sabato 28 agosto 2010

Conil della frontera

Notte di sonno rinfrancante dopo la giornata precedente in giro per monumenti.
Ci svegliamo ancora un tantino a pezzi ma la giornata al mare prevista ci mette in moto velocemente.
Colazione in albergo e ne approfittiamo per preparare dei panini da portare con noi,abbiamo avuto la sensazione che ci avessero contato le fette di prosciutto e formaggio usate; quella mattina la colazione ci è costata ben 17 euro"follia"
Chiediamo indicazione alla ragazza alla concierge per Cadiz, e da in pochi chilometri il mare.
La tipa, antipatica e scostumata come poche, ha pagato i suoi modi in seguito, ci guarda schifatissima e facendo finta di non capire esclama "COMO ? CADIZZZZZZZZZZZZZ" ficcando la lingua tra i denti per sottolineare la z. Avevamo sbagliato la pronuncia e lei lo evidenziava.
Abbiamo ringraziato ,anche se le indicazioni date erano pessime,e ci siamo ripromesse con uno sguardo complice che avremmo provveduto in seguito a metterla in difficoltà.
ogni volta che la tipa era di turno alla reception ci facevamo punto d’onore di chiederle una qualsiasi informazione in italiano velocissimo , chiaramente andava nel panico continuando a dire "NO COMPRENDO" vendetta  fatta 
Recuperiamo la macchina nel garage microonde e ci avviamo verso la famosa E 30.
Ci crederete? Non l‘ abbiamo trovata ! Comunque  non so se per fortuna o se perché più o meno avevamo capito la tipologia stradale di questa città infernale,siamo riuscite ad imboccare la strada giusta con direzione Malaga " chiaramente "
Una foto Internet di Cadiz

Stavolta il viaggio è stato si è rilevato piacevolissimo,strada scorrevole,poche curve,molto alberata insomma migliore delle altre.
Come al solito le indicazioni per le uscite erano pessime ma noi,ormai bravissime,siamo riuscite in un’oretta ad arrivare a Conil della Frontera
L’idea iniziale sarebbe stata quella di visitare Cadizzzzz, chiaramente pronunciata come ci aveva indicato la signorina,ma la voglia di mare era troppa ed il tempo troppo poco

Posteggiamo la macchina in un assolatissimo parcheggio.Davanti a noi una spiaggia infinita con un mare azzurro meraviglioso
Caffè di rito in un delizioso bar del lungomare e ci avviamo sulla spiaggia chilometrica chiaramente libera ma con servizio di lettini a disposizione.
Decidiamo di spendere qualsiasi cifra per la comodità e rimaniamo di sasso quando ci chiedono 5 euro per 2 lettini ed 1 ombrellone 
A Napoli il più scalcagnato dei lidi ti chiede 10 solo per il lettino.
Ci organizziamo e via verso il mare per un bagno ma  avevo dimenticato che essendo quello oceano la temperatura dell’acqua non supera i 10 gradi da brivido, non riesco a tuffarmi è troppo fredda.
Fortunatamente la temperatura esterna è gradevolissima e stese al sole si sta benissimo.
Il racconto di questa giornata di mare è cosa, credo ,conosciuta ai più.
Stese a prendere il sole , come dice la mia amica, a fare il cannellone praticamente a girarsi senza soluzione di continuità non emettendo suoni e possibilmente dormendo 
Distesa,in uno stato di dormiveglia, guardavo il paesino e la spiaggia e mi venivano in mente  i ricordi della regione dell’Algarve portoghese visitata l’anno precedente

La costa del Luz e l’Algarve portoghese sono confinanti quindi l’uno la continuazione dell’altro, spiagge lunghissime a perdita d’occhio, mare cristallino e l’orizzonte completamente libero
Il sole a quella latitudine non si sposta, noi in Italia siamo abituati a girare i lettini mano a mano che il sole si muove,lì rimani sempre allo stesso posto;il sole è sempre alto nel cielo,sempre allo zenit, e tramonta improvvisamente.
Dopo 5 ore di sole e riposo,con abbronzatura  gradazione cozza, decidiamo di rivestirci e fare un giretto per il paese.
Sulla spiaggia il vento ci aveva dato la sensazione che la temperatura fosse gradevole , ma passeggiando per il paese ci siamo rese conto che invece viaggiavamo sui soliti 46 gradi e  noi...... avanti per negozietti e bancarelle.
Il paesino era delizioso ed alle diciotto praticamente  deserto. Gruppi sparuti di ragazzi si dirigevano ancora verso il mare come se fosse mezzogiorno altro popolo, altri orari,altra latitudine.
L’unica similitudine che accomuna  questa costa al quella Italiana  è che ,come in tutti i luoghi di moda, è frequentata da giovanissimi che vivono la notte.Alla sei del pomeriggio passeggiano solo i turisti.
Un ultimo giro, qualche delizioso acquisto di chincaglieria e di due osceni fermagli per capelli con fiori color vermiglio ma siamo in vacanza possiamo anche metterci i fiori tra i capelli

