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Viaggiare è come sognare,la differenza è che non tutti al risveglio ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva la memoria della meta da cui è tornato
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lunedì 21 febbraio 2011

Ultimo giorno di vacanza in Sicilia

Palermo Domenica 19 Settembre.
La vacanza sta per finire, le ultime ore prima di imbarcarci per Napoli.Il velo di tristezza che mi accompagna ogni volta che una  vacanza sta per finire è con me, lascerò anche mia figlia e se tutto va bene ci rivedremo a Natale.Il mio compagno,invece,già parla di lavoro" va beh la sua testa è già partita" siamo completamente diversi.Ho deciso che in questo post farò parlare quasi escusivamente le foto,le emozioni di questo giorno sono velate, ripeto,di malinconia quindi preferisco pubblicare solo le immagini di questa città bella e piena di contraddizioni dove il nuovo ha cancellato quasi tutto l'antico ma che poi ha saputo salvare quello che rimaneva dalla speculazione edilizia valorizzandolo nel  pieno rispetto della storia.e della cultura che essa ha rappresentato.Decidiamo per un giro mattutino con la mia amica, mia figlia ci aspetterà a casa per pranzare e ci dirigiamo verso la zona dell'Arenella che costeggia il mare per poi arrivare a Mondello;  attraversiamo l'addaura e c'è sempre la splendida gelateria "La Vela" i suoi gelati sono ancora conservati nei bidoncini di acciaio con il coperchio ed i gusti sono solo classici:Cioccolato, Stracciartella,Nocciola, Caffè,Limone,Pistacchio e Fragola. C'è un pò di traffico i palermitani stanno andando al mare ma riusciamo a parcheggiare abbastanza facilmente ed iniziamo a goderci  il lungomare ascoltando le spiegazione della mia amica.












Al centro  del golfo c'è  il Charleston lido di Mondello da più di 100 anni  una magnifica costruzione liberty che fortunatamente ha resistito agli attacchi degli speculatori e al tempo che passa








C'è gente sulla spiaggia che fa il bagno ed il mare è bellissimo
Prtroppo  il  tempo è poco e vorrei cercare di far conoscere al mio compagno quanto di più caratteristico ha questa città
Ci avviamo verso  mercato di Ballarò a comprare il pesce spada per il pranzo ed ad inebriarci dei colori e dei suoni di quel luogo pazzesco
Mi dovrò purtroppo limitare negli acquisti alimentari tipo capperi, pomodori secchi ecc ecc la moto non consente di queste divagazioni gastronomiche

Bancarelle del pesce mercato di Ballarò

Nel rientrare a casa attraversiamo il Parco Reale della Favorita tenuta di caccia di Ferdinando di Borbone.
Nella tenuta si trova una stravagante casina in stile cinese,all'epoca già esistente ed apprezzata dal re,che provvide a farla restaurare ed a farne la sua residenza di caccia e di ............amore ...diciamo così
Palazzina di caccia di Ferdinando di Borbone
Rietriamo a casa per il pranzo e dopo aver mangiato uno splendido piatto di pasta con il pesce spada decidiamo di fare un'ultimo giro in moto approfittando dell'ora, sono le tre del pomeriggio ed i Palermitani sono a pranzo oppure alla partita "perfetto"il tom ci accompagna per l'ultima volta in questo viaggio ed oggi è bravissimo.
     Arriviamo alla cattedrale e c'è l'ennesima processione, Corso Vittorio Emanuele e giù verso i Quattro Canti subito dietro ammiriamo   piazza della Vergogna sede del Palazzo delle Aquile

Rientrando ci fermiamo a fotografare il Castello della Zisa,non potevamo perderlo, la costruzione fu voluta  da i Normanni, subentrati agli Arabi nella dominazione dell' isola, fortemente attratti dalla cultura dei loro predecessori 

La cattedrale


Chiesa di san Domenico

Interno di un palazzo nel centro storico
Raggiungiamo Corso Italia  e costeggiamo il porto,la nave è lì e qualcuno si sta già imbarcando;arriviamo a casa di mia figlia per recuperare i bagagli, baci ed abbracci, la malinconia aumenta esponenzialmente e mi scappa la lacrimuccia.....  Giubbotti, caschi, bagagli ed con un caldo pazzesco anche se sono già le 7 delle sera arriviamo al porto per imbarcarci .Chi sa perchè  questa cabina mi sembra più brutta di quella dell'andata ed anche la nave .........ci sistemiamo e ci dirigiamo sul ponte " Palermo si allontana" la  nave vira  verso Capo Gallo e subito dietro in lontananza il faro di San Vito lo Capo ci saluta lampeggiando ad intermittenza.
Monte Pellegrino 






giovedì 17 febbraio 2011

Palermo

Imbocchiamo velocemente la A 29 a velocità sostenuta;oggi viaggiamo con tutte le borse piene. Il soggiorno a Palermo sarà la conclusione del nostro viaggio. Il vento oggi è particolarmente forte ed è come se volesse accompagnarci per l'ultima volta  facendo sentire la sua forza, forse ci sta dicendo che non vuole farci partire, forse non vuole che lasciamo la sua isola e non vorrei andare neanch' io
 I 70 chilometri fino a Palermo sono un'incubo, la moto sbanda sulle raffiche di vento, l'aria è pungente, mi sembra di non arrivare mai.Tanto per cambiare rimaniamo senza benzina ed usciamo ad Isola delle Femmine per rifornirci .
Decidiamo di  costeggiare il mare fino a Palermo, le spiagge sono affollate e le stradine deserte. E' ancora estate in questa parte d'Italia

Arriviamo a Palermo che sono ormai le 14. Sstavolta il malfidato  Navigatore ci porta velocemenete all'indirizzo di mia figlia ci sta aspettando affacciata al balcone di casa.La sua abitazione è nel centro storico di Palermo, una stradina stretta stretta alle spalle della via Roma e difronte al mercato della Vucciria. Il suo mini appartamento è al 4°piano senza ascensore e ho detto tutto.Ci arrampichiamo con tutti i nostri bagagli, pochissimi in linea generale, pesantissimi e troppi per quelle scale;entriamo in casa ammutoliti dal fiatone e dalla fatica ma riesco ad abbracciarla, non ci vediamo da primavera.La casa è deliziosa, ci ero già stata, ma trovo che adesso sia proprio la sua c'è il suo tocco.Pranzo leggero. riposino e via con la mia amica palermitana ,che nel frattempo ci ha raggiunto,a visitare Palermo poco conosciuta dal mio compagno .Piazza san Domenico è invasa da una folla che attende l'uscita dalla chiesa della Madonna dell'Addolorata, non manca la banda e gli stendardi delle associazioni cattoliche;ho la sensazione di essere tornata indietro di una quarantina di anni, da noi non se ne vedono più di queste manifestazioni
 Proseguiamo sulla via RRRoma,con tre R come dicono i Palermitani ed attraversiamo il salotto buono da via Principe di Belmonte proseguiamo ad ammirare la Piazza Politeama ed il teatro Massimo  aperto ed illuminato "è in scena  il Rigoletto" Piazza Castelnuovo, tra la via Ruggero Settimo e la Via Libertà è un serpentone ininterrotto di gente che passeggia ammirando le vetrine,macchine in coda strombazzanti "un traffico bestiale" amo Palermo ma stasera mi sento stordita forse è l'effetto dei giorni di mare e tranquillità trascorsi Decidiamo di cenare tra i vicoli dell'Olivella e di provare il Kebab tanto decantato da mia figlia. Sono le 22 Palermo è viva

