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Viaggiare è come sognare,la differenza è che non tutti al risveglio ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva la memoria della meta da cui è tornato
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giovedì 4 agosto 2011

Salutando Berlino

Lasciamo la Gendarmenmarkt e ripercorriamo la Unter der Linder per dirigerci al Sony Center ci è balenata l'dea di dare uno sguardo panoramico a  Berlino al tramonto salendo all'ultimo piano del Panoramapunket.
Continuiamo a piedi, la distanza non è eccessiva e siamo abituate a camminare,arriviamo ma purtroppo l'ascensore è chiuso per manutenzione quindi niente panorama ci dobbiamo accontentare dello spettacolo delle luci cangianti della cupola del Sony Center in notturno" molto chitch"
Di seguito due immagini recuperate dalla rete che ne danno l'esatta dimensione




Ci fermiamo per un caffè e per decidere dove andare a cenare, il bar è grazioso con comodi divani ma il panorama è quello che è .....moderno e psichedelico ma tengo a sottolineare che è assolutamente e solo il mio personale giudizio.
Il caffè è la solita ciofeca ma la Apple Pie  è deliziosa, perfetta con il suo gelato di vaniglia" meno male che in quel periodo ero sotto peso" ed inizia a quel punto l'ennesima discussione sul come,dove e cosa fare in serata e di conseguenza mangiare.
Ognuna di noi aveva la sua proposta guide alla mano e memori della serata precedente ben ferme sulle nostre scelte, dopo un'ora di varie ed eventuali  abbiamo ancora una volta ceduto alla proposta di quella di noi che in quei giorni aveva guidato ed indirizzato molto dei nostri giorni Berlinesi e ci siamo accordate "si fa per dire" per un ristorante tipico ed .... a Charlottenburg "un incubo"  Torniamo in Hotel con un autobus di linea per cambiarci e riposare un pochino;fortunatamente  Berlino,come  tantissime altre città d'Europa, ha buona parte dei siti interessanti ad una relativa distanza l'uno dall'altro e sopratutto una rete di trasporti urbani capillare e puntuale, per il ristorante decidiamo poi di prendere un taxi sia in andata che al ritorno, troppo distante dal nostro hotel per una nuova gita in autobus di linea
Arrivati al ristorante ci rendiamo conto di essere  praticamente affianco al castello di Charlottnburg e.............che il locale non  era altro che una Brauhaus Lemke, la stessa catena di ristoranti tipici della prima sera a due passi dal nostro hotel, nessuno ha commentato, il cibo già sperimentato due sere prima era ottimo e la birra pure,ho solo evitato lo stinco di maiale assolutamente indigeribile per il mio stomaco;rientriamo in Hotel dando un'ultimo sguardo alla porta di Brandemburgo in notturna"bellissima"

Ci svegliamo che piove........... per quasi tre giorni il tempo è stato magnanimo ma oggi Berlino ci saluta piangendo "peccato" Decidiamo di dividerci per le ultime commissioni ,decisione che avremmo dovuto adottare anche nei giorni precedenti e che ci siamo riproposte di fare per i prossimi viaggi nel caso di disaccordo, mi sono ripromessa oltretutto che questa deve diventare una regola fissa senza variabili per fare in modo che tutti i componenti del gruppo di viaggio possano godere della vacanza e del piacere della compagnia senza malintesi ed arrabbiature e sopratutto per mantenere in seguito i rapporti di amicizia  Decidiamo di comprare della Birdstock originali in un negozio vicino all'hotel,gli ultimi gadget per amici e vari e poi in un impeto di vanità e di amore "sempre femmine siamo" decidiamo di cercare un parrucchiere"all'aereoporto di Napoli troveremo i nostri compagni ad attenderci"ci vogliamo fare belle....Troviamo quello che ci sembra un parrucchiere ed entrando si materializza  una signorina con capelli fucsia e blu cobaldo e tanto di cresta centrale, catalogo fra le mani di vari colorazzi per capelli,attimo di panico e cerchiamo di farle capire  che vogliamo solo uno shampoo ed una piega....DIFFICILISSIMO......a gesti ci dice che che ci vogliono almeno 3 ore di attesa, nemmeno ci dovessimo ridipingere con i colori dell'arcobaleno e tagliare i capelli da Punkbestia, rinunciamo.............
Rientrando in hotel per recuperare i bagagli ci mettiamo in posa per un'ultima foto sotto il cartello della Uban con la scritta Alexander Plaz,mi piacerebbe ritornare ancora prossimamente ma.... ci sono ancora tanti luoghi nuovi che desidero visitare quindi....................al prossimo viaggio :-))