Ci avviamo alla macchina che ha ormai raggiunto una temperatura di 50 gradi e ripartiamo verso Siviglia.
Ci dispiace andarcene , forse un breve soggiorno magari vivendo la notte  non ci sarebbe dispiaciuto.
Purtroppo domani è l’ultimo giorno e dobbiamo rientrare.
Un pizzico di malinconia ci prende, la vacanza sta per finire

martedì 24 agosto 2010

Siviglia 4

E' il pomeriggio inoltrato ,abbiamo riposato gambe e testa ed una doccia rinfrescante ci ha rimesso in sesto dopo la mostruosa camminata della mattina ed è anche ora di cena.
Sono le venti ed il sole non è ancora tramontato ma  la  fame si fa sentire in fondo avevamo pranzato solo con un'insalata e  con i chilometri fatti ci meritavamo una bella cena
La sera precedente la festa al quartiere di Triana ci aveva messo allegria e decidiamo di ritornarci La festa aveva popolato la zona di ristorantini mobili dai quali partivano effluvi di frittura e di brace.
Magari non troppo salutari ma sicuramente gradevolissimi al palato
Plaza Nueva








.
Ci avviamo a piedi, come al solito, manco non avessimo già percorso mezza Siviglia.
Riattraversiamo il Barrio de Santa Cruz , Plaza Nueva, uno sguardo alla Cattedrale ed alla Giralda visitata la mattina, la Torre dell’Oro,imbarcadero della gita non troppo apprezzata e via verso il ponte della Cartuja.
ponte della Cartuja sono le 21 ed è ancora giorno
Sono ormai quasi le nove ma è ancora giorno e perdiamo un po’ di tempo tra le bancarelle ed i negozietti. Passeggiamo lungo il fiume che, ogni sera ,si trasforma in un animatissimo bar improvvisato. Sul muro che costeggia l'argine del fiume giovani e meno giovani  si intrattengono a chiacchierare bevendo birra
Ci fermiamo in uno dei ristorantini mobili visti la sera prima L'aspetto è popolare e popoloso, tovaglie di carta e  stoviglie di plastica. Famiglie con bambini e tantissima confusione.
Mi sembra di stare a Napoli a Porta Capuana in una sera d’estate, manca solo il venditore di anguria e di trippa Ordiniamo frittura di pesce e sarde alla brace, me le sognavo dall’ anno precedente quando in giro per il Portogallo e l’Algarve ho gustato le più buone sarde alla brace mai mangiate.
Ci arriva la frittura che è tantissima e sostanzialmente graveolente ma così buona che credo di non averne più mangiato, le mie sarde hanno una pezzatura che ricorda più un'orata sono enormi ed anche queste buonissime e freschissime
Decido di mangiare con le mani cosa che mi costerà 4 tovagliolini profumati di quelli che regalano in aereo senza però ottenere risultati. Ha aleggiato intorno a me per ore EAU DE SARD , ma non me ne poteva importare di meno
Il rientro in albergo lo facciamo , chiaramente a piedi
Attraversiamo il ponte di Triana ed arriviamo in Plaza De Jarez, ormai giriamo Siviglia come Napoli, ci avviamo verso l’Avenida della Costitucion.
Ogni volta ,attraversando l'avenida , iniziamo una specie di litania sulla costitucion dell’addicion della fazion,insomma na cretinata, ma ci provocava risate senza fine.

Lungo l’avenida ancora bar aperti e gente che si intratteneva a chiacchierare- questo popolo vive di notte – sulla nostra destra la Cattadrale illuminata,uno spettacolo
Percorrendo  un tratto del Barrio de Santa Cruz ,ormai quasi deserto,mi colpiscono i camion della nettezza urbana, sono tantissimi, gli operatori della società puliscono le strade a fondo e le lavano accuratamente"CHE MERAVIGLIA".
Arriviamo in albergo continuando  il nostro sciogli lingua costitucion dell’addicion della fazion.