Locali affollatissimi,turisti, la processione ,nel frattempo partita dalla chiesa di San Domenico, arriva anche in quella zona, è settembre inoltrato ma lì a Palermo fa caldo che sembra Luglio ed è ancora vacanza
Finito di cenare in una confusione pazzesca continuiamo a passeggiare tra i vicoli dell'olivella; il museo archologico è aperto al pubblico ed affollatissimo,decidiamo di fare un giro, il palazzo storico è bellissimo,l'ingresso conduce ad un chiostro ed ad una scalinata che porta ai locali superiori dove si svolge la mostra" NOTTE PREZIOSA"








Si cena nei ristorantini di Bara All'Olivella





















Sono le due del mattino ma è come se fosse il primo pomeriggio io adoro questa città mi metta la gioia di vivere addosso, mi fa sentire viva

domenica 6 febbraio 2011

La tonnara di Scopello

18 Settembre
Una settimana fa sbarcavamo in terra Sicula-oggi ripartiamo da San Vito lo Capo verso Palermo per gli ultimi due giorni di questa magnifica vacanza.
Faccia da vacanza


















Ci svegliamo con l'intenzione di fare un'ultima passeggiata mattutina sul mare di San Vito per poi di fermarci a fare il bagno alla Tonnara di Scopello.













Montiano velocemente le borse  sulla moto e partiamo.Anche stamattina c'è il vento ancora più forte dei giorni scorsi e non fa neanche tanto caldo.
Siamo ormai a metà settembre inoltrato e mi sembra anche normale.
Ripassiamo per la Baia di Macarì dove ci fermiamo per le ultime foto e per riempirci gli occhi del colore di quel mare.In 30 minuti arriviamo a Scopello;un parcheggio a pagamento ci consente di lasciare moto e bagagli e scendiamo verso la Tonnara.  Un piccolo pedaggio per l'ingresso ci consente di usufruire di sedie a sdraio messe a disposizione dei bagnanti"casa buona e giusta" in quanto  il posto non è altro che una spianata di cemento assolutamente scomoda per stende l'asciugamano.Arriviamo giù al mare che c'è pochissima gente"fortunatamente"è Sabato ma credo che la temperatura ed il periodo abbiano reso il posto tranquillo.
Ci sistemiamo sulle sdraio ma per fare il bagno ci è voluto un pò di coraggio,faceva veramente freddino ed ogni volta che ti alzavi dalle sedie le raffiche di vento provvedevano a farle volere  insieme a tutto quello che avevi intorno.Ill mare,in conpenso,è uno spettacolo-trasparente con sfumature di verde ed azzurro che si intrecciano creando una macchia di colore bellissima
Faraglioni di Scopello
Devo fare il bagno assolutamente non posso esimermi ci vorrà forse un altro anno per fare un bagno così.
Rabbrividendo ci immergiamo, adoro il mare, il mio compagno inizia a nuotare e si allontana io non ci riesco ho troppo freddo resisto 5 minuti e risalgo avvolgendomi nel pareo che in un attimo diventa fradicio.
Pochi minuti dopo mi fa segno dal mare di seguirlo per ammirare una spiaggetta nascosta;ridiscendo in acqua e lo raggiungo"il posto è incantevole"ci stendiamo sul bagnasciuga scaldati dal sole bagnati dall'acqua trasparente e trasportati da "un bacio all'acqua di mare "
Rientriamo sullo spiazzo e ci accorgiamo che si è affollato- praticamente sedie a sdraio a castello- decidiamo di andare via ,oltretutto mia figlia ci sta aspettando a Palermo per pranzare. Ci cambiamo alla bene e meglio i costumi bagnati e risaliamo verso il parcheggio.
Oggi i giubbini ed i caschi non ci danno nessun fastidio,anzi,ci proteggono dal freddo e dal vento.Un ultimo sguardo all'acqua trasparente di quel mare bellissimo e via verso la A29 direzione Palermo





mercoledì 2 febbraio 2011

Dispersi tra i monti siculi

Inizio questo post con ancora negli occhi e nella mente l'allucinante tragitto indicato dal malefico Tom-Tom.
Partiamo da Salemi  come al solito con il sole basso all'orizzonte, i chilometri non sono tanti e ci avviamo allegramente con l'intenzione arrivare a San Vito in tempo per riposare un tantino prima di andare a cena.
Cena? abbiamo rischiato di passare la notte tra le montagne sicule.
A pochi chilometri da Salemi c'è l'ingresso dell'autostrada A 29 ma il malefico ci allontana sempre di più da questa meta.Provo a chiedere al mio compagno, con il solito gesto della mano, dove mai ci stessimo dirigendo e lui mi fa intendere di non preoccuparmi.Ok non mi voglio preoccupare ma...... la statale inizia a perdere l'aspetto di una strada ed a trasformarsi in uno sterrato di curve in salita che attraversa boschi di conifere. Ma siamo in Sicilia? oppure in Sud Tirolo.
Il freddo è tremendo;ai lati della strada aree attrezzate per il picnic ma a quell'ora il deserto.
Un cartello ci indica che siamo al Bosco Baronia"giuro che non era nel nostro itinerario di viaggio"








