giovedì 4 agosto 2011

Salutando Berlino

Lasciamo la Gendarmenmarkt e ripercorriamo la Unter der Linder per dirigerci al Sony Center ci è balenata l'dea di dare uno sguardo panoramico a  Berlino al tramonto salendo all'ultimo piano del Panoramapunket.
Continuiamo a piedi, la distanza non è eccessiva e siamo abituate a camminare,arriviamo ma purtroppo l'ascensore è chiuso per manutenzione quindi niente panorama ci dobbiamo accontentare dello spettacolo delle luci cangianti della cupola del Sony Center in notturno" molto chitch"
Di seguito due immagini recuperate dalla rete che ne danno l'esatta dimensione




Ci fermiamo per un caffè e per decidere dove andare a cenare, il bar è grazioso con comodi divani ma il panorama è quello che è .....moderno e psichedelico ma tengo a sottolineare che è assolutamente e solo il mio personale giudizio.
Il caffè è la solita ciofeca ma la Apple Pie  è deliziosa, perfetta con il suo gelato di vaniglia" meno male che in quel periodo ero sotto peso" ed inizia a quel punto l'ennesima discussione sul come,dove e cosa fare in serata e di conseguenza mangiare.
Ognuna di noi aveva la sua proposta guide alla mano e memori della serata precedente ben ferme sulle nostre scelte, dopo un'ora di varie ed eventuali  abbiamo ancora una volta ceduto alla proposta di quella di noi che in quei giorni aveva guidato ed indirizzato molto dei nostri giorni Berlinesi e ci siamo accordate "si fa per dire" per un ristorante tipico ed .... a Charlottenburg "un incubo"  Torniamo in Hotel con un autobus di linea per cambiarci e riposare un pochino;fortunatamente  Berlino,come  tantissime altre città d'Europa, ha buona parte dei siti interessanti ad una relativa distanza l'uno dall'altro e sopratutto una rete di trasporti urbani capillare e puntuale, per il ristorante decidiamo poi di prendere un taxi sia in andata che al ritorno, troppo distante dal nostro hotel per una nuova gita in autobus di linea
Arrivati al ristorante ci rendiamo conto di essere  praticamente affianco al castello di Charlottnburg e.............che il locale non  era altro che una Brauhaus Lemke, la stessa catena di ristoranti tipici della prima sera a due passi dal nostro hotel, nessuno ha commentato, il cibo già sperimentato due sere prima era ottimo e la birra pure,ho solo evitato lo stinco di maiale assolutamente indigeribile per il mio stomaco;rientriamo in Hotel dando un'ultimo sguardo alla porta di Brandemburgo in notturna"bellissima"

Ci svegliamo che piove........... per quasi tre giorni il tempo è stato magnanimo ma oggi Berlino ci saluta piangendo "peccato" Decidiamo di dividerci per le ultime commissioni ,decisione che avremmo dovuto adottare anche nei giorni precedenti e che ci siamo riproposte di fare per i prossimi viaggi nel caso di disaccordo, mi sono ripromessa oltretutto che questa deve diventare una regola fissa senza variabili per fare in modo che tutti i componenti del gruppo di viaggio possano godere della vacanza e del piacere della compagnia senza malintesi ed arrabbiature e sopratutto per mantenere in seguito i rapporti di amicizia  Decidiamo di comprare della Birdstock originali in un negozio vicino all'hotel,gli ultimi gadget per amici e vari e poi in un impeto di vanità e di amore "sempre femmine siamo" decidiamo di cercare un parrucchiere"all'aereoporto di Napoli troveremo i nostri compagni ad attenderci"ci vogliamo fare belle....Troviamo quello che ci sembra un parrucchiere ed entrando si materializza  una signorina con capelli fucsia e blu cobaldo e tanto di cresta centrale, catalogo fra le mani di vari colorazzi per capelli,attimo di panico e cerchiamo di farle capire  che vogliamo solo uno shampoo ed una piega....DIFFICILISSIMO......a gesti ci dice che che ci vogliono almeno 3 ore di attesa, nemmeno ci dovessimo ridipingere con i colori dell'arcobaleno e tagliare i capelli da Punkbestia, rinunciamo.............
Rientrando in hotel per recuperare i bagagli ci mettiamo in posa per un'ultima foto sotto il cartello della Uban con la scritta Alexander Plaz,mi piacerebbe ritornare ancora prossimamente ma.... ci sono ancora tanti luoghi nuovi che desidero visitare quindi....................al prossimo viaggio :-))