Domani Costa de Luz ed il mare

domenica 22 agosto 2010

siviglia 3

Per oggi ci siamo riservate buona parte degli impegni culturali cercheremo di visitare quanto è più possibile, per domani vorremmo la giornata per una corsa verso il mare "ci manca "
Come al solito facciamo colazione in hotel, scopriremo in seguito che ci è costata  ben 15 euro al giorno, un vero peccato sia economico che di gusto in quanto avremmo potuto mangiare  in qualche bar caratteristico scegliendo le loro specialità, ma ..è andata così ci servirà per esperienza
Attraversiamo la piazze ed imbocchiamo le solite stradine che ci porteranno in pochi minuti  verso la cattedrale di Siviglia.
Sono solo le nove del mattino  fortunatamente i turisti in mandria  non sono ancora in giro.Ne approfittiamo per entrare in un negozio dove vendono abiti da flamenco, talmente appariscenti e ricchi da essere bellissimi, decidiamo di misurarne qualcuno vorremmo fare delle foto ma la taglia più piccola è la 46 ed all'epoca eravamo magroline assai Proviamo ad indossarli ma ci satnno uno schifo , quel tipo di abito va praticamente attaccato addosso a noi cadeva da tutte le parti  un vero peccato






Primo appuntamento della giornata la  Cattedrale di Siviglia " mastosa "
E' il più grande tempio gotico della Spagna nonché terzo della cristianità,dopo quello di San Pietro a Roma e San Paolo a Londra, ed è anch’essa costruita sulle rovine di una grande moschea.



Prendiamo anche stavolta l’audio guida e percorrendo le navate ascoltiamo la storia e ammiriamo le opere esposte. L'altare maggiore ci lascia senza fiato; un esempio di magnificenza , un capolavoro costruito in circa 80 anni che raffigura un migliaio di personaggi biblici.

Tra le altre opere il sepolcro di Cristoforo Colombo, che non ci ha colpito particolarmente.
Siamo rimaste talmente affascinata da attraversarla per ben due volte concludendo per una pausa sigaretta nel giardino degli aranci.
La Giralda è una torre in mattoni alta 90 metri  e 34 ripide salite che girano all’interno della torre ci portano alla cima dove sventola EL GIRALDILLO una banderuola in bronzo che rappresenta la fede e che è diventata il simbolo di Siviglia.


Arriviamo in cima  e restiamo senza fiato davanti al panorama della
A questo punto la stanchezza aveva già raggiunto il top ma decidiamo di proseguire, abbiamo pochi giorni, dobbiamo scegliere cercandoo di portare con noi le cose più belle.Abbiamo deciso di eliminare l’ennesimo alcazar,in fondo ne abbiamo visto uno splendido a Cordoba e l'altro patrimonio dell’umanità,a Granada.

La dominazione e la cultura araba in Andalusia è ovunque.
Decidiamo quindi per la visita due delle piazze più conosciute al mondo Plaza de Espagna  Plaza de Toros e come al solito ci avviamo alacremente a piedi.


















mercoledì 18 agosto 2010

siviglia 2

Una volta calmate le membra ed il cervello dall allucinante ingresso in città la nostra proverbiale voglia di non perdere nulla dei luoghi che visitiamo è riemersa con tutta la sua forza.
Sistemiamo i bagagli, il soggiorno a Siviglia durerà  4 giorni, veloce doccia ed uno sguardo dalla finestra e la Giralda in linea d’aria è vicinissima
Panorama della Giralda dalla stanza dell'hotel
L’albergo di per se non è nulla di particolare lo stile è tipo  Holiday Inn, fatto il Check Inn puoi portarti anche Nostradamus nessuno ti nota.
L'aspetto positivo è ancora una volta la localizzazione, centralissimo. In  piazza gli stazionamenti di autobus come per qualsiasi luogo dove si concentra la vita di una città ,sulla destra " la Corte d’Anglais" una catena di ipermercati già vista a Berlino e presenti in tutta Europa.
Difronte all'hotel attraversando la piazza le stradine deliziose e particolarissime del centro storico ed i siti più importanti.
Quello che colpisce passeggiando in queste strade sono i teli  posizionati sui tetti dei palazzi.
Creano una ragnatela di ombra, consentono di camminare al riparo del sole cocente, lasciando comunque passare aria 
Purtroppo però abbiamo a tratti vissuto la sensazione di trovarci nelle zone commerciali del centro di Napoli ,uno dietro l'altro le catene dei marchi più in voga,come da noi :
Zara, Stefanel, H&M, Stradivarius, Yves Roches Benetton insomma tutti e qualcuno di più Fortunatamente l'architettura liberty dei palazzi ed alcuni  vecchi negozietti ancora legati  alla cultura locale con splendide vetrine nelle quali si potevano ammirare  tutti gli oggetti della cultura Andalusa "ventagli, mantiglie, pettini in osso e tutto quanto legato alle loro tradizioni" ci hanno rimesso il sorriso e l'impegno di acquistare i gadget per i nostri amici evitando la solita paccottiglia

Ancora un po’ stanche per l'impresa vissuta al mattino abbiamo deciso di farci comodamente trasportare sulle rive del Guadalcavir con un battello una forma di city Sightseeing sul fiume
Cartina alla mano, brachette di ordinanza ed addirittura un maglioncino di filo,la temperatura fortunatamente si era abbassata,ci siamo dirette verso la"Torre dell’Oro" l’imbarcadero per la passeggiata fluviale.
Venti Euro a testa per un giro abbastanza noioso, lontano dai siti storici e sopratutto accompagnato da una puzza nauseabonda che saliva dal fiume e così penetrante che la mia amica lo ha definito"FIET AULIV"o puzza di olive in macerazione scatenando un'ilarità irrefrenabile.

