lunedì 10 ottobre 2016

Dalla Valle di Maddaloni a Sant Agata dei Goti

Il percorso che affronteremo questa domenica non sarà sicuramente dei più impegnativi; viaggeremo tra natura incontaminata e storia, unica difficoltà per così dire la lunghezza del percorso 11 km ad andare ed altrettanti al ritorno
Escursione organizzata da FIE Napoli Trekkvesuvio con la supervisione dal nostro carissimo amico Pasquale che con attenzione ai particolari ha reso la giornata particolarmente gradevole. Appuntamento sotto l acquedotto Carolino costruito da Luigi Vanvitelli per volere di Carlo di Borbone "Opere imponenti sul nostro territorio sono frutto della mente geniale di questo re " Il ponte fu dichiarato patrimonio dell' umanità negli anni 90 insieme alla Reggia di Caserta e il Real Sito di San Leucio.
La partenza è in salita e tra la nebbia  fino a raggiungere la sommità dell acquedotto, l'atmosfera è ovattata  tutto intorno i monti e la campagna sono lattiginosi. Entriamo nel bosco e Pasquale ci sollecita, ha coinvolto il presidente della pro loco di Sant Agata per una visita guidata e siamo regolarmente in ritardo. I chilometri da affrontare sono ben 11 bisogna camminare con un po' di lena.
Odori meravigliosi si sprigionano dal sottobosco bagnato, ha piovuto tutto ieri  ed anche oggi abbiamo l'incognita dell'acquazzone anche se al momento un timido sole spunta tra i rami dei castagni. Per terra foglie, ricci e castagne attorno bellissime composizioni di rami ricchi di bacche rosse e fiori viola  tipici del bosco, c'è anche il pungitopo che fa tanto Natale in quest'atmosfera.
Ho come la sensazione di vivere la pagine di un sussidiario il libro di scuola dei mie tempi.
Come al solito il percorso è accompagnato dalle nostre chiacchiere con qualcuno ci si conosce con altri si fa amicizia . Cinque meravigliosi chilometri e sbuchiamo tra le campagne dove regna sovrana la coltivazione delle mele annurche," Chiaramente nessuno resiste e ci arrampichiamo
sugli alberi per raccoglierne qualcuna. Hanno l aspetto delle mele della strega cattiva da un lato rosse dall'altro ancora verdi e noi come cenerentola addentiamo la parte rossa, sono acidule saporite frizzanti un sapore di vita , le mangiamo tutte fino al torsolo.
Foto di Salvatore Montella












Lungo il percorso distese di mele poggiate su letti di paglia e solerti contadine sedute a rigirarle per la maturazione ( questo il segreto di queste mele praticamente fatte a mano) Le salutiamo, ci augurano buona passeggiata "che gioia "siamo lontani dal caos  e dallo stress.La nostra simpaticissima compagna di escursione Annamaria ci rallegra chiacchierando e non lasciando in pace nessuno, saluta a destra e a manca tutti gli abitanti delle case coloniche che un po' timidamente rispondono, non sono abituati al passaggio un un gruppo di personaggi strani come noi.Salvatore invece fissa con la sua macchina fotografica i momenti ed i luoghi più belli, noi compresi  mentre ignari non ci preoccupiamo di metterci in posa "le più foto più belle".
Siamo in netto ritardo l'appuntamento con il presidente della pro loco era alle 11 e sono quasi le dodici. Manca almeno un'altro chilometro all'ingresso del paese, abbiamo perso un po' di tempo tra foto e raccolta di frutti. Sant Agata del Goti ci accoglie con la pioggia ma  l'acqua non ci ferma e non ferma il presidente che ci conduce attraverso il caratteristico ponte per ammirare il magnifico borgo borgo costruito dai sanniti su una propaggine tufacea tra i i torrenti Mortorano e Riello