martedì 2 agosto 2011

Friedrichshain & Fredrichstasse

Nell'attesa dell'autobus che ci avrebbe riportato verso la Unter der Linder le mie compagne di viaggio si accordano per andare a Fredrichshain quartiere della Est Side Gallery"il famoso chilometro di muro ancora intatto e ricco di graffiti di ciu  ho postato alcune foto in qualche capitolo fà" e per mangiare qualcosa,dalle loro parole sembrava che questo quartiere fosse in piena espansione culturale con localini e ristoranti alternativi ma io ero ancora troppo arrabbiata per partecipare a qualsiasi conversazione quindi sono salita sull'autobus e ho proseguito con loro senza fare un fiato rimurginando tra me e me.Il percorso fatto dall'autobus verso Fredrichshain è stato lunghissimo, abbiamo dovuto cambiare linea ed oltretutto credo avessimo anche sbagliato difatti  dopo circa un'ora di percorso siamo arrivati nel quartiere di Fredrichshiain ma dell'Est Side Gallery nessuna traccia, probabilmente quella linea di autobus aveva attraversato il quartiere da un'altra zona, dai finestrini non si vedeva altro che una proliferazione incontrollata di casermoni alti quattro cinque piani lungo un tristissimo viale praticamente deserto,documentandomi  sulla guida ho scoperto che quel tipo di costruzione detta Mietskasernen faceva parte de piano Hobrecht  che servì  a porre rimedio alla mancanza di case nel periodo dell'industrializzazione e del relativo aumento della popolazione comunque" una tristezza infinita" e la netta sensazione di essere finiti nel periodo pre unificazione delle due Berlino  mancava solo la DDR .Scese al capolinea dell'autobus

Fonte Internet
ci siamo rese conto che,oltre a non aver ritrovato la Est Side Gallery, non avevamo neanche avuto modo di percepire la creatura camaleontica di quel quartiere tanto decantato dalla guida con le  boutique alternative i baretti ed i ristoranti dove un popolo di artisti vi avrebbe dovuto soggiornare a tutte le ore del giorno"questo quanto descritto noi abbiamo visto tutt'altro"
Riprendiamo lo stesso autobus per tornare verso Mitte e per mangiare qualcosa, ancora un percorso fra i casermoni e finalmente da lontano la torre della televisione e Alexzander Plaz, continuiamo sulla Unter der Linder e scendiamo all'altezza della Fredrichstrasse, decidiamo di fermarci a mangiare in uno dei tanti localini sulla strada in fondo sono tutti simuli e si mangia più o meno le stesse cose. Il ristorante ed il cibo erano tipicamente tedeschi con tanto di zuppe e stinco di maiale ma nulla che debba essere particolarmente ricordato.Io ero ormai pacata un pò perchè è nella mia indole soprassedere un pò perchè non vale mai la pena in viaggio di immusonirsi per lungo tempo bisogna risolvere velocemente i contenziosi e proseguire; decidiamo di continuare a piedi per raggiungere la Gendarmenmerket passeggiando sulla Fredrichstasse dove una serie ininterrotta di centri commerciali dai design molto interessanti facevano a gara fra di loro con vetrine addobbate da abiti  dei migliori stilisti Italiani.










Facciamo chiaramente un giro e continuando a passeggiare ci inbattiamo in un bar italiano dove riusciamo a prendere un decentissimo caffè. Arriviamo sulla Gendermenmarket che siamo distrutte ma ne valeva veramente la pena
La piazza è veramente graziosa e come suggerisce la guida la più graziosa di Berlino: il suo nome è legato ai Gens Armes, un reggimento prussiano composto da immigrati ugonotti francesi che si stabilirono nella zona dopo essere stati espulsi dalla Francia , la zona intorno alla piazza è la Berlino dell'eleganza, alberghi di lusso, ristoranti fiabeschi e nightclub esclusivi quindi....... non per noi gioiosi vacanzieri fai da te.
Gendermenmarket







lunedì 1 agosto 2011

Charlottenburg

Rientrando in Hotel  come la sera precedente le nostre compagne di viaggio hanno preferito tornare in camera mentre noi, ci siamo dirette al bar dell'hotel ,non siamo alcolizzate sia chiaro, ma ci piace in vacanza concludere la serata con qualcosa di piacevole al palato ed all'umore.
Proviamo ad ordinare uno Spritz che più che un fine pasto è un aperitivo ma a noi piace  quindi....  il barman non ne conosceva l'esistenza o meglio forse in Germania si chiama in altro modo comunque gli spieghiamo gli ingredienti e veniamo servite di una discreta bevanda; sorgeggiamo ascoltando ancora una volta l'arabo che karacoeggia facendoci un sacco di risate.
Ci sveglimo al mattino di buon ora come al solito e fortunatamente senza stinco di maiale a farci compagnia; in fondo la nouvelle cousine della sera precedente ci aveva almeno salvato la digestione difatti eravamo rimaste praticamente digiune.Ci riuniamo dopo colazione per definire i luoghi da visitare in quell'ultimo giorno ed ancora una volta non siamo daccordo su nulla.Avrei preferito continuare il giro nell'est per visitare  l'Est Side Gallery il chilometro di muro ancora intatto che, il giorno precedente durante il giro sul citysightseeing, non ero riuscita a fotografare,avrei voluto passeggiare tra i graffiti lungo quello che è rimasto di un periodo profondamente oscuro della storia europea; ulteriore  desiderio sarebbe stato quello di visitare la scintillante cupola di vetro del Reichstag" il parlamento tedesco"

