martedì 2 maggio 2017

Da Egnazia a Pezze di Greco

Tempo di relax e di teli stesi sul prato , tempo di sole che ci sta finalmente riscaldando, il vento è freddo ed incessante .Ed è anche il momento della conoscenza quando in un'ordine non ben costituito e molto poco analitico nascono i gruppi , le amicizie che rimarranno nel tempo e le simpatie che finiranno con i gioni del cammino Accanto a me la famiglia di Olandesi,difficile comunicare, chiedo sbagliando clamorosamente dove vanno al posto del da dove venite " figurone " sorridendo mi ritiro, il resto della comunicazione per tutti i giorni a venire sarà fatta di sorrisi..Giovanni, la nostra guida, ci comunica il tempo che ci resta prima di riprendere il cammino e fortunatamente nel museo riusciamo ad andare in bagno ed a prendere un caffè anche se accompagnati dalle rimostranze del personale"una processione per giunta non interessati al museo"
Foto Fabrizio Cillo
Ci rialziamo faticosamente e riprendiamo il cammino senza immaginare gli altri 15 km che ci attendevano. La strada purtroppo è asfaltata ma ai lati i muretti a secco , candidati all'unanimità dall'Italia alla commissione per l'Unesco, ci accompagnano lungo tutto il percorso. Oltre i muretti  prati a perdita d'occhio rossi dai papaveri, viola e gialli di fiori spontanei  verde degli ulivi spettacolari. Immagino che i tronchi siano  abbracci infiniti , abbracci che si uniscono e si fondono tra i rami.Cambio passo ,mi isolo ne ho bisogno per un po' mi devo godere il paesaggio, il rumore del vento tra i rami l' immagine dei prati di mille colori che si muovono con il vento, gli uccelli , il silenzio Il paesaggio è bellissimo vorrei fotografare tutto per poterlo portare con me  vorrei  fermare nella mia macchina le emozioni Nel frattempo al mio fianco arriva Maurizio,simpatico e gentilissimo pugliese che avendo iniziato da poco questa esperienza di trekking ha provato a cimentarsi in questa avventura, ci raccontiamo facciamo amicizia

E si cammina Giovanni ci rassicura indicandoci la collina non troppo lontana che dovrebbe essere la nostra meta ma vi assicuro che ci sono volute altre 2 ore per arrivare. Lasciamo la strada fra gli ulivi e attraversiamo un ponte sulla statale, ci avviamo verso una zona abitata, il primo impatto non è del migliori capannoni e un odore strano ci accoglie....ormai siamo allo stremo delle forze i mie piedi urlano pietà e pure la mia schiena ma credo di non essere la sola in queste condizioni ormai è un solo lamento un solo mugolio.....quanto manca.... e Giovanni ci rassicura ...poco..... e non era vero.

Foto Roberto Sani
Chiaramente la Masseria Donna Licia che ci avrebbe ospitato era dall'altra parte del paese.





Lo attraversiamo tutto accompagnati dalle domande di tutti i ragazzini del luogo credo affascinati da questo lungo serpentone umano, dai volti devastati dalla stanchezza e diciamocelo pure odori non proprio di freschezza. Provano a parlare Inglese poi si rendono conto che siamo Italianissimi saranno stati i pantaloncini di molti di noi e i cappellini, tipici del popolo anglosassone che fa turismo. Maurizio ci conta i chilometri ha un gps ed insieme al traguardo dei 30 chilometri, quando sono ormai le  20  ,arriviamo anche Masseria Donna Licia.

Il trullo della Masseria Donna Licia

Ci accoglie un tipico trullo e una sala già pronta per mangiare. Purtroppo parte anche un momento non proprio idilliaco Alcuni di noi ,me compresa, dovranno spostarsi  Dopo aver cenato ci condurranno  in altre masserie de luogo, in questa non c'è posto per tutti. Mi arrabbio, sopratutto perchè non potrò farmi un  doccia prima di cena e non potrò levarmi le scarpe. Carmela, una delle nostre accompagnatrici, cerca di fare il possibile per accontentarmi io mi chiudo nel mio nervosismo senza rendermi conto che magari sto esagerando. Mi siedo e parte il " chiusura al mondo "che dura sostanzialmente 5 minuti non di più. Inizia la cena accanto a me le amiche di viaggio che cercavano nel frattempo di calmarmi, di fronte Maurizio e poco distante alcune ragazze campane con le quali avevo già fatto escursione nella nostra zona. A questo punto l'ottimo cibo preparato dalla padrona di casa " detta Mammina" carciofini croccanti, peperoni gratinati , formaggio buonissimo,orecchiette con le cime e la tipica bonbetta , bocconcini di carne ripiena, tutto innaffiato da vino e birra stemperano l'atmosfera, la tavolata è lunghissima , ma si ride si scherza e si fa amicizia. I pranzo si dilunga sembra un matrimonio e la stanchezza sta cedendo alla voglia di convivialità, fuori ci aspetta il van che farò da spola fino alle altre masserie.
Masseria del Purgatorio
A noi tocca la" Masseria del Purgatorio"lancio la valigia e me stessa nell'auto lasciando a terra Paola e Barbara che per il freddo si era rifugiate nella sala.Il viaggio è breve. Anche questa masseria ha il suo magnifico trullo e delle confortevoli stanze anche se parecchio fredde ma non importa, la stanchezza ha ormai raggiunto livelli esponenziali, non mi preoccupo di sistemare nulla, cosa che abitualmente faccio" il caos" metto il pigiama e accendo a palla il condizionatore, neanche la forza di farmi la doccia giusto il minimo tabellare di pulizia. accolgo le mie amiche nel frattempo arrivate e mi ficco sotto le coperte .... ricordo solo di aver pensato che l'indomani sarei stata un solo dolore poi più nulla. Il giorno dopo sono venuta a sapere che i viaggi verso le masserie sono stati più di uno e che il mio amico Maurizio si era addormentato sul divano della sala ristorante , solo grazie al conteggio dei partecipanti qualcuno si accorto che mancava all'appello....... 

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