Il centro storico medioevale, bandiera arancione del touring,  è progettato con vicoli stretti  utile alla difesa dal freddo e dai nemici, ricco di memorie storiche monumenti medioevali ,reliquie ed opere pittoriche costituisce un vero scrigno d'arte. purtroppo è tardi e riusciamo a visitare solo la chiesa dell Annunziata .La nostra guida ci illustra storia e opere  tra cui un grandissimo affresco rappresentante il giudizio universale unico al mondo
Nel frattempo mi ha raggiunto un collega con la consorte fortunati abitanti di questo bellissimo luogo, facciamo due chiacchiere e ci salutiamo con la promessa di tornare per una visita più approfondita , approfittando per passare una giornata inseme. Nel frattempo ha smesso di piovere e ci dirigiamo verso il castello dove ci attende un piccolo rinfresco organizzato dalla pro loco sotto le perfette indicazioni del nostro amico Pasquale.Il castello di epoca medioevale costruito dai Longobardi ed ampliato dai Normanni ha un aspetto tozzo ed irregolare  nulla a che fare con i castelli cdi cui è ricca la nostra Italia centrale. Il  primo piano, nella sala dove ci fermiamo  per la degustazione e per la pausa, è affrescato magnificamente e sapientemente descritti dal presidente. Sul tavolo una serie di formaggi freschi e stagionati ,taralli tipici  ed un falanghina del beneventano fredda al punto giusto. Sono a dieta ma faccio uno strappo un paio di gustosissime fettine di formaggio locale finiscono nel mio stomaco annaffiate da mezzo bicchiere di vino "mi sono comportata bene" completo il pranzo con mezzo del mio panino dietetico il resto lo regalo a Pasquale. Foro ricordo di tutto il gruppo di Fie Napoli Trekkvesuvio

Si riparte verso il centro storico per una passeggiata finale accompagnati dai racconti della storia e di miti di questo antico borgo. Io nel frattempo mi guardo intorno è un po' di tempo che viaggio con la mente verso un futuro meno caotico, mi piacerebbe vivere in una piccola cittadina e condividendone i momenti e le piccole cose magari indossando il vestito bello per la passeggiate della domenica.

Questi palazzi sono bellissimi , le case che si intravedono mi trasmettono solidità e protezione, l'aria che si respira ha un odore diverso, una sensazione di calma di pace mi prende...sarà vero ? oppure è solo un desiderio momentaneo? Non lo so ma è bello sognare ed in fondo è un sogno semplice. Ci fermiamo per il caffè su di un terrazzo sullo strapiombo, attorno campagna e colline, una decina di minuti di riposo e si riparte. Riattraversiamo il centro storico  e lasciamo una parte del gruppo alle macchine sapientemente lasciate la mattina per eventuali piogge o stanchezze del ritorno I soliti duri , tra cui io, invece riprendono il cammino per il ritorno..... in fondo cosa sono altri 11 chilometri a piedi?  nelle intenzioni del ritorno ci sarebbe stata quella di provvedere ad un po' di raccolta di frutti dalla campagna, qualche mela, due fichi d'india ancora rossi e succulenti e qualche loto in via di maturazione.ma alla fine raccogliamo solo qualche mela e poi via verso il bosco per  ultimi 5 chilometri.
La stanchezza si fa sentire , ho un problema ad un piede ed è come se mi arrivassero delle coltellate continue,sull'altro invece sento che si sta formando una vescica, lo zaino mi pesa da morire  2 kg di mele annurche che non ho nessuna intenzione di abbandonare.... pesano.
Giornata d'esperienza per la mia intenzione di affrontare il cammino di Santiago il prossimo anno.
Mi sembra di non arrivare più sono stravolta anche i capelli stanno perdendo di forza, il riccio si sta ammosciando, i piedi urlano pietà il ponte è a circa un chilometro aumento il passo e come si suol dire  attacco il diesel vedere la macchina aprirla e sedermici per cambiare le scarpe è un tutt'uno.
I piedi pulsano ma mi sento meglio  aspettiamo gli altri per la foto ricordo degli ultimi temerari e poi via verso casa. Dire di essere stanca è un eufemismo sono praticamente distrutta ma.... non ci rinuncerei mai







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