E magari concludere con una scappatella al Pergamon Museum
Ma ci lasciamo convincere ad una visita al castello di Charlottenburg e per arrivarci attraversiamo praticamente tutta la città quasi un'ora tra distanza e cambio di linea di autobus che però ci consente una sosta sotto la Porta di Brandemburgo in diurna con  foto di rito e







due chiacchiere con un gruppo di signore Italiane in vacanza anche loro concludendo con uno sguardo dall'esterno al Parlamento ed alla sua cupola, poi
nuovamente in marcia verso il castello che raggiungiamo dopo una buona mezz'ora.
Il castello mi delude profondamente "fatto costruire da Sophie Charlotte moglie di Federico III di Brandemburgo è esternamente molto lineare per poi arricchirsi al'interno di architetture barocche" il tutto letto sulla giuda,mi sono rifiutata di perdere tempo a visitarlo




Mi stavo innervosendo valutando la tristezza del luogo ed il tempo perso per arrivare fin lì e non contente le altre due compagne di viaggio decidono di andare a visitare i giardini che logicamente essendo inverno erano una distesa desolante di brina e ghiaccio ma contente loro.... io mi sono rifiutata e con l'altra amica ci siamo dirette in un bar per scaldarci con una bevanda calda  sperando di usufruire anche di un bagno che manco a dirlo era rotto per cui........
Finalmente dopo una mezz'ora interminabile le vediamo ricomparire, avevo ormai il fumo che mi usciva della orecchie per dirla con un eufemismo ma ho preferito non fare commenti  il mio sguardo e la mia espressione bastavano.Unica alternativa all'andar via per conto mio e da sola (nessuno delle altre prendeva posizione per quieto vivere e le capisco) era quella di proseguire con loro tenendomi l'arrabbiatura e rinunciando al mio programma; ho preferito così per evitare polemiche di proseguire in compagnia e lasciare qualsiasi decisione sul prosieguo della giornata alle altre, nel frattempo  mi era oltretutto passato l'entusiasmo. Chiaramente l'esperienza mi è servita  per  le valutazioni da fare ed i comportamenti da tenere sui futuri viaggi                                          

mercoledì 13 luglio 2011

Cena a Berlino Ovest

Rientriamo in hotel per riposare una mezz'ora prima di andare a cena nella Berlino Ovest  per sperimentare la  nouvelle cousine tedesca; ho i miei dubbi ma ,non essendo da sola, ho il dovere di adattarmi e quindi va bene così.Sono un'appassionata di cucina ma non sono particolarmente informata sulla nuovelle tedesca direi anzi che non ne ho sentito mai parlare ma la recensione sulla guida ed il tipo di ricette descritte erano un buon auspicio.Decidiamo di prendere un taxi e comodamente sedute in macchina ci godiamo la passeggiata in notturna, Under Der Linder, la Porta di Brandemburgo illuminata, Pariser Plaze, Stabe Des 17 Juni, Globen Stem e La Colonna della Vittoria

Tutto molto affascinante in visione notturna ma Berlino è affascinante anche di giorno.Il taxi viaggiava verso ovest e si  iniziava  a vedere in  tutta la sua aggressività l'architettura della ricostruzione; il moderno a tutti i costi, i palazzi di vetro senza anima, luci al neon fredde e colorate; Questo però solo il mio punto di vista anche se confortato dalle parole del tassista che in  inglese ci raccontava della sua vecchia Berlino rimpiangendo le vie, i vecchi palazzi e l'architettura anteguerra, raccontando della distruzione dell'anima della sua città completamente stravolta dalle mani e dalle idee di tutti gli architetti del mondo venuti ad esprimersi nella sua bellissima città; grande malinconia nelle sue parole, grande rimpianto assolutamente non politico ma culturale e sentimentale"ero assolutamente in accordo con lui"
Entriamo nel ristorante e la mia prima sensazione è che ci troviamo in uno di quei locali dall'arredamento spartano stile anni 50 che con studiata disposizione di tavoli, mise en place e luci nascondono costi altissimi e cibo mediocre.Chiaramente trovo estrema difficoltà a leggere il menù ma non sono la tipica italiana che cerca gli spaghetti ovunque e quindi mi faccio aiutare nella traduzione ed faccio la mia ordinazione.
Dopo un'attesa abbastanza lunga arrivano le portate e prima di darmi alla descrizione ed ai mie commenti faccio un bel mea culpa  ammettendo di essere stata in partenza prevenuta e di sopratutto di non essere riuscita ad adattarmi, il luogo non mi piaceva già all'inizio. La prima portata era una sbrodazza insapore all'interno della quale galleggiava una palla di patè,sicuramente  prelibatissimo, ma non lo preferisco anzi direi proprio che non mi piace,le mie amiche invece assaporavano un zuppa di lenticchie con qualcosa altro di non meglio identificato ed  un'altra zuppa con cipolle  di cui anche questa volta  non discuto della prelibatezza e nemmeno della ricetta da nouvelle cousine ma credetemi rimpiangevo lo stinco di maiale,le kartofen ed i wurstel della sera precedente.
Devo dire che il mio carattere estremamente paziente ed accomodante in generale si modifica a volte in uno stato di di irritabilità non proprio simpatico"lo ammetto"   e quella sera era in uno di quei momenti.
Non ricordo se abbiamo preso il dolce , forse si e credo fosse molto buono per il resto il conto era a mio avviso esorbitante tipo 25/30 euro a testa per il nulla mangiato ma ripeto questa è stata la mia irriverente opinione su una serata che non ho gradito, forse per le altre amiche le cose sono state  diverse e ne devo dare atto per onestà di racconto.