La strada peggiora sempre di più, alcuni tratti sono addirittura franati.
La nostra moto non è una enduro;è una bellissima moto da strada che non ama terriccio e brecciolino.
Sento i muscoli del mio compagno irrigidirsi ed anche se cerca di tranquillizzarmi toccandomi la gamba sento la sua tensione. Cerco di non agitarmi ma.... ho la sensazione essere in uno di quei film nei quali i dispersi guardano l'orizzonte sperando in un paese ma in lontananza solo altre montagne.
Ad un tratto il mio compagno spegne la moto ed inizia a scendere motore spento,alza la visiera e mi dice che stiamo ormai viaggiando solo con i fumi della benzina"mi sembra perfetto"Percorriamo ancora una decina di  chilometri in discesa attraversando il nulla oltretutto su una strada a dir poco pessima. Se non fosse stato per la tensione avremmo sicuramente apprezzato questo paesaggio così particolare. La Sicilia è una terra identificata sempre come accarezzata dalle onde e baciata dal solleone ma non è solo questo;è un'isola splendida, ricca non solo di cultura ma anche di zone paesaggistiche che non fanno invidia a nessuna altra regione italiana :spiagge,pianure,colline e montagne  non le manca nulla.
Finalmente all'orizzonte un piccolo paesino ed l'indicazione Buseto Palazzolo-lo conosco- è a qualche chilometro da San Vito
La moto continua a scendere a motore spento e ci fermiamo in una splendida aria di servizio con pompa di benzina annessa. Vi assicuro di aver provato una gioia immensa, un gran sospirone per tutti e due.Ci siamo confessati solo in seguito quanto timore avevamo avuto entrambi e quanto siamo stati bravi a non trasferircelo.Facciamo il pieno fino ad ubriacare la moto
Tramonto a macarì

L'ultimo tratto,quello che attraversa la splendida baia di Macarì. lo percorriamo a velocità sostenuta non dimenticando di inebriarci dei colori del mare di notte illuminato dalla luce della luna e di quello del cielo blu cobalto

domenica 23 gennaio 2011

Salemi e Museo della Mafia

La statale 118 ci porta verso Salemi attravarsardo la valle del Belice tristemente famosa per il terremoto del 1968; a parte questo ricordo la valle è molto bella, la strada attraversa colline di vitigni che si perdono all'infinito" uno spettacolo " sembra quasi di essere tra le langhe piemontesi.

In poco meno di un'ora arriviamo a Salemi, il primo impatto non è dei migliori, a seguito dell'evento sismico le autorità politiche salemitane e gli architetti chiamati a progettare e ridisegnare la struttura del comune optarono per la ricostruzione del paese secondo uno stile nuovo (New town). Per tali motivi lo sviluppo urbanistico è quello di un tipico paesone.Il centro storico è dislocato più in alto ed è caratterizzato da uno schema arabeggiante con vicoli ciechi molto articolati che portano a cortili sempre più segregati e scale particolarmente ripide su strapiombi " non vi dico attraversarli in moto"

A seguito del sisma, l'abitato nella zona centrale rimase per diversi anni abbandonato e da qui la decisione del sindaco Vittorio Sgarbi di mettere in vendita gli apparamenti del centro storico ad 1 euro per poterne perrmettere la ricostruzione secondo i criteri già in essere.
Ci fermiamo e chiediamo l'ubicazione del Museo della Mafia di cui avevamo letto.Attendiamo l'orario di apertura seduti ad un caffè della piazza del municipio, denominata "Dittatura" dove una lapide ricorda che Giuseppe Garibaldi arrivò a Salemi dichiarandosi dittatore del Regno delle Due Sicilie,situazione di cui non sono particolarmente contenta;non amo Garibaldi e sono una meridianalista convinta per cui meglio se restava a casa sua. Nella stessa piazza  si possono ammirare i resti dell''antica chiesa madre medievale dedicata alla Madonna degli Angeli  verosimilmente costruitasu una moschea e su un tempio di Venere.
Entriamo nel Museo che siamo gli unici visitatori;all'ingresso una gigantografia della Sicilia rappresentata come una macchia di sangue tra le foto di Falcone,Borsellino e Leonardo Sciascia



ll museo,appunto dedicato a Leonardo Sciascia, è concepito apposta per scioccare, la vista di cadaveri crivellati di colpi di lupara ,il passaggio attraverso le 10 cabine numerate che rappresentano  il percorso virtuale attraverso la storia di Cosa Nostra ti lascia un senso di sgomento.
La cabina 8 per esempio, che come le altre è di appena un metro quadrato, simula il retro di una macelleria siciliana con le piastrelle sporche di sangue e presenta immagini raccapriccianti che mostrano particolari anche "scientifici" di delitti.
La cabina delle estorsioni  prima di essere sistemata nel museo è stata bruciata e il legno semicarbonizzato impregna il visitatore dell'odore tipico di ciò che resta dopo un attentato del racket. Lì dentro si assiste alla disperazione dei commercianti che vedono la loro vita andare in fumo".
Ultimo momento molto intenso una lunga intervista a Giovanni Falcone che ascoltiamo seduti in una piccola sala cinematografica.
Usciamo dal museo con una sensazione di peso opprimente sulle spalle-è stato emozionante,forte, intenso e sopratutto un pugno nello stomaco.

Non credo ci sia ,in questo post, altro da raccontare.
Sento solo il dovere di pubblicare la foto di chi ha provato a combattere.
Di chi ha pagato con la vita.

