domenica 1 maggio 2016

Ischia Part Two

Stiamo rientrando in hotel con il pulmino dell’organizzazione dopo un divertente pomeriggio di sagra.
Il mio ginocchio va malissimo ho bisogno di ghiaccio  e riposo ma decido di arrivare in farmacia per prendere un nuovo antinfiammatorio nella vana speranza di trovare un po’ di sollievo ; la farmacia è solo ad un piao di chilometri.
Finalmente in stanza doccia rapida e ghiaccio. In valigia oltre all'abbigliamento da trekking ho un semplice jeans, un paio di maglioncini e delle semplici sneakers… e così vestita vado a cena. La sale è tipica degli hotel  dei luoghi di vacanza e non mi piace troppo; pensare che c’è gente che paga fior di quattrini pur di avere questo tipo di sistemazione. I nostri tavoli sono ancora vuoti siamo le prime e con noi solo altre 3 signore  attendiamo un po’; il servizio cena come tutti gli hotel termina alle 9,15 ma il resto del gruppo è missing Dopo un po’ arriva il cameriere e siamo costrette ad ordinare. Solo verso le nove le tavole a noi riservate si completano con resto delle persone  con grande irritazione dei camerieri. Nel frattempo il mio abbigliamento casual stride con gli abiti da sera delle altre signore appena arrivate ; andranno sicuramente a ballare , io ho un'altra età e poi il dolore al ginocchio mi sta tormentando. Qualche chiacchiera nella hall e via a dormire o meglio a cercare di dormire  Notte insonne dal dolore  e colazione.. è presto quindi con Barbara decidiamo di passare una buona mezz’ora nella piscina termale dell’hotel  inserita in un giardino d’inverno con piante fiorite e atmosfera calda e rilassante
All’appuntamento con le guide veniamo messi al corrente di un cambio di programma dovuto alle avverse condizioni meteo, Pioviggina c è vento ed il mare agitato non ci consente il bagno nelle piscine naturali di Sorgeto. Anche questa volte i nostri accompagnatori hanno trovato la giusta alternativa si salirà alla bocca di Tifeo dove una serie di fumarole  fanno da contorno ad un sentiero nel comune di Forio La mia amica Barbara , donna intraprendente è leggermente contrariata, lei avrebbe comunque fatto il bagno  a Sorgeto  ma i desideri personali si scontrano chiaramente con la responsabilità di chi ci guida
Il percorso non è difficile arrivati alla frazione di Panza si prosegue  per la piana di Montecorvo, dove si possono ammirare una serie di filari di vite , si continua su di uno stretto sentiero di montagna non particolarmente difficile.
Ci fermiamo in uno spiazzo dal quele si gode  di un panorama stupendo sullo sfondo il litorale di Forio in primo piano Punta Imperatore  e la spiaggia di Citara intenso il mare in tempesta, le creste bianche i colori del sole che si rifrange nel mare le nuvole che fanno ombra insomma una poesia……Rossella, una delle nostre guide ed io ci fermiamo, abbiamo entrambe problemi alle ginocchia, gli altri proseguono a meno di un chilometro più in alto si arriva nei pressi di una fumarola e lungo i fianchi della montagna se ne vedono molte altre Lo spettacolo è dovunque notevole , non solo per il panorama ma anche per la vegetazione tutto intorno, nonché per le diffuse testimonianze di un passato, nemmeno tanto lontano, durante il quale i contadini del luogo si spingevano a realizzare terrazzamenti in posti assolutamente impervi.

Non so perché ma durante questi percorsi si scatenano attacchi di fame feroce e come rientrano i compagni dalla Bocca di Tifeo si procede a divorare i panini gentilmente offerti dall’hotel. Confesso che erano un nulla composto da tre micro panini farciti nell’ordine da  pomodoro, formaggio e prosciutto ma sia chiaro un companatico per panino mica tutti insieme.
Oggi si brinda Eugenia e Claudio di Trekkultura sono ufficialmente associazione” AUGURI “ e “GRAZIE”    bravissimi  ad organizzare questo fine settimana affidando il gruppo  a “Rossella e Vito”   competenti e professionali. Terminata la merenda si scende verso l’incrocio con il promontorio di Panza da dove partono i percorsi per i sentieri di Sorgeto e  della baia della Pelara minuscola baia conosciuta da pochi.
Lasciamo la strada asfaltata, superiamo le tracce della civiltà contemporanea con i suoi caseggiati e le sue realtà e ci inoltriamo nella natura incontaminata; fermo restando i residui che gente incivile ha abbandonato lungo il percorso e ci immergiamo letteralmente in un mare di verde. I gradini in legno e il corrimano realizzato dai volontari della Pro Loco di Panza e la rigogliosa vegetazione rendono il percorso particolarmente piacevole. Lecci, querce, corbezzoli, ginestre, eriche ed ancora un tappeto di felci; la  natura è stata profondamente generosa colori e odori ci avvolgono l'ultimo tratto del nostro percorso,
quello  più selvatico, impervio, ma che ci ripaga abbondantemente di tutte le fatiche ed a me in particolare del lancinante dolore che mi sta perseguitando .Lo spettacolo è unico, mozzafiato; natura, solo natura Un vento incessante ed inclemente non da tregua il fiordo è sommerso dalle onde schiumose e violente. Il sentiero fino al mare attraversa praticamente colate di lava che un tempo si è ricongiunta con il mare formando l incanto di questa baia. Molti scendono fino al fine del percorso mi dispiace tantissimo ma io non ce la faccio dovrò tornare assolutamente. Risalgo guardo il mare, il cielo e cerco di fissare nella mia mente quella immagine di vita ..nelle orecchie il rumore del vento e del mare è bellissimo… è incanto…. è pace ….




Si risale ormai sono allo stremo ma non voglio perdermi il panorama dal promontorio di panza altro piccolo sentiero e li a prendere il paradiso con le mani davanti a noi sant’angelo che continua ad essere il leitmotiv  di questa vacanza e del mio servizio fotografico







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