Ci facciamo chiamare un taxi e riattraversiamo in senso inverso la modernità, guardando nelle strade laterali si intravedeva gente in strada forse in attesa di entrare in locali,discoteche oppure ad ascoltare musica dal vivo bevendo qualcosa; noi invece stavamo tornando in Hotel parecchio stanche; in effetti in questi viaggi di pochi giorni bisogna fare delle scelte vivere di giorno o vivere la notte oppure tutte e due se però si ha 20 anni, io ne ho 54
In lontananza intravediamo la porta di Brandemburgo illuminata e chiediamo al tassista di rallentare per darci la possibilità di fare alcune foto in notturna lui gentilissimo non solo rallenta ma si ferma.
La fermata sotto la porta di Brandemburgo mi ha rasserenato rientriamo in hotel che ho ancora voglia di chiacchiere e l'amica con la quale ho condiviso in seguito l'Andalusia ed Istanbul ed io decidiamo di fermarci a bere qualcosa nell'elegantissimo bar del nostro hotel, ci sediamo ed ordiniamo una grappa, il locale è affollato riusciamo a sederci su di un divanetto comodo ci divertiamo ad ascoltare un uomo di affari arabo con tanto Kaftano bianco e Kefia che canta a squarciagola My Way di Frank Sinatra   
Troppo divertente, siamo in vacanza e Berlino è proprio una gran bella città

giovedì 30 giugno 2011

Hackesche Markt & Rosenstrasse


L'aria primaverile e le persone sedute a raccogliere raggi di sole sorseggiando caffè rasserena anche i nostri animi, passeggiamo sulle rive dello Sprea fecendo foto e rilassandoci, sull'altra sponda l'imponente cattedrale
Continuando nella nostra passeggiata ci accorgiamo di essere praticamente a pochi passi dal quartiere ebraico "Schenenviertel"
e dai cortili di  Hackesche Markt tanto cercati la sera prima "come avevo intuito praticamente a pochi passi dal nostro hotel e dalla Alexdander Plaz" lo Schenenviertel è  il vecchio quartiere ebraico di Berlino, durante il periodo dell'occupazione era stato completamente trascurato con strade sporche ed edifici in rovina, dopo la riunificazione ha fortunatamente avuto una rinascita spettacolare con il restauro dei cortili e dei palazzi,con la presenza di ristorantini affascinanti, locali notturni e boutique gestite da piccoli proprietari e riprendendo, nel contempo, il suo ruolo di quartiere ebraico. Entriamo negli Hackescher Markt attraverso quello che sembra un semplice portone di un palazzo e ci ritroviamo in un luogo delizioso: otto cortili perfettamente restaurati tutti diversi l'uno dall'altro e collegati fra loro: stupende piastrelle,architettura libery ed un cortile interrato con roseto e balaustre lavorate il tutto con un perfetto mix di gallerie d'arte,boutique vintage e locali dall'aspetto boemien.
Chiaramente ci immergiamo nel luogo non trascurando nulla,ci fermiamo esauste dopo un'oretta in un bar nel cortile interrato e bevendo una ciofeca calda(caffè)cerchiamo di prendere una decisione sul ristorante dove andare a cenare.Ancora una volta non riusciamo ad accordarci, si passa da richieste di luoghi dove mangiare ed ascoltare musica a locali con cucina tipica, alla fine cediamo stremate alla decisione di una di noi di andare a mangiare la Nouvell Cousine Tedesca in un ristorante segnalato e localizzato nella  Berlino ovest.
Uscendo dai cortili e ci ritroviamo sulla Rosenstrasse luogo dove,nel 1943,avvenne uno degli atti di protesta più coraggiosi diretti contro il nazismo.
Centinaia di donne cristiane restarono settimane  sotto una pioggia battente e gelata davanti agli uffici degli affari ebraici dove i loro mariti ebrei erano rinchiusi per essere poi deportati nei campi di concentramento.Le donne continuarono a gridare per giorni"ridateci i nostri mariti"continuarono a gridare ancora più forte anche quando furono minacciate dai fucili della polizia e continuarono a gridare  fino a che non furono ascoltate ed i mariti rilasciati.
Pochi passi e si può notare una scultura eretta proprio nel luogo della protesta testimone del momento, il mio ricordo invece è legato ad un film di Margareta Von Trotta che raccontava di questo episodio e che mi appassionò  "ROSENTSTRASSE"