domenica 9 gennaio 2011

Isola di Mothia

Ci svegliamo come al solito all'alba,sarà la voglia di caffè e l'incubo di non poterlo preparare che ci fa  precipitare in strada alla disperata ricerca di un bar.
Queste sveglie mattutine ci hanno però riservato magie difficilmente ripetibili.Solita passeggiata mano nella mano sulla spiaggia con il sole che sorge, sigarette d'ordinanza e velocemente in albergo per recuperare l'attrezzatura per la gita di oggi-Isola di Mothia e Salemi-
Il solito vento ci accompagna ma il cielo ha quel colore turchino che solo i giorni di tramontana sanno riservare; ci fermiamo un attimo ad ammirare il golfo magnifico e selvaggio di Macarì
Golfo di Macarì
 Ci dirigiamo verso Trapani la moto sbanda paurosamente a causa del vento ma in meno di un'ora arriviamo alla Riserva Naturale isole dello Stagnone di cui la più importatnte è Mothia
Il suo ruolo nella storia non è indifferente. Per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, i Cartaginesi ne vollero fare un proprio scalo commerciale. Purtroppo però Mothia subì le conseguenze della lotta tra Greci e Cartaginesi per il dominio sulla Sicilia.I resti della sua civiltà e della sua florida attività economica sono stati riportati alla luce da una lunga serie di scavi archeologici, soprattutto grazie all’opera di Giuseppe Whitaker che aveva precedentemente acquistato l’isola.
Per visitare l'isola bisogna traghettare, paghiamo credendo che tanto basti anche al prosieguo della passeggiata, ma non è così.Pochi minuti di traversata attraverso la laguna e le saline e siamo sull'isola.
Ai lati dei canali mulini a vento e
cumuli di sale di un bianco accecante. Sembra quasi di stare in Norvegia con tanto di neve ma la temperatura è un tantino più alta. Sbarchiamo velocemente e ci accorgiamo di dover pagare anche per la visita all'isola, ancora una volta c'è stata poca chiarezza alle informazioni, il mio compagno si arrabbia ma ormai siamo lì e quindi procediamo.
Visitiamo  Il Museo Whitaker che raccoglie i reperti portati alla luce durante le diverse campagne di scavo.
Il Museo conserva una gran quantità di reperti di epoca preistorica, materiali rinvenuti nell’abitato, arredi funerari provenienti dal Thofet e dalla Necropoli arcaica, ceramiche, monete, sculture, gioielli e steli votive.
Proseguiamo la visita passeggiando lungo le rive basse bagnate dalla laguna salmastra,in lontananze le coste e le saline,lungo il percorso scavi e reperti archeologici.
Sinceramente non mi ha entusiasmato ;dopo quasi due ore di visita mi sono rivolta al mio compagno dichiarando che non ne potevo più. Pietre, reperti acqua bassa, vegetazione lacustre mi stavano dando la depressione; valore o no di quel sito per me rianeva una massa di pietre e basta- siamo rientrati sulla terraferma il più velocemente possibile-
Ci fermiamo in un ristorantino vista laguna ed ordiniamo dell'ottimo pesce spada con insalata di pomodori(i pomodori siciliani hanno un altro sapore e come se si mangiasse un pezzetto di sole)
Finito di pranzare e dopo aver aperto un contenzioso con un gatto locale che mi graffiato un dito facendomelo gonfiare  in modo spaventoso, riprendiamo caschi,belli caldi caldi, giubbini,moto e
via verso Salemi.........

domenica 2 gennaio 2011

Riserva dello zingaro

Ci avviamo verso il porto di San Vito dove ci attende il catamarano che ci porterò lungo i 12 km della Riserva dello Zingaro.
Nel mio zainetto oltre ai parei ,che sostituiscono le asciugamani, mi sono preoccupata di inserire all'ultimo momento e fra le rimostranze del mio compagno anche le nostre due felpe.
La passeggiata dura più di 4 ore partiremo alle 15 e fatti i dovuti calcoli il ritorno sarà con il sole che tramonta e con il grecale che arriva tutte le sera dal mare.
Camminando speditamente verso il porto sento tutte le spezie del couscous che mi si ripropongono, sarà veramente dura fare il bagno.
Saliamo sul catamarano con altre coppie e gruppi che rendono la compagnia allegra, si parte .A...LI MEGLIO POSTI........
Lasciamo il porto e ci avviamo verso il monte cofano accompagnati dalle spiegazioni del capobarca.
Una decina di anni fa ho già visto la riserva ma da terra; in un lontano mese di luglio,45 gradi all'ombra, convinsi il mio compagno di allora detto anche "BRADIPO STANZIALE" ad avventurarci nella riserva percorrendola a piedi; molto dire bellissimo anche se fummo costretti a fermarci alla seconda spiaggetta a causa  del caldo e di un violentissimo eritema solare che mi scoppio ovunque.
Il sole in quella zona è un killer impietoso ed anche io che sono normalmente una cozza fui colpita dai suoi raggi micidiali.Ci avviamo di mattina presto con 4 litri d'acqua ma a mezzogiorno eravamo esausti e morti di calore,facemmo il bagno in una laguna mozzafiato ma senza un ombrellone e senza una qualsiasi possibilità di riparo decidemmo di riprendere la via del ritorno;errore madornale alle due del pomeriggio.
Arrivammo alla macchina coperti dalle magliette,arsi della mancanza d'acqua e cotti dal sole.
Stavolta ho deciso di evitarmi questo massacro e sopratutto di evitarlo al mio attuale compagno per cui la barca va benissimo










Il paesaggio dal mare è bellissimo,le sfumature variano dal turchese  al blu cobalto
La luce del pomeriggio illumina di mille stelle la superficie del mare.Il catamarano corre sull'acqua, ascoltiamo musica ,il mio compagno ed io ci godiamo il paesaggio,gli chiedo come va la digestione e mi rassicura.
Ci fermiamo all'altezza dei faraglioni di Scopello.
La gita prevede una sosta per il bagno e per un eventuale snorkling,a disposizione di tutti pinne e maschere.Chiaramente allo stop della barca si è scatenato il caos; tutti a parlare contemporaneamente ed  a precipitarsi verso l'equipaggiamento nemmeno fosse la fine del mondo ed il tempo rimanente essenziale.
Il sole è già molto basso, fa freddo ,il mare è blu scuro; io rinuncio ...il cardamomo e chi sa quale altra spezia del couscous mi fa l'ascensore nello stomaco, il mio compagno invece decide per il bagno.
Non mi sento tranquilla,lo seguo verso la scaletta senza perderlo d'occhio nel frattempo gli altri ospiti della barca si lanciavano verso il mare in un groviglio insulso di urla e schiamazzi.
Si tuffa ed appena risalito  mi accorgo subito che c'è qualcosa che non va :il suo volto è cereo,cerca con difficoltà di avvicinarsi alla barca, urlo di aiutarlo ma tutti presi dal divertimento non ci fanno caso.Mi precipito sulla scaletta sgomitando la massa di idioti ferma e mi spingo a prendergli le mani per tirarlo su, è pesantissimo,si aiuta da solo con uno sforzo enorme ma sbatte con il mento sulla scaletta di acciaio,finalmente qualcuno dei cretini se ne accorge e ci da aiuto.Attimo di solidarietà, il propietario dell'imbarcazione si preoccupa,chiaramente che tutto sia a posto,  si riprende il baccanale con l'aggiuta di spuntino a pagamento a base di couscous.
Non che la gita fosse particolarmente entusiasmante, a parte il panorama,ma ormai non vedevamo l'ora di rientrare.Consiglio personale per visitare la riserva: andateci a piedi in orario e stagione consona oppure fittate una barca con poche persone conosciute,evitate gruppi vacanze.
Finalmente termina lo spuntino ed il catamarano riprende la via del ritorno.Il sole è definitivamente al tramonto, le persone sono tutte bagnate,bambini compresi, cercano riparo dal vento coprendosi con qualsiasi cosa a portata di mano,fa un freddo cane. La mia pignoleria ho avuto ragione su tutto le felpe sono perfette e veniamo guardati ed invidiati da tutti,i parei ci fanno da turbanti e ci riparano la testa.

