche amico ne beve un bel sorgo e l'acqua della sorgente fresca e buona ma io sono stroppo cittadina per farlo e me ne dispiace. Ci fermiamo a fare foto tanto è bella questa riva e queste rocce e quest'acqua. Si chiacchiera un po' con tutti e come dico sempre in questo alternarsi di parole ,di confidenze e di stati d'animo.
Circa 3 ore quasi nessuno stop ma oggi va bene anche a me  Arriviamo in un bellissimo piazzale scaldato dal sole. Anna provvede a preparare la tavola, ci sarà un picnic, all'origine ci saremmo dovuti fermare al ritorno verso il rifugio ma purtroppo non sono state reperite le chiavi e quindi ci arrangiamo da soli. Mentre qualcuno si riposa noi andiamo a vedere la pietra che delimita i tre confini e quale migliore occasione per altre foto, ne faccio qualcuna con  Marco molto bella in un punto dove neve foglie d'oro e rocce creano uno spettacolo unico e poi un 'altra con il mitico Antonio Cocozza
direttamente sulla pietra dei tre confini. Lungo il costone una parte del gruppo credo dei viandanti si incammina verso la grotta dell'orso. Noi no, bellissimo camminare arrampicarsi  ma ci piace anche il momento del convivio e del pranzo che di solito consumiamo tutti seduti vicino. Stavolta è uno spettacolo Anna ha preparato bruschette di pane con salsicce e friarielli, Rosaria tira fuori un casatiello che parla, Paki ha portato orecchiette con melanzane e c'è ancora una pizza rustica
I ragazzi del Matese tirano fuori taralli, capocolli salami e formaggio insomma un tripudio di piacere gastronomico una gioia per gli occhi e per il palato. tutto accompagnato da vino rosso ..io ho una bottiglia di primitivo di ottima qualità che mi è stato regalato e quale migliore occasione dividerlo con gli amici.  Concludiamo con i dolci che non mancano mai Pamela ha portato una buonissima torta di mele, Monica un rotolo con Nutella e ancora una torta con cioccolato che non so di chi era  ..ha dimenticavo i susamielli fatti dalla mamma di  Mario e con questo sto........Adesso però si deve andare, purtroppo le giornate sono cortissime e nel bosco fa notte presto. Ci avviamo e stavolta sono tutte scorciatoie in discesa ...delle belle discese. Bisogna fare molta attenzione, l'umido del sottobosco le foglie secche che nascondono infide rocce pericolosissime spunti per cadute rovinose e...qualcuno cade senza troppi danni fortunatamente.
Ecco la prima cascata piccola a spettacolare che si tuffa in un laghetto di smeraldo è un 'incanto non riusciamo a non scattare una marea di foto. Mario salta da una roccia all'altra  ma io non mi fido a scendere troppo scivoloso mi faccio fotografare dall'alto e va bene così.

Riprendiamo a discesa ormai nel bosco sembra già quasi sera anche se il l'oro degli alberi ci fa luce.
Ultimo tratto e ultima cascata ,questa si tuffa dietro una roccia molto più facile da raggiungere oltretutto un marmo scultoreo ricorda la visita di  Papa Giovanni Paolo che vi si raccolse in preghiera
Anche qui scattano le foto ma nel frattempo cerco di gestire i dolore che ho ad un dito rimasto schiacciato durante la discesa in una roccia mi sa che mi sono fatta male ..si sta gonfiando ed è già leggermente viola. va beh metterò una stecca e poi guarisce. Riprendiamo la discesa manca pochissimo e siamo alle auto qualcuno ci saluta e se ne va ma noi abbiamo il terzo tempo.... ci diamo appuntamento all'area di servizio, telefono anche al mio ex compagno con il quale ho ancora ottimi rapporti ,vive in zona. e  mi raggiunge  Organizziamo con una bella tavolata  dove un magnifico pezzo di  pane, omaggio di Antonio Vano,farcito di frittata di uova vere, come uso dire cioè le uova delle galline che razzolano e non di quelle delle batteria, viene diviso fra tutti. La birra scorre  a fiumi con l'allegria e la voglia di stare insieme. Mi soffermo a pensare che sono proprio fortunata trascorro delle bellissime giornate tra la natura più incontaminata insieme a persone speciali lontana dallo stress, dalle corse affannose, dai pensieri che ti avvolgono in spire di preoccupazione. Grazie a tutti voi sempre di queste magnifiche giornate