mercoledì 23 marzo 2011

In giro per Berlino

Continuiamo a girare per il Sony Center fotografando quà e là ma,come già detto nel post precedente,nulla che mi colpisse particolarmente;ci fermiamo a pranzare in una birreria molto simile a quella della sera precedente Il LINDENBRAU dove enormi sifoni di rame pieni di birra fanno bella mostra insieme a scomodi  sgabelloni:solito pranzo a base di curry wurst e würstel accompagnati da Kartofen e Krauti(tutto buonissimo)

Riprendiamo a camminare a  vuoto all'interno del complesso per poi decidere,finalmente,di prendere a volo il Sightseeing il bus che fa il giro turistico di Berlino,simile a tutte le città del mondo,soluzione ottimale per dare uno sguardo d'insieme e poi decidere cosa approfondire.Fortunatamente questa decisione l'abbiamo presa tutte insieme non ricordo come è stato possibile ma ce l'abbiamo fatta.L'idea del bus è stata brillante anche perchè solo durante il percorso sono riuscita a vedere la parte più lunga di quello che rimane del muro di Berlino l'EAST SIDE GALLERY.Non ci siamo tornate più per una serie di circostanze e sopratutto per una serie di capricci di una delle componenti del gruppo;il bus con tanto di audio guida in Italiano ci ha condotti lungo la Under del Linder,siamo ripassati per il Ceckpoint  Charly   ed abbiamo attraversato la Gendarmenmarkt, deliziosa piazza che ci siamo ripromesse di tornare a visitare a piedi,e finalmente ecco il muro"emozionate" avrei voluto scendere dal bus e fermarmi un attimo, magari camminare un po lungo il chilometro e mezzo dell'unica parte del muro rimasto, ma purtroppo nessuno mi ha seguito nell'impresa,oggi mi rammarico di non aver fatto quello che volevo lasciando anche le altre libere di decidere.






























Abbiamo continuato il giro attraversando il quartiere di Friedrichshain con la tipica architettuta post bellica dell'est con casermoni senza anima inframmezzati da viali ancora più senz'anima 
un cartello mi riporta indietro di 50 anni

Arriviamo in Alexander Plaze e scendiamo all'altezza del ponte sullo Sprea ; ci viene voglia di passeggiare lungo il fiume e stavolta la decisione è presa all'unanimità.Confesso che la passeggiata è stata veramente piacevole, un venticello leggero tipico dell'aria di primavera ed un tiepido sole invogliava le nostre chiacchiere ed il passeggio. 
Ci fermiamo a fare fotografie abbracciate alle statue di bronzo dislocate lungo il fiume ridendo e scherzando ed ammirando i deliziosi locali affollati di gente seduta a bere caffè ed a raccogliere quel lieve raggio di sole.



domenica 20 marzo 2011

Un pomeriggio tra la Porta di Brandemburgo ed il Sony Center

Questo mio racconto di viaggio non sarà, come  al mio solito, cronologicamente preciso; è passato un anno e chiaramente non riesco a ricordare tutti i passaggi e tutti i momenti trascorsi in quei tre giorni ma sicuramente sono ancora in me le sensazione e le  immagini che proverò a trasferire.
Dopo la delusione  del Checkpoint -Charly decidiamo di portarci verso la porta di Brandemburgo e da lì trasferirci nella Potsdamer Plazt per visitare il Sony Center e il Kulturforum.I mezzi di trasporto  Berlinesi sono perfetti,orari precisi e rete capillare quindi nessun problema a spostarsi velocemente.
L'arrivo alla porta di Brandemburgo mi ha emozionata mi sono tornate alla memoria le immagini del 1999 con la folla festante che brindava alla caduta del muro ed alla gioia che tutto il mondo ha provato, bellissimi ricordi che hanno fatto la storia.La porta è imponente ed èsormontata dalla scultura della Quadriga rappresentante la Dea Vittoria che guida una carrozza trainata da quattro cavalli.