Sarà una rompina ma...........una rompi previdente.
Il tragitto del ritorno non è piacevole,il mare increspato,,il vento fortissimo e gelato ci massacra per un'ora. Alle 19.00 siamo al porto scendiamo tutti silenziosissimi e tremanti dal freddo"bella differenza con la partenza"ci avviamo verso l'albergo.
Un solo desiderio accomuna il mio compagno e me "ficcarci sotto una coltre di coperte possibilmente termoriscaldate"lungo il corso ci fermiamo a comprare pane con il finocchietto ed uno splendido grappolone di uva per uno spuntino prima di cena.Una doccia bollentissima ci rimette la vita guardo il mento del mio compagno la botta gli ha procurato un'abrasione con livido ma gli è andata benissimo e ringrazio Iddio; con il mare non si scherza maiiiiiiiiiii.
mangiamo il pane e l'uva chiacchierando e guardando la tv poi uno sguardo complice e decidiamo che per stasera stiamo bene così; non ci va di andare in giro tra vacanzieri e stand gastronomici.... ci ficchiamo sotto le lenzuola.

martedì 28 dicembre 2010

Cous cous

Rientriamo in albergo infreddoliti ed una volta tanto felici di poter fare una doccia subito dopo il mare.
Freschi e ben vestiti, per quanto possano essere ben vestiti due motociclisti, usciamo per andare a cena.
Le stradine sono invase dal popolo dei vacanzieri, stand gastronomici, bancarelle, ristoranti strapieni;fermarci a mangiare un panino non ci andava proprio ma neanche sederci ed affrontare una cena luculliana.
Nel frattempo il mio compagno conversava animatamente al telefono per fatti di lavoro, il suo umore mutava mentre iniziava nella mia mente una serie di imprecazioni, mi stavo innervosendo.
Ma questo episodio non è relativo al viaggio e quindi caliamo un sipario.Decidiamo di fermarci in un posto qualsiasi ordiniamo un'insalata di pomodori (voleva mangiare solo quella)ed un pesce spada alla brace ,costo relativamente contenuto per il poco mangiato 25 euro.Ci ritiriamo in albergo stanchi e stasera nemmeno troppo contenti.Mi sveglio prestissimo,come al solito,con una voglia pazzesca di caffè mi ficco velocemente i pantaloncini e mi avvio alla porta, lui si sveglia e senza parlare esce con me.Tra di noi c'è ancora la sera precedente,i suoi nervosismi, le mie considerazioni di vita del tipo"chi me lo fa fare" voglio tornare single e mi basta veramente poco per pensarlo.
Cerchiamo un bar è l'alba, camminiamo per le stradine sotto le buganville rosso fuoco e tra le case bianche di calce, la luce è viola, ascoltiamo solo il rumore dei nostri passi.


Alba sulla spiaggia di san Vito















In piazza il mitico bar Cusenza è aperto ci fiondiamo per un doppio caffè, un odore di pasticceria penetra violentemenete nelle nostre narici-cannoli-cassatine-sfincioneddi(ciambelle fritte ripiene di ricotta)croissant alla crema di pistacchio e di mandorla un ovazione di dolce,non ci facciamo tentare e sorseggiamo solo il nostro caffè. Senza parlare ci dirigiamo verso il mare; la sabbia è ancora bagnata dall'umidità della notte, il mare una tavola blu notte, all'orizzonte sta sorgendo il sole-ci guardiamo e senza parole ci abbracciamo mentre la sabbia inizia a colorarsi di rosa ed  il mare di azzurro.
Trascorriamo qualche ora della mattina sulla spiaggia con tanto di ombrellone e lettini,bottiglia d'acqua e giornale ma non è divertente,noi donne siamo specialista della bolla sul lettino(ore senza far niente a grociolarci al sole stendendo sulla nostra pelle unguenti micidiali)ma gli uomini si annoiano.
Resiste un pò ma lo sento insofferente ,decido di rinunciare e gli propongo una passeggiata, accetta immediatamente.Giriamo senza meta fra le stradine di San Vito e ne approfittiamo per prenotare per le 14 la gita in barca alla riserva dello zingaro, fargli passare un'altro pomeriggio in spiaggia sarebbe stato sadismo preterintenzionale.
Decidiamo di mangiare il mitico cous cous prima della passeggiata pomeridiana ritenendo e ,chiaramente sbagliando clamorosamente, che potesse essere un piatto unico abbastanza leggero.
Il più rinomato ristorante di cuscus è GnaSara ci accomodiamo e  ne ordiniamo uno tipico di pesce ed uno di verdure;dopo circa una mezz'ora arrivano i piatti- sono mostruosamente abbondanti.
Il cous cous di verdure straborda di melanzane,zucchine e peperoni fritti,quello di pesce aveva posizionato al centro del piatto un chilo di roba di mare ed in una zuppiera a parte il brodo da aggiungere.

Alla vista dei piatti ci guardiamo avviliti"come faremo a mangiare tutta quella roba" nel frattempo sento arrivare dal mio subconscio la onniprente voce di mia madre che mi vieta assolutamente di fare il bagno fino al giorno dopo.Il cous cous è un piatto molto buono ma ha un difetto enorme-viene lavorato con il brodo e i granelli tendono ad assorbirlo, il risultato è che nello stomaco si  ricompone producedo un gonfiore ed una pesantezza che manco le lasagne; quello di verdure, che potrebbe sembrare più leggero, viene comunque preparato con il brodo ed in più l'olio fritto delle verdure viene assorbito dai granelli- insomma un'attentato alla colite, al colesterolo alla dieta ed alla vita se decidi di fare il bagno.... dopo.Non riusciamo a terminare i piatti  paghiamo un conto ragionevole credo sui 25 euro in due e ci avviamo rotolando verso l'albergo;bisogna recuperare un cambio di costume ed i parei per andare alla riserva ma la vedo.............dura.
Nel frattempo il cous cous inizia a gonfiarsi irremediabilmente nei nostri stomaci..

lunedì 20 dicembre 2010

Vita da spiaggia

Mercoledì 15 Settembre
Siamo a San Vito e da programma quelli dovevano essere i giorni dedicati al riposo ed alla vita da spiaggia.
Ma avevo fatto i conti senza l'oste e l'oste in questo caso è il mio compagno; forse i pochi mesi di frequentaziono non mi avevano fatto capire a pieno che del riposo il mio lui non sa che farsene e che la vita da spiaggia è quanto di più lontano dalle sue aspettative.Beh a saperlo........... il mio programma di viaggio era stato abbondantemente condiviso ma forse non in modo sufficiente.
Ma torniamo al racconto di viaggio
Il Bad and Breakfast prenotato è centralissimo, tre passi dal mare, molto grazioso e pulito.
San Vito ormai ha fatto del turismo il suo punto di forza e da Maggio ad Ottobre è sempre affollato;essendo settembre inoltrato credevo che ci fosse meno gente ma........in questo periodo si scatenano a San Vito tutti i festival enogastrronomici del mondo compreso quello del cous cous e quindi c'era il mondo e di più.
Ci sistemiano nella stanza, purtroppo senza balconcino sul terrazzo, era al completo e infilato il custume le ciabatte ed il pareo via verso il mare.
Ci fermiamo a mangiare qualcosa e subito noto nel mio compagno un primo senso di insoddisfazione-il luogo non lo entusiasma- mi dice che in fondo è simile a tutti i posti di mare,che per carità il mare è bellissimo ma per il resto............