martedì 2 agosto 2011

Friedrichshain & Fredrichstasse

Nell'attesa dell'autobus che ci avrebbe riportato verso la Unter der Linder le mie compagne di viaggio si accordano per andare a Fredrichshain quartiere della Est Side Gallery"il famoso chilometro di muro ancora intatto e ricco di graffiti di ciu  ho postato alcune foto in qualche capitolo fà" e per mangiare qualcosa,dalle loro parole sembrava che questo quartiere fosse in piena espansione culturale con localini e ristoranti alternativi ma io ero ancora troppo arrabbiata per partecipare a qualsiasi conversazione quindi sono salita sull'autobus e ho proseguito con loro senza fare un fiato rimurginando tra me e me.Il percorso fatto dall'autobus verso Fredrichshain è stato lunghissimo, abbiamo dovuto cambiare linea ed oltretutto credo avessimo anche sbagliato difatti  dopo circa un'ora di percorso siamo arrivati nel quartiere di Fredrichshiain ma dell'Est Side Gallery nessuna traccia, probabilmente quella linea di autobus aveva attraversato il quartiere da un'altra zona, dai finestrini non si vedeva altro che una proliferazione incontrollata di casermoni alti quattro cinque piani lungo un tristissimo viale praticamente deserto,documentandomi  sulla guida ho scoperto che quel tipo di costruzione detta Mietskasernen faceva parte de piano Hobrecht  che servì  a porre rimedio alla mancanza di case nel periodo dell'industrializzazione e del relativo aumento della popolazione comunque" una tristezza infinita" e la netta sensazione di essere finiti nel periodo pre unificazione delle due Berlino  mancava solo la DDR .Scese al capolinea dell'autobus

Fonte Internet
ci siamo rese conto che,oltre a non aver ritrovato la Est Side Gallery, non avevamo neanche avuto modo di percepire la creatura camaleontica di quel quartiere tanto decantato dalla guida con le  boutique alternative i baretti ed i ristoranti dove un popolo di artisti vi avrebbe dovuto soggiornare a tutte le ore del giorno"questo quanto descritto noi abbiamo visto tutt'altro"
Riprendiamo lo stesso autobus per tornare verso Mitte e per mangiare qualcosa, ancora un percorso fra i casermoni e finalmente da lontano la torre della televisione e Alexzander Plaz, continuiamo sulla Unter der Linder e scendiamo all'altezza della Fredrichstrasse, decidiamo di fermarci a mangiare in uno dei tanti localini sulla strada in fondo sono tutti simuli e si mangia più o meno le stesse cose. Il ristorante ed il cibo erano tipicamente tedeschi con tanto di zuppe e stinco di maiale ma nulla che debba essere particolarmente ricordato.Io ero ormai pacata un pò perchè è nella mia indole soprassedere un pò perchè non vale mai la pena in viaggio di immusonirsi per lungo tempo bisogna risolvere velocemente i contenziosi e proseguire; decidiamo di continuare a piedi per raggiungere la Gendarmenmerket passeggiando sulla Fredrichstasse dove una serie ininterrotta di centri commerciali dai design molto interessanti facevano a gara fra di loro con vetrine addobbate da abiti  dei migliori stilisti Italiani.