Inbarcadero della torre dell'oro foto Internet

Il battello,nel frattempo,proseguiva la sua navigazione fino all'expo del 92, un luogo tristissimo con una giostra in funzione avvolta da una sensazione di abbandono ;per dirla tutta una  mezza schifezza.
Fortunatamente  la situazione si è evuluta positivamente sulla sponda del fiume all'altezza del quartiere  di Triana, storicamenente  insediato il popolo gitano, si notava un bel pò di confusione.
Luci, movimento, folla sul ponte della Cartuja è la Feria di San Ana "festa di san’Anna", sguardo complice decidiamo di andare.

Finalmente termina il giro sul battello ed  è incredibile sono le 22 e c'è ancora luce .Attraversiamo il ponte e ci gettiamo nella Feria.
Localini con musica dal vivo, ristoranti affollatissimi con i tavoli lungo i marciapiedi e qualcuno anche in strada, bancarelle illuminate da luci e colori odori di cibo speziato che ci avvolgeva, ragazzi seduti sul muretto del fiume a bere cerveza ghiacciata
Sicuramente la festa è quà
Notiamo una gran folla che applaudiva sul ponte della Cartuya e ci avviciniamo ...una sfilata di moda con il sottofondo della Carmen di Bizet  e  quale miglior musica per una sfilata di abiti andalusi che si è conclusa in un crescendo musicale e di stile con abiti bellissimi. una emozione incredibile

Decido immediatamente che uno di quelli rossi sarà il mio, chiaramente scherzo, ma confesso mi piacerebbe.
Ritorniamo verso la strada e ci fermiamo a cenare in un simpatico ristorantino
Paella e Birra ghiacciata il tutto accompagnato da un discorso filosofeggiante del cameriere sul sapere o non sapere cosa la vita potrà riservarci, sull’aprofittare dei momenti belli, sul godere delle piccole e grandi cose che la giornata ci riserva e ci lascia il suo pensiero sulla cartina di Siviglia. Ci ripromettiamo di conservare la cartina con il suo pensiero  "ABBIAMO PERSO LA CARTINA ED IL  PENSIERO SCRITTO CHIARAMENTE  " ma il senso del discorso lo portiamo ancora con noi, non l'abbiamo dimenticato una splendida filosofia di vita indubbiamente Per rientrare in hotel prendiamo un taxi è tardissimo credo fossero le quattro del mattino ma sopratutto siamo parecchio stanche.il viaggio è brevissimo pochi minuti e solo cinque euro, ma a noi piace camminare.
Uno sguardo dalla finestra della nostra camera per vedere la Giralda illuminata .... domani sarà una giornata piena.

sabato 14 agosto 2010

In viaggio verso Siviglia

Ci siamo, la macchina è carica, acqua, panini, tutto pronto e via verso la A 92 direzione Malaga.
Sembra che in Andalusia la direzione sia sempre Malaga,un po’ come TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA, ma serve una laurea in ingegneria stradale per capire l’uscita giusta  ma  tutto fa avventura quando si è in vacanza.
Stavolta guida la mia compagna di viaggio, ci siamo divise i chilometri amorevolmente, sarò io il TomTOM. Salutiamo Granada e ci immettiamo velocemente in autostrada; percorso tranquillo e la guagliona ci risponde meravigliosamente.
Anche quest’autostrada , come le altre, corre in mezzo al nulla, chilometri e chilometri di nulla.

Decidiamo di cercare almeno un alberello che so un cespuglio per poter mangiare il panino e fare una pausa.
Lungo il percorso notiamo alcune indicazioni che pubblicizzano il Parco Natural Laguna Fuente de Pietra decidiamo di andare, in fondo sono pochi chilometri e siamo in perfetto orario sulla tabella di marcia.
Usciamo dal’autostrada e ci inoltriamo verso la riserva, sbagliamo chiaramente strada e finiamo in un paesino deserto, assolato, caldo, color ocra e bianco, il nulla, ho la sensazione di essere in un'entroterra del sud italiano .
Riusciamo ad imboccare la direzione giusta per la riserva ed in pochi minuti siamo là "il caldo è assoluto"
Ci fermiamo su di un  un belvedere riparato dal sole e sotto un ulivo ci rilassiamo guardando il panorama e mangiando il nostro panino.