Visto dal suo punto non ha torto, ma per me San Vito rappresenta alcuni momenti molto particolari della mia vita,rappresenta l'amicizia, l'affetto, il supporto che solo le amiche sanno darti,la forza ,la rinascita la capacità di superare.
Anni fa durante un periodo diciamo così un pò duro, trascorsi a San Vito una settimana in compagnia di una delle mie migliori amiche.
Con il morale sotto i piedi a causa di una profonda delusione,senza una lira in tasca credo di aver trascorso una delle settimane più serene di quegli anni.Ogni mattina la mia amica mi portava in giro e mi faceva scegliere la spiaggia che più mi piaceva, lo scoglio sul quale passare qualche ora,il mare turchino nel quale immergermi cercando di dare tregua ai miei pensieri.
Compravamo pane con il finocchietto e olive cunzate e quello era il nostro pranzo,la sera pane con il finocchietto e insalata di pomodori, unico lusso un gelato da passeggio andando avanti ed indietro per il corso e sostengo ancora oggi che neanche le maldive mi avrebbero potuto dare la ricchezza di quei giorni.
Il mio errore è stato quello di voler trasferire queste emozioni, non ho capito che erano mie e di nessuno altro nemmeno dell'uomo che ami ed al quale vorresti trasferire la stessa pace.
Aperta e chiusa parentesi


Ci dirigiamo sulla spiaggia con il kebab posizionato sullo stomaco,per me indice di impossibilità a fare il bagno,se non digerisco non lo faccio"ho ancora nelle orecchie le urla di mia madre che ci impediva il bagno se non dopo 4 ore dall'aver pranzato"
Proviamo a trovare un posticino meno affollato e ci avventuriamo fino alla fine della lunghissima spiaggia,fin sotto il monte cofano.
Sotto ormai le 4 del pomeriggio ma la spiaggia è piena come se fosse mezzogiorno ed il mare è mosso. Mi spiace perchè non si riescono a vedere le splendide sfumature di turchese dell'acqua e quelle rosa della sabbia di coralli.
Il vento come al solito non dà tregua, cerchiamo riparo dall'acqua che arriva fino a metà spiaggia su alcuni scoglietti e cerchiamo di rilassarci scherzando tra di noi e lascandoci ad andare a parole in libertà.
Dopo circa un'ora il mio compagno decide di fare il bagno, io non mi azzardo, il kebab stazione ancora integro nel mio stomaco.Chiaramente salendo dal mare e con il sole già basso all'orizzonte lo vedo tremare infreddolito;decidiamo di rientrare in albergo ed un pò per scherzo un pò per proteggerlo gli avvolgo un pareo attorno al costume bagnato.Cerca di rifiutarsi ridendo ma ..... gli scatto una foto......anch'io ho il mio briatore in pareo









mercoledì 15 dicembre 2010

Verso San Vito lo Capo

Riprendiamo la statale,il tempo si è definitivamente messo al bello, a parte il vento,un vento fortissimo che ci fa sbandare.
Sulla nostra sinistra il mare in tempesta che si infrange su spiagge lunghissime a destra soliti agglomerati urbani"peccato"
Attraversiamo Porto Empedocle ed Eraclea Minoa ma decidiamo di non fermarci; sarebbe interessante visitare questo sito archeologico ma abbiamo deciso di prendere un caffè a Sciacca

Entriamo nella cittadina che è quasi mezzogiorno,presto per pranzare, ma ci fermiamo per un caffè ed un paio di fotografie dalla terrazza
Il panorama è da mozzare il fiato, il mare ha un colore incredibile, mi riempio gli occhi e mi rammarico di non avere il costume.

Di fronte l'Hotel delle Terme con giardino, ai tavolini gruppi di signori e signore di una certa età che chiacchierano sorseggiando thè.
Ripartiamo dopo l'immancabile sigaretta e ci dirigiamo verso Castelvetrano.
Ci arriviamo in meno di 30 minuti e ci immettiamo nella prima autostrada del nostro viaggio-da non credere.Viaggiamo a velocità spedita,il vento è un pò meno intenso.
Ci fermiamo su di una piazzola dalla quale si può vedere, in alto ,Salemi.
Uno dei desideri del mio compagno per questo viggio era di visitare questa cittadina.
Il sindaco "Vittorio Sgarbi"per poter ricostruire il centro storico abbandonato dopo il terremoto del 1968 ha messo in vendita ad 1 euro le case con l'impegno di ricostruirle secondo determinti criteri e nel rispetto della loro origine
Ci ripromettiamo di fare un giro prima di concludere la vacanza.
L'uscita di Castellamare del Golfo ci riserva il primo scorcio di quel mare blu che mi porto dentro da diversi anni
"Il mare di San Vito lo Capo" per me e sottolineo per me - il più bello d'Italia.