La porta di Brandemburgo si erge a guardia della Pariser Plaze, completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale e chiusa nel muro durante il periodo della guerra fredda, oggi è un piccolo gioiello completamente ricostruita ed è sede di ambasciate e alberghi di lusso. Al termine del lungo viale che attraversa i giardini di Tiergarten si può ammirare la Colonna della Vittoria famosa in tutto il mondo e per noi post moderni nota per il film "Il cielo sopra Berlino".Ora volendo fare una considerazione su tutte queste statue rappresentanti la vittoria mi viene spontaneo pensare che non hanno portato tanto bene ai tedeschi dato le mazzate che hanno preso durante le varie guerre che hanno intrapreso. Decidiamo di non visitare la porta dall'interno, purtroppo il tempo è poco ed abbiamo deciso di evitare le visite ai musei" 3 giorni sono pochi per fare e vedere tutto"decidiamo così di pranzare al Sony Center che dista,secondo cartina,solo 1 km a piedi dalla porta e difatti in 10 minuti( preciso che abbiamo falcate e non passi) arriviamo alla Postsdamer Platz.La piazza è diventata il ritrovo di turisti e berlinesi attirati dalle architetture futuristiche realizzate su progetto di Renzo Piano con i migliori architetetti mondiali che  hanno collaborato alla realizzazione di questa vetrina del rinnovamento urbano di Berlino, Vicinissimo alla piazza c'è il Kulturforum, un complesso di musei e la celeberrima Philharmonie.




Foto di rito all'esterno e ci avviamo verso quello che ho definito tra le risate generali un Vulcano Buono Berlinese( centro commerciale campano) oppure volendo essere più internazionali una nuova Cape Canaveral;non mi  è piaciuto per niente , il tutto non è altro che un agglomerato di grattacieli e di modernità che non mi lasceranno nessuna emozione; la storia i percorsi dei popoli sono sicuramente da un'altra parte; quel luogo è la storia futura non la mia.








lunedì 14 marzo 2011

Museo dell'Olocausto e Checkpoint Charly

Trascorro la notte, a causa delle libagioni berlinesi della sera prima a base di wurstel ,crauti , crema di piselli e bretzel tipica ciambella di pane, in uno stato comatoso e la mia amica Mariarita  non sta meglio  di me Alle cinque del mattino lo stinco di maiale vagava nel mio stomaco ricomponendosi con purea e crauti e unica possibilità, a quel punto,era quella di procurarci un caffè .Lascio la mia amica ancora a letto e mi dirigo nella sala colazione.
Vengo investita da  un odore nauseabondo di salsiccia ed uova mentre cerco disperatamente di chiedere un caffè ed una agghiacciante cameriera teutonica  che mi indica il distributore di quello che secondo lei, ma solo secondo lei era il caffè, spingo il bottone e nel bicchiere grandezza cocacola scende una tisana calda, molla e trasparente " una schifezza" e dire poco Rientro in camera disperata e decido di usare la mia caffettiera"ammetto la mia colpa viaggio con alicia "inseparabile compagna di viaggio "faccio un caffè decente e decidiamo di scendere a fumare una sigaretta.
Nessuna voglia di vestirci e quindi in dress code matinèe in assoluta anarchia ...pigiama  negli stivali, giaccone e cappello unica concessione al freddo Sedute sulla panchina all'ingresso" a disposizione dei fumatori disperati " eravamo uno spettacolo di desolazione ,ci guardiamo scoppiando a ridere,la nostra carnagione,duramente provata dalla cena, aveva una colorazione dal verde mela al grigio antracite .Rientriamo in camera per dare un aspetto più umano al nostro abbigliamento ed al nostro viso prima di affrontare una lunga giornata in giro per Berlino.
Primo appuntamento il Judischen Museum , il museo dell'olocausto, consigliato dai più ma anche sconsigliato da qualcun'altro dei nostri amici ; veloce consultazione sui mezzi di trasporto Arriviamo al Museo e ci inoltriamo con guida alla mano verso la prima delle 14 sezioni che raccontano la storia del popolo ebraico in Germania. Il luogo dovrebbe essere un viaggio emozionale ed interattivo attraverso i 2000 anni di storia ebraica e tutta l'architettura una metafora della tormentata storia del popolo ebraico fino ai 12 anni di persecuzione durante l'ultima guerra.La foto che ho postato  rappresenta la torre dell'olocausto. Una sala non climatizzata ,quindi fredda d'inverno e calda d'estate ,dalla quale si entra da una porta pesantissima. nella stanza completamente vuota si ascoltano tutti i rumori esterni e identifica simbolicamente la sensazione degli ebrei rinchiusi nei vagoni che li deportavano