Nella riserva risiedono più di 20.000 coppie di fenicotteri ed è uno dei siti più importanti d’Europa, purtroppo li vediamo solo in lontananza , troppo caldo per una escursione sulle rive della laguna.
Riprendiamo velocemente il viaggio ed in un’altra oretta siamo a Siviglia, totale viaggio 2 ore non male.

A questo punto fiduciose e confortate dai precedenti facili ingressi a Cordoba e Granada facciamo programmi per il pomeriggio, felici di aver recuperato una mezza giornata.

La guida della planet ed altri turisti ci avevano avvertito che guidare a Siviglia è un’impresa ardua, allucinante, ma forti della nostra napoletanità non ci siamo preoccupate.
E' stato un incubo " Granada Siviglia 2 ore, ricerca strada hotel a Siviglia 2,30 " una follia.

Le indicazione sul vaucher dell'albergo, stavolta, non erano perfettamente chiare, davano per certo la nostra immissione in una fantomatica E30 dalla quale sarebbe stato semplicissimo imboccare la Via Calatrava.
Questa strada la ricorderò a vita, questo nome mi è talmente rimasto in mente che alla prima occasione sono andata a vedere chi era questo Calatrava "il malefico è l'architetto che ha costruito l’ultimo ponte di Venezia" ma non credo sia così conosciuto a Siviglia da intitolargli una strada forse è un'altra persona
Nel nostro peregrinare la E 30 non l’abbiamo mai trovata anche se non era altro che la tangenziale di Siviglia. Per noi rimarrà per sempre il " fantasma dell’Andalusia"
Mentre la mia compagna di viaggio cercava disperatamente di barcamenarsi tra sensi unici e divieti, io con la stessa disperazione cercavo di capire dove cavolo dovessimo entrare per cercare almeno di avvicinarci al centro della città. Potrei a questo punto deliziarvi con un intero post sull ingresso in Siviglia , ma credo non sia il caso. faccio un veloce riassunto solo per dare un' idea Accompagnando la ricerca con tutte le possibili imprecazioni in napoletano arcaico, invocazioni di santi del paradiso e sfinimento psico fisico abbiamo  attraversato due volte l’Avenida Luis Montoro. tre volte l’Avevida de Eduardo Dato tre volte la Maria Auxiliadora diventata per facilità  Maria Ausiliatrice e per concludere due volte la Maria Luisa. Nei tanti giri siamo anche passate  anche nel centro storico praticamente sotto la Giralda, isola pedonale con  divieto assoluto di transito
L'unica risposta che avevamo dai Sivigliani, a cui provavamo a chiedere le indicazioni, era che per arrivata alla Piazza Duerte della Vittoria dovevamo girare alla derecia cioè verso destra, destra a traffico limitato solo a Bus e Taxi.
A questo punto e dopo circa 2 ore di giri a vuoto ,sfibrate,ormai prive di nuove imprecazioni ed io particolarmente mortificata, mi sentivo in colpa per non essere riuscita a dare le indicazioni giuste, abbiamo deciso di travestirci da taxi e siamo andate a destra.
in venti minuti di senso vietato e sbagliando solo 2 volte essendo la Via   Calatrava era un micro vicolo seminascosto, siamo riuscite ad arrivare nella famigerata piazza, primo giro e l'hotel ci è sfuggito , secondo passaggio e ci siamo fermate per chiedere "lo avevamo di fronte " come l’apparizione dei magi lo abbiamo visto
Plaza Duque della Vittoria il nostro hotel è quello dietro le palme
Eravamo stravolte, sconvolte,accaldate e pure un poco incazzate
Sistemiamo la macchina in un garage indicato dalla recepionist, la temperatura nel sottosuolo era da microonde poi finalmente  in camera dove senza battere ciglio e fare fiati ci siamo buttate sul letto per una mezz’ora di relax

mercoledì 11 agosto 2010

Granada 3

Il ritorno dall’Alambra ha rappresentato il momento meno divertente di tutto il viaggio.
Il caldo opprimente e la stanchezza ci hanno  letteralmente zittite,impresa non facile per due come noi.
In attesa dell'appuntamento,fissato il giorno precedente, per una seduta all'hamman ci siamo dirette versa la piazza  Bib Rambla per bere qualcosa di fresco.
Puntuali come gli svizzeri ci siamo presentate,costume alla mano, alla reception dell'hammam, consiglio vivamente a chi dovesse recarsi in zona di ritagliarsi un momento di relax in uno dei famosi hamman di cui la zona è piena
Ci hanno rifornito di pareo e niente altro neanche  un paio di ciabbatte e siamo entrate in un questo luogo da mille ed una notte
Foto Internet , non potevo portare la macchina fotografica chiaramente



