mercoledì 10 novembre 2010

Modica

In breve tempo raggiungiamo Modica, il primo giro lo facciamo in moto. La prima impressione non è particolarmente positiva,  ho la stessa sensazione di Catania, la pietra scura riveste i palazzi in un barocco un pò cupo, non ci entusiasma. Decidiamo di parcheggiare sul corso principale e di fare un giro.
La città sorge sulla confluenza di due fiumi che dividono l'altopiano in quattro colline; i due fiumi(ormai asciutti e coperti nel tratto urbano) si uniscono a formare un alveo che nei primi del Novecento divenenne l'odierno Corso Umberto I, asse principale della città.
Un negozio di cioccolata attira la nostra attenzione,la tipica cioccolata di modica fatta con un antica ricetta atzeca senza burro ed impastata solo con lo zucchero è in bella mostra,dobbiamo comprarne un pò assolutamente.
A questo punto il piccolo zainetto di tela che porto sulle spalle è diventato ormai un bagaglio, costumi bagnati, maglioncini, macchina fotografica, tom tom, la cioccolata e le scorzette di arancia candite hanno ormai un peso specifico di circa 3 kg che portati sulla schiena mentre si corre in moto vi assicuro che non è piacevole.
Il mio compagno è già da qualche giorno che dice di non poter più vedermi portare lo zainetto e decide di comprare al più presto una borsa da serbatoio.
Continuiamo a passeggiare lungo il corso ammirando l'imponenza dei palazzi e le figure tardo barocche che li abbelliscono, alzando lo sguardo tra i vicoli che si arrampicano dal corso principale scorgiamo l'imponentissima presenza della cattedrale, ne vediamo solo la parte più alta ma deve essere bellissima.
Ci dicono che la strada è interrotta e che dobbiamo salire 300 gradini, non male con quella temperatura.
Io sono molto allenata alle camminate ma il mio lui è un tantinello più stanziale, diciamo metà uomo metà moto-- per intenderci-- mi guarda con l'aria del... lasciamo perdere......si rende conto,però, che non possimo esimerci dal salire ........ ci proviamo attraversando vicoletti e passaggi proibitivi e ci arriviamo motorizzati.
Uno spettacolo magnifico-- anche questa volta ne valeva la pena.
Il  Duomo di San Giorgio viene indicato e segnalato come monumento simbolo del Barocco Siciliano tipico di questo estremo lembo, di cui rappresenta l'architettura più imponente e scenografica ed anch'esso inserito nella lista dei beni patrimonio dell'umanita.
La facciata è imponente, all'interno si possono ammirare 5 navate e ben 22 colonne montate da capitelli corinzi e per finire un'oragano da 5000 canne.   Che dirvi di più. bisogna andare ed ammirarlo.


All'uscita del duomo ci soffermiamo ad ammirare la città bassa costruita nell'alveo del fiume.

Panorama di modica dal Duomo
Risaliamo in moto e seguendo le indicazioni dateci arriviamo da un rivenditore di accessori per moto.Lo zainetto fiammante e riempito di ogni cosa viene posizionato sul serbatoio,nei mie pensieri  regalo al mio compagnio 10 punti premio per la sua attenzione.........................................
Ripartiamo verso Ragusa Ibla che dista solo una trentina di chilometri da Modica. Sono i trenta chiometri più curvosi(si può dire?)di tutta la Sicila.
Lui è entusiasta e si diverte,io un poco meno ,ma sono felice, l'aria è bellissima,il sole ci sta scaldando senza opprimere,il paesaggio è da mozzare il fiato.
Chiudo gli occhi ad ogni curva e mi lascio trasportare dolcemente dalla moto e .. da lui 

1 commento:

Anonimo ha detto...

ecco... ti sei persa gli "mpanatighi" sono tipici ravioli-biscotto tipici del posto, sono biscotti con ripieno di filetto di manzo tritato finemente e misto a cacao-mandorle-noci-etc.. Le suore-monache le offrivano, nel periodo della quaresima, ai predicatori per rifocillarli dopo le faticose ed estenuanti prediche del periodo quaresimale, che vietava l'uso delle carni. Poi, ti sei persa il quartiere ebraico dove fu commesso uno dei primi (tanti)eccidi mai raccontati dai libri di storia, sempre nel periodo pasquale, questa città che era stata sede della contea (di Modica) con l'avvento del fascismo fu declassata a comune, sbagliando strada, avete percorso parte della strada che facevano I vicerè, per recarsi ad Ibla, 2 x importanza, ho avuto modo xlavoro di percorrere parte dei sentieri che questo faceva seduto su sedia portata a spalla dai servitori. State per arrivare in quel paese ricostruito dopo il terremoto del 16.. ricostruita con buona parte di mano d'opera giunta in sicilia dalle patrie galere calabre, quartiere cosentini.....
Gino s...112