Golfo di castellammare


venerdì 10 dicembre 2010

La casa di Pirandello

Mercoledì 16 settembre
Ci svegliamo sicuramente riposati ma assolutamente decisi ad abbandonare quel luogo al più presto possibile.
Apriamo la finestra sul panorama di una città anonima che si sta svegliando.
Solito minimo di igiene personale, rimettiamo velocemente a posto le poche cose tirate fuori dalle borse e ci avviamo, senza guardarci indietro, verso la reception.
Ci è preso un colpo- eravamo chiudi dentro- sbarrata la porta a vetri,sbarrato il portone dell'hotel a doppia mandata.
Volevamo andarcene; assolutamente ed al più presto, lasciamo le borse all'ingresso e facciamo un giro verso un terrazzo intravisto il giorno prima, anche quello un posto squallido, vecchie lattine in sostuituzione dei vasi al cui interno morivano striminzite piantine di non so che, pavimentazione con piastrelle consumate e spaccate , forse un tempo molto belle.Girando per l'albergo mi sono venute in mente le scena di quei film del dopoguerra con quell'aria e qualla terribile sensazione di povertà che aleggia in ogni scena.
Inizio ad arrabbirami, non è possibile che non ci sia un servizio netturno e cmq non si dia la possibilità ai clienti di uscire a proprio piacimento; abbiamo oltretutto pagato ben 70 euro per questo squallore con la stessa cifra a Noto abbiamo avuto un appartamento.
Torniamo alla reception e fortunatamente troviamo un signora in vestaglia e pantofole che dice di attendere un attimo.
Dopo pochi minuti e finalmente un signore ci apre; paghiamo chiedendo regolare fattura che chiaramente stava tentando di non fare e ci precipitiamo fuori......
Il sole, l'aria tersa della mattina ci rimettono il sorriso, facciamo colazione nel bar accanto all'albergo, non vogliamo perdere un minuto di più in questa città.
Mi spiace ma mi è rimasto un pessimo ricordo, neanche la valle dei templi è riuscita a farmelo passare.
Ci dirigiamo verso la circumvallazione , la casa di Pirandello è fuori citta verso il mare.
Ci immettiamo ancora una volta sulla statale e ci dirigiamo verso la contrada caos, nome più appropriato alla strada che al quartiere e finalmente arriviamo.
Un lungo viale alberato conduce verso un promontorio vista mare e su di esso la Casa di Pirandello.

Fermiamo la moto con i bagagli e ci rendiamo subito conto di essere gli unici visitatori.Peccato che i più non sappiamo di questi posti -ma forse è meglio così-
Il  museo  si trova in un appartamento situato all'interno della villa dove Luigi Pirandello visse dal 1933 al 1936; qui sono conservati gli arredi, i quadri, i libri, i manoscritti ed altri oggetti originali appartenuti allo scrittore. In questa casa Luigi Pirandello ricevette il Premio Nobel nel 1934
Alla morte dello scrittore, gli eredi donarono allo Stato tutti i beni conservati nello studio di Luigi Pirandello.
Il mio compagno è raggiante-Pirandello è uno dei suoi idoli, lo definisce il maestro.
Visitiamo lo studio ed il museo ammirando scritti e  sceneggiature di tante commedie ancora oggi  rappresentate nel teatri del mondo.
Avverto la sua emozione e mi spiega che sta cercando di immedesimarsi nel pensiero maestro e provare a capire cosa quel luogo avesse rappresentato nella sua vita Ci suggeriscono di proseguire la visita verso il giardino dove sono conservate le ceneri del maestro all'interno di una roccia una volta sotto l'ombra di un pino che purtroppo non c'è più.
Profumi e colori ci accompagnano nella tragitto, il mare sotto di noi azzurro e dentro di noi una bellissima sensazione di pace; questo incontro con la cultura ci ha rimesso in pace con la città di Agrigento.


















Ritorniamo verso la villa ammirando il panorama meraviglioso, sono trascorse più di 3 ore senza rendercene conto dobbiamo ripartire.
La nostra meta è San Vito Lo Capo praticamente dall'altra parte del triangolo siculo



All'ingresso della villa trascritto su pietra una frase che racchiude in un solo colpo tutto il fascino del luogo            "Girgenti"
"una campagna d'olivi saraceni affacciata sugli orli  d'un altopiano d'argille azzurre sul mare africano"

Non posso far altro,a questo punto,che concludere con un'altra sua frase 
     "Così e se vi pare"   






giovedì 25 novembre 2010

Agrigento

Parcheggiamo la moto all'ingresso della Valle dei Templi e decidiamo di portare con noi caschi e giubbini.Non è propriamente comodo passeggiare tra rovine e templi con i caschi ed il giubbino ma non ci fidiamo a lasciare nulla.
Pagato il biglietto ci avviamo verso  il tempio di Hera Licinia;abbiamo la sensazione  che il sito si limiti a quello ma fatti alcuni passi ci rendiamo presto conto che a pochi metri dal tempio si dilunga un viale che attraversa tutta la zona archeologica---immensa---ben 1300 ettari



Iniziamo a passeggiare tra i ruderi della Magna Grecia fotografando e commentando. Fortunatamente non c'è molta gente il sole è basso all'orizzonte ed un venticello fresco ci aiuta nel percorso.
Immaggino cosa sarebbe stato visitare il luogo nel primo pomeriggio con il sole a picco o nei mesi di luglio/agosto-una follia-
Il percorso lungo i templi è  in terra battuta, ciottoli e pietre non rendono la passeggiata facile.Continuiamo a percorrere il viale ed in lontananza ci appare il tempio della Concordia..la strada è lunga ma il panorama merita.
Sulla nostra destra,in alto la città,sulla sinistra,in basso, il mare.Giungiamo al tempio dopo una buona ventina di minuti e cerchiamo di entrare;veniamo fermati da un ragazzo che ci invita a pagare un ulteriore biglietto.
Noooo non è corretto avrebbero dovuto avvertirci all'ingresso, ci spiegano che il biglietto è relativo ad una mostra che si tiene all'interno. Decidiamo di non vedere la mostra e ce ne andiamo infastiditi.
Non abbiamo voglia di innervosirci e fatte le dovute negative considerazioni riprendiamo le nostre chiacchiere sulla storia e sui luoghi che stiamo visitando. 
Continuiamo il percorso ma siamo veramente stanchi, trascinavamo i piedi.Gli stivaletti da moto del mio compagno dovono essere una tortura e le mie scarpe ,anche se adatte alla passeggiata, stanno surriscaldando i mie piedi.


Il percorso è ancora parecchio lungo ma decidiamo di continuare imperterriti.
A pochi metri il tempio di Eracle e subito dopo la valle si interrompe; bisogna uscire attraversare una strada e rientrare in un'altro sito archeologico; una vastissima spianata -il campo dell'olympeion-dove si collocano -un'altra innumerevole serie di templi e reperti.Riprendiamo la visita ma l'entusiasmo ormai è decimato.
Mentre fumiamo una sigaretta seduti su di una pietra ,sicuramente più vecchia di matusalemme, ammiriamo la zona che sta prendendo una nuova luce a causa dell'ora.
Mi è venuta in mente la sensazione provata qualche mese prima all'alambra di Granada, la stessa sensazione di stanchezza allucinante.
Decidiamo di rientrare, il pensiero di dover rifare la stessa strada mi mette l'angoscia ma......certo non possiamo prendere un taxi, anche se devo dire un pensierino ce lo siamo fatti .......ma avremmo fatto malissimo.