Luci basse pareti rivestite di azuleje, all’ingresso, su di un tavolino, the verde  a disposizione degli ospiti,vasche di acqua a varia temperatura, marmi caldi sui quali potersi stendere e non pensare a nulla ,musica di sottofondo e silenzio.La sensazione di benessere è immediata, entrare ed uscire dalle vasche a varie temperatura, farsi massaggiare dalle mani esperte del personale con oli profumati è quanto di meglio dopo una giornata in giro per l'Alambra.
Anche a Napoli ed in tutto il mondo i centri benessere e le terme si sprecano,fanno anche tendenza,ma  questi luoghi sono tutt'altra cosa.

Abbiamo trascorso due ore immerse nel nulla , in un’atmosfera ovattata e rilassante, ma……….beh come al solito abbiamo trovato il modo per ridere e per divertirci.
Entrando in sauna, in penombra e tra i vapori ,si è materializzato un bronzo di riace color cioccolato fondente al 95% , praticamente un marmo,un esemplare come quello andava  guardato ed apprezzato.
Il bronzo si accompagnava ad una signora di mezza età, probabilmente fornita di portafoglio a mantice "ampio al punto da allagarsi come una fisarmonica e contenere tantissimi soldi"Si muovevano in simbiosi mai l'uno senza l'altra e lei con il giunzaglio bello stretto.
Non c’è stata un donna che non abbia fatto commenti e la mia  amica ed io non siamo state da meno al punto che per il troppo sghignazzare ci siamo fatte richiamare al silenzio.
Dopo l'hammam ci siamo dirette in albergo per una salutare doccia e con molto comodo" in Andalusia il tempo si dilata e la notte è lunga " siamo andate a cena in Calle della Pescaderia dove , secondo la guida, avremmo trovato il miglior ristorante di pesce di Granada"Oliver" Confermo quanto detto dalla guida ,unico aspetto negativo del locale, ma un po’per tutti a causa del caldo,è la nebulizzazione continua ;ottima per il caldo oppressivo del giorno ma in serata mangiare sotto la doccia è un tantino fastidioso.
Ristorante Oliver

Cena squisita a base di  frittura di pesce,birra ghiacciata e ancora una volta niente dolce.
Noi italiani non abbiamo eguali in fatto di pasticceria e quindi abbiamo evitato, prezzo corretto 45 euro in due, personale gentilissimo.
La serata si è conclusa con una passeggiata tra strade e stradine del centro ed acquisto del classico abanjco rojo o ventaglio rosso
Il ritorno in albergo è stato velocizzato da una mia violentissima esigenza addominale accompagnata da risate commenti ecc ecc.
Affacciati alla finestra dell'albergo abbiamo commentato la giornata fumando una sigaretta ... domani si viaggia di nuovo
Ci aspetta Siviglia
                                     