Altri due spazi importanti " il giardino dell'esilio" con le 49 colonne che dovrebbero rappresentare l'anno di nascita dello stato ebraico" il 1948 " e la quarantanovesima  Berlino riempita con sabbia che proveniente  da Gerusalemme, alla sommità delle colonne gli alberi di olivagno simbolo della pace e della speranza al ritorno in patria . Ultima sala  l'installazione  Shalechet  dove diecimila volti di acciaio sono distribuiti sul pavimento rappresentando  le vittime della shoah ed anche tutte quelle di guerre e violenze I visitatori sono invitati a camminare sui volti ascoltando il fragore prodotto dalle lastre di metallo che sbattono l'una sull'altra e contro le persone che  passano.
Il fragore e l'angoscia per tutti quei morti ti fa desiderare di uscire al più presto dalla sala , senza poter smettere di calpestare le vittime  della shoah. Eravamo piene di domande su quel edificio così strutturato, la modernità delle installazioni le linee, i punti, le sale, le metafore che si intersecano erano sinceramente di difficile interpretazione Bisognava solo lasciarsi andare all'emozione che non sempre in quegli spazi vuoti riusciva a darmi  Uscendo decidiamo per una visita al Checkpoint Charly  e camminando si iniziano gli acquisti dei ricordi da portare agli amici Soliti negozi di turistame come li chiamo io, calamite, borse tazze, piattini  e via cosi . Un 'invasione"siamo proprio nella zona del turismo di massa " pochi centinaia di metri ancora ed ecco spuntare anche le bancarelle con paccottiglia di origine russa: colbacchi, cannocchiali  ecc ecc ed alla fine .........la terribile trappola dei turisti il CHECKPOINT_CHARLY dove attori travestiti da soldati americani e francesi  si lasciano fotografare di fronte alla copia della guardiola dell'esercito americano con tanto di cartellone con la frase scritta in tutte le lingue "State lasciando il settore Americano" Mi rifiuto di fare fotografie è veramente tutto troppo falso.
Preferisco pubblicare una foto storico 
Il check-point Charly ha rappresentato nella  Berlino del dopoguerra "1961-1990" uno dei pochissimi passaggi tra le due Berlino.Solo in alcuni di questi punti gli alleati ,i diplomatici e gli altri stranieri che avevano il permesso potevano transitare. Fu in questo luogo che i carri armati americani e sovietici si fronteggiarono nell'ottobre del 1961 poco dopo l'inizio della costruzione del muro.
Questa è la storia  e questo dovrebbe essere.......continua 

domenica 6 marzo 2011

Gastronomia berlinese

Usciamo dall'hotel e decidiamo di dirigerci, cartina alla mano, verso il vecchio quartiere ebraico dove seguendo la guida avremmo trovato gli Hackesche Höfe,un complesso di otto cortili comunicanti restaurati ricchi di attrazioni e luoghi di intrattenimento;attraversiamo questa piazza sconclusionata dove il look anni 60 dell'era comunista fa a cazzotti con l'architettura modernissima dei centri commerciali ;una piazza rumorosa,frenetica, caotica insomma "brutta" ma perfetta per i turisti fai da te come noi poichè è il punto nevralgico dei trasporti dalla  città-vai praticamente ovunque-
 Ci incamminiamo verso la  Under der Linden arteria principale di Berlino che unisce l'est con l'ovest ed attraversiamo rotaie e cordili inoltriamdoci verso la zona Ebraica;in lontananza una serie di luci ci avrebbe dovuto indicare che la zona cercata era quella giusta ma a parte alcuni locali dislocati in vecchi magazzini di mattoni rossi non c'era altro.Proviamo a rifare il giro ma nessuna zona particolarmente vivace; ormai si era fatto tardino e la fame ci attanagliava, decidiamo di fermarci in quello che ci è sembrato il locale meno turistico e più gastronomicamente tedesco il "Brauhause lemke"Entriamo in una tipica birreria l'arredamento era tutto in legno con tanto di silos di rame per la birra,avventori con guance rosse ed odore di wuestel


Ci sediamo al primo tavolo libero e sbirciamo nei piatti degli altri per capire cosa ordinare;ogni portata era un agglomerato di cibo e salse, nulla di particolarmente identificato ma gli odori, la fame ed il gusto con cui gli altri mangiavano ha scatenato in noi la tipica reazione del' assaggiamo tutto  nell'ordine uno splendido einsbein(stinco di maiale) ed a seguire una serie di wurstel di varie razze e qualità il tutto accompagnato da purea di patate,purea di piselli crauti come se piovesse salsine varie e......i fiumi di birra.
In attesa del lauto pasto iniziamo a ridere ed a cantare Alexander Plaz aufidersennnnnnnnn,sono giorni che tormento le mie amiche con questo ritornello
Finalmente arriva l'ordine ed i succulenti piatti di cibo, immediatamente sento che il mio colesterolo si sta innalzando per simpatia ,la colecisti alza bandiera bianca ed il fegato dichiara strike.
Non ce ne impota niente divoriamo con gusto innaffiando il tutto con birra buonissima; concludiamo, per farci male completamente, con un gelato ai frutti di bosco  avremmo potuto dire di no? assolutamente no.Non ricordo quanto abbiamo pagato ma l'esperienza mi è rimasta impressa e la ripeterei.
Usciamo dal locale rotolando e cantndo "ALEXANDER PLAZ AUFHIDERSEN"arriviamo in albergo che siamo allegrissime. le altre due compagne di viaggio decidono di andare a dormire ma la mia compagna di stanza ed io preferiamo fermarci a bere il bicchierino della buonanotte nel piano bar dell'albergo.
Ci sediamo su comodi sofà rossi bevendo un grappino e sperando in un avvio del processo digestivo;ci guardiamo intorno:tanti europei seduti a conversare e bere ma anche tantissimi mediorientali tra cui un arabo con tanto di caffettano che si dilettava a cantare al piano"MY WAY"devo dire  tragico ma divertentissimo ma era ormai tardissimo e decidiamo di ririrarci in camera domani ci aspetta Il Museo dell'Olocausto.