Il ritorno, mentre il sole tramontava tra i rudiri,è stato lo spettacolo più bello che madre natura potesse riservarci.Il sole basso all'orizzonte scompariva piano piano in un crescendo di rosso giocando a nascondino tra le colonne greche.



Arriviamo ai cancelli di uscita praticamente distrutti ma contenti.
Decidiamo di andare subito a mangiare qualcosa, siamo praticamente digiuni dal cannolo di Ragusa Ibla.
Un gentile poliziotto ci consente il parcheggio nei pressi di un ufficio pubblico e ci consiglia di fare due passi al centro per trovare un ristorante;ancora due passi al terzo saremmo svenuti- tutti e due-
Ci avviamo verso quella che dovrebbe essere la strada principale ed in vicoletto laterale ci fermiamo nel primo ristorante. Siamo stata fortunati ed abbiamo mangiato discretamente, ma non ricordo altro, non ho focalizzato ne il menù nè il costo-troppo stanchi-
Riprendiamo la moto e fortunatamente arriviamo velocemente nel tugurio dove alloggiavamo.
Rientrando in camera ci prende una sensazione di tristezza profonda;questo posto è veramente osceno.
Decido di non fare neanche la doccia il bagno mi fa ribrezzo e credetemi non sono una snob.
Ci buttiamo sul letto e fortunatamente ci addormentiamo subito, questa stanza ci ha anche depresso affettivamente---come dire----









martedì 16 novembre 2010

Verso Agrigento

Martedì 14 Settembre.
Ci svegliamo come al solito prestissimo e stamattina abbiamo tantissime cose da fare, lasceremo Noto per il lungo percorso verso Agrigento, 195 Kilometri di strada statale sconosciuta.
Il tempo non è bellissimo ed oltretutto c'è un vento notevole ,nemico della moto.
Colazione al solito ber ed ultima passeggiata all'alba lungo il corso per ammirare ancora una volta la cattedrale illuminata dalla luce del primo mattino.
Passeggiando veniamo superati da un gruppo di ragazzi vocianti ed elettrizzati- è il primo giorno di scuola-li seguiamo con lo sguardo mentre si abbracciano e si confidano, più avanti un'altra scuola dove le mamme accompagnano i più piccoli.
In fondo è già autunno e questa parola mi evoca immediatamente un sensazione di malinconia, non mi piace l'autunno e non mi piace il fatto che stiamo lasciando Noto, ne sono innamorata anzi  ne siamo innamorati.
Ritorniamo nella nostra casetta per preparare i bagagli; abbiamo anche la borsa da serbatoio, comodissima. Stamattina i costumi saranno in valigia non abbiamo tempo per un ultimo bagno nella zona vogliamo ritornare a Ragusa Ibla e poi ..... Agrigento.
Partiamo relativamente presto  equipaggiati di tutto punto ed abbastanza velocemente raggiungiamo Ragusa.
Parcheggiamo la moto con tutti i bagagli, ho un pò timore, non c'è nulla di valore ma.... da buona napoletana ho sempre qualche dubbio a lasciare incustoditi i bagagli.
Riprendiamo la via principale e ci dirigiamo verso la piazza principale  per fare un giro panoramico sul trenino che da la possibilità di avere uno sguardo d'insieme di tutta la città..
Avrei preferito salire e girare a piedi, solo così si può visitare un luogo ,ma devo raggiungere un compromesso con il mio compagno che con l'andare a piedi ha un rapporto pessimo.
Il giro è piacevole e focalizziamo ancora una volta un  immagine di  città monumento.
Ci fermiamo in un bar per un'altra granita ed un cannolo.La granita non è buona come quella del giorno precedente mentre il cannolo meritava quasi quasi un bis ma desistiamo.
Ritorniamo alla moto, come era prevedibile era tutto lì, ripartiamo verso la SS115.
Attraversiamo Comiso, Vittoria e la strada finalmente corre lungo il mare.Un mare piatto, spiagge infinite.













Ci fermiamo verso Licata per una sigaretta e per riposare un pò.Il tragitto è stato pessimo,gli autombilisti non rispettano nulla, passano, superano, attraversano, tagliano la strada, pericolosissimo.Il vento non ci ha dato tregua, fortissimo,sentivo la moto spostarsi e lo sforzo del mio compagno per tenere la strada,oltretutto con un panorama non proprio dei migliori; lungo il mare- bellissimo- insediamenti moderni con palazzotti ed aree industriali.
Insomma che dirvi non ci tornerei , ci sono luoghi molto più belli.
Ci sediamo sulla spiaggia deserta, il vento è violento, cerchiamo riparo sotto un muretto per scaldarci con i pochi raggi di sole che ci sono,mare in tempesta a perdita d'occhio  ma se solo ti giravi verso la costa  insediamenti industriali - ce ne andiamo-
Da Licata ad Agrigento ci sono ancora 50 Kilometri, un'altra ora di vento e di strada improponibile.
Attraversiamo ancora qualche punto con vista mare poi la strada va verso l'interno verso Palma di Montechiaro.
Arriviamo alla periferia di Agrigento, simile a tutte le periferie di città; avevamo un pò dimenticato come sono brutte i giorni trascorsi nella Val di Noto ci avevano disabituati alle bruttezze
Seguiamo le indicazione per la città e attraversando una rotatoria ci accorgiamo di essere sotto la collina della Valle dei Templi. Incredibile è lì così..... un pezzo di storia, di cultura ,di vita sopra na circumvallazione impazzita dal traffico---da non credere---
Decidiamo di cercare un posto per dormire, stavolta non sono stata previdente ed i nominativi presi sono lontani dai luoghi di interesse

Saliamo verso la città e troviamo l'indicazione di un B&B- Le Due Palme.
Bene segnatelo e non dimenticatelo perchè credo di non aver visto niente di più brutto, triste e squallido.
L'ingresso non era malvagio, la localizzazione vicinissima al centro e relativamente vicina alla Valle dei Templi.
Prendiamo le chiavi ed entriamo nella stanza..........mio dio........un arredamento anni 50, la luce fiochissima di un lampadario orrendo,i servizi igienici con ancora la catenella per tirare l'acqua, due sedie sbilenche,sul letto un copriletto da incubo,le finestre di legno scrostate e rotte.
Ci guardiamo sconsolatissimi, ma siamo troppo stanchi per cercare altro in fondo dobbiamo solo dormirci e ripartire all'indomani al più presto.
Lasciamo i bagagli senza aprirli,non facciamo la doccia ne ci cambiamo; usciamo velocemente da quella tristezza per andare a rifarci gli occhi alla Valle dei Templi