Facciamo chiaramente un giro e continuando a passeggiare ci inbattiamo in un bar italiano dove riusciamo a prendere un decentissimo caffè. Arriviamo sulla Gendermenmarket che siamo distrutte ma ne valeva veramente la pena
La piazza è veramente graziosa e come suggerisce la guida la più graziosa di Berlino: il suo nome è legato ai Gens Armes, un reggimento prussiano composto da immigrati ugonotti francesi che si stabilirono nella zona dopo essere stati espulsi dalla Francia , la zona intorno alla piazza è la Berlino dell'eleganza, alberghi di lusso, ristoranti fiabeschi e nightclub esclusivi quindi....... non per noi gioiosi vacanzieri fai da te.
Gendermenmarket







lunedì 1 agosto 2011

Charlottenburg

Rientrando in Hotel  come la sera precedente le nostre compagne di viaggio hanno preferito tornare in camera mentre noi, ci siamo dirette al bar dell'hotel ,non siamo alcolizzate sia chiaro, ma ci piace in vacanza concludere la serata con qualcosa di piacevole al palato ed all'umore.
Proviamo ad ordinare uno Spritz che più che un fine pasto è un aperitivo ma a noi piace  quindi....  il barman non ne conosceva l'esistenza o meglio forse in Germania si chiama in altro modo comunque gli spieghiamo gli ingredienti e veniamo servite di una discreta bevanda; sorgeggiamo ascoltando ancora una volta l'arabo che karacoeggia facendoci un sacco di risate.
Ci sveglimo al mattino di buon ora come al solito e fortunatamente senza stinco di maiale a farci compagnia; in fondo la nouvelle cousine della sera precedente ci aveva almeno salvato la digestione difatti eravamo rimaste praticamente digiune.Ci riuniamo dopo colazione per definire i luoghi da visitare in quell'ultimo giorno ed ancora una volta non siamo daccordo su nulla.Avrei preferito continuare il giro nell'est per visitare  l'Est Side Gallery il chilometro di muro ancora intatto che, il giorno precedente durante il giro sul citysightseeing, non ero riuscita a fotografare,avrei voluto passeggiare tra i graffiti lungo quello che è rimasto di un periodo profondamente oscuro della storia europea; ulteriore  desiderio sarebbe stato quello di visitare la scintillante cupola di vetro del Reichstag" il parlamento tedesco"

E magari concludere con una scappatella al Pergamon Museum
Ma ci lasciamo convincere ad una visita al castello di Charlottenburg e per arrivarci attraversiamo praticamente tutta la città quasi un'ora tra distanza e cambio di linea di autobus che però ci consente una sosta sotto la Porta di Brandemburgo in diurna con  foto di rito e







due chiacchiere con un gruppo di signore Italiane in vacanza anche loro concludendo con uno sguardo dall'esterno al Parlamento ed alla sua cupola, poi
nuovamente in marcia verso il castello che raggiungiamo dopo una buona mezz'ora.
Il castello mi delude profondamente "fatto costruire da Sophie Charlotte moglie di Federico III di Brandemburgo è esternamente molto lineare per poi arricchirsi al'interno di architetture barocche" il tutto letto sulla giuda,mi sono rifiutata di perdere tempo a visitarlo




Mi stavo innervosendo valutando la tristezza del luogo ed il tempo perso per arrivare fin lì e non contente le altre due compagne di viaggio decidono di andare a visitare i giardini che logicamente essendo inverno erano una distesa desolante di brina e ghiaccio ma contente loro.... io mi sono rifiutata e con l'altra amica ci siamo dirette in un bar per scaldarci con una bevanda calda  sperando di usufruire anche di un bagno che manco a dirlo era rotto per cui........
Finalmente dopo una mezz'ora interminabile le vediamo ricomparire, avevo ormai il fumo che mi usciva della orecchie per dirla con un eufemismo ma ho preferito non fare commenti  il mio sguardo e la mia espressione bastavano.Unica alternativa all'andar via per conto mio e da sola (nessuno delle altre prendeva posizione per quieto vivere e le capisco) era quella di proseguire con loro tenendomi l'arrabbiatura e rinunciando al mio programma; ho preferito così per evitare polemiche di proseguire in compagnia e lasciare qualsiasi decisione sul prosieguo della giornata alle altre, nel frattempo  mi era oltretutto passato l'entusiasmo. Chiaramente l'esperienza mi è servita  per  le valutazioni da fare ed i comportamenti da tenere sui futuri viaggi