mercoledì 2 marzo 2011

Berlino 1 anno fa

Torno indietro di 1 anno per mettere su carta i miei ricordi di Berlino, mi piace rileggere le mie avventure di viaggio e scrivendo è come se le imprimessi ancora di più nella mia memoria.
Nel marzo dell'anno scorso, dopo una serie di consultazioni di natura economica,logistica e di tempo, le mie amiche ed io abbiamo deciso di visitare Berlino.
Partenza da Napoli,comodissimo, con volo eaisy jet e scelta dell'albergo in zona centrale; mi affido al mio collega proprietario di una agenzia di viaggio e gli affido le nostre esigenze.Purtroppo già dalla programmazione qualcosa non è andato per il giusto verso,quattro teste sono "troppe"per potersi accordare senza difficoltà sull'itinerario di viaggio; la disponibilità ,la voglia di non soffocarci l'una con l'altra ,il desiderio di essere libere di scegliere c'era tutta  ma......... tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare.Prima difficoltà la zona dove soggiornare, una delle amiche continuava ad insistere che la zona interessente di Berlino era l'ovest dove architetti famosi avevono riproggettato e ricostruito una città nuova ,io invece ero più propensa all'est dove la storia aveva lasciato la sua impronta.Riusciamo a trovare un compromesso e prenotiamo in Alexander Plaz " Hotel  Park Inn "Partenza da Napoli nel primo pomeriggio perfetto per poter sfruttare la sera berlinese. Ci imbarchiamo velocemente quasi correndo, le compagnie low cost non prenotano il posto a sedere per cui tutti di corsa all'arrembaggio.Atterriamo a Berlino in perfetto orario e da brave viaggiatrici eravamo pronte e programmate per il percorso in treno metropolitano fno all'albergo senza cambiare mezzo di trasporto" bravissime" tanto brve che abbiamo sbagliato linea. L'atroce evidenza si è materializzata quando la Fernsehturn o torre della televisione,tipica della piazza e visibile da qualunque zona della città vi troviate, si allontanava sempre di più dalla nostra visuale.

Sinceramente la lingua tedesca è lievemente ostica alla traduzione ed alla comprensione e questo forse giustificare lo sbaglio di linea, invece  della U-BAHD( metropolitana di superficie)siamo salite sulla S-BAHD (la metropolitana sotterranea )o tutto il contrario ma comunque non importa.
Scendiamo alla prima fermata utile con un interscambio e riprendiamo la metro corretta.
In pochi minuti scendiamo alla fermata di Alexander Plaz.... e lì........all'uscita si materializza l'ecomostro HOTEL PLAZA INN 25 piani di stanze. Ci fermiamo  inorridite con la sensazione di trovarci all'ingresso un'altra linea metropolitna e non a quello delll'albergo;entriamo in un lungo corridoio con ristoranti,caffetterie, negozi di souvenir , gastronomia ecc ecc per arrivare finalmente alla reception dove 15 anonime e glaciali hostess ritiravano documenti in cambio di una chiave; provare a chiedere di avere stanze vicine manco a parlarne le orrende signorine erano robbottizzate; ci dirigiamo agli ascensori(8 per la precisione) e solo per capire in quale ala e con quale di quelli arrivare al piano avremmo avuto bisogno un trattato di urbanistica applicata.
Avevamo fortunatamente deciso,forse l'unica decisione comune presa, l'accoppiata in stanza per cui ci salutiamo dandoci appuntamento da lì a mezz'ora per iniziare subito a fare un giro nei dintorni  della piazza.
Saliamo in camera e la prima sorpresa è il bagno a vista" ebbene si" lavandino e doccia praticamente distaccati dal letto da una parete di vetro trasparente subito dopo una porta ed il loculo con il water"meno male" almeno in quei momenti.....la privacy Iniziamo a ridere a crepapelle su quanto ci era capitato fino ad allora ed in particolare su quella stanza, ci sistemiamo alla bene e meglio e scendiamo nella Hall- un popolo multietnico girava senza soluzione di continuità in quell'ambiente ed una multitudine di lingue si intrecciava