A

sabato 7 agosto 2010

Granada 2

Trascorrere la serata in un locale di flamenco ci è sembrata cosa assolutamente da fare. ci affidiamo alla guida sperando di trovare un locale senza contaminazioni turistiche.
Ripercorriamo la Plaza Nuova e la Gran Via de Colon è tardissimo ma noi  ci inoltriamo in vicoli non proprio raccomandabili fino a trovare l’Eshavira
A pochi passi da noi due gruppi di signore,ci inoltriamo guardandoci complici della nostra temerarietà ma tutte rimaniamo deluse, il locale è aperto ma quella sera niente flamenco.
peccato ci salutiamo con gli altri due gruppi di signore augurandoci buon proseguimento di viaggio.
Ci soffermiamo a considerare  che nel corso dei nostri viaggi abbiamo incontrati spesso gruppi di donne non voglio dire sole  mi rifiuto . Essere sole è una terminologia scorretta legata antropologicamente ad un passato che non esiste più.Non siamo sole,siamo in compagnia di noi stesse e di amiche, siamo libere siamo in gamba,siamo autonome e capaci di risolvere qualsiasi situazione quindi.......
Rientriamo in albergo ormai tramortite dal caldo e dalla stanchezza.
Siamo al secondo giorno a Granada ed il programma di viaggio prevede L’Alambra, accuratamente prenotata dall’Italia con relativo pagamento ed ingresso alle 12 " pessimo" sotto il solleone.
Approfittiamo per fare colazione in un bar della piazza Bib-Rambla, zona del mercato dei fiori e vicinissima ai vicoli dove si dirama un vero e proprio suk arabo.
La sensazione provata attraversando il suk è quella di essere a Sharm e Sheik, stessi odori, stessi volti, stesso artigianato industriale,ecc ecc.
Comunque,devo confessare,che abbiamo attraversato il  Suk almeno due volte al giorno "indubbiamente i mercatini attirano la nostra attenzione" Ci avviamo verso la fermata dell’autobus reduci dalla camminata del giorno precedente ci rifiutiamo di andare a piedi, sarebbe stato veramente troppo. Acquistiamo due splendidi e succulenti panini con  Jamon de Serrano e pronte.
La visita dell’alambra ha una prospettiva d'impegno di almeno cinque ore , ci ripromettiamo di effettuare la visita "A COP A COP" traduzione SUPERFICIALMENTE ma... chiaramente l’abbiamo visitata tutta ed approfonditamente.
Le imponenti mura rosse dell’Alambra si elevano al di sopra di boschi di olmi e cipressi ed all’interno si presenta come uno dei più straordinari luoghi d’europa,una rete di palazzi riccamente adornati e di rigogliosi giardini, patrimonio dell’umanità oggetto di storie e leggende.
Ci riforniamo di audio guida e iniziamo a passeggiare; la voce narrante  ci racconta l'architettura, la storia e le  leggenda dei sultani zairiti e delle loro concubine, le gesta di Carlo V, successivo conquistatore ed abitante, del magnifico luogo ecc-ecc.
L’atmosfera era perfetta ,purtroppo però, l'ascolto delle storie  appassionanti era disturbato da quelli che in tutto il mondo sono la peggior specie di turisti"I GITANTI DELLA DOMENICA" gruppi di vacanzieri in mandria, il più delle volte in formazione familiare con anziani e bimbi piccolissimi in passeggino , povere creature  urlanti e piangenti stordite dal caldo e dalla stanchezza a cui non può fregare niente dell’ architettura islamica, della cupola o del suono dell’acqua che refrigera le menti.
Queste anime di Dio costrette dai genitori a tour de force allucinanti vorrebbero solo mangiare, dormire e stare al fresco avrebbero il  diritto di trascorrere la loro vacanze in un bel villaggio con animazione e baby club riposando e mangiando alle ore giuste. Nel contempo i genitori avrebbero il dovere di non disturbare,i veri responsabili con il loro egoismo e la loro superficialità sono loro non i bambini Non condivido assolutamente  il discorso fatto da molti di loro che" i figli debbono divertirsi con i genitori" i bambini si annoiano, si stancano e sopratutto non rimarrà nei loro ricordi assolutamente nulla.
Una delle stanze interne all'alambra

Prima di affrontare l’ultima parte della visita" I GIARDINI DEL GENERALIFE" decidiamo di dare un attimo di riposo alle menbra. Ci sediamo su di una panchina fra gli alberi ed affrontiamo il nostro splendido panino osservando le mandrie che salgono verso i giardini, accaldati, occhio appannato e piede strisciante.
Volendo essere oneste non che noi avessimo lo stesso aspetto stravolto..........
Stessa nota negativa di cui sopra tra gli splendidi giardini le urle delle creature ormai stremate e troppe veramente troppe persone

Alla quinta ora di passeggiata fra architetture islamiche e giardini meravigliosi decidiamo di avviarci verso l’uscita: Siamo stanchissime al punto da sederci ovunque: sedili ,pietre ed aiuole, i  nostri piedi chiedono tregua ma fortunatamente un venticello delizioso attenuava sensibilmente il caldo.


le foto di questo post con gli splendidi interni ed i giardini sono tutte recuperate da Internet ; le mie purtroppo sono andate perse











martedì 3 agosto 2010

Granada

18 Luglio
Lasciamo Cordoba velocemente, l’uscita dalla città non ci crea nessun problema; è domenica c'è poco traffico.
Le indicazioni sulla cartina ci indicano di imboccare la A45 direzione Malaga e  poi proseguire sulla A92 per Granada. qualche dubbio ci coglie al momento di decidere l'escita da imboccare,le indicazioni sono pessime, viviamo attimi di indecisione sul filo dei 140 km all’ora.
L’arrivo a Granada ci lascia un attimo deluse centri commerciali, capannoni industriali insomma tutto simile a qualsiasi città del mondo non c'è storia.
Fortunatamente le indicazione per l’albergo sono chiarissime ed in pochi minuti entriamo in città e troviamo l'hotel. Stavolta nessun fattorino ci apre la porta e ci parcheggia la macchina in garage ci tocca fare tutto da noi ma del resto eravamo a conoscenza della tipologia dell'albergo scelto .A Cordoba ci siamo concesse un regalo.
Sistemiamo i bagagli e ci avviamo alla ricerca di cibo sono ormai le 15 e la fame si fa sentire.
Anche stavolta la localizzazione dell’albergo è ottimale siamo al centro di Granada, due passi ed è tutto lì, ringrazio mentalmente e via sms il mio amico agente di viaggio che ancora una volta sulla nostra scenografia di viaggio ha dato riscontro perfetto: alberghi centrali, economici, puliti cosa chiedere di più?
Ci avviamo,stavolta senza cartina,nel deserto domenicale ed assolato di questa città.
Una considerazione personale mi sembra d'obbligo ; Granada è la città che  mi lasciato le emozioni meno intense ,non so spiegarne il motivo forse la troppa confusione, forse l’aspetto di una città come le altre o forse l’aver puntato l’attenzione in modo quasi totale sull’Alambra non ci ha concesso il tempo per inoltrarci e per spaziare più approfonditamente.
Ma torniamo alla nostra ricerca di cibo arriviamo in una piazza completamente deserta,tutto chiuso tranne un bar, proviamo ad entrare e mi coglie un attimo di tristezza, panini con hamburger , patatine, sgabelli.....no..no preferiamo andare altrove la fame può attendere.
di fronte a noi una stradina in salita dove si nota un tantino di movimento, saliamo anche noi.
Si materializza una deliziosa piazzetta con ristorantini e bar affollati ed immediatamente ci siamo
Plaza della Romanilla


Ci accomodiamo in uno dei locali, del resto uno vale l'altro non  avendo indicazioni
Il caldo è atroce ma dagli ombrelloni parte una splendida nebulizzazione che crea una sensazione di fresco veramente piacevole.
Pranziamo con un leggero gazpacho che adoro e del pesce al forno"fa troppo caldo per mangiare altro" prezzo onesto 40 euro circa per due.
Approfittando dell’attesa, cartina alla mano, cerchiamo di capire dove siamo e scopriamo di essere nella Plaza della Romanilla, punto d’incontro dei giovani di Granada con i ristorantini ed i bar più alla moda. Mi trova a dare conferma a quanto da me sempre pensato le città vanno girate a casaccio camminando a piedi  inoltrandosi tra vicoli e stradine solo così le conosci veramente.
Ritorniamo in hotel con una temperatura allucinante il caldo è talmente forte che quasi si ha la sensazione di non poter respirare decidiamo di non riuscire prima della 18
Dopo un riposo salutare proseguiamo la giornata  con una visita  al quartiere di Sacromonte dove ,al Mirador San Nicolas ,è possibile ammirare l’Alambra in tutta la sua maestosità. Il caldo è ancora oppressivo ma iniziamo comunque la salita verso il Mirador attraversando le stradine ripide e tortuose del quartiere dell’Albayzin. Tra i vicoli la presenza araba e la cultura islamica si avverte in pieno Questo percorso non è segnato dalla guida ma sia la mia compagna che io viaggiamo sulla stessa lunghezza d'onda, seguiamo le guida ma anche il nostro istinto bisogna vedere di tutto e di più
libere di decidere
una stradina del quartiere dell'albayzin
La salita è tosta ed a metà strada decidiamo di concederci un autobus, la stanchezza e soprattutto il caldo soffocante non ci permettono di continuare a piedi.al capolinea ci ritroviamo praticamente in un luogo deserto, proviamo a chiedere indicazioni per il Mirador ma si rivelano assolutamente inutili Ci arriviamo da sole  e finalmente ci fermiamo valeva la pena massacrarci il posto è bellissimo .
Preferiamo concederci un meritato riposo sui divanetti di un bel locale con vista  Alambra illuminata dal tramonto mentre sul muretto sottostante tantissime persone si godono la stessa vista gratis
restiamo sedute per almeno un'ora,mega aperitivo,chiacchiere in libertà

Per il ritorno decidiamo di riprendere l'autobus i miei piedi sono allo stremo
ho sbagliato a scegliere le scarpe ;in un impeto di vanità ho sostituito le mie beardstok con un paio di deliziosi sandaletti assolutamente inutili. Ho la sensazione di aver affrontato un percorso kneip e sento tutte le pietre dei secoli sotto la mia povera pianta.
L'autobus ci lascia relativamente al centro e fatti pochi passi ci ritroviamo nuovamente in Plaza della Romanilla. Cambiamo ristorante ma restiamo a cena in piazza
Seguiamo l’istinto ed anche stavolta ci va bene. Ottima cena a base di tapas, baccala e delizioso Jamon de Serrano"sarà dura senza di lui alla fine del viaggio" cerveza di default e ........ mille e mille risate.
Avverto una splendida sensazione di  serenità e penso a quanta bellezza